Archivio mensile: luglio 2016

COLON IRRITABILE: MAGNESIO CARBONATO E FERMENTI LATTICI

intestino

Buongiorno a tutti!

Oggi mi va di scrivere un articolo su una patologia molto comune ma altrettanto molto fastidiosa: il colon irritabile. Io ne soffro ormai da diverso tempo, o meglio ne soffrivo in quanto diversi anni fa ho trovato la soluzione a questo problema che mi stava davvero condizionando la vita.

Ho avuto modo di conoscere il magnesio carbonato quando ho cominciato a lavorare in erboristeria ed ho iniziato ad assumerlo con il dire “O non fa niente o fa meglio, male non fa di sicuro!”. Poi, vedendo i primi immediati benefici, ho cominciato a consigliarlo ai clienti per i più svariati fastidi ma soprattutto per, come dicevo prima, il colon irritabile. L’abbinamento con i fermenti lattici non mancava mai, insieme infatti sono un’accoppiata vincente!

Dato il successo ho ritenuto opportuno parlarne qui, per rendere nota a tutti l’efficacia di questi due prodotti affinché, prima di ricorrere ad antispasmodici, antidolorifici, lassativi e quant’altro, possiate trovare una soluzione notevolmente più naturale e duratura. Chiaramente nel caso di altre patologie come diverticolite, colite ulcerosa, etc… può essere un valido aiuto ma non la soluzione, quindi consiglio semmai una visita approfondita.

Vi lascio ad una buona lettura e vi porgo i miei più cordiali saluti!

A presto e buona giornata!

Gloria

MAGNESIO CARBONATO

Il Magnesio carbonato è la forma di magnesio più assimilabile che si conosca e anche la più naturale, poiché da esso il nostro organismo riesce a far derivare gli altri tipi di magnesio (cloruro di magnesio, pidolato, etc..) a seconda dell’organo che ne ha più bisogno. Dato che il nostro corpo lo gestisce a suo piacimento, eliminando l’eccesso con le urine senza accumularlo sui reni, il magnesio carbonato può essere assunto per periodi più prolungati rispetto alle altre forme. Infatti, purtroppo, assumendo gli altri tipi nel caso in cui non ce ne fosse bisogno, il nostro organismo potrebbe tendere ad accumularli in maniera scoordinata.

Di solito lo si trova in una soluzione citrata (una polvere bianca da sciogliere in acqua) che favorisce la sua digeribilità a livello gastrico, considerato che è un sale minerale basico. Anche perché sarebbe un peccato non assimilarlo, dato che attiva oltre 300 reazioni biochimiche necessarie per avere un organismo che funzioni adeguatamente! Tra queste citiamo la produzione di energia, la partecipazione al metabolismo di zuccheri, proteine, grassi e carboidrati, equilibrio acido-basico, lotta contro le allergie, le infiammazioni, è un ottimo cardioprotettore e stimola la produzione di anticorpi.

Promuove anche un’azione corretta degli enzimi, i catalizzatori delle reazioni chimiche fondamentali nell’organismo, tra cui quella di regolare i livelli di calcio assunti e favorirne il corretto assorbimento. Infatti calcio e magnesio lavorano insieme per controllare l’azione dei muscoli, se il nostro organismo non ha un giusto quantitativo di magnesio, i muscoli rimangono contratti dando origine ai crampi. Voglio sottolineare che stiamo parlando di tutti i muscoli del nostro corpo, non solo di quelli locomotori ma anche di cuore e intestino, ed ecco spiegato il motivo per cui il magnesio funziona contro cardiopatie e colon irritabile (il cuore è un muscolo e se il magnesio è carente vengono causati i crampi).

I segnali del corpo che evidenziano una carenza di magnesio sono: stress, tremori, mal di testa, sindrome premestruale, ipertensione, fragilità ossea ed osteoporosi, emicrania, rischio di infarto, stanchezza, ipersensibilità, esaurimento, distorsioni, ipoglicemia, spasmi muscolari, diabete, crampi, asma, atrofia e distrofia muscolare, calcoli renali, attacchi epilettici, nervosismo, irrigidimento e dolori muscolari, stitichezza, tic nervosi, difficoltà ad addormentarsi, dolore a parte lombare o cervicale, attacchi di panico, ansia.

Disgregare magnesio e perderlo è notevolmente facile, basta assumere latticini, caffè, fumare e soprattutto essere stressati (il cervello utilizza magnesio per recuperare e rigenerarsi) per ritrovarsi con una bassissima quantità di magnesio all’interno del nostro corpo.

Il magnesio carbonato non ha alcuna controindicazione anche in caso di assunzione di farmaci.

 

FERMENTI LATTICI

Vediamo ora i fermenti lattici, questi flaconcini o compresse di cui tanto si sente parlare ma dei quali spesso non si conoscono le vere funzioni e potenzialità. Anzi spesso si assumono solo durante una terapia antibiotica (e va benissimo!) o in corso di qualche virus intestinale.

