Archivio mensile: gennaio 2017

LA DOCCIA: BENEFICI NON SOLO PER IL CORPO!

Buonasera a tutti!

Prima di cominciare vorrei rivolgere ancora una volta il mio pensiero alle persone decedute sotto le macerie dell’Hotel Rigopiano, ai loro familiari e a coloro che ancora stanno lottando per venirne fuori. Un pensiero particolare va ai coraggiosi bambini che hanno affrontato questa tragedia e a coloro che stanno lavorando da giorni per scavare e liberare i superstiti. Vi hanno chiamato “eroi”, ma oltre a questo credo voi siate degli ANGELI, che non si mettono in mostra, non fanno pubblicità … voi semplicemente ci siete e fate ciò di cui solo chi è provvisto di un gran cuore può fare.

Proprio pensando ai terremotati, agli sfollati e a tutte quelle persone che hanno perso la propria casa e le proprie cose, giorni fa, mentre ero sotto la doccia mi sono detta: “MA QUANTO E’ IMPORTANTE ED EFFICACE FARE UNA DOCCIA? QUANTO TI RIGENERA?”. Ho pensato che queste persone non hanno possibilità di farla, o se la hanno, non in casa propria, non in un momento di tranquillità … mi sono detta che la fortuna la fanno le piccole cose e i piccoli gesti quotidiani a cui spesso diamo poca importanza.

Così ho deciso di scrivere un articolo su questo argomento cercando di far capire cosa si nasconde dietro un’azione così banale e frequente come il fare la doccia. Spero faccia riflettere su quante possibilità abbiamo e a volte non pensiamo mai a chi sta davvero peggio di noi.

Vi lascio ad una buona lettura e vi auguro una buona serata!

A presto e un abbraccio

Gloria

Alcuni studi recenti hanno evidenziato come per il 72% delle persone le idee migliori e più produttive vengano proprio sotto la doccia. Questo è sicuramente dato dal fatto che l’ambiente doccia crea una bolla isolante intorno a noi, lontano da pc, telefoni cellulari e televisioni e da ingerenze da parte di altre persone (figli esclusi come nel mio caso!). Il rumore dell’acqua isola e porta via i pensieri ossessivi, portando la mente a dedicarsi a se stessi. Secondo lo psicologo della Drexel University di Philadelphia, John Kounios, Siamo meno consapevoli dell’ambiente esterno e più consapevoli dei nostri pensieri.

Inoltre secondo alcune ricerche sotto la doccia viene attivata la CORTECCIA PREFRONTALE del cervello, quella che si occupa dell’apprendimento, della creatività e all’adattamento a nuove situazioni (capite ora quanto può mancare anche una doccia in certi contesti?). In aggiunta a questo, se proviamo a fare la doccia ad occhi chiusi, dato l’ambiente pieno di stimoli sensoriali, riusciremo ad attivare tutti i nostri sensi (dall’udito per lo scroscio dell’acqua all’olfatto per l’odore del sapone, etc…), allenando le varie aree cerebrali che a volte rimangono a riposo.

Dal punto di vista ormonale, è stato visto che sotto la doccia aumentano i livelli di DOPAMINA che aumenta il livello di attenzione, influenzando positivamente anche l’umore accentuando una maggiore fiducia in se stessi.

Tutto questo è incrementato anche dal fatto che quello è un momento che dedichiamo solo a noi stessi e al nostro corpo, ci prendiamo cura di lui semplicemente coccolandolo e massaggiandolo. Quante volte vi siete sentiti impresentabili, senza una voglia al mondo (nemmeno quella di farsi una doccia!) , ma nel momento in cui siete riusciti a rompere il ghiaccio e avete sentito l’acqua sulla vostra pelle tutto è cambiato? A me è capitato, molte volte!

