Archivio mensile: luglio 2017

IL MASSAGGIO INFANTILE: TANTE COCCOLE FANNO STARE SUPER-BENE!

Buon pomeriggio a tutti!

Oggi fa un caldo tremendo, percentuale di umidità molto elevata … si suda solo a star fermi! I bimbi con questo caldo potrebbero essere particolarmente irritabili soprattutto se piccolini e ancora non capaci di star seduti in maniera autonoma. In braccio diventa un appiccicarsi a vicenda, distesi non riescono a prendere sonno, le colichette potrebbero aumentare … insomma a volte diventa tutto un vero disagio! Il MASSAGGIO INFANTILE però può aiutarli a rilassarsi e rilassandosi riescono a trovare tanto giovamento poichè sudano di meno e sono meno insofferenti. Quindi essendo una mamma e praticando ai miei figli costanti massaggini, ho deciso di scrivere un articolo su questo argomento per farlo conoscere a chi ancora non lo sa. Un escamotage davvero utile adatto a rilassare il bambino … ma anche mamma e papà! 

Buona lettura e buon proseguimento!

Una abbraccio a  voi e ai vostri piccoli!

Gloria

L’AIMI è l’Associazione Italiana Massaggio Infantile (vedi link) creata con l’obiettivo di favorire contatto tra genitori, bambini e chi si occupa di loro al fine di far sentire i più piccoli amati, seguiti e valorizzati. Il massaggio dovrebbe essere un rituale che rientra nella routine familiare per comunicare sensazioni piacevoli al proprio bambino e farlo sentire sicuro. Recenti studi hanno evidenziato i benefici positivi che questa pratica ha sui piccolini sia dal punto di vista fisico (migliora la circolazione sanguigna e linfatica, previene stichezza, diarrea, coliche gassose e insonnia) e che da quello psico-emotivo (contrasta l’irritabilità).

La “mamma” e promotrice del massaggio infantile è la statunitense Vimala McClure che ha appreso la tecnica in un orfanotrofio in India e poi ha deciso di studiarla approfonditamente una volta tornata in America. Da lì e dalla pubblicazione di alcuni suoi libri, fonda l’International Association of Infant Massage Instructors e comincia a diffondere la tecnica in Occidente. L’italiana Benedetta Costa, fisioterapista, partecipa ad una lezione tenuta da Vimala a seguito della quale decide di introdurre corsi di insegnamento per il massaggio presso il Servizio di Fisioterapia nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Gaslini di Genova. Nel 1989 nasce l’AIMI di cui abbiamo parlato sopra.

Il pianto è l’unico modo che i bambini, in particolare i neonati, hanno per comunicare. Dolore, paura, fame, voglia di “mamma”, etc… vengono tutti espressi con il pianto. A volte è difficile capire perchè il bimbo piange, anche se esistono dei segnali che potrebbero ben indirizzarci, ma non è sempre così facile e intuitivo. Il massaggio favorisce il rilassamento del pargolo e una più chiara lettura di questi segnali … tra l’altro se il problema fosse MAMMA HO SONNO, con un bel massaggino … ecco qui un bambino rilassato e subito addormentato! L’obiettivo è ricreare quel contatto fisico a cui il bambino è stato sottoposto per 9 mesi all’interno dell’utero e che all’improvviso è venuto a mancare con l’aggiunta di tante percezioni nuove e più accentuate: suoni, voci, luci, etc…

Per quanto riguarda il massaggio AIMI esistono dei corsi che lo insegnano in maniera accurata, considerando che riprende anche tecniche indiane, svedesi e di riflessologia plantare. Esistono poi altri tipi di massaggio che possono essere praticati senza che abbiate conseguito il patentino di “genitori massaggiatori ideali“. Ora ve li descriverò cercando di trasmettere tutto il piacere che ho provato nel praticarli ai miei bimbi! Se li eseguite dopo un bel bagnetto i risultati saranno sicuramente più evidenti!

  • MASSAGGIO DEL CONTATTO: è proprio indirizzato a cercare un contatto con il bimbo o a ricrearlo nel caso in cui la situazione sia degenerata in un pianto inconsolabile. E’ fatto di movimenti polidirezionali formati da sfioramenti, carezze, con la punta delle dita delle mani ben aperte a toccare tutta la pelle. Si possono fare piccoli cerchi con le dita oppure creare delle vibrazioni minime, tutto è votato a sciogliere la tensione e a infondere fiducia e sicurezza. La tecnica si basa sul principio che l’epidermide è fatta di tante terminazioni nervose che in questo caso si attivano per mandare segnali positivi al cervello: i neonati si calmano, distendono le manine, rilassano le palpebre e la fronte … insomma una piena immagine di relax! I bambini più grandi sorridono o ridono, ci accarezzano a loro volta, gorgheggiano entusiasti! Il tutto va fatto spontaneamente e senza forzature quindi se vedete che il bimbo comincia a non gradire più (i neonati potrebbero stancarsi dopo circa 15-20 minuti) stoppatevi e riprovate la volta successiva.

