Archivio mensile: ottobre 2017

LE API E LA LORO IMPORTANZA PER IL NOSTRO PIANETA

Buonasera a tutti!

Giorni fa parlavo con il mio amico Fabio circa le vespe e le API. Io ho molta paura di entrambe nonostante le abbia studiate sia a livello etologico che microbiologico … sono l’entomofoba per eccellenza nonostante “L’APE MAIA” fosse uno dei miei cartoni animati preferiti! Tutte le estati, vicino alla porta di casa, le vespe murarie (innocue ma dall’aspetto non molto carino!) fanno alveari e “vasetti” (cellette a forma di anfore allungate composte da argilla e fango) e ogni volta che devo uscire … ho la stessa ansia di Tom Cruise appeso a un filo su “Mission Impossible 6”! A parte ciò la compagna di Fabio, Paola, ha delle arnie e produce un miele davvero buono! Io ho preso quello di Tiglio dalle proprietà rilassanti (vedi link “IL MIELE: CIBO DEGLI DEI) ed è ottimo con le tisane soprattutto, ovviamente, la sera prima di coricarsi!

Ma veniamo a noi e all’argomento di questo articolo. Al di là della mia paura, questi esserini sono tanto piccoli quanto importanti per il nostro Pianeta ed il mio scopo è proprio quello di divulgare questo concetto! Inoltre i loro prodotti come miele, propoli e pappa reale (vedi link), sono fatti in “casa” e davvero molto utili per l’uomo, quindi meglio di così! 

Intanto vi auguro una buona serata e una buona lettura dell’articolo!

Un abbraccio

Gloria

Nell’articolo sulla propoli, che potete leggere cliccando sul “VEDI LINK” sopra, ho descritto come viene prodotta e a cosa o chi sia destinata. Ora invece vorrei parlarvi di come si svolge la vita all’interno di un alveare naturale, questa piccola città perfetta in cui OGNUNO HA IL SUO COMPITO, NESSUNO E’ PIU’ IMPORTANTE DI UN ALTRO, MA TUTTI SONO UTILI PER IL FUNZIONAMENTO E IL BENESSERE DELL’INTERO GRUPPO. Se in molti capissero questo concetto ci sarebbero meno problemi dappertutto! 

Un ALVEARE è composto da FAVI, ognuno dei quali è formato da CELLE ESAGONALI costruite con della cera che le api producono tramite una ghiandola posizionata sul loro addome. Tali cellule sono destinate a varie funzioni: dispensa per miele o polline, luogo di crescita delle larve, etc… e vengono sigillate con un tappo sempre di cera, chiamato OPERCOLO.

Le uova vengono posizionate dall’APE REGINA nelle celle e lì subiscono tre trasformazioni (larve, pupe, adulti) finchè l’ape esce e va all’avventura al di fuori della sua celletta che l’ha ospitata per 21 giorni. Vediamo ora i vari ruoli all’interno dell’alveare.

  • APE REGINA: di regina ce n’è una sola ed è l’unica a deporre le uova per tutto l’alveare. Ha una corporatura molto più grande rispetto a quella delle altre api anche perchè viene nutrita con PAPPA REALE ed esce dall’alveare solo per accoppiarsi o migrare in altro posto. Oltre a questo essa può emettere un particolare profumo che, percepito dalle altre api, può influenzare il comportamento di tutta la famiglia.

  • I FUCHI: sono i maschi dell’alveare e hanno il compito di fecondare la regina. Essi si riconoscono dal fatto che sono un po’ più lunghi delle altre api e non hanno il pungiglione. La società apiaria è a tutti gli effetti matriarcale, infatti i fuchi non hanno altro compito all’interno dell’alveare e una volta fecondata la regina … ahimè, muoiono! Inoltre questi maschietti, se non fecondano alcuna regina e quindi non periscono, hanno una vita di soli 50 giorni alla fine dei quali vengono esiliati dall’alveare o mangiati dalle altre api.

  • API OPERAIE: sono le più numerose all’interno dell’alveare e si dividono in gruppi a seconda della mansione che svolgono: occuparsi della pulizia, allevare le larve, raccogliere il polline, fare la guardia, etc…

Ora che abbiamo visto come vengono gestite gerarchia e mansioni all’interno dell’alveare veniamo al punto. Pensate che la Natura abbia organizzato tutto così tanto per fare? Le api non fanno un lavoro fine a se stesso, ma esse ricoprono un posto molto importante all’interno del nostro ecosistema. Esse, come anche altre famiglie di insetti, svolgono l’impollinazione di quasi l’80% delle specie vegetali viventi sulla Terra, contribuendo alla riproduzione e sono alla base dell’equilibrio di tutto l’ecosistema. Non si sa per certo se sia una bufala o meno la famosa frase di Albert Einstein “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”, sta di fatto che non c’è da prendere sottogamba il fatto che il numero di api sta velocemente diminuendo. Ma a cosa è dovuto il problema della morìa delle api? Sembra che gran parte della colpa sia da imputare all’uso di DISERBANTI e PESTICIDI in agricoltura. Inoltre anche i PRODOTTI ANTILARVALI per le zanzare, con cui vengono irrorati i corsi d’acqua attraverso un mezzo aereo, sembra siano la causa della morte delle api che muoiono per soffocamento.