Da sempre sappiamo che alimenti ricchi di fibre sono ottimi per la regolarità intestinale e fin qui va bene, ma ciò che forse non sappiamo è che per un colon irritabile le fibre non sempre sono utili, anzi. Innanzitutto vanno in ogni caso assunte con una buona quantità di acqua durante la giornata, che permetta la pulizia dell’intestino e un costante smaltimento delle feci, altrimenti tenderebbero ad accumularsi nell’intestino provocando infiammazioni anche dolorose. E poi potrebbero in molti casi andare ad irritare ulteriormente il colon e conseguentemente i villi intestinali limitando l’assorbimento di alcune sostanze.

Per questo motivo va bene mangiare alimenti integrali, frutta e verdura ma nel caso di un colon irritabile si potrebbe integrare con l’assunzione di integratori di fermenti lattici (rigorosamente senza lattosio! Se non li chiedete in farmacia di solito danno quelli con il lattosio). Questi si dividono in PREBIOTICI o PROBIOTICI.

I primi nutrono i batteri intestinali amici come lattobacilli e bifidobatteri che mantengono l’integrità della parete intestinale limitando l’infiammazione. Gli altri invece contengono microrganismi vivi che apportano benefici alla salute dell’organismo ospite, in questo caso noi. Inoltre è stato anche riscontrato che apportano un notevole effetto dimagrante, in quanto influenzano gli ormoni regolatori dell’appetito. Infatti da altri studi francesi è stato visto che i batteri “cattivi”  stimolano l’appetito per i cibi “cattivi” che nutrono loro e ingrassano noi. Mentre i batteri “buoni” indirizzano il nostro appetito in senso opposto.

Per il colon irritabile e per altre patologie legate ad esso come colite ulcerosa e Morbo di Chron, i fermenti più adatti sono quelli probiotici, anche se a volte è possibile trovare alcuni prodotti “simbiotici”, ugualmente efficaci, che contengono sia microrganismi vivi che fibre prebiotiche (come l’inulina). Non bisogna dimenticare che un intestino sano permette un più alto tono dell’umore, ma anche una migliore efficienza del sistema immunitario, il cui 70% è localizzato proprio nel tratto intestinale.

AZIONE SINERGICA E DOSAGGI

La sindrome del colon irritabile è un disturbo caratterizzato dall’alternanza di momenti di stipsi a momenti diarroici, con crampi addominali e meteorismo. Ciò è causato da un’elevata sensibilità della membrana intestinale che si infiamma facilmente a seconda di ciò che mangiamo o anche di come stiamo a livello di stress. Per questo magnesio e fermenti sono fondamentali, in quanto il primo va a rilassare la muscolatura del colon favorendo la respirazione dei microrganismi che vi abitano e, a seconda del dosaggio, una più veloce espulsione fecale; i secondi vanno a ripristinare l’equilibrio della microflora intestinale.

Il dosaggio che di solito consiglio per il magnesio dipende da due casi:

METEORISMO, STIPSI E DIARREA IN ALTERNANZA: 1 cucchiaino raso da tè (possibilmente di plastica) in 1/2 litro di acqua a temperatura ambiente da bere durante il giorno tutti i giorni (si possono fare cicli di 3 mesi e si stoppa un mese se lo si vuole)

METEORISMO, STITICHEZZA ESTREMA E GONFIORE: da 1 a 4 misurini (partite con poco e potete aumentare nel caso in cui sia inefficace) in 1/2 litro di acqua a temperatura ambiente da bere durante la giornata tutti i giorni. Se sono due-tre giorni che si ha stitichezza è possibile assumerlo la mattina a digiuno in un bicchiere di acqua tiepido-calda  sempre da 1 a 4 misurini e una volta sbloccato l’intestino si può continuare ad assumerlo nella bottiglietta.

 

Per i fermenti di solito consiglio le forme in flaconcino (di più rapida assimilazione), ricordo SENZA LATTOSIO, da assumere uno al giorno per circa una settimana-10 giorni al mese a seconda della confezione. Si fanno cicli di almeno sei mesi, si stoppa 2-3 mesi e si ricomincia.

 

Per qualunque informazione in più o chiarimento rimango a disposizione, contattatemi pure!

A presto

Gloria

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MONTE CONERO: IL “SENTIERO DEGLI GNOMI” E IL “BAREFOOTING”

 Buongiorno a tutti!

Oggi voglio parlarvi un po’ del Monte Conero, tipico della nostra regione, cuore del Parco Naturale Regionale che comprende i 4 comuni di Ancona, Numana, Sirolo e Camerano. Il nome “monte” in realtà è morfologicamente inappropriato, in quanto un promontorio per essere chiamato così deve superare i 600 metri di altezza, il Conero è alto 572 metri, ma essendo il più alto rilievo sulla costa fino al Gargano, viene chiamato monte.

Il nome Conero deriva probabilmente dal greco “KOMAROS” e cioè “corbezzolo”, pianta caratterizzante la macchia mediterranea e lo stesso Parco Regionale.