  • MASSAGGIO PER LE COLICHE: le coliche gassose sono tremende purtroppo, io non ne ho esperienza più di tanto con i miei figli ma dai racconti di alcune amiche c’è da avere molta ma molta pazienza. Questo massaggio ho avuto occasione di praticarlo poche volte per il mio secondo bimbo ed è molto semplice: il pargoletto va posizionato a pancia sù e vengono eseguiti dei movimenti circolari con le mani ben aperte e ben calde sulla parte bassa del pancino. Questo serve a favorire la motilità degli sfinteri intestinali affinchè lascino fuoriuscire l’aria che causa la colichetta.

  • MASSAGGIO PER LA STITICHEZZA: su questo tipo di massaggio potrei scrivere un libro intero dato che quando il mio primogenito faceva la popò … si suonavano le campane!! Devo dire che era molto efficace ma andava ripetuto più volte nell’arco della giornata soprattutto dopo uno stop-popò di circa 2 giorni. Il bambino va posizionato a pancia sù e si eseguono dei movimenti in senso orario intorno all’ombelico; dopo circa 30 giri si prendono le sue gambette e .. gli si fa fare la bicicletta per quanto volete, sempre dolcemente. Considerate che io, per darmi un tempo e non variare mai, gli cantavo l’inno di Mameli e andavo a tempo con le gambette! 

Mi raccomando di scegliere sempre luoghi tranquilli, ben aerati e con la giusta temperatura (è preferibile che il piccolo sia nudo, al massimo con il pannolino); inoltre è molto importante il vostro coinvolgimento e partecipazione, state con lui quando lo coccolate lasciando fuori pensieri e problemi e approfittando per rilassarvi anche voi! I bambini sono come spugne, assimilano la nostra gioia come la nostra ansia, rabbia e paura … quindi sarebbe controproducente essere dell’umore sbagliato! Se volete potete anche partecipare insieme, mamma e babbo, non c’è nulla di meglio che un bel momento in famiglia!

Ora aspetto solo le vostre impressioni nel fare tante coccole speciali ai vostri cucciolotti!

Buon proseguimento di giornata!

Gloria

 

 

 

AIUTO! I CAPELLI CADONO COME FOGLIE!

Buonasera a tutti!

Più o meno da questo periodo fino a tutto il cambio di stagione comincia un processo fisiologico a cui non possiamo sottrarci, ovvero LA CADUTA DEI CAPELLI. Nel caso in cui non esistano altri fattori contingenti, esso è, come dicevo prima, un processo fisiologico e normale per il quale vanno prese precauzioni ma senza bisogno di allarmarsi.

Esistono però dei casi, tra i tanti esistenti, che desidero sottolineare (poichè li ho vissuti personalmente ahimè!), in cui la naturale caduta tricologica può aggravare situazioni preesistenti. Il primo è l’ALOPECIA ANDROGENETICA, segue lo STRESS e infine i DANNI MECCANICI CAUSATI DA FATTORI ESTERNI (tinte, phon, piastre, prodotti, etc…). Ora li analizzeremo dettagliatamente e vedremo i rimedi per risolvere o perlomeno attenuare la situazione.

Vi lascio ad una buona lettura e vi auguro una buona notte! 

P.S. provate le ricettine per capelli … ottime per ridare vita a una chioma spenta e fragile! (vedi link)

A presto e un abbraccio

Gloria

La ragazza che vedete qui sopra è Ariel, protagonista del film Disney “La Sirenetta” che con la sua “arriccia-spiccia” sta cercando di pettinare la sua bellissima e fluente chioma … era il mio mito quando ero bambina, ho sempre desiderato una chioma come la sua! Ma avevo i capelli sempre tagliati corti “alla maschiaccio”, capelli tra l’altro sempre molto sottili anche se presenti in gran quantità. Poi complice un forte stress,  i cambi di stagione e un’alimentazione e dei prodotti sbagliati, verso l’adolescenza ho cominciato a perderli e più cercavo di curarli più sembrava volessero lasciarmi a tutti i costi acciderbolina! In realtà, a seguito di alcuni miei studi e ricerche, complice la conferma da parte di un noto istituto tricologico, ho scoperto che la caduta dei miei capelli non era casuale o dovuta soltanto ad agenti esterni. In realtà era già programmata in quanto ho un’ ALOPECIA ANDROGENETICA che potevo solo tenere a bada facendo di tutto per nutrire costantemente la mia chioma. 