Inoltre la doccia ha un impatto ambientale più ecologico ed economico rispetto al bagno, anche se i litri di acqua consumati non sono comunque bassi. Per una doccia di 5 minuti servono 75-80 litri di acqua contro i 150 litri del bagno (equivalente all’incirca al fabbisogno di acqua per un uomo per 100 giorni!). Se applichiamo un frangigetto (dispositivo miscelatore di aria ed acqua che produce un getto più leggero) riusciamo a ridurre il consumo a 9 litri/minuto! Sicuramente alternando il bagno alla doccia o preferendo quest’ultima, e chiudendo i rubinetti quando ci si insapona, il risparmio di acqua è assicurato!

Bene, il mio intento era quello di sensibilizzare voi lettori sull’importanza di questo “rito” che a volte, io per prima, dimentichiamo quanto sia importante ma che sarebbe doveroso eseguire con le dovute accortezze: a volte non ci rendiamo conto che il bene che facciamo all’ambiente lo facciamo a noi stessi!

Ora vi auguro di nuovo buona serata e grazie per l’attenzione!

A presto

Gloria 

 

 

INSONNIA: MOMENTANEA O CRONICA E’ COMUNQUE UN DISAGIO

Buonasera a tutti!

Oggi ho deciso di parlarvi dell’insonnia e la causa di questa scelta potrebbe ricadere quasi sicuramente sul fatto che i miei ormoni cominciano a “svalvolare” ancora di più! Infatti qualche notte la sto già passando con due occhi spalancati stile “gufo” e magari sono proprio le notti in cui il mio primogenito dorme come un ghiro … ma ci sta, fa parte di questa mia bellissima situazione, andiamo avanti! Al di là del discorso ormonale però, esistono vari tipi di insonnia e varie potrebbero esserne le cause. Nel corso della mia esperienza lavorativa ho avuto modo di incontrare molte persone affette da questo disturbo e in alcuni casi le conseguenze delle notti insonni si ripercuotevano notevolmente nelle attività quotidiane e nel tono dell’umore, oltre che sullo stato di salute generale della persona. La Fitoterapia in alcuni casi riesce ad alleviare o addirittura annullare il disagio provocato dall’insonnia, in altri casi ben più gravi e cronici è necessaria una visita approfondita presso un Centro del Sonno, struttura specializzata nel trattamento di questa tipologia di disturbo.

Ora vi lascio ad una buona lettura: vedremo le varie fasi del sonno, per poi passare alle caratteristiche dell’insonnia e le varie tipologie, parleremo dei Centri del Sonno, ed infine delle soluzioni fitoterapiche e comportamentali che possono permettere un notevole miglioramento. Nel caso in cui abbiate bisogno di ulteriori chiarimenti o consigli non esitate a contattarmi privatamente o lasciando un commento su questo articolo.

A presto e buona serata

Un abbraccio

Gloria

Il nostro sonno non è uguale per tutta la sua durata ma è caratterizzato da due fasi principali: la FASE NON-REM e la FASE REM. La prima consta di 4 stadi:

  1. FASE DI ADDORMENTAMENTO: stato fra veglia e sonno leggero

  2. SONNO LEGGERO: lasciamo andare la mente e rilassiamo i muscoli

  3. SONNO PROFONDO

  4. SONNO PROFONDO EFFETTIVO: in questo stato l’organismo comincia a rigenerare le cellule e a riparare ciò che era stato danneggiato quindi è una fase importantissima per la nostra salute.

La seconda fase invece, quella REM, consta di un unico stadio in cui si fanno i sogni e questa volta a rigenerarsi è la nostra mente, che rielabora il vissuto della giornata cercando di metabolizzarlo (non a caso si dice “dormici su e domani non ci penserai più!”). L’acronimo REM sta per rapid eye movements (movimenti rapidi degli occhi) in quanto è caratterizzata da un’elevata attività cerebrale e da veloci movimenti oculari. Tant’è vero che il sonno della fase REM viene considerato PARADOSSO in quanto l’eccessiva attività neuronale è in netto contrasto con il grado di rilassamento muscolare raggiunto dal nostro corpo. La fase REM dura circa 15 minuti e si ripete ogni 2 ore circa arrivando a durare un pochino di più verso il momento del risveglio (ecco perché i sogni della mattina ce li ricordiamo maggiormente!). Durante la notte, in un sonno normale, troviamo 4-5 cicli del sonno caratterizzati dall’alternanza delle varie fasi.