Io ero una guida del Parco e ho passato giornate bellissime all’insegna della Natura e anche della condivisione. I gruppi di studenti e professori che accompagnavo erano entusiasti di mangiare immersi nel verde, distendersi nei prati e cantare una canzone tutti insieme. In particolar modo la cosa che li colpiva di più era un piccolo sentiero immerso nel bosco che collega la parte superiore di Pian dei Raggetti  a quella inferiore di Belvedere Nord. Io lo chiamo il sentiero degli gnomi”, poiché sembra attraversato da un’aura un po’ fantasy in quanto c’è un silenzio quasi totale. L’unica cosa che si riesce ad ascoltare è, come dicevo loro, la voce del bosco: i versi degli uccelli, qualche fronda che si muove, qualche tasso o cinghiale che sgusciano tra i cespugli, le api che ronzano … praticamente la Natura. Per questo, arrivati all’inizio del sentiero, consigliavo ai ragazzi di camminare in fila indiana distanziati un metro e mezzo circa l’uno dall’altro. L’emozione saliva di molto in quanto, già appena entrati, avvertivano l’atmosfera che avevo descritto loro prima. Finito il percorso chiedevo loro cosa avevano sentito e venivano fuori le cose più disparate e i ragazzi erano contentissimi.

 

Monte Conero visto dalla terrazza di Sirolo

Monte Conero visto dalla terrazza di Sirolo

Ma penserete: cosa c’entra questo con il BAREFOOTING ovvero il camminare a piedi nudi?

Ora ve lo illustro!

Buona lettura e a presto!

Innanzitutto vi parlo un po’ di questa pratica molto salutare che in italiano si chiama GIMNOPODISMO. Si tratta di camminare a piedi nudi durante la maggior parte delle attività con l’intento di ridare equilibrio alla nostra postura e sensibilità ai piedi, ritenendo che scarpe e calzini possano alterare il nostro baricentro. I benefici riguardano la muscolatura e la circolazione del piede, prevenendo gonfiori a gambe e caviglie attraverso un vero e proprio massaggio (vi ricordo le basi della riflessologia plantare, secondo cui dal benessere dei piedi dipende quello di tutto il corpo).

A me capita di camminare a piedi nudi, ma lo scopo di questo articolo è quello di invitarvi a praticare barefooting nella Natura. Io lo facevo spesso nel “sentiero degli gnomi” poiché il suolo è ricoperto solo di terriccio morbido e humus con pochissimi sassi incastonati. I benefici che ne riscontravo comprendevano, oltre quelli sopraddetti, ossigenazione della pianta del piede, senso di freschezza, rilassamento e maggiore attivazione dei recettori plantari stimolati da nuove sensazioni. Una dose di vitalità assicurata!

Ma basta un prato verde, un campo, una spiaggia … per evadere un po’ da strade e pavimenti, cemento e mattonelle, in fondo siamo nati a piedi nudi perché non ritornarci ogni tanto?

Provare per credere!

 E se volete condividere la vostra esperienza non esitate a scrivere sul blog o sulla pagina Facebook del sito.

Buona passeggiata intanto!

A presto

Gloria

 

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ACNE

Buona sera!

Oggi voglio parlarvi dell’acne, una tra le infiammazioni della pelle, ad evoluzione benigna ma pur sempre fastidiosa e a volte anche imbarazzante. Questo perché è caratterizzata da pustole, lesioni, punti bianchi e neri (comedoni) e perfino cistine, ben visibili e facilmente infiammabili.

La cosmetica e la dermatologia tradizionali di solito consigliano prodotti non sempre del tutto naturali (il silicone contenuto in alcuni ad esempio è un ottimo mitigatore delle cicatrici lasciate dalle fessurazioni acneiche) abbinati, in alcuni casi, a farmaci pesanti come antibiotici, antibatterici o regolatori ormonali. Tali farmaci sono spesso armi a doppio taglio, in quanto da una parte curano ma dall’altra intossicano il nostro organismo creando un circolo vizioso. Addirittura alcune donne che hanno assunto gli antibiotici per l’acne devono aspettare del tempo per concepire un bimbo, in quanto tali farmaci sono altamente pericolosi sia per l’instaurarsi di una gravidanza che per il feto.

Per questo motivo ritengo utile, prima di arrivare a tanto, tentare con la strada della fitoterapia i cui prodotti, come ben sappiamo sono più dermo-compatibili e facilmente smaltibili dal nostro organismo. Ma il motivo per cui ricorrere alle cure naturali è anche e soprattutto un altro: l’acne non è quasi mai un’infiammazione dell’epidermide e basta. Nella maggior parte dei casi essa ha origini interne al nostro corpo che possono essere ORMONALI, EPATO-INTESTINALI, PSICOSOMATICHE. Per questo a volte i farmaci di sintesi risolvono il sintomo ma non la causa, anzi la peggiorano.

Ad esempio nel corso del mio percorso lavorativo ho avuto modo di incontrare almeno 6-7 casi di acne, la maggior parte di origine psico-intestinale e il resto ormonale. Curata la causa passato il problema!

Ora vi spiegherò nello specifico i fattori che stanno alla base delle mie affermazioni e per qualunque informazione o consiglio sono a vostra disposizione.

Un saluto e buona lettura!

A presto

Gloria

 

Alla base della formazione dell’acne ci sta una iperproduzione sebacea, cioè una stimolazione eccessiva delle ghiandole sebacee, appunto, atte a produrre il grasso che serve a proteggere la pelle e ad evitare una eccessiva disidratazione rendendola più elastica.