Ma prima di vedere insieme in cosa consiste questa patologia, partiamo dal descrivere il caso più generale, LA CADUTA STAGIONALE DEI CAPELLI, per poi arrivare ai particolari.

In periodi dell’anno normali, è stato stimato che vengono persi dai 50 ai 70 capelli al giorno per poi arrivare a circa 100 nel periodo del cambio stagionale. In realtà tutto questo fa parte del ciclo della Natura, come gli alberi perdono le foglie nel periodo autunnale e gli animali il pelo, gli uomini perdono i capelli come segno di adattamento ai cambiamenti climatici. In realtà vi sono molte teorie in merito a questo fenomeno: c’è chi lo riconduce a un’eredità genetica degli animali che perdono il pelo; altri lo associano alla variazione ormonale a seguito del cambiamento del rapporto tra le ore di luce e quelle di buio, etc… Sta di fatto che è da considerarsi un fenomeno fisiologico che porta ad accelerare i ritmi vitali del capello affinchè possa essere rinnovato. Inoltre ogni capello ha un ciclo di ricrescita che va da 2 a 6 anni e si ripete circa 20 volte nella vita dell’uomo, quindi perso un capello … ne arriva subito un altro! Quindi la caduta stagionale è da considerarsi in questi termini un fenomeno, come abbiamo già detto, normale.

A volte però accade che a questo si aggiungano altri fattori che complicano il tutto.

  • STRESS: la tensione generale del corpo porta anche al restringimento capillare, quindi anche il microcircolo del cuoio capelluto, che provvede a fornire nutrimento al bulbo pilifero, risente di questa situazione. Il bulbo si restringe, è meno idratato e il capello cade.

  • ALOPECIA ANDROGENETICA: è un tipo di calvizie che interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne, dovuta a un discorso ormonale ovvero vi è la presenza di ormoni androgeni (derivati del testosterone) che danneggiano il cuoio capelluto portando diradamenti localizzati (per gli uomini è più interessata la zona delle tempie, mentre per le donne la zona occipitale). Le cause possono essere di tipo ereditario o patologico (ipotiroidismo, policistosi ovarica, etc…) e solo opportune analisi possono determinare il giusto rimedio per questo disturbo. Avviene una miniaturizzazione del bulbo pilifero che porta a una perdita irreversibile del capello, quindi il principio di ricrescita continua in questo caso si annulla. 

  • DANNI MECCANICI CAUSATI DA FATTORI ESTERNI: a volte vogliamo fare dei trattamenti di testa nostra o finiamo nelle mani sbagliate, sta di fatto che basta poco per ritrovarsi con una capigliatura irriconoscibile e apparentemente irrimediabile. L’uso continuo di spazzole e phon, la piastra o il ferro, l’esposizione eccessiva ai raggi solari e all’acqua salata o clorata, il casco, colorazioni e permanenti e, da ultimo ma non meno importante, stati critici di salute, possono portare, se gestiti in maniera incontrollata senza tenere conto dello stato del capello, a serie conseguenze. Tra queste diradamento, capelli fragili e facili alla rottura, danneggiamento del cuoio capelluto, etc…

COME PORRE RIMEDIO A TUTTO QUESTO O CERCARE DI NON PEGGIORARE LA SITUAZIONE?

Innanzitutto vi dico il programma che annualmente seguo per quanto riguarda il mio caso.

  • Eseguo due cicli di trattamento naturale completo anticaduta (lo trovate in erboristeria), uno a primavera e uno in autunno, comprendente: fiale ad uso locale, shampoo e integratore in compresse.

  • Cerco di tenere un’alimentazione il più naturale e biologica possibile evitando grassi e latticini e prediligendo frutta, verdura, semi oleosi, basandomi sulla classica, ma intramontabile, dieta mediterranea.

  • A giorni alterni pratico il micromassaggio del cuoio capelluto (vedi link) per stimolare il microcircolo e la ricrescita dei bulbi.

  • Utilizzo solo prodotti cosmetici biologici come shampoo e maschera.

