Archivio mensile: giugno 2017

COSA CI STA DICENDO LA CODA DI MIAO E BAU?

la nostra piccola Milù

Buonasera a tutti!

Esistono persone NON amanti degli animali ma ne esistono molte che invece li adorano trattandoli come veri e propri componenti familiari! E questo primo articolo della nuova sezione “AMICI DI ZAMPA” è proprio dedicato a chi non può rinunciare a delle fusa suadenti o a delle coccole pelosette! Noi abbiamo una gattina, Milù, tutt’altro che coccolona e affettuosa con me, abbastanza opportunista (forse il fatto che sia femmina ha influito!)… ma a cui vogliamo un mondo di bene e, anche se ora sta dai nonni per esigenze logistiche, sarà sempre la nostra cucciolotta!

Sappiamo che micetti e cagnolini comunicano molto, oltre che con muso, suoni e orecchie, con la coda. Siamo sicuri di sapere tutto sul linguaggio dei nostri amici? In questo articolo, tratto dalla rivista “Biomagazine”, vedremo le novità degli ultimi studi in fatto di … code, e i segni aggiuntivi da considerare per avere un quadro completo su ciò che vogliono comunicarci.

Buona lettura e … qua la zampa!

A presto

Gloria

Si è sempre pensato che la coda scodinzolante del CANE sia segno di estrema felicità, in realtà da recenti studi sono risultate delle varianti non di poco conto. 

  • SCONDINZOLANO VELOCEMENTE VERSO DESTRA: vedono i loro proprietari

  • SCODINZOLANO LENTAMENTE VERSO DESTRA: incontrano qualcuno di nuovo

  • SCODINZOLANO VERSO SINISTRA: sono di fronte a un cane dominante sconosciuto

La coda del GATTO invece ha movenze e interpretazioni diverse.

  • E’ VERTICALE: molto probabilmente stanno dimostrando il loro affetto

  • E’ SOLLEVATA: di solito è un segno di amicizia nei confronti di un altro gatto

  • E’ ABBASSATA E SI MUOVE: sono irritati da qualcosa che accade intorno a loro

A questi si aggiungono altri segni non meno importanti e utili per decifrare ancora di più il loro comportamento.

  • MOSTRARE LA PARTE BIANCA DEGLI OCCHI: quando i cani sono nervosi i loro occhi diventano più rotondi del solito, e la parte bianca è più visibile

  • PUPILLE DILATATE: sia cani che gatti dilatano le pupille quando sono nervosi, tesi o eccitati

  • SOLLEVARE UNA ZAMPA: Micio o Fido è incerto o stressato

  • CHIUDERE LA BOCCA: la bocca aperta di un cane indica relax, mentre la tengono chiusa quando sono in ansia

  • MOSTRARE I DENTI: Micio o Fido è aggressivo

  • DISTRUGGERE LA CASA: se accade dopo un periodo in cui siete stati distanti potrebbe essere ansia da separazione

Ecco qua! Quindi ora via libera a grandi conversazioni con i vostri amici animali e … tante tante coccole!!

Un abbraccio e al prossimo articolo “peloso”!

Gloria

LA CHIELITE (I FASTIDIOSI TAGLIETTI AGLI ANGOLI DELLA BOCCA)

Buonasera a tutti!

Oggi finalmente è piovuto! Anche se eravamo tutti e quattro al mare e ci ha fatto praticamente scappare dalla spiaggia! Dal Monte Conero stava arrivando una grossa e spaventosa nuvola che sembrava arrotolarsi su se stessa, tanto è vero che avevo paura si verificasse una tromba d’aria o qualcosa di simile. Invece il tutto è sfociato in un fortissimo nubifragio con tanta pioggia e tanto vento! Così ora sono qui a scrivere il prossimo articolo godendo di questo bel frescolino che filtra dalla persiana. 