Durante la pubertà la produzione di sebo è massima, data la tempesta ormonale in atto, e per questo possiamo notare parecchi adolescenti, maschi e femmine indistintamente, con i classici segni dell’acne. Passato questo periodo gli ormoni si regolarizzano e le ghiandole sebacee si placano regolarizzando la produzione di sebo e la pelle si appiana. Per alcune femmine questo processo potrebbe ripetersi mensilmente in corrispondenza della tipica sindrome premestruale, qualcuna ne può essere colpita in gravidanza invece, proprio a causa dell’eccessiva circolazione di ormoni tipica di questi periodi.

Un aiuto valido in questo caso ci arriva dai detergenti naturali non aggressivi, come quelli per esempio a base di ALOE antiinfiammatoria, riepitelizzante e astringente, che non vanno ad iperstimolare ulteriormente le ghiandole sebacee rendendo necessaria una doppia dose di sebo. Internamente è possibile agire con MAGNESIO CARBONATO che interviene in molte reazioni metaboliche e ormonali dell’organismo e ZINCO PICOLINATO, un oligoelemento antibatterico il cui utilizzo è stato rilevato favorevole contro l’acne.

Se invece l’acne continua a mantenere la sua presenza costante, nonostante l’età più avanzata, molto probabilmente siamo di fronte ad altri tipi di cause.

ORMONALE: generalmente a soffrire di questo tipo di acne sono le donne ma non per il ciclo mestruale o la gravidanza, come detto prima, ma perché cisti ovariche, amenorrea, ciclo irregolare e premenopausa causano squilibri ormonali. Di conseguenza le ghiandole sebacee si trovano nella solita condizione di iperstimolazione.

Di solito la terapia di sintesi prevede l’assunzione di farmaci ormonali, come ad esempio la pillola anticoncezionale con conseguente presenza degli effetti collaterali che essa comporta. In realtà si potrebbe iniziare con un aiuto naturale davvero efficace: l’OLIO DI BORRAGINE per uso interno (perle). Esso grazie alla presenza di fitoestrogeni svolge un’azione riequilibrante sul sistema ormonale femminile. In rete è circolato per tempo il dubbio che la borragine fosse cancerogena, ma questo è da ricondursi a un consumo eccessivo e smodato del prodotto. Attenendosi alle indicazioni scritte sulla confezione (variabili da ditta a ditta) e facendo trattamenti di 3 mesi, sospendendo 2 mesi e ripetendo, non si corre alcun pericolo. Considerato anche il fatto che il problema andrà molto probabilmente ad attenuarsi.

 

borragine

Da abbinare sempre all’olio di borragine è il MAGNESIO CARBONATO per i motivi sopra citati e lo ZINCO PICOLINATO, possibilmente in oliogelemento.

 

EPATO-INTESTINALE: questo tipo di acne lo chiamo così, anche se molto probabilmente non è un aggettivo che si ritrova nella letteratura scientifica, in quanto è proprio l’intestino la causa principale. Molto spesso tra l’altro l’acne intestinale è collegata a quella psicosomatica, poiché come si sente sovente dire “L’INTESTINO E’ IL NOSTRO SECONDO CERVELLO”.

Le persone che soffrono di colon irritabile e stitichezza (a volte causata anche dai disturbi ormonali sopra citati) accusano anche i sintomi dell’acne. . Inoltre una cattiva digestione comporta anche un notevole accumulo tossinico da parte del nostro organismo e tutto questo si riversa in maniera pressocchè totale sul nostro fegato. Non a caso, non dobbiamo dimenticare che l’epidermide è un organo complesso attraversato da capillari il cui sangue che li attraversa viene filtrato dal fegato, la ghiandola più grande del nostro corpo. Ma se questo filtro è intasato che succede alla nostra pelle? Semplice, dimostrerà debolezza e sarà più vulnerabile agli attacchi batterici.

I dermatologi spesso si soffermano solo sul sintomo e cominciano a prescrivere antibiotici o cortisonici che, in questo caso, non fanno altro che peggiorare la situazione in quanto alterano ulteriormente la microflora batterica intestinale

Il trattamento che ho sempre consigliato in questo caso è dato da: BARDANA in soluzione idroalcolica, MAGNESIO CARBONATO, FERMENTI LATTICI senza lattosio.

 

bardana

Questi che vedete sopra sono i fiori della Bardana, ma a livello fitoterapico si utilizza la radice. Essa è un ottimo drenante del fegato, quindi favorisce la fuoriscita delle tossine ed è il rimedio maggiormente usato proprio per i problemi epidermici dati i notevoli benefici che apporta.

Dai primi giorni di trattamento si riscontrano notevoli miglioramenti ma consiglio di fare cicli di 2 mesi stoppare 15 giorni e ricominciare. Nel caso di scomparsa dell’acne è comunque bene, almeno una o due volte all’anno ripetere l’assunzione per continuare a depurare in profondità.

I fermenti lattici vanno assunti per circa 10-15  giorni al mese per almeno sei mesi in modo che la microflora batterica ritrovi, passatemi il termine, la sua serenità. Il motivo per cui li consiglio SENZA LATTOSIO è semplice: il lattosio potrebbe alterare ulteriormente l’ambiente intestinale rendendo vana l’azione dei ceppi batterici che andiamo ad assumere con i fermenti. A questo proposito sarebbe bene eliminare  dalla propria dieta tutti i latticini, almeno per il periodo della terapia fitoterapica e limitare l’uso di lieviti e zuccheri raffinati.

