Archivio mensile: aprile 2017

PORTACANDELE

Buongiorno a tutti!

Stamattina voglio farvi vedere cosa ho creato da un vasetto di vetro di una salsa. Premetto che adoro le candele , soprattutto quelle profumate di una linea naturale e atossica, quindi spesso cerco di riciclare il materiale per fare dei … portacandele appunto! Ora vi elencherò tutto il necessario per farlo e i vari passaggi anche se è veramente semplicissimo da eseguire.

Buon lavoro allora e buona giornata!

A presto

Gloria

OCCORRENTE:

  • Un barattolo di vetro di vostro gradimento per forma e dimensioni (io ne ho preso uno di una salsa)

  • Una candela (io ne ho presa una naturale, atossica e profumata)

  • Sabbia o sassolini colorati

  • Nastro colorato grande

  • Nastro colorato piccolo

  • Filo di ferro da bigiotteria

  • Applicazioni da bigiotteria

  • Colla a caldo (se necessario)

ESECUZIONE:

  • Pulite bene il barattolo da eventuali residui di colla ed etichette

  • Mettete la candela all’interno del barattolo al centro

  • Versate intorno alla candela la sabbia o i sassolini colorati, quanto basta per tenerla ferma

  • Legate il nastro grande intorno al bordo del vasetto (se è particolarmente scivoloso potete fissarlo con un punto di colla a caldo) con un nodo

  • Ora formate un fiocchetto col nastro piccolo e fissatelo al nastro grande facendo un altro nodo

  • Regolate le code dei nastri tagliandoli con le forbici in base alla lunghezza che desiderate

  • Infilate le applicazioni che preferite sul fil di ferro che poi andrete a chiudere arrotolandolo

  • Lasciate delle codine lunghe sul fil di ferro perché serviranno per applicarlo davanti ai due nastri

  • Applicate la decorazione sul davanti del barattolo (vedi immagine sopra)

E’ un pensiero molto carino da regalare oppure, per chi ha un giardino o un grande terrazzo, è un’idea per creare tutti portacandele alla citronella per l’estate. O, per chi ha la vasca, portacandele da mettere su di essa per un bagno profumato e rilassante!

Se avete piacere di provare a farne qualcuno, non esitate a inviarmi le foto delle vostre creazioni!

Di nuovo buon lavoro!

Un abbraccio

Gloria

I PIEDI: PRENDIAMOCI CURA DELLE NOSTRE “RADICI”!

Buonasera a tutti!

Eccoci di nuovo qua col primo articolo dopo la pausa a seguito della nascita del mio secondo bimbo! Ne approfitto per farvi, anche se in ritardo, gli auguri per la Pasqua passata, sperando abbiate avuto modo di trascorrerla con gioia e serenità!

Oggi vorrei ripartire con un argomento a me molto caro, ovvero la cura dei nostri piedi, in quanto non sempre ci ricordiamo di quanto siano importanti e quante cose dipendano da una buona salute plantare. Non nascondo a questo proposito che il massaggio plantare, assieme a quello cranio-facciale, è il mio preferito … potrei starci davvero le ore! La salute dei piedi dipende sia da una cura esterna, più estetica se vogliamo ma non meno importante, sia da una cura comportamentale e con questo intendo la scelta delle calzature, il modo di camminare e alcuni semplici esercizi. Ma vediamo ora nel dettaglio questo argomento!

Vi lascio ad una buona lettura e come sempre vi invito a contattarmi per qualunque dubbio o informazione.

A presto e un abbraccio

Gloria

Prima di cominciare vorrei sottolineare l’importanza di una pedicure professionale, da effettuare anche mensilmente,che riesca ad arrivare in quei punti in cui da soli non riusciamo a fare un trattamento efficace. Detto ciò dapprima parleremo delle attenzioni e dei piccoli gesti quotidiani o no che possiamo riservare ai nostri piedi, per poi passare ai comportamenti giusti da tenere ed infine riserveremo lo spazio alla riflessologia plantare.

La cura quotidiana prevede pochi accorgimenti che dovrebbero diventare una buona abitudine:

  • Passare sulle zone soggette a ispessimenti (calcagni e callosità), al fine di mantenere i piedi morbidi, la PIETRA POMICE. Il consiglio è quello di avere la pelle asciutta, per intervenire solo sulle parti ruvide senza graffiare l’epidermide dove non serve.

  • Tamponare i piedi con una salvietta di cotone per asciugarli.

  • Applicare una crema specifica nutriente anche sulle unghie e massaggiarla fino a completo assorbimento. A questo proposito posso consigliare sia il BURRO DI KARITE’ puro (nutriente, riepitelizzante e anti-screpolature) sia il GEL DI ALOE puro (molto utile in caso di talloni crepati e piedi secchi in quanto ha una importante azione cicatrizzante).

L’operazione con la pietra pomice può venire anche dopo un bel pediluvio (chi non vorrebbe avere il tempo tutte le sere di fare un pediluvio dopo essere stati ore in piedi al lavoro o a correre dietro ai figli, a fare pulizie o a fare spese!) che allevia la stanchezza, aiuta ad attenuare i gonfiori restituendo una sensazione di leggerezza e benessere a piedi, caviglie e gambe.