L’integratore ai cambi di stagione (eseguito con il ciclo intensivo + il ciclo di mantenimento) lo consiglio in tutti i casi; al di fuori di questo potete utilizzare:

GINKGO BILOBA: stimolatore del microcircolo collabora alla non atrofizzazione del bulbo pilifero e a una maggiore nutrizione dello stesso. Esiste in compresse, soluzione idroalcolica o composti multipli (ad esempio con ginseng, eleuterococco, guaranà).

ORTICA: rimineralizzante del cuoio capelluto, ricca di ferro e silicio, aiuta la ristrutturazione capillare. La si può trovare in tisana (2 al giorno), capsule o tintura madre.

EQUISETO: ricco di silicio, calcio e potassio è un valido rimineralizzante. Anche questo prodotto è presente in capsule, tintura madre o macerato glicerico.

OLIGOELEMENTO ZINCO: efficace ristrutturante che sta alla base della cheratina. Si può trovare in molti cibi, primo fra tutti IL MIGLIO, ma anche in comode fialette monodosi da bere una o due volte al giorno.

La caduta eccessiva e non fisiologica dei capelli porta, nei casi in cui non se ne conoscano le cause e i possibili rimedi, a forme di disagio importante soprattutto tra le donne o gli adolescenti. Prendere provvedimenti è doveroso per riuscire a mantenere la propria autostima e avere un’immagine giusta di sè, in quanto il capello è ciò con cui ci presentiamo a prima vista in qualunque contesto. Capisco benissimo chiunque si trovi in certe situazioni, ma posso dire che la speranza c’è sempre ed è data soprattutto dalla convinzione che NULLA E’ PERDUTO! Anzi a volte il sentirsi convinti di essere inadatti a molte situazioni, porta gli altri a vederci proprio così … quindi lo stato emotivo fa un buon 50% del lavoro!

Detto questo, che sentivo particolarmente di sottolineare, vi lascio ad una buona serata e vi auguro la buona notte! 

Un abbraccio e per qualunque consulenza o ulteriore informazione contattatemi pure, io sono a vostra disposizione!

Gloria

 

 

CONSIGLI PER LE INFIAMMAZIONI CRONICHE DI MIAO E BAU

Buonasera a tutti!

Oggi scrittura serale con bimbi a nanna, marito in lettura e casa sistemata! Vorrei parlarvi della degenerazione di alcune patologie infiammatorie croniche che vanno a rendere più complicata la vita dei nostri “amici di zampa” ma anche, purtroppo, ad accorciarla. Eh già perchè i processi infiammatori tendono a far invecchiare prematuramente gattini e cagnolini a meno che non vengano contrastati da opportuni accorgimenti. Prima di cominciare però vorrei precisare che alla base ci stanno gli stessi principi validi per noi “umani” ovvero mangiare cibi sani e fare movimento possibilmente all’aria aperta, quindi nulla di nuovo fin qua! 

Ora vi lascio ad una buona e “pelosa” lettura e vi auguro una buona giornata!

Un abbraccio e a presto!

Gloria

Cominciamo col parlare di una patologia molto frequente, purtroppo, tra i nostri amici cagnolini, ovvero l’ARTROSI, detta anche OSTEOARTRITE. E’ una patologia cronica degenerativa delle cartilagini che rivestono le ossa lunghe che può colpire non solo cani anziani, ma anche di giovane età e i più a rischio sono quelli di taglia grande o molto grande, in sovrappeso o obesi. L’infiammazione si verifica anche  a seguito di malformazioni come displasie dell’anca, del gomito o del ginocchio. Purtroppo ciò che caratterizza di più questa patologia è un forte dolore, che porta il nostro amico a deambulare, zoppicare o a tenere un comportamento anomalo, a volte anche aggressivo. Di solito le terapie sono a base di antidolorifici e antinfiammatori associati a ristrutturanti della cartilagine articolare. E’ possibile prevenire tutto ciò o far sì che si manifesti in maniera meno invasiva, facendo assumere al cane un integratore a base di ACIDI GRASSI OMEGA-3 (generalmente contenuti nell’OLIO DI PESCE), che hanno appunto un effetto antinfiammatorio e antiossidante. Ricordo, quando lavoravo in erboristeria, la cara signora Ines che passava spesso a prendere integratori per la sua cagnolina (che -ina non era!) ormai vecchietta, ma unica “familiare” della sua padroncina, affetta da displasia alle anche e osteoartrite. La signora Ines le preparava ogni pasto in casa, il più naturale possibile, la spronava a camminare, l’aiutava ad alzarsi per fare i bisognini, la portava al mare con una ciambella apposita per fare il bagno … insomma un amore smisurato e devoto come solo chi ama davvero questi cuccioli può dare.