Altro fattore è il CAMBIAMENTO CLIMATICO, che altera l’orologio biologico di molte specie animali tra cui le api. Dal punto di vista internazionale ci si sta muovendo per evitare di arrivare a una grande catastrofe preannunciata: si danno incentivi agli apicoltori e si sta lottando per eliminare l’uso di alcuni diserbanti e pesticidi dannosi per le api. Altre cause risultano essere le COLTIVAZIONI OGM (le api le evitano e segnalano alle compagne il problema) e le ONDE ELETTROMAGNETICHE (le api non entrano negli alveari posizionati vicino a ripetitori o quant’altro di elettromagnetico poichè viene alterato il loro sistema direzionale). Anche Greenpeace ha lanciato una campagna a favore delle api e ha prodotto un video in cui alle api vengono sostituiti api-robot creati dalle multinazionali per sensibilizzare le persone sulla questione. 

Le api sono una specie risalente almeno a 40000 anni fa e hanno superato 3 glaciazioni! Vogliamo essere proprio noi a decimarle del tutto ora? Certo che no, quindi innanzitutto evitate di dare il tormento alla piccola e ingenua ape che si è intrufolata in casa vostra (ve lo dice una super-fifona delle api!) e comportiamoci bene nei confronti del nostro Pianeta promuovendo l’agricoltura non intensiva, evitando il commercio di prodotti OGM e limitando ripetitori o altro

Ecco, direi che ne vale la pena lottare affinchè l’estinzione delle api venga scongiurata ed esse riprendano la loro naturale presenza nell’ecosistema! Non sarà per adesso che recupereremo tutto ciò che finora abbiamo perso ma sicuramente lasceremo ai nostri figli un futuro leggermente migliore! 

Grazie per l’attenzione da parte mia e da tutte le api e a presto!

 

Buon proseguimento e buona lettura!

Un abbraccio

Gloria

 

 

 

 

QUANTO SONO IMPORTANTI LE SOLUZIONI FISIOLOGICHE PER I BAMBINI?

Buonasera a tutti!

E’ da un po’ che scrivo la sera prima di andare, anzi provare ad andare visti i bimbi, a nanna. Adoro queste ore, perchè mi sembra che il tempo non scorra per quanto silenzio c’è: figli a letto beati, marito con quotidiano sulle mani e io, dopo aver sistemato casa, a scrivere un altro articolo. I miei bambini hanno entrambi il raffreddore. Ha cominciato il grande che lo ha beccato all’asilo e il piccolino ha continuato. Come riuscire ad alleviare i loro sintomi e aiutarli a far passare il supplizio del raffreddore? Con le SOLUZIONI FISIOLOGICHE. Spesso purtroppo vengono sottovalutate dalle mamme e dai papà, poichè ritenute superflue e non molto efficaci. In realtà esse sono importantissime per la salute dei nostri figli e in questo articolo vedremo i benefici anche preventivi di queste piccole bottigliette ripiene di “acqua”.

Vi auguro un buon proseguimento di serata e una buona lettura!

A presto e un abbraccio

Gloria

Una SOLUZIONE FISIOLOGICA è una soluzione di cloruro di sodio in acqua purificata (praticamente acqua e sale!) utilizzata per vari scopi, tra cui la liberazione e la pulizia delle cavità nasali attraverso dei lavaggi. infatti mentre l’acqua lenisce l’infiammazione, il sale intrappola muco e batteri favorendone la fuoriuscita. I neonati e generalmente i bambini fino a 5 anni, non riescono a soffiare il naso, quindi vanno aiutati. I primi soprattutto non hanno sviluppato la capacità di respirare con la bocca e il naso è la loro unica cavità in cui immettere aria e dalla quale emetterla. Ho potuto constatare personalmente quanto siano efficaci i lavaggi nasali ripetuti più volte durante l’arco della giornata, nonostante il vostro bimbo si lamenti tantissimo! Ma il bello di queste piccole fialette non è solo quello di essere un ottimo rimedio contro il raffreddore, ma anche di prevenire la colonizzazione batterica delle vie aeree superiori evitando sia complicazioni che lo sviluppo di malattie più ostiche da combattere.

Durante l’autunno e l’inverno, l’uso della soluzione fisiologica per i miei figli, sia in caso di malattia che a scopo preventivo, è davvero d’obbligo e soprattutto per il piccolo è un valido aiuto per dormire e per mangiare.

Ma vediamo ora come mettere la soluzione fisiologica a un bambino.

  1. Innanzitutto si sdraia il bambino sulla schiena accarezzandolo e calmandolo nel caso fosse un po’ nervoso.

  2. Lo si gira di lato e si inserisce la fialetta nella narice non a contatto con il piano premendo con un movimento deciso. A questo punto la soluzione dovrebbe fuoriuscire dall’altra narice.