L’argomento che andrò a trattare, ovvero la CHIELITE, non è purtroppo molto raro, a me personalmente è capitata varie volte e da ultimo durante la seconda gravidanza. E’ un disturbo molto fastidioso e anche, per alcuni versi limitante per mangiare o parlare (sono sia mangiona che chiacchierona!). Ma vediamolo nello specifico cercando di considerarne le cause, le conseguenze e i rimedi più efficaci.

Vi auguro una buona lettura e una buona serata!

A presto!

Gloria

La chielite angolare (“boccarola”) è un’infiammazione degli angoli delle labbra orali che può manifestarsi con taglietti, gonfiori e/o ulcerazioni  e che, nel caso in cui non venga trattata adeguatamente, è facilmente estendibile a tutte le labbra fino ad arrivare alla pelle del viso. Di solito la causa principale è la penetrazione di funghi e/o batteri che viene poi aggravata da altri fattori contingenti quali le carenze nutrizionali, la bocca secca o troppo umida, momenti di immunosoppressione, utilizzo di protesi dentarie, sbalzi di termperatura, etc… A seconda del caso in cui ci si trova verrà applicata la terapia specifica, ma solitamente la base per ogni trattamento è una normale crema antimicotica (pensate che il 20% dei casi di chielite è dovuto alla Candida Albicans!).

Per quanto riguarda le carenze nutrizionali invece, è stato visto che queste possono essere facilmente ricollegate a vitamine del gruppo B e ferro (per quanto mi riguarda tra le mie protesi dentarie e la gravidanza … non poteva venirmi altro che la chielite!!). Ciò può avvenire anche a seguito di terapie antibiotiche! 

Generalmente, se trattata con prodotti specifici, la chielite tende a passare da sola altrimenti potrebbe esserci un peggioramento ma sempre facilmente eliminabile.

Vediamo ora gli accorgimenti da seguire in caso di chielite ma anche per prevenirla. Innanzitutto, come potete facilmente dedurre, una buona igiene orale e l’uso di una crema protettiva a base di ossido di zinco (come quella per il cambio dei pannolini dei bimbi!) non possono far altro che rendere meno incidente tale disturbo. 

Io, nelle innumerevoli volte che sono stata colpita da questa infiammazione, ho subito applicato del GEL PURO DI ALOE (se con TEA TREE OIL anche meglio!) ad azione antinfiammatoria, antidolorifica e cicatrizzante. Come integratori invece, ho assunto dei FERMENTI LATTICI contenenti vitamine del gruppo B che vanno anche a lavorare come difensori del sistema immunitario e PROPOLI ad azione antibatterica. Per quanto riguarda la propoli, può essere assunta sotto forma di pastiglie o gocce seguendo le istruzioni riportate sulla confezione.

Per qualunque dubbio su questo semplice ma tanto “rognoso” disturbo rimango a vostra disposizione! 

Un abbraccio e di nuovo buona serata!

Gloria

PERCHE’ SAREBBE BENE UTILIZZARE I DEODORANTI NATURALI?

Buona … notte a tutti!

L’argomento di questo articolo lo sento particolarmente in quanto sono una grande sostenitrice del fatto che i deodoranti ricchi di parabeni siano tra le cause, o comunque ne aiutino un minimo la comparsa, del tumore al seno. Purtroppo ho una certa familiarità in casa per quanto riguarda questa terribile malattia, che colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita. È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne di cui è la prima causa di mortalità con un tasso del 17% di tutti i decessi per causa oncologica del sesso femminile (dati AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).

Dopo essere venuta a conoscenza dell’esistenza di deodoranti naturali che non vanno ad occludere le ghiandole sudoripare ascellari (gli antitraspiranti non consentono la pulizia dei dotti dalle tossine accumulate) e dopo averli provati … non li ho più lasciati! E’ stato davvero amore al primo contatto!

Così voglio divulgare ulteriormente queste notizie affinchè molte donne possano evitare di correre rischi che potrebbero diventare davvero importanti.