Altro consiglio è quello di aggiungere alla ciotola di miao e bau FRUTTA E VERDURA che essendo ricche di antiossidanti antiinfiammatori favoriscono una buona salute del nostro amico. Vanno mescolate alle crocchette del gatto o tagliate finemente per il cane (so che il gatto è abbastanza sensibile ad odori o sapori nuovi, quindi consiglio di cominciare a inserire piccole quantità per far abituare il palato sopraffino del micio).

Ultimo consiglio, ma non meno importante, è la CURCUMA che, dato il suo contenuto di curcumina (antiinfiammatoria), riesce a proteggere contro i radicali liberi e migliorare il sistema immunitario. Ne vanno aggiunte piccole quantità al cibo ma consiglio di rivolgervi al vostro veterinario per il corretto dosaggio in base al peso e alle condizioni dell’animale.

Allora avete già il vostro amico pelosone accanto? Se non è lì con voi andate a prenderlo, abbracciatelo e guardatelo negli occhi: la migliore cura per il vostro cucciolotto sta tutta lì, in uno sguardo, in una carezza, nel vostro affetto.

Buon proseguimento di serata! 

Un abbraccio 

Gloria

 

MA QUANTO SONO FASTIDIOSI LA CONGIUNTIVITE E L’ORZAIOLO?

Buon pomeriggio a tutti!

A chi non sono mai capitati questi due disturbi oculari o almeno uno di essi? Credo, purtroppo, che solo pochi di voi non si siano imbattuti in queste patologie poichè sono tanto frequenti quanto fastidiose e colpiscono sia adulti che bambini. Esse hanno origini principalmente fisiche ma potrebbero avere anche sfumature di carattere psicologico. In questo articolo troverete la descrizione della congiuntivite e dell’orzaiolo e i rimedi naturali per curarli in fase iniziale. Vi ricordo che, se dopo 2-3 gg di trattamento il problema non accenni a migliorare, sarebbe bene effettuare un controllo medico per evitare spiacevoli complicazioni.

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento!

A presto

Gloria

Come si sa gli occhi sono organi molto delicati e sensibili, soggetti spesso purtroppo a irritazioni e disturbi. Due delle più frequenti e fastidiose patologie oculari sono, come avete potuto leggere sopra, la CONGIUNTIVITE e l’ORZAIOLO. Vediamoli separatamente nel dettaglio.

La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva, ovvero la membrana trasparente che ricopre la palpebra e parte del bulbo oculare. Un occhio arrossato , cioè con vasi sanguigni evidenti nella sclera oculare, è probabilmente sintomo di un’infezione virale o batterica, di una reazione allergica, di un corpo estraneo presente all’interno o, nei neonati (ho potuto toccare con mano quest’ultimo caso poichè il mio primogenito ne ha sofferto tantissimo!), il dotto lacrimale non ancora ben aperto. Se la causa fosse un’infezione virale accompagnata spesso da malattie da raffreddamento, bisogna solo aspettare che essa faccia il suo corso; nel caso in cui fosse batterica si può attendere qualche giorno ma nel caso continui può essere necessario un antibiotico per evitare complicazioni. Infatti generalmente viene colpito un solo occhio, ma se l’infiammazione dovesse venire trascurata potrebbe portare al contagio anche dell’altro occhio e a ben più seri problemi. La presenza di muco e/o perdite acquose in aggiunta all’arrossamento dell’occhio permettono una più veloce diagnosi della congiuntivite.

 

L’orzaiolo è un’infezione che colpisce la zona degli occhi, in particolare le palpebre. Si tratta di un rigonfiamento simile a un brufoletto dovuto all’infiammazione delle ghiandole sebacee delle ciglia che può trovarsi sulla parete esterna e più raramente interna dell’occhio. E’ molto fastidioso in quanto è comunque un “corpo estraneo” nei dintorni dell’occhio e quindi siamo portati a battere spesso le ciglia e a toccarci o ad avere problemi visivi. Tra le cause la principale è sicuramente la scarsa igiene personale, non parlo del fatto che “non ci laviamo” ma che non dedichiamo molte attenzioni a questa parte del corpo la quale subisce costanti attacchi batterici (in particolare stafilococchi che entrano nei follicoli cigliari). L’orzaiolo è molto contagioso infatti occorre evitare di toccarlo e poi, subito dopo, toccare altre parti dell’occhio per impedire il propagarsi dell’infezione in misura più ampia. Se si sviluppa nella parte palpebrale interna è un pochettino più rognoso da trattare, ma non impossibile, anche se bisogna stare molto più attenti in quanto può evolversi facilmente il calazio. Quest’ultimo è una cisti dolorosa dovuta all’ostruzione del dotto escretore di una delle ghiandole localizzate sul lato interno trasversale della palpebra superiore a ridosso del bulbo oculare.