Il sonno di cui necessita ognuno di noi non è uguale per tutti, esso varia in base all’età e alle condizioni. Quindi non c’è da allarmarsi se si dorme naturalmente meno delle canoniche 8 ore con cui continuamente ci hanno tartassati se poi al mattino siamo freschi e riposati come una rosa. Evidentemente il nostro organismo ha bisogno di meno ore di sonno e non c’è da pensare al fatto che forse siamo affetti da chissà quale disturbo. Di base le ore di sonno necessarie diminuiscono con l’aumentare dell’età: al neonato occorrono circa 18 ore contro 5-7 dell’anziano. Ma perché allora i neonati hanno un sonno caratterizzato da discontinuità e cicli brevi? C’è una spiegazione a tutto ciò ma prima dobbiamo vedere quali sono gli elementi che entrano in gioco nel nostro sonno.

L’EPIFISI è una piccola ghiandola endocrina situata al centro della scatola cranica, definita anche “ghiandola pineale” per la sua forma che assomiglia ad una piccola pigna. I pinealociti, cellule dell’epifisi, sono preposti alla formazione della MELATONINA regolatrice del ciclo sonno-veglia, in assenza di luce ovvero senza stimolazione dei fotorecettori retinici. Per i primi tre mesi di vita il livello di melatonina è molto basso (e con questo rispondo alla domanda soprastante) quindi i neonati hanno un sonno particolarmente frammentato. Verso i 3 anni l’epifisi completa la sua maturazione e anche la produzione della melatonina aumenta progressivamente, per poi ridursi in età adulta a seguito di una progressiva calcificazione dell’epifisi. Successivamente torneremo a parlare della melatonina in riferimento alle cure fitoterapiche.

Bene, ora vediamo cosa è l’insonnia e quali sono le sue caratteristiche. Generalmente un paziente parla di INSONNIA quando percepisce il  proprio sonno insufficiente o insoddisfacente, ma per giungere a una tale conclusione occorre tenere conto di vari parametri e caratteristiche che permettono di arrivare a una diagnosi certa e a soluzioni appropriate.

Esistono due macro-gruppi di disturbi del sonno:

  • DISSONNIE: sono dovuti ad alterazioni di ritmo, qualità e quantità del sonno come insonnia, apnee notturne e narcolessia.

  • PARASONNIE: sono caratterizzati da un evento anomalo e indesiderato durante il corso del sonno (sonnambulismo, sonniloquio, incubi, enuresi, bruxismo e sindrome delle gambe senza riposo).

Come abbiamo visto l’insonnia fa parte del primo gruppo , ma per essere ben classificata si fa riferimento ad una serie di caratteristiche, soprattutto si tiene conto di tre parametri:

  1. DURATA: varia da persona a persona e può modificarsi nel corso della vita dello stesso individuo. Vi è quella OCCASIONALE o TRANSIENTE (dura meno di una settimana e può essere dovuta a disordini ambientali o cambiamenti climatici, etc…), TRANSITORIA o ACUTA (dura meno di un mese), CRONICA (dura più di un mese e può essere causata da altre patologie).

  2. CAUSE: vi è l’INSONNIA PRIMARIA o NON ORGANICA quando il paziente non presenta cause fisiche apparenti che giustifichino lo stato insonne; INSONNIA SECONDARIA causata invece da patologie fisiche (iper-tiroidismo, arteriosclerosi per dirne alcune) o psicologiche (depressione, stress, ansia).