Buona lettura e a presto!

Gloria

Secondo molti studi vi è un legame diretto tra i conservanti chimici contenuti nella maggior parte degli antitraspiranti e il tumore alla mammella. Attraverso i pori epidermici infatti, vengono assorbiti gli ingredienti tossici contenuti in molti prodotti per il corpo e tali sostanze sono poi trasportate ai nostri organi con conseguenze per la salute anche molto gravi. E’ giusto tutelare l’ambiente dall’inquinamento ma è altrettanto giusto difendere il nostro corpo dai prodotti-spazzatura. Sicuramente possiamo guadagnare al momento dell’acquisto di tali prodotti, per poi forse rimetterci in salute. Già il fatto che un cosmetico abbia la certificazione ICEA per la eco-bio cosmesi è, direi, molto buono!

Secondo i ricercatori sono state rinvenute, in 18 campioni di tumore mammario su 20 analizzati, sostanze chimiche sintetiche conosciute con il nome di PARABENI con concentrazioni molto alte in 4 neoplasie esaminate. Questi i risultati da un lato, ma la domanda è: I PARABENI SONO CONTENUTI ANCHE IN UN TESSUTO MAMMARIO SANO?

I parabeni sono sostanze chimiche sintetiche usate come conservanti in prodotti cosmetici quali le creme per il viso, le maschere facciali, i deodoranti ascellari, le ciprie e derivano dalla metilazione e propilazione di conservanti del cibo. A livello industriale sono usati negli oli, nei grassi, lucidatori e collanti per scarpe. Secondo la Dott.ssa Philippa Darbre, ricercatrice all’Università di Reading, l’aver trovato queste sostanze nei tumori mammari umani ha permesso di scoprire che esse agiscono mimando l’azione degli estrogeni, i quali come si sa, favoriscono la crescita del tumore. Altra cosa da non sottovalutare è che per anni è stato detto ai consumatori che tali sostanze in nessun modo sarebbero potute entrare nell’organismo, mentre in realtà è stato dimostrato che vi entrano o per un sovraccarico o perchè sono effettivamente assorbite dalla cute. In particolare ella aveva dato maggiore importanza all’alluminio e allo zirconio, in quanto avrebbero un effetto sul DNA che controlla la crescita dei tumori. Secondo alcuni studiosi invece, il sistema linfatico è capace di ripulire i tessuti da qualunque tossina eventualmente penetrata. MA SE QUESTA TOSSINA DIVENTASSE SPAVENTOSAMENTE BIO-COMPATIBILE? IN ALTRE PAROLE SE ARRIVASSE “MASCHERATA” E NON VENISSE RICONOSCIUTA? Abbiamo detto infatti che i parabeni mimano l’azione estrogenica …

Al momento non ci sono dati certi di una correlazione tra deodoranti ascellari di origine sintetica e tumore alla mammella (infatti la stessa AIRC non li cita tra le cause e non mette il loro non-uso sulle linee preventive), ad ogni modo consiglio di optare per prodotti che siano privi di antitraspiranti poichè la naturale sensibilità della pelle sotto ascellare e la maggiore sudorazione facilitano l’assorbimento di tutte quelle sostanze solubili in acqua come il metile e l’etile para-idrossibenzoato. Questi composti non consentendo la traspirazione epidermica, impediscono la fuoriuscita delle tossine e un accumulo delle stesse a livello soprattutto dei linfonodi sottoascellari e del seno. Questo fattore non è da sottovalutare. A tutt’oggi non ci sono studi che evidenziano la presenza dei parabeni su un tessuto mammario sano, ma dato che sono stati trovati su tessuti affetti da neoplasie … consiglio, nel dubbio, di evitare i prodotti contenenti tali sostanze soprattutto se avete una certa familiarità genetica.

Vi auguro una buona notte e una buona giornata ai miei amici d’oltreoceano!