Ora vediamo le cure efficaci per combattere questi disturbi, facendo anche un accenno alle cause psicosomatiche che possono favorirli soprattutto nei bambini. 

Dal punto di vista psicosomatico, come accennavo poco fa, sono soprattutto i bambini a soffrire di congiuntivite e orzaiolo. Generalmente si verificano perchè a livello inconscio non vogliono più vedere certe cose come, ad esempio, mamma e papà che litigano o l’essere lasciati all’asilo. Il problema va quindi razionalizzato e risolto alla radice con l’affiancamento di un psicoterapeuta o con una maestra particolarmente collaborativa. Potrebbe verificarsi, è già capitato, che poi anche mamma e papà, presi dai sensi di colpa, oltre che per un discorso di contagio, possano venire colpiti da congiuntivite o orzaiolo. A quel punto il problema diventa molto più ampio e si va incontro a situazioni difficili da districare, quindi meglio prevenire e stare con occhi e orecchie ben aperti per captare i segnali che soprattutto i bambini, anche se spesso velatamente, ci mandano.

A livello comportamentale è buona abitudine mantenere una ottima igiene personale LAVANDOSI SPESSO LE MANI CON ACQUA E SAPONE; EVITANDO DI STROFINARE O TOCCARE GLI OCCHI; LAVARE SPESSO FEDERE, LENZUOLA, ASCIUGAMANI E QUANT’ALTRO VENGA A STRETTO CONTATTO CON LA PERSONA INFETTA. Queste norme sono molto utili per evitare di contagiare familiare e chiunque stia a stretto contatto con il paziente, ma anche per limitare il propagarsi dell’infezione sulla stessa persona. Dal punto di vista personale consiglio di lavare spesso e bene gli occhi con mani pulite.

Parliamo ora della cura della congiuntivite e dell’orzaiolo partendo da quest’ultimo col dire una semplice cosa: LA MIGLIOR CURA PER L’ORZAIOLO E’ NON FARE NULLA E RISPETTARE IL NORMALE DECORSO DELL’INFEZIONE. Nell’arco di pochi giorni tenderà a risolversi naturalmente e ciò verrà confermato dalla fuoriuscita di un pus denso e giallognolo e dopo ciò il rigonfiamento comincerà a passare. Per aiutarsi contro il dolore e l’infiammazione consiglio degli impacchi caldi con un batuffolo (o dischetto) di cotone imbevuto di tisana alla camomilla e finocchio (potete tranquillamente fare un litro di acqua bollente con un filtro di camomilla e uno di finocchio).

Per curare i due disturbi dall’interno o a livello locale ci sono vari prodotti che elencherò specificando il campo di applicazione.

  • RIBES NERO: in macerato glicerico o tintura madre, è un antistaminico naturale e va assunto in presenza di CONGIUNTIVITE ALLERGICA (40 gocce per 3 volte al giorno lontano dai pasti)

  • ESTRATTO DI SEMI DI POMPELMO: in gocce, antibiotico e antibatterico naturale per ORZAIOLO e CONGIUNTIVITE BATTERICA / VIRALE (seguire il dosaggio consigliato dalla ditta a cui appartiene il prodotto … di solito consiglio di aumentare di 10 gocce nel caso in cui tra gli ingredienti risulti il FRUTTOSIO in quanto inibisce l’azione dell’estratto! Ricordarsi di diminuire progressivamente il dosaggio dopo almeno 10 giorni di trattamento a dosaggio pieno) – vedi link

  • EUFRASIA o CALENDULA: contenute in collirio, calmanti e decongestionanti per ORZAIOLO e CONGIUNTIVITE (seguire il dosaggio riportato sulla confezione)

Ok siete arrivati alla fine dell’articolo! Se avete ancora dubbi o volete qualche informazione in più non esitate a contattarmi attraverso i contatti che trovate scritti nella pagina omonima. Vi auguro un buon pomeriggio e a presto!

Un abbraccio

Gloria

 

 

RIMEDI PER LA PELLE SECCA

Buona sera!