  3. TIPOLOGIA: l’insonnia può essere INIZIALE (si fa fatica ad addormentarsi), CENTRALE (frequenti risvegli durante il sonno), TARDIVA (ci si sveglia al mattino molto presto).

Tra poco vedremo le soluzioni fitoterapiche e comportamentali che possono portare beneficio a chi non passa le sue notti così tanto bene, ma prima vorrei parlare dei CENTRI DEL SONNO, in cui vengono studiati i casi più che altro cronici o recidivi, aggravati da altre patologie e condizioni. Generalmente lo studio delle condizioni del sonno di un individuo partono da un’accurata anamnesi medica e psichiatrica e da una registrazione di tutte le attività della persona nel corso delle 24 ore, compresi anche gli stati umorali, la stanchezza e il deficit dell’attenzione. Di solito viene richiesto l’uso di un diario del sonno da compilare anche con l’aiuto di altre persone che dormono o risiedono insieme al paziente, per registrare la totale attività notturna anche nel caso di disturbi inconsci come sonnambulismo, sonniloquio, incubi, etc… La POLISONNOGRAFIA è l’esame più completo ed è una registrazione strumentale di una notte di sonno (il paziente viene trattenuto in clinica) in cui vengono rilevate le varie fasi oniriche, la respirazione, il ritmo cardiaco, i movimenti muscolari, etc… e spesso viene utilizzata per cercare cause occulte che inficiano lo stato del sonno come le apnee notturne per esempio.

Alcuni Centri del Sonno italiani accreditati dall’AIMS (Associazione Italiana di Medicina del Sonno) si trovano a Torino, Milano, Bergamo, Genova, Bologna, Siena, Ancona, Roma, Bari, Lecce, Palermo e Messina, per citarne qualcuno. Nelle Marche, all’Ospedale Umberto I a Torrette di Ancona (reparto di Neurologia) è possibile rivolgersi ad un ambulatorio dedicato ai disturbi del sonno (probabile futuro Centro) guidato dalla bravissima Dott.ssa Laura Buratti. Per esperienza personale invito chiunque abiti in zona e necessiti di una visita o di una semplice consulenza, a rivolgersi all’ambulatorio sopra indicato.

Ora tratteremo le NORME DI IGIENE DEL SONNO, una serie di comportamenti che possono favorire fisiologicamente un buon riposo notturno. Sono facilmente applicabili, per questo molti individui sono molto scettici riguardo la loro efficacia, in realtà nella letteratura scientifica è stata documentato ben altro. In molti casi di insonnia, indipendentemente dalle cause scatenanti, la non osservanza di tali norme ha portato ad un peggioramento o addirittura alla cronicizzazione del disturbo, al contrario l’applicazione delle stesse ha dato risultati soddisfacenti quali la rimozione o l’attenuazione del problema.

Vediamo ora quali sono le norme di igiene del sonno suddividendole in base al campo di applicazione:

  • AMBIENTALI: si sconsiglia la sistemazione di apparecchi elettronici quali televisore, PC, telefono o di oggetti che richiamano stati di vegli come le scrivanie, nella stanza adibita al riposo. Questa inoltre deve essere sufficientemente buia, silenziosa e con una temperatura adeguata.

  • DIETETICHE: è noto quanto caffeina e analoghe sostanze eccitanti stimolino i centri nervosi, quindi sono da evitare in particolare nelel ore serali. Al contrario l’alcool è un sedativo, ma il suo effetto è molto breve e svanito questo il nostro organismo entra in uno stato di ipereccitabilità favorendo un sonno caratterizzato da continui risvegli. Anche la nicotina ha azione eccitante sui centri nervosi, oltre a poter favorire difficoltà respiratorie durante il sonno. Per quanto riguarda l’alimentazione, cibi ricchi in triptofano (un precursore di serotonina e melatonina) possono favorire il riposo e tra questi troviamo i carboidrati, il salmone, il tonno, le banane, la carne bianca, il latte.