A presto e un abbraccio 

Gloria

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ERITEMI SOLARI: NON FACCIAMO LE BRACIOLE!!

Buongiorno a tutti!

Si può dire che la bella stagione sia arrivata anche se ancora non abbiamo superato il fatidico 21 Giugno, ma le temperature ci consentono di trovarci in piena atmosfera estiva! Mare, gelati, passeggiate, ZANZARE (aiuto!) e … attenzione! ERITEMI SOLARI! Da ragazzina mi sono ustionata tante volte col sole, le mie povere spalle potevano essere usate spesso per fare un bel barbecue sulla spiaggia … Poi crescendo, complice anche una notevole quantità di nei sul mio corpo, ho imparato a tutelarmi con le dovute precauzioni e da qualche anno riesco ad avere un’abbronzatura sicura e uniforme.

In questo articolo ho deciso di scrivere gli accorgimenti da adottare per non cadere in trappola e i rimedi nel caso in cui … ahimè vi siate già caduti!

Buona lettura e buon proseguimento di giornata!

A presto!

Gloria

 

Con il termine “ERITEMA SOLARE” si intende un’irritazione cutanea con arrossamento dovuto all’aumentare di sangue nei vasi presenti negli strati epidermici superiori, causato a sua volta a una prolungata e non protetta esposizione ai raggi UV. L’ustione generata (può essere addirittura di secondo grado!) dà i suoi primi sintomi dopo circa 6-12 ore dall’esposizione. Questi sono, alternativamente o tutti insieme:

  • ARROSSAMENTO EPIDERMICO

  • VESCICOLE CUTANEE PRURIGINOSE

  • ESFOLIAZIONE (la famosa “spellatura”)

  • SECCHEZZA EPIDERMICA

L’entità del danno causato da una scottatura solare dipende essenzialmente da due fattori: la durata e il fototipo della pelle colpita. Per quanto riguarda il fototipo sarebbe bene individuare quale sia quello della nostra pelle e applicare la giusta crema solare.

Il FOTOTIPO è la classificazione dermatologica a cui appartiene la pelle di un individuo in base alla quantità di MELANINA (la sostanza responsabile della “tintarella”) presente che determina le reazioni a una esposizione a raggi UV, deducendo anche il tipo di abbronzatura che è possibile ottenere. I fototipi sono 6 e vengono descritti nell’elenco sottostante (fonte WIKIPEDIA).

