LE BALENE: GIGANTI DEL MARE

Buongiorno a tutti!

E’ con grande piacere che oggi mi accingo a scrivere il primo articolo della nuova categoria del sito: “ANIMALI NEL MONDO”! Come ho già detto nella pagina di descrizione, un blog sulla Natura non poteva non considerare il regno Animale da cui molto spesso avremmo molto da imparare. E’ risaputo che anche gli animali provano dei sentimenti e delle emozioni e ciò dovrebbe farci capire quanto in realtà siamo una piccola parte di una grande famiglia in cui ognuno riveste il suo ruolo ben preciso, senza doverci appropriare di ciò che non è solo nostro senza, tra l’altro molto spesso, averne cura.

Oggi voglio parlarvi delle BALENE, una specie che mi ha sempre affascinato per la sua grandezza e maestosità. Sono tanto grosse e pensare che si cibano di esserini piccoli piccoli!

Ma ora vi lascio alla lettura dell’articolo e vi auguro una buona mattinata!

A presto e un abbraccio

Gloria

Le Balene sono tra i più grandi esseri viventi e anche i più grandi mammiferi viventi, infatti possono arrivare a 25 metri di lunghezza e fino a 100 tonnellate di peso (non so quante volte potrei essere contenuta in una balena!). Una caratteristica particolare, rispetto ai pesci ad esempio, è che la loro coda è, come potete vedere dall’immagine sopra, orizzontale invece che verticale (residuo degli arti anteriori che si sono così trasformati dopo la perdita di quelli posteriori per adattamento  all’ambiente). Per sopravvivere alle fredde temperature marine hanno uno strato adiposo molto spesso, nonostante la pelle sia abbastanza sottile, ciò consente un buon isolamento termico oltre che una notevole riserva energetica nei periodi di magra. Un’altra caratteristica interessante è che le balene devono venire in superficie per respirare (ricordate la balena di Pinocchio?) e per espellere l’aria contenuta nei polmoni e l’acqua di condensa attraverso quel foro (sembra proprio un grosso naso!) che hanno sulla testa.

Col nome “balena” si intendono anche altre specie di mammiferi marini come ad esempio l’orca, e si dividono in:

  • ODONTOCETI: provviste da 2 a 206 denti e si nutrono di Krill, calamari e pesci. Il capodoglio e l’orca anche ad esempio di foche e pinguini.

  • MISTOCETI: provviste di “fanoni”, formazioni cornee sfrangiate, come setole, che funzionano da filtri e trattengono i microrganismi presenti nell’acqua, come il Krill, nutrendosi esclusivamente di essi. Di questo gruppo fanno parte la balenottera azzurra, la balenottera comune, la balenottera boreale, la balenottera minore, la megattera e la balena franca australe.

Sono animali migratori, infatti d’estate abitano le acque dell’Antartide, mentre d’inverno risalgono a Nord per riprodursi a latitudini più temperate.  Sentite quanto dura la gestazione per una femmina di balena (solo a pensarci mi sento male!): da 10 a 16 mesi e culmina con un parto molto particolare. infatti, a differenza degli altri mammiferi, il piccolo non esce con la testa bensì con la coda, per evitare che soffochi e viene  subito portato in superficie per respirare (pensate che intelligenza!). Inoltre, il cucciolo viene allattato per 6-12 mesi e raggiunge la maturità sessuale tra i 3 e gli 8 anni di età (considerate la precocità dato che sono mammiferi che arrivano fino a 100 anni!).

Mi piacciono molto per il loro essere ANIMALI SOCIALI, infatti vivono in piccoli gruppi guidati da un maschio adulto e condividono molte cose come la ricerca del cibo, l’accoppiamento, il parto e la protezione di giovani e anziani (che dite c’è da imparare?). Inoltre è ormai appurato che dialoghino tra loro con suoni che emettono dalle sacche nasali poste in prossimità dello sfiatatoio o con battiti di pinne quando emergono dall’acqua (BELLISSIME!).

Purtroppo giorni fa è capitato un grandissimo spiaggiamento: sono morte centinaia di balene in Nuova Zelanda e molti soccorritori hanno cercato di salvarne altrettante da morte certa. E’ stato il terzo più grande spiaggiamento nella storia del Paese. MA PERCHE’ LE BALENE SI SPIAGGIANO? Ci sono ancora molti studi che cercano di fornire risposte certe su questo fenomeno, sta di fatto che sicuramente la grande socialità che caratterizza questi mammiferi (come abbiamo visto in precedenza) può essere uno dei fattori scatenanti. Infatti nel caso di individui che per cause ambientali o malattie cerchino di avvicinarsi alla costa per trovare un bassofondo in cui appoggiarsi per respirare meglio, spesso vi è una risposta gregaria da parte del resto del branco che comporta la perdita di orientamento e lo spiaggiamento di tutti.

 

  • LA CACCIA ALLE BALENE

Alcune specie di balene come le balenottere azzurre in Antartide e le balene grigie del pacifico Occidentale sono in via di estinzione purtroppo. Ciò è causato sia dall’impatto ambientale che le attività umane hanno sugli ecosistemi marini sia da una pratica ormai divenuta anche commerciale oltre che tradizionale: la CACCIA ALLE BALENE. Nonostante vi siano leggi che vietano e sanzionano la caccia commerciale, Norvegia, Islanda e Giappone non ne vogliono sapere di fermare le loro baleniere uccidendo ogni anno centinaia di esemplari. Nel XIX secolo venivano cacciate perché il grasso veniva convertito in olio per le lampade, i fanoni erano utilizzati per i corsetti, etc… oggi invece vengono cacciate principalmente per la loro carne. Ma le varie associazioni e moratorie si oppongono a questa strage sia per le notevoli sofferenze inflitte all’animale che per lo squilibrio dell’ecosistema marino. Purtroppo ciò non sembra sortire gli effetti sperati in quanto le baleniere continuano a cacciare in maniera illegale e spropositata a volte falsificando le vere ragioni: fanno credere che sia una caccia a scopo scientifico.

 

Baleniera in fase di caccia

Il problema è soprattutto il fatto che non si riesce a capire che lo squilibrio di un ecosistema porta allo stravolgimento di molti se non tutti altri. Viviamo in una realtà “globale” e un fenomeno che si verifica in un punto del nostro pianeta o in un determinato ambiente (ad esempio in questo caso il mare) comporta degli effetti a catena sugli altri. Solo quando l’umanità capirà appieno questo concetto allora forse riusciremo a recuperare le condizioni ambientali ed ecosistemiche, ma credo ci siano troppi interessi in ballo a cui non si è disposti a rinunciare.

 

Ho voluto concludere questo articolo con una riflessione un po’ triste ma credo assolutamente realistica di ciò che l’uomo sta facendo alla Natura senza rendersi conto delle conseguenze. Informarsi coscientemente non è mai dannoso, è il menefreghismo a rendere ciechi.

Ora vi saluto e vi auguro una buona giornata! Al prossimo articolo!

A presto e un abbraccio

Gloria

 

 

 

 

 

Commento (1)

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