Il Magnesio carbonato è un sale minerale che consiglio sempre come base per le terapie in quanto, soprattutto nei casi di stitichezza, aiuta il colon a regolarizzarsi rilassandolo, senza essere un lassativo che va ad agire sui villi intestinali irritandoli. Se ne assume un cucchiaino da tè (possibilmente di plastica) o una bustina in un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente a digiuno o lontano dai pasti. Può essere anche assunto in una bottiglietta da 1/2 litro e bevuto durante il giorno sempre lontano dai pasti.

 

PSICOSOMATICA: questo tipo di acne è di solito una conseguenza delle altre due sopra descritte. Donne con squilibri ormonali o persone con problemi intestinali sono sottoposte a volte a repentini cambiamenti umorali e a massicce dosi di stress. Nel caso in cui tutto questo dovesse sfociare in una ansia eccessiva con annessi attacchi di panico, sarebbe bene associare ai trattamenti precedenti dei prodotti rilassanti, in  quanto stati di tensione emotiva prolungati possono portare ad una iperattività ghiandolare.

Oltre al solito Magnesio carbonato (notevole aiuto per la produzione di serotonina e per la distensione muscolare) che spesso troverete citato, di solito consiglio la PASSIFLORA o l’IPERICO. La prima è consigliata nei casi di ansia e attacchi di panico, l’altro nei casi di depressione (non assumere mai l’iperico con la pillola anticoncezionale). Per il dosaggio controllare la scatola della confezione che acquistate, in quanto può cambiare da ditta a ditta in base alla titolazione.

Per quanto riguarda sono consigliabili detergenti con antibatterici naturali a basse percentuali, come Aloe, Propoli, Tea tree Oil, creme idratanti non grasse che vanno a ripristinare il naturale film idrolipidico e soprattutto, fondotinta possibilmente oil-free e naturali.

 

Ecco qua! Per qualunque chiarimento ulteriore o consiglio non esitate a contattarmi!

Buonanotte!

Gloria

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TEA TREE OIL

Buongiorno! Stamattina mi sono svegliata con questo pensiero in testa: “Devo assolutamente parlare del tea tree oil sul blog!”. Ma certo! Perché è un olio essenziale che stimo tantissimo, anzi molto probabilmente è quello che stimo e utilizzo di più, in quanto è multifunzione, facile da usare e soprattutto molto efficace. Bene, ora che vi ho indorato per bene la pillola, passo alla descrizione vera e propria di questo fantastico regalo della Natura!

Buona lettura e buona giornata!

A presto

Gloria

 

Il tea tree oil è un olio essenziale che si estrae dall’albero del tè (Melaleuca Alternifolia) ed è utile in tantissime situazioni.

E’ indispensabile per chi frequenta piscine o per chi ha un sistema immunitario indebolito, in quanto cura micosi, infezioni della pelle e dermatiti. Questi sono i principali utilizzi ma vediamo nello specifico i vari usi e i dosaggi giusti per ogni situazione.

FUNGHI e INFEZIONI: applicare con toccature di poche gocce sulla zona interessata, sempre dopo l’esposizione al sole e mai durante.

MICOSI DELL’UNGHIA: 1 goccia da massaggiare sull’unghia colpita 3 volte al giorno fino a completa sparizione dell’infezione

ORGANI GENITALI ESTERNI: aggiungere 3 gocce nel flacone del detergente intimo per proteggersi o curarsi dalle infezioni (Candida, herpes, etc…)

TRATTAMENTO ANTIMICROBICO PER IL CORPO: aggiungere 10 gocce nel flacone del bagnoschiuma.

ANTIFORFORA e ANTISEBO: 10 gocce nel flacone dello shampoo da poter utilizzare anche tutti i giorni; 3 gocce da stendere sulle zone colpite (zona frontale, dietro le orecchie, dietro la nuca, zona occipitale) e lasciare in impacco durante la notte.

TRATTAMENTO CICATRIZZANTE/IGIENIZZANTE DOPOSOLE: aggiungere 5 gocce su una dose di doposole.

PUNTURE DI ZANZARA o ALTRI PICCOLI INSETTI: 1 goccia direttamente sulla puntura disinfetta, lenisce ed elimina il prurito.

PRIME VIE RESPIRATORIE: 2-3 gocce diluite in acqua o su una zolletta di zucchero o su un cucchiaino di miele (3 volte al giorno per 5 gg poi 1 volta al giorno per altri 10 gg)

Un discorso un po’ più lungo merita l’utilizzo del tea tree oil contro i PIDOCCHI. Esso è l’unico olio essenziale attivo su quest’ultimi che non contenga chetoni e fenoli. Agisce in modo completamente diverso, con un’azione meccanica che riduce la capacità di movimento dei pidocchi stessi. Le caratteristiche fisiche dell’olio rendono difficili i movimenti dei parassiti e l’ingresso dell’olio stesso nelle loro vie respiratorie ne causa una parziale asfissia. Tale meccanismo di azione rende l’impiego di questa sostanza naturale per uso esterno più sicura di altre. 

 

Per qualunque chiarimento, consiglio o informazione non esitate a contattarmi!

Buona scoperta del tea tree oil!