FOTOTIPO 1

  • CARNAGIONE: lattea o rossastra

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: molto elevata

  • COLORE DEGLI OCCHI: azzurro/verde chiaro

  • COLORE DEI CAPELLI: rosso o biondo chiaro

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: tantissime

  • TIPO DI ABBRONZATURA: inesistente o quasi

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 50+

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 50/50+

FOTOTIPO 2

  • CARNAGIONE: molto chiara

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: elevata

  • COLORE DEGLI OCCHI: azzurro/verde

  • COLORE DEI CAPELLI: biondo chiaro

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: molto

  • TIPO DI ABBRONZATURA: leggermente dorata

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 50

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 30

FOTOTIPO 3

  • CARNAGIONE: abbastanza chiara

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: media

  • COLORE DEGLI OCCHI: azzurro scuro/verde scuro

  • COLORE DEI CAPELLI: biondo scuro/castano

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: alcune

  • TIPO DI ABBRONZATURA: dorata

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 30

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 20/15

FOTOTIPO 4

  • CARNAGIONE: leggermente scura/olivastra

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: ridotta

  • COLORE DEGLI OCCHI: marrone o marrone scuro

  • COLORE DEI CAPELLI: castano/castano scuro

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: pochissime

  • TIPO DI ABBRONZATURA: abbastanza intensa

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 20/15

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 10

FOTOTIPO 5

  • CARNAGIONE: scura

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: minima

  • COLORE DEGLI OCCHI: marrone

  • COLORE DEI CAPELLI: nero

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: nessuna

  • TIPO DI ABBRONZATURA: molto intensa

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 10

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 6

FOTOTIPO 6

  • CARNAGIONE: scurissima/nera

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: NO

  • COLORE DEGLI OCCHI: marrone scuro

  • COLORE DEI CAPELLI: nero

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: nessuna

  • TIPO DI ABBRONZATURA: intensissima

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 6

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: nessuno

Avete notato nell’elenco la voce “SPF” giusto? Essa è l’acronimo della definizione inglese “Solar Protection Factor” ovvero FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE ed è un numero, indicato sui cosmetici, che determina la capacità del prodotto di proteggere la pelle dalle radiazioni solari.

Ma vediamo ora i rimedi nel caso in cui la frittata sia già stata fatta e … accipicchia … ardete di calore intenso, non riuscite nemmeno a toccare il lenzuolo del letto e se premete con un dito sulla vostra pelle vedete un bollo bianco permanente a lungo!

  1. Come prima cosa la pelle va idratata con lozioni, unguenti, latte lenitivo e prodotti specifici soprattutto a base di CAMOMILLA e ALOE che svolgono azione rinfrescante e decongestionante. va benissimo anche il PURO GEL DI ALOE (purchè sia davvero puro e totalmente naturale!);

  2. Mettere una borsa del ghiaccio sulla parte colpita o fare una doccia fredda sono rimedi molto utili per sfiammare e godere di una piacevole sensazione di sollievo (mi raccomando di asciugare la pelle con un panno molto soffice e non ruvido!);

  3. Dopo la doccia applicare di nuovo il prodotto specifico;

  4. Bere molto per aiutare la pelle a reidratarsi anche dall’interno;

  5. L’applicazione dei prodotti specifici va effettuata anche dopo la scomparsa dell’eritema in quanto avverrà la desquamazione della pelle che, se non seguita, potrebbe portare ad ulteriori disagi;

  6. Fare impacchi nelle zone colpite con INFUSO FREDDO DI CAMOMILLA;

  7. IN CASO DI VESCICOLE PRURIGINOSE o AVANZAMENTO DEL PROCESSO INFIAMMATORIO assumere il MACERATO GLICERICO DI RIBES NIGRUM nella misura di 40 gocce, 3 volte al giorno lontano dai pasti (è un cortisonico naturale).

Vediamo ora cosa possiamo fare per prevenire la comparsa di eritemi solari e mantenere una duratura e sana abbronzatura!

Innanzitutto, come dico sempre, LA SALUTE VIEN MANGIANDO! Quindi bastano pochi accorgimenti a tavola per assumere tutto il necessario per aiutare il nostro organismo.

  1. ASSUMERE NOTEVOLI QUANTITA’ DI FRUTTA E VERDURA: ricche di vitamine C ed E ad azione antiossidante e antinvecchiamento;

  2. ASSUMERE ALIMENTI RICCHI DI BETACAROTENE (vitamina A) che aiuta a proteggere la pelle dalle scottature solari;

  3. SE NECESSARIO ASSUMERE DA ALMENO 1 MESE PRIMA DELL’ESPOSIZIONE AL SOLE UN INTEGRATORE SPECIFICO A BASE DI VITAMINE E COLLAGENE per preparare bene la pelle.

Dal punto di vista comportamentale sarebbe bene adottare i seguenti accorgimenti:

  • Applicare la crema solare almeno ogni 2 ore e, soprattutto, dopo bagni e docce ripetute;

  • Evitare di esporsi al sole dalle 10 alle 15.

Mi raccomando di stare attenti a rispettare queste norme in quanto essere colpiti frequentemente da eritemi solari porta a un maggior rischio di melanomi, ma ancora prima abbassa notevolmente le difese epidermiche rendendo la pelle altamente sensibile a qualunque agente esterno. Detto questo vi auguro una buona estate e una tintarella ad hoc!!!

A presto e  al prossimo articolo!

Un abbraccio

Gloria