  • COMPORTAMENTALI: è risaputo che devono essere evitati i sonnellini diurni, eccetto uno breve post-prandiale, soprattutto quelli dopocena a ridosso del momento del coricarsi. L’esercizio fisico e altre attività impegnative dal punto di vista intellettivo sono auspicabili nel tardo pomeriggio, ma da evitare nelle ore prima del riposo, così come … udite udite … il bagno caldo serale, in quanto è stato visto che la propensione al sonno corrisponde ad un abbassamento della temperatura che non riuscirebbe a regolarsi a ridosso del riposo. L’osservanza di orali regolari per coricarsi e alzarsi è molto importante per cercare di rispettare il nostro “orologio interno”, il complesso meccanismo neuro-ormonale di cui fanno parte alcune zone del sistema nervoso compresa la ghiandola pineale.

Le soluzioni fitoterapiche invece, partono dalle semplici ma comunque efficaci tisane, fino ad arrivare a dei veri e propri integratori. Vediamole insieme in modo che possiate scegliere ciò che fa più al caso vostro.

  • TIGLIO COMPOSTO (tisana/gocce): è un rilassante diurno e notturno del sistema neuro-vegetativo utilissimo contro ansia e stress. Se ne assume una tazza prima di coricarsi, ma nel caso di ansia diurna si può assumere una tazza anche durante la giornata. Le gocce possono essere assunte da 30-40 gocce 2-3 volte al dì lontano dai pasti. ATTENZIONE: nel caso di ipotensione può influire ulteriormente, in caso di debolezza ridurre il dosaggio o sospendere l’assunzione. 

  • MELISSA (tisana o capsule): è rilassante soprattutto del sistema gastro-intestinale ed è molto utile nei casi in cui il sonno fosse disturbato da reflussi, coliti, etc… La tisana può essere assunta anche 2 volte al giorno, di cui una prima di coricarsi; per le capsule è bene seguire il dosaggio scritto sulla confezione.

  • MELATONINA: aiuta nel regolare il sonno e per superare il disagio provocato dal jet-lag, proprio per questa sua capacità di agire sul ritmo circadiano. Si può trovare in gocce (addizionata con altre piante sinergiche) o in capsule; per l’assunzione delle gocce bisogna seguire il dosaggio sulla confezione, mentre per le capsule generalmente è di 1 al giorno prima di coricarsi. Generalmente coloro che soffrono di insonnia iniziale trovano un accorciamento dei tempi di addormentamento dopo un breve periodo di assunzione della melatonina. Essa non agisce come i farmaci ipnotici (benzodiazepine) alterando le fasi del sonno, poiché essa predispone fisiologicamente all’addormentamento senza provocare sonnolenza quasi immediata.

  • LITIO (oligoelemento): agisce sul sistema neuro-vegetativo in maniera molto tranquilla, senza provocare sonnolenza ma modulando la secrezione della serotonina e dell’adrenalina, soprattutto in quei casi in cui l’insonnia è data da sindrome premestruale o menopausa (NON ASSUMERE IN GRAVIDANZA). Si trova in pratiche fialette di vetro da bere con delle cannucce date in dotazione: 1 al mattino appena svegli e 1 prima di coricarsi. Di solito consiglio di tenerlo un pochino sotto la lingua per attivare più velocemente i recettori cerebrali.

Queste che vi ho elencato sono le soluzioni fitoterapiche più comuni, ma in caso di insonnia legata a problemi esterni (uno tra tutti la depressione) possiamo parlarne in via personale quando volete!

Come in tutte le cose che finora vi ho consigliato anche qui non poteva mancare il caro MAGNESIO CARBONATO da abbinare a una delle proposte sopra. Potete leggere i benefici di questo integratore nell’articolo cliccando qui.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo, spero di avervi aiutato nel caso in cui abbiate un pochino di problemini a dormire! Intanto ancora un abbraccio e vi auguro una buona serata.