 

Melaleuca Alternifolia

Melaleuca Alternifolia


TROVA TE STESSO

GANDHI – Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

RITA LEVI MONTALCINI – La serenità è la vera forza della vita.

CONFUCIO – Ho imparato che la calma è molto più destabilizzante della rabbia, che un sorriso disarma molto più di un volto corrugato … ho imparato che il silenzio di fronte ad un’offesa è un grido che fa tremare la terra!

CHARLES BUKOWSKI – Tutto si riduce all’ultima persona a cui pensi la notte: è lì che si trova il tuo cuore.

ANTHONY ROBBINS – Fissare degli obiettivi è il primo passo per trasformare l’invisibile nel visibile.

ANTICO PROVERBIO CINESE – Cerca sempre di ottenere ciò che ami o dovrai accontentarti di ciò che ottieni.

ANNIBALE – O troveremo una via o la costruiremo.

Paulo Coelho – Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.

 

 

 

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IL TRAINING AUTOGENO

Buongiorno a tutti! Oggi voglio parlarvi di una delle tecniche di rilassamento più semplici ma efficaci in assoluto, ovvero il Training Autogeno.

E’ una tecnica che imparai da autodidatta alcuni anni fa per cercare di placare moltissimi disturbi legati all’ansia di cui soffrivo e dalla quale ho trovato molto giovamento. Poi l’ho ritrovata al corso di yoga che frequentavo, dato che l’insegnante ce la proponeva magicamente dopo ogni lezione.

Letteralmente significa “allenamento che si genera da sé” e fu ideato dal dottor Schultz per la distensione psicofisica della persona senza intercessione o induzione da parte di terzi (come per l’ipnosi ad esempio). La pratica costante del Training Autogeno consente di acquisire una maggior conoscenza di sé, della propria respirazione e dei punti che hanno maggior difficoltà a lasciarsi andare.

Inoltre innalza i livelli di serotonina ed endorfine, abbassando quelli di adrenalina e cortisolo … una vera doccia di benessere!

Di seguito verrà descritta la procedura e vi saranno tutti i consigli per la preparazione del luogo adatto all’allenamento. Buon relax allora!

Ti stai apprestando a rilassare tutto il tuo corpo e di conseguenza la tua mente. Scegli un posto silenzioso, privo di stimoli eccitanti e spegni i telefoni possibilmente. Volendo puoi accendere della musica rilassante e predisporre una luce soffusa, magari con l’aiuto di una candela. Indossa indumenti comodi, non aderenti e non troppo caldi e scegli la posizione in cui ti trovi meglio:

  • SEDUTA: piedi ben poggiati a terra, schiena eretta appoggiata allo schienale, cosce a 90° e mani appoggiate sulle gambe con il palmo rivolto verso l’alto, occhi chiusi
  • DISTESA: gambe rilassate e piedi verso l’esterno, braccia lungo i fianchi con i palmi delle mani rivolti verso l’alto, testa eretta con o senza cuscino, schiena ben appoggiata a terra, occhi chiusi
Comincia a sgomberare la mente concentrandoti sul respiro, rilassa i polmoni cercando di concentrare la respirazione sul diaframma. Esegui 3 respiri profondi lentamente, inspira contraendo il diaframma ed espira rilassandolo. Ora concentrati sul tuo corpo e sentilo ben appoggiato a terra o sulla sedia in base alla posizione da te scelta.
Porta l’attenzione al piede destro, sentilo pesante e senti tutte le dita rilassate dalla punta fino all’attaccatura con il metatarso, lascia andare il piede dove vuole e rilassa la caviglia. Ora porta l’attenzione al polpaccio che comincia a rilassarsi fino al retro del ginocchio, la gamba comincia ad essere notevolmente più pesante. Ora passa alla coscia e rilassala, sentila come se contenesse acqua e fosse completamente morbida. Esegui le stesse operazioni con la gamba sinistra. Ora hai entrambe le gambe completamente rilassate e pesanti.
Concentrati ora sulla zona genito-pelvica e rilassala, lasciando andare le tensioni e i piccoli doloretti, lascia che diventi pesante come le gambe. Continua a respirare con il diaframma ed ora concentrati proprio su di esso, sentilo che si gonfia e si sgonfia con un melodico movimento ritmico.
Ora passa alla mano destra e a tutte le sue dita, sentile pesanti e incapaci di afferrare qualunque cosa, prosegui verso il polso, l’avambraccio e il braccio … tutto questo arto diventa pian piano rilassato e pesante. esegui le stesse operazioni con la parte sinistra.
Ora concentrati sul torace, i polmoni sono più rilassati e si gonfiano e sgonfiano molto lentamente, le spalle sono abbassate e non sentono alcun peso su di esse. Ora passa alla schiena e rilassa tutta la colonna dal coccige fino alla prima vertebra cervicale, sentila forte e tonica ma rilassata, libera da qualunque tensione e pronta a sostenere tutto il tuo corpo. Concentrati ora sul viso e la testa, rilassa la fronte, gli occhi, il naso, lascia che la bocca si apra quanto vuole, la lingua, il palato, il tuo viso è completamente rilassato.
Percepisci tutto il tuo corpo caldo e in rigenerazione, sta riacquistando energia. Ora è un unico insieme in pace con se stesso e col mondo che lo circonda, in armonia con tutta la Natura. A questo proposito prova a visualizzare un elemento naturale che ti porti serenità e pace, un bosco, una montagna, un prato, una cascata e sentiti all’interno di esso pronto a goderne tutti i benefici. Ricaricati delle sensazioni che questo luogo magico ti rimanda e trai da esso tutte le emozioni positive. Rimani qualche minuto nel tuo luogo della Natura e poi comincia a rientrare nel tuo mondo.
Ricomincia a sentire il tuo corpo più vitale e scattante a partire dai piedi e pian piano fino alla testa, le braccia il viso, tutto è pronto a ripartire. Concediti il tempo che serve per questa risalita e quando ti sentirai pronto fai 3 respiri profondi e apri gli occhi.
Stirati e allungati per riprendere piena padronanza dei tuoi movimenti e quando ti senti pronto alzati lentamente.