Fa caldissimo, temperature sopra la media e, anche se non ho conferma di questo, credo sia presente una buona dose di umidità dati i vestiti appiccicati addosso e le sedie che non scorrono sul pavimento! A proposito di caldo, ho deciso di scrivere un articolo sulla PELLE SECCA in quanto la poca idratazione e l’eccessiva esposizione ai raggi UV possono portare alla secchezza dell’epidermide. Ma oltre a questi due fattori prettamente estivi una pelle disidratata può essere presente anche a seguito di docce e bagni troppo caldi (direi che ora non è periodo!), uso di detergenti e saponi troppo aggressivi o anche per alcune patologie, come ipertiroidismo, psoriasi, diabete e dermatite. Esistono, oltre a validi creme e lozioni idratanti, anche dei semplici rimedi naturali che servono a ripristinare la giusta idratazione e l’importantissimo film idrolipidico senza il quale la nostra pelle è maggiormente esposta ad agenti atmosferici e inquinamento.

Bene, ora seguirò ad elencarli uno ad uno! Vi auguro una buona lettura e una buona preparazione dei prodotti! Il fai-da-te spesso … fa per tre! 

A presto!

Gloria

Ha ottime proprietà antiossidanti utili per la generale salute della pelle e contiene una gran quantità di acidi grassi che contrastano la perdita di umidità poichè viene ben assorbito dall’epidermide. Esso va scaldato per pochi secondi al microonde e va applicato sulla pelle prima di fare il bagno o la doccia. Massaggiate delicatamente, attendere 10 minuti, quindi procedere al lavaggio. Il trattamento può essere ripetuto anche una volta al giorno.

Ha proprietà antiossidanti e antimicrobiche e aiuta a trattenere l’umidità della pelle rendendola più liscia e omogenea. E’ un riparatore eccezionale data la grande quantità di vitamine e sali minerali essenziali. Va utilizzato con la glicerina, miscelando la stessa quantità per entrambi e il composto che ne deriva va applicato sulle mani. Attendete 10 minuti e risciacquate con acqua tiepida.

  • OLIO D’OLIVA (corpo e mani)

L’elevato contenuto di vitamina E, l’antiossidante per eccellenza, neutralizza l’effetto dei radicali liberi che danneggiano il collagene. Può essere usato quotidianamente su corpo, mani e gambe. Massaggiate delicatamente con movimenti circolari e attendete 30 minuti. Quindi procedete con bagno o doccia e sciacquate. Al termine applicate una crema leggera. Il suo utilizzo può essere anche settimanale come scrub, basta solo aggiungervi un cucchiaio di zucchero di canna e utilizzarlo sulla pelle umida. Lasciate agire per 15 minuti e risciacquate con acqua tiepida.

  • AVOCADO (corpo e viso)

Anche questo frutto è ricco di vitamina E e contiene anche acidi grassi che penetrano in profondità compensando l’eventuale disidratazione. Basta avere a disposizione un avocado e mezzo, ottenerne la polpa e schiacciarla con una forchetta fino a renderla liscia. Quindi aggiungere 2 cucchiaini di miele e mescolare. Applicate il composto in gran quantità sulla pelle e lasciare agire per 20 minuti, poi eliminatela con un panno umido e risciacquate.

L’aloe è favolosa poichè rende la pelle luminosa e agisce come idratante migliorandone il tono e alleviando prurito, screpolature e desquamazione. Si può trovare in gel già pronto oppure se avete la pianta a casa potete estrarre il gel da una foglia. Applicatelo su tutto il corpo massaggiando per qualche minuto, quindi lasciate agire per 30 minuti e risciacquare con acqua tiepida.

  • BANANA (viso)

Ha un notevole contenuto di acqua oltre a vitamine e antiossidanti che contribuiscono a mantenere la pelle giovane e idratata. Schiacciate con una forchetta la polpa di mezza banana. Aggiungete 2 cucchiaini di yogurt, 1 cucchiaino di miele e mescolate il tutto. Stendete in gran quantità sulla pelle e lasciate riposare per 15 minuti. Quindi risciacquate con acqua tiepida.

Ecco qua, sicuramente avete trovato qualche buona idea per concedervi un minuto di relax e nutrire la vostra pelle! L’importante però, ricordatevi sempre, è che LA MIGLIORE E PIU’ EFFICACE IDRATAZIONE VIENE DA DENTRO! Quindi bevete, bevete e bevete tanta acqua e tutto il vostro corpo ne trarrà beneficio. 

Buona preparazione di questi rimedi e scrivetemi pure le vostre impressioni di ognuno!

Un abbraccio e a presto!

Gloria 

 

 

 

COME RICICLARE IL PANE RAFFERMO

Buongiorno a tutti! 