A presto

Gloria

LE PROPRIETA’ DELLE INSALATE

Buonasera a tutti e ben trovati!

Queste Feste almeno per me sono passate in un attimo, forse perché mi sono contenuta nelle abbuffate per evitare che il torellino che sta crescendo dentro me … diventasse un torellone! Il freddo invernale continua ad accompagnarci e un pensiero, anzi più di uno, va alle persone terremotate e ai senzatetto che soffrono la noncuranza e l’abbandono. Provo una profonda stima verso tutti coloro che riescono, e vogliono soprattutto, apportare un po’ di sollievo in queste situazioni nonostante chi potrebbe più di qualsiasi altro rimane impassibile a guardare. Non è questa la sede per fare sicuramente polemiche che vanno oltre, mi limito ad esprimere la mia velata opinione e lascio a voi le conclusioni. Concludo augurando un Sereno Anno Nuovo a tutti, sperando porti pace e armonia dove fino ad ora non si è potuto trovarle.

Oggi vorrei parlarvi delle insalate, precisamente delle varietà di insalata in quanto ognuna ha le sue caratteristiche e proprietà. Io sono una mangiatrice accanita di verdure che vado a comperare sempre da Fabio, un ragazzo che coltiva e vende eco e bio, quindi pan per i miei denti! La differenza tra una verdura o un frutto maturato e trasportato nei container e uno colto e venduto sul posto è percepibile al palato come gusto, freschezza e livello nutrizionale; così come spesso è notevolmente differente una coltivazione bio da una non bio, la prima priva di pesticidi e fertilizzanti chimici che segue i normali ritmi di crescita delle colture. All’università ho studiato la lotta integrata, un metodo che consente di proteggere le colture dai parassiti favorendo la presenza di organismi antagonisti capaci di contrastare la crescita degli ospiti indesiderati. E questo è proprio quello che utilizza Fabio, tanto è vero che una volta che trovai una coccinella nella sua insalata disse “Sapete quanti afidi è capace di mangiare una coccinella??!”. Bene per fortuna ci sono persone che lavorano in questo modo!

Ora vi lascio ad una buona lettura, spero anche proficua, affinché possiate scegliere la varietà di insalata che più si riconduce ai vostri gusti ed esigenze.

A presto e buona giornata.

Un abbraccio

Gloria

 

Come si sa le verdure a foglia verde sono un vero e proprio toccasana per il nostro organismo in quanto sono ricche di numerosi nutrienti fondamentali tra cui sali minerali e vitamine, oltre che a un notevole quantitativo di acqua. Le insalate sono tra le più pratiche ma per certi versi anche più salutari, in quanto non necessitando della cottura preservano tutte le loro proprietà. Sono facili da preparare e ottime da abbinare ad altri alimenti, pratiche per una alimentazione ipocalorica e anche per chi non ha molto tempo da dedicare alla cucina.

Intanto vediamo un attimo le caratteristiche generali delle insalata per poi scendere nello specifico delle varietà.

L’insalata verde, come dicevamo prima, è ipocalorica ma le fibre che contiene contribuiscono ad aumentare la motilità intestinale e a dare un senso di sazietà, per questo consiglio di mangiarla prima dei pasti in modo da limitarsi poi con gli altri cibi (la verdura cotta invece può essere mangiata anche dopo o durante i pasti).

E’ ricca di principi attivi antiossidanti che contrastano l’invecchiamento cellulare, come le vitamine A, C e quelle del gruppo K.

Data la sua notevole quantità di acqua, l’insalata verde è indicata per combattere la ritenzione idrica e per rimuovere le tossine dall’organismo (dopo questi giorni di Festa alcuni pasti a base di insalata non guasterebbero!).