Bene ora hai concluso una rilassante seduta di training autogeno (mi sono rilassata anche io a scrivere i vari passaggi nonostante li svolga abitudinariamente)! Non esitare a chiedere consigli o informazioni e volendo puoi anche registrare i passaggi a voce e risentirli per effettuare al meglio tutto il percorso.

A presto e alla prossima tecnica!

Gloria

 

OLI E OLEOLITI

Buongiorno a tutti! Oggi voglio fornirvi questo elenco dei maggiori oli e oleoliti utilizzati in fitocosmesi e utili anche per qualche problemino di salute. Vi lascio all’elenco e corro a prepararmi, alla prossima e buona giornata!

  • OLEOLITO DI IPERICO: scottature, abrasioni, prurito (anche per ragadi anali)

  • OLEOLITO DI ELICRISO: ristrutturante, per psoriasi e ulcerazioni della pelle

  • OLEOLITO DI CALENDULA: pelli secche e molto sensibili, dermatiti, screpolature, arrossamenti e desquamazioni

  • OLEOLITO DI JOJOBA: azione idratante e protettiva, anche per le scottature solari

  • OLIO DI GERME DI GRANO (anche in perle): per le rughe, emolliente e aiuta nell’invecchiamento cellulare precoce (consigliato per chi fa tante lampade)

  • OLIO MENTOLATO: azione rinfrescante (ad esempio per la varicella)

  • OLIO DI RICINO: rinforzante per capelli che cadono e anche per allungare le ciglia

  • OLIO DI LINO: dermatosi e scottature

  • OLIO DI RISO: pelli secche, protegge dai radicali liberi grazie al filtro solare gamma-orizanolo e aiuta contro le rughe.

  • OLIO DI SESAMO: veicolante per massaggi

  • OLIO DI AVOCADO: emolliente, protettore per le radiazioni e le pelli screpolate

  • OLIO DI CANFORA: dolori muscolari (simile all’artiglio del diavolo)

  • OLEOLITO DI CAROTA: stimolatore della melanina (se si ha già un’abbronzatura va bene anche durante l’esposizione al sole, sennò meglio la sera perché non ha un fattore di protezione solare)

  • OLIO DI CANAPA: pelle secca, spenta e disidratata, utile anche per lew smagliature alternato all’olio di mandorle in quanto arriva molto più in profondità

  • OLIO DI ARGAN: azione antietà, rinforzante per le unghie

  • OLIO DI BORRAGINE (anche in perle): pelle molto secca, azione tonica sotto braccia e mento (menopausa)

  • OLIO DI FEGATO DI MERLUZZO (in perle): ricostituente e pulitore del circolo sanguigno, utile in casi di affaticamento

  • OLIO DI ENOTHERA (in perle): assieme all’olio di borragine contiene fitoestrogeni e sostituisce la pillola per chi ha sbalzi ormonali, ciclo altalenante e doloroso, pelle sporca e grassa (va fatto a  cicli di 3 mesi, una perla prima dei pasti principali)

  • OLIO DI MACADAMIA: è ricavato da un albero australiano, simile all’olio di mandorle e ricco di vitamina E, è un ottimo ricostituente per il viso. E’ antiossidante, dopo l’estate si può utilizzare mattina e sera e usato sui capelli come impacco, evita le doppie punte.

  • OLIO DI ROSA MOSQUETA: azione antietà e anti-smagliature, dato assieme all’olio di mandorle e lungo la smagliatura, riesce a ridurre sia la colorazione scura che la grandezza della stessa.

  • OLIO DI VINACCIOLI: veicolante

 

oli e oleoliti

 

 

 

NONI (Morinda Citrifolia)

Buongiorno a tutti! Oggi voglio parlarvi del SUCCO DI NONI, un efficace rimedio per molti malesseri, da me molto stimato e frequentemente utilizzato. Eccovi una spiegazione abbastanza dettagliata della sua origine e molteplice funzione. A presto!

noni

I vantaggi diffusi del NONI sono stati constatati per tutte le isole dei Caraibi, del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Il Noni cresce dovunque nelle isole del Sud Pacifico, ma quello di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente, cioè nelle isole esotiche di Tonga, Fiji, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawaii. La pianta del Noni è stata usata per più di 1500 anni dagli indigeni polinesiani come il più importante rimedio per la salute.