Fuori il tempo è “ballerino”, qualche nuvola, folate di vento, sole … chissà cosa deciderà di fare nelle prossime ore? Il mio bimbo grande e mio marito sono andati al mare, io li raggiungo dopo con il piccolino se la situazione meteo non peggiora e intanto sono qui a scrivere il prossimo articolo. Ho deciso, come potete leggere dal titolo, di parlare dei vari modi per riciclare il pane avanzato, situazione che credo si verifichi in ogni casa e che spesso dà adito a parecchi sprechi di cibo. In realtà imparare a riciclare anche a livello alimentare ci permette sia di risparmiare economicamente sia di aiutare l’ambiente.

Quindi vi lascio ad una buona lettura e, volendo, alla sperimentazione delle varie proposte!

A presto e buon proseguimento di giornata!

Gloria

Penso sia capitato a tutti di ritrovarsi con una bella busta di pane secco e duro, risultato di avanzi di belle filette fresche e fumanti. Magari a v250e se ne è comprato in abbondanza, altre volte c’è stata meno voglia di mangiarlo, sta di fatto che il pane raffermo non viene quasi mai gettato nei rifiuti ma tenuto da parte nelle nostre credenze. Purtroppo però non può starci così a lungo perchè come tutti i cibi è sottoposto a un processo di deterioramento naturale fino ad arrivare anche alla presenza di non molto gradite muffe. Ecco quindi un elenco di varie soluzioni per evitare gli inconvenienti descritti sopra e risparmiare un po’ il nostro portafogli!

  1. PAN GRATTATO

Credo questa sia la soluzione più praticata, fin dai tempi delle nostre nonne! Con il pan grattato possiamo fare tante belle ricette, dalle polpette alle cotolette, dal pesce arrosto alle verdure gratinate! Insomma un elemento … tante soluzioni! Va conservato in contenitori ermetici e può essere anche congelato.

2. TORTA DI PANE

Questa ricetta è tratta dal libro “COTTO E MANGIATO” di Benedetta Parodi che io consulto molto spesso rivisitando tutto in chiave “bio-natural”. 

  • 250 g di pane secco

  • 1/2 litro di latte

  • 2 uova

  • 4 cucchiai di cacao amaro

  • 6 cucchiai di zucchero di canna

  • 2 pere o frutta secca a piacere

  • Burro

Bagnate bene il pane con il latte, preferibilmente caldo. Aggiungete le uova, il cacao, lo zucchero e le pere, sbucciate e tagliate a pezzetti, o la frutta secca. Impastate il tutto e trasferirlo in una tortiera rettangolare foderata di carta forno. Considerate che la torta non deve risultare troppo spessa, quindi scegliete una tortiera non troppo piccola. Completate con qualche ricciolo di burro se volete e una spolverata di zucchero. Fate cuocere a 180°C per 45 minuti.

3. CROSTINI

D’inverno, sul tavolo una bella zuppa fumante e … accipicchia ci siamo dimenticati i crostini! Beh, perchè comprarli? Basterà tagliare a quadratini delle fette di pane raffermo e farli tostare in forno … il risultato è garantito! Se poi avete un tipo di pane con semini o erbe aromatiche … allora non resisterete al gusto!

4. PANZANELLA

  • Pane raffermo

  • Basilico

  • Pomodori

  • Insalata

  • Cipolle

  • Cetrioli

  • Olio evo

  • Sale e pepe

Affettate il pane, bagnarlo con acqua e condirlo con le verdure, l’olio, l’aceto e il sale (e il pepe). Fate riposare in frigorifero il tutto almeno per un’ora e quindi servite.

5. SOUFFLE’ DI PANE

  • 4 fette di pane raffermo

  • 4 cucchiai di latte

  • 2 uova

  • Formaggio filante

Bagnate il pane con il latte, aggiungete i tuorli d’uovo e gli albumi montati a neve, salate e versate il tutto in una teglia ricoperta di carta forno. Aggiungete il formaggio e cuocete a 180°C fino a quando il formaggio non risulta dorato.

6. BRUSCHETTE

Beh, credo questo sia un classico della cucina! Io le adoro in tutti i gusti e varianti! Basterà tostare in forno le fette di pane raffermo e poi condirle a piacere con salse, pomodorini, aglio e olio, e chi più ne ha più ne metta! 

Bene ecco i modi più comuni per riciclare il pane secco! ma ne esistono molti altri come ad esempio il gazpacho andaluso, le seppie ripiene, gli gnocchi di pane, i canederli, la lasagna di pane, etc… insomma il pane raffermo ci consente di sbizzarrirci in cucina a più non posso! Allora buona preparazione!

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A presto e un abbraccio

Gloria