  • Sciogliere due gocce di uno o più oli essenziali (menta e rosmarino sono ad esempio rinvigorenti, rinfrescanti e tonificanti; mentre lavanda e arancio sono riequilibranti e rilassanti, l’eucalipto è invece depurativo, antinfiammatorio e rivitalizzante) in due cucchiai di olio di mandorle dolci.

  • Versare il tutto in un recipiente con circa 3 litri di acqua calda e aggiungere una manciata di sale grosso marino che ha un effetto detossinante e rivitalizzante.

  • Lasciare i piedi in immersione per venti minuti, quindi asciugarli e frizionarli energicamente con un telo di cotone, dalle caviglie al ginocchio, per risvegliare la circolazione. Una volta avevo letto su una rivista l’idea di porre nel fondo del recipiente delle pietre arrotondate o dei ciottoli (le avevo prese in spiaggia!) e strofinarvi la pianta del piede. Gli effetti benefici non si sono fatti attendere!

  • Sia che si passi o meno la pietra pomice applicare una crema nutriente possibilmente con un massaggio rilassante di cui di seguito sono spiegati i vari passaggi.

Appoggiare il piede sul ginocchio opposto e con il palmo della mano frizionare delicatamente il dorso, la pianta e il tallone, dal basso verso l’altoCon il pollice piegato esercitare delle pressioni circolari su tutta la pianta in senso discendenteCon le mani massaggiare dalla caviglia fino al ginocchio con manualità lente e profondeInfine, prima ruotare, poi tirare delicatamente le dita, una a una, fra il pollice e l’indiceRipetere con l’altro piede.

Ora vediamo alcuni comportamenti che possiamo attuare per non appesantire ulteriormente i nostri piedi che devono già sostenere e muovere tutto il nostro corpo.

  • Sono da evitare le scarpe fatte con materiali sintetici perché frenano la traspirazione favorendo l’accumulo di tossine e liquidi in tutto il corpo.

  • Sarebbe bene abbandonare le calzature ogni volta che si può e andare a piedi nudi sui prati, sulla riva del mare, sulla sabbia asciutta o anche dentro casa (vedi articolo sul barefooting). Ciò favorisce l’ossigenazione dei tessuti e stimola tutti i nostri organi regalandoci anche una pelle più distesa.

  • Ecco inoltre tre esercizi defaticanti, da eseguire la sera o durante il giorno, come rimedio efficace per piedi stanchi, gonfi e gambe e caviglie pesanti. Aiutano a decontrarre la muscolatura e a sciogliere le tensioni; serve solo una pallina da tennis e che, possibilmente, stiate in piedi poiché viene esercitato un carico maggiore sulla pianta del piede.

  1. Far scorrere lentamente la pallina sotto tutto l’arco plantare per almeno 3 minuti, partendo dalle dita fino al tallone massaggiando tutta la muscolatura. Ripetere per 3 minuti con l’altro piede.

  2. Tenete la pallina tra i due talloni e salite sulla punta di entrambi i piedi, pesando su metatarso e dita, quindi ritornare a terra. Questo migliora il microcircolo e tonifica tutta la muscolatura dell’arco plantare, della caviglia e del polpaccio. Fare 10 ripetizioni per almeno 3 volte.

  3. Posizionare la pallina sotto l’arco plantare ed esercitare delle pressioni prima più lievi poi più intense schiacciando e rilassando la pallina in modo da scaricare le tensioni. Iniziate facendo scorrere la pallina sulle varie zone (dita, metatarso, arco e tallone) e su ognuna di queste effettuate 5 pressioni alternando i piedi.

Vediamo da ultimo la RIFLESSOLOGIA PLANTARE, cosa è e come può essere utile. E’ una tecnica che veniva praticata in Cina e in India già 5000 anni fa per curare una serie di patologie. Agli inizi del Novecento un medico statunitense, il dottor William Fitzgerald, la propose ai suoi pazienti dopo aver notato l’operato di alcuni sciamani pellerossa che riuscivano a calmare dolori molto forti comprimendo punti dei piedi e delle mani dei pazienti da loro in cura. Tale pratica è basata sulla teoria che sotto ogni dito del piede, sulla pianta e sui talloni ci siano dei centri nervosi che corrispondono ai vari organi interni, quindi massaggiando questi punti si attua una stimolazione profonda delle diverse funzioni vitali.

Oltre che per la cura degli organi interni effettuata da persone specializzate, la riflessologia plantare può essere esercitata in modalità “fai-da-te” con notevoli effetti antiage. Ci sono 7000 terminazioni nervose sotto ogni piede e basterà schiacciarne alcune per eliminare liquidi e tossine, digerire meglio e respirare in maniera più armoniosa cosicché la pelle possa trarne i suoi benefici con un incarnato più disteso e maggiore tonicità.

Bene, eccoci arrivati alla fine di questo articolo! Spero di essere stata esauriente e chiara ma se avete qualche dubbio non esitate a contattarmi tramite la pagina Facebook del sito o sulla mail privata (trovate tutto nella Pagina “CONTATTI“).

Vi auguro una buona serata e buon massaggio plantare a tutti!

Un abbraccio

Gloria