Esso infatti contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante; le foglie e le radici contengono l’intero spettro degli aminoacidi. I Kahunas (sacerdoti e professionisti delle isole del Sud Pacifico) e gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute:

  • sollievo dal dolore

  • sinusite, raffreddori e influenza

  • artrite, cardiopatie e diabete II

  • disturbi digestivi e problemi mestruali

  • encefaliti ed emicrania

  • ferite, infezioni e malattie cutanee

La Dott.ssa Isabella Abbott, professore alla University of Hawaii affermava: “Usatelo per il diabete, la pressione sanguigna, i tumori e molte altre malattie”.

Le ricerche attuate nei Paesi occidentali risalgono al 1950 quando la rivista scientifica PACIFIC SCIENCE ha osservato che il frutto del Noni presentava notevoli proprietà antibatteriche, perfino contro  il letale E.Coli.

Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche del Noni, mentre la rivista “Cancer Letter” aveva reso noto che la Kejo University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone aveva dimostrato che il Noni aveva la capacità di invertire le cellule precancerose in cellule sane.

Nel 1992 all’83° Convegno Annuale dell’American Association for Cancer Research sono state presentate ricerche significative sugli usi medicinali del Noni tramite una relazione che portava il seguente titolo: L’ATTIVITA’ ANTITUMORALE DELLA MORINDA CITRIFOLIA SUL CARCINOMA POLMONARE DI LEWIS INNESTATO PER VIA INTRAPERITONEALE NEI TOPI”. In questo studio i topi sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis.

  • I topi non curati sono morti entro 9-12 gg

  • I topi trattati con il Noni vissero dal 105% al 123% più a lungo e circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 gg. 

In pratica il Noni inibisce la crescita tumorale.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Gli studi indicano che il Noni sia utile per una miriade di condizioni.

  1. Produce effetti unici antidolorifici e antinfiammatori

  2. Regola la funzione cellulare e la rigenerazione delle cellule danneggiate

  3. Elimina e combatte molti tipi di batteri

  4. Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario (tali cellule svolgono un ruolo chiave nello sconfiggere le malattie)

  5. Inibisce la crescita di tumori cancerosi e la funzione precancerosa

  6. Genera proprietà adattogene

MODI E TEMPI DI SOMMINISTRAZIONE

Uno studio ha mostrato che i costituenti del Noni raggiungono la loro massima funzione curativa dopo 2 ore dall’ingestione e iniziano a indebolirsi dopo 4 ore, pur rimanendo attivi anche dopo 12 ore. Per ottenere i massimi benefici è consigliabile somministrare il Noni parecchie volte al giorno costantemente e in dosaggi scaglionati.

La posologia può variare a seconda della casa produttrice e della persona (possono esserci da 2 a 6 somministrazioni al giorno in cucchiai o misurini), ad ogni modo i momenti fondamentali in cui mantenere l’assunzione basilare sono il mattino a digiuno e la sera prima di coricarsi. Questo è dato dal fatto che al mattino si aiuta l’organismo a depurarsi dalle tossine accumulate durante la depurazione notturna; alla sera si dà una marcia in più all’organismo per effettuare il lavoro di pulizia sopraddetto. 

EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI

Se vengono rispettate le dosi indicate il Noni è da considerarsi sicuro quindi non vi sono da evidenziare particolari effetti collaterali. Durante le prime assunzioni, il succo di Noni potrebbe provocare sensazioni di fastidio allo stomaco e all’apparato digerente, in alcuni soggetti particolarmente sensibili. Ma questo tipo di disturbo svanisce normalmente entro le prime due settimane di assunzione.
Dato il buon contenuto di potassio il Noni dovrebbe essere evitato:

  • In caso di patologie renali concomitanti;

  • Da pazienti in terapia con:

    • diuretici

    • inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE);

    • bloccanti del recettore dell’angiotensina II.

In particolare, l’assunzione dell’integratore, può potenzialmente provocare una condizione di iperkaliemia, con un aumento pericoloso dei livelli di potassio a livello sanguigno.

I medicinali con cui il Noni potrebbe produrre una probabile interazione sono:

    • Alcuni ACE inibitori come: captopril, enalapril, lisinopril, ramipril, perindopril ecc.

    • Alcuni Antagonisti del recettore per l’angiotensina II come: losartan, valsartan, irbesartan, candesartan, telmisartan, eprosartan ecc.

  • Alcuni farmaci epatotossici come: acetaminofene, amiodarone, carbamazepina, isoniazide, metotressato, metildopa, fluconazolo, itraconazolo, eritromicina, fenitoina, lovastatina, pravastatina, simvastatina e altri.

  • Il Warfarin (Coumadin ®) è un farmaco anticoagulante cumarinico. Il succo di Noni potrebbe diminuire l’effetto del medicinale e aumentare potenzialmente il processo di coagulazione del sangue.

  • Anche i farmaci diuretici risparmiatori di potassio come: amiloride, spironolattone e triamterene

 

ALERT!!

E’ consigliabile NON utilizzare il Noni in caso di gravidanza, allattamento, malattie epatiche e renali.

Inoltre NON assumere il Noni in caso di malattie autoimmuni in quanto la sua notevole azione sul sistema immunitario può alterare o incentivare il progredire della malattia.

 

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