E’ ricca di sali minerali quali potassio e magnesio utili per rilassare nervi e cervello, aiutare la concentrazione e favorire l’assorbimento degli altri nutrienti. Il magnesio tiene lontano crampi, cefalea e irritabilità, quest’ultima tipica della cosiddetta SAD, disturbo stagionale dell’umore aggravato da uno stato di demineralizzazione. Il potassio è fondamentale per le funzioni muscolari e nervose e mantiene l’equilibrio acido-alcalino nel sangue aiutando a combattere l’ipertensione.

Vediamo ora alcune tipologie di insalata.

  • LATTUGA CANASTA: era già coltivata al tempo di Greci e Romani. Ha proprietà diuretiche e contiene elevate quantità di fibre. Oltre al potassio e magnesio contiene anche altri sali minerali come ferro, fosforo, rame e calcio e vitamine anche del gruppo B. Ma molto più importante è che ha un ottimo contenuto di vitamina E, utilissima alle mamme in dolce attesa ma anche come contrasto ai radicali liberi.

  • INDIVIA SCAROLA: ha un contenuto calorico bassissimo ma un elevato contenuto di fibra. Secondo alcune ricerche l’inulina presente in essa contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e di glucosio nei pazienti obesi e diabetici. Contiene le vitamine A, C e K, quest’ultima utilissima per una normale coagulazione sanguigna e antitumorale contro cancro al fegato e alla prostata. Sono presenti anche molte vitamine del gruppo B tra cui l’acido folico e tracce di alcuni minerali come manganese, ferro, potassio e rame.

  • LATTUGA ICEBERG: aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari grazie al suo contenuto in potassio, ma rinforza anche il sistema immunitario per la presenza di manganese, magnesio, calcio, ferro e fosforo. Come tutte le lattughe contiene una notevole quantità di LACTUCARIUM, una sostanza leggermente sedativa che aiuta a rilassarsi (contro l’insonnia mangiate un bel piatto di lattuga iceberg!). Inoltre ha notevoli quantità di acido folico, utile in gravidanza per prevenire i disturbi del tubo neurale.

  • LATTUGA ROMANA: come per tutte le insalate più il verde è intenso maggiore è il contenuto di nutrienti e la romana ne contiene di più di tutte le varietà. Oltre a fibre, sali minerali e vitamine presenti anche nelle altre insalate essa contiene anche vitamina D e zolfo.

  • CICORIA: come tutte le erbe dal sapore amaro anche la cicoria ha spiccate proprietà depurative, disintossicanti e digestive in quanto stimola la produzione della bile. Inoltre avrebbe la capacità di regolare il battito cardiaco e controllare la glicemia a seguito del suo contenuto di sali minerali e vitamine. Tra le insalate è quella con più controindicazioni in quanto è sconsigliata in caso di gastrite e ulcera peptica; assunta ad alte dosi (ad esempio attraverso il noto caffè di cicoria) e per periodi prolungati potrebbe limitare l’assorbimento di alcuni farmaci, in particolare i beta-bloccanti utilizzati per ridurre la pressione arteriosa e regolare il ritmo cardiaco.

  • INDIVIA BELGA: anch’essa dal sapore amarognolo viene considerata dalla Medicina Tradizionale Cinese tra i rimedi più adatti per stimolare milza e reni e liberare il corpo dalle tossine. Ha pochissime calorie, povera di sodio, è ricca di molti minerali e vitamine tra cui acido folico. Gustosa nelle diete ipocaloriche: chi non ha mai provato le croccanti barchette con l’indivia belga?

  • LATTUGA GENTILINA: rispecchia tutte le caratteristiche nutrizionali delle altre lattughe e deve al suo nome al sapore particolarmente dolce delle sue foglie.

Ecco qua, spero di aver riassunto al meglio le proprietà nutrizionali delle più note varietà di insalata quindi … via alle insalatone! Sembra un piatto prettamente estivo ma in realtà, come avete potuto leggere, i nutrienti di cui sono ricche apportano notevole difesa al nostro sistema immunitario e questo è molto utile per contrastare i classici mali di stagione e non solo.

Ora vi auguro di nuovo una buona serata e a presto!

Gloria