  3. Ora si gira il bambino dall’altro lato e si ripete l’operazione.

Io di solito tengo il bimbo con il viso giù verso il pavimento e mano a mano che il muco esce, sono lì pronta con un fazzolettino. Dopo un paio di giorni generalmente il raffreddore comincia a regredire bisogna solo essere costanti e tanto, tanto pazienti!

Ecco qua la fine dell’articolo pronto per essere letto da voi! Per qualunque commento o suggerimento non esitate a contattarmi (vedi casella “Contatti”).

A presto e buona serata

Gloria

GNAM GNAM … PIZZA CON PASTA MADRE E LIEVITATA 48 ORE!

Buonasera a tutti!

Sabato scorso ho fatto la pizza e devo dire che è una grandissima soddisfazione impastare! A me piace un sacco sia perchè, secondo il mio modesto parere, è un vero anti-stress, sia perchè sai che stai creando qualcosa per coloro a cui vuoi bene. Era da poco prima della nascita del piccolino che non facevo più la pizza, ma sabato ho finalmente ripreso e sono stata contentissima anche perchè avevamo a cena due amici carissimi! Ho deciso di scrivere un articolo con il procedimento per realizzarla in quanto quando dico che la lascio lievitare per 48 ore mi guardano tutti stralunati, se poi aggiungo che ci metto la pasta madre … ancora peggio! Ma in realtà il metodo che utilizzo è davvero semplice, poco dispendioso e poco impegnativo, serve solo la pazienza di lasciar lievitare la massa per 2 giorni. Così ho deciso di rendere nota la ricetta anche sul web perchè la pizza che si ottiene è un sacco digeribile, leggera e … davvero gustosa! 

Vi lascio ad una buona lettura e … mani in pasta allora!

Un abbraccio e buona serata

Gloria

Per il procedimento ho seguito quello proposto nel sito www.misya.info/ che si rifà al metodo del pizzaiolo romano Bonci. Finora, tra tutti quelli che ho provato, utilizzando ingredienti diversi da quelli proposti, è risultato essere il migliore sia come tempi di lavorazione che come resa finale. Dapprima vi scriverò gli ingredienti con le dosi in base a quante persone verranno a mangiare il vostro manicaretto (il range è dato da quanto affamati e quanto golosoni siano i vostri ospiti!) , poi descriverò il procedimento che sarà uguale indipendentemente dalla quantità di farina, lievito, etc…

DOSI PER 2-3 PERSONE

  • 250 g di farina per pizza bianca o semintegrale

  • 5 g di pasta madre di frumento essiccata (ATTENZIONE: è abbastanza leggera quindi la quantità, seppur sembri poca, è molta più di quella che credete!)

  • 1/2 cucchiaio di olio evo

  • 2,5 g di sale marino fino integrale

  • 200 g di acqua minerale a temperatura ambiente

  • farina di semola q.b.

DOSI 3-4 PERSONE

  • 500 g di farina per pizza bianca o semintegrale

  • 10 g di pasta madre di frumento essiccata

  • 1 cucchiaio di olio evo

  • 5 g di sale marino fino integrale

  • 400 g di acqua minerale a temperatura ambiente

  • farina di semola q.b.

DOSI PER 5-6 PERSONE

  • 750 g di farina per pizza bianca o semintegrale

  • 15 g di pasta madre di frumento essiccata

  • 1 cucchiaio e 1/2 di olio evo

  • 10 g di sale marino fino integrale

  • 600 g di acqua minerale a temperatura ambiente

  • farina di semola q.b.

Vediamo ora il procedimento.

  1. Prendete una ciotola molto capiente e mescolatevi la pasta madre con la farina, aggiungete metà dell’acqua e amalgamate il tutto con una forchetta.

  2. Aggiungete il sale, l’olio e il resto dell’acqua e amalgamate nuovamente. Otterrete un composto molto morbido e granuloso.

  3. Lasciate riposare il tutto all’interno della ciotola coperta da un panno di cotone per 10 minuti.

  4. Passati i 10 minuti rovesciate il composto su un piano che avrete cosparso prima di farina di semola (evita che l’impasto si attacchi al piano, ma non ne altera la consistenza). Io uso una tovaglietta di silicone ma va bene anche una tavola di legno o un ripiano in marmo o okite.

  5. Ripiegate verso l’interno i 4 angoli dell’impasto come se formaste una pagnottella e riponetela capovolta (le piegature verso il basso) nella ciotola precedentemente oliata. Coprite bene con della pellicola per alimenti.

  6. Riponete il tutto in frigorifero sul ripiano intermedio e lasciate lì per due giorni (quando dovrete preparare la pizza!)

Ora comincia la fase della lavorazione e per questa dovrete considerare dei tempi ben precisi. Per semplificare il tutto ipotizziamo che vogliate cominciare a gustare la vostra pizza intorno alle 20 di sabato. Quindi avrete fatto tutte le operazioni precedentemente descritte il giovedì. Ciò che scriverò ora è ciò che dovrete fare sabato.

  1. Alle 14:30 tirate fuori la ciotola dal frigo e lasciatela un’ora a temperatura ambiente così coperta come si trova.

  2. Trascorsa un’ora (alle 15:30) rovesciate il composto su di un piano infarinato con la farina di semola e dividetelo con le mani (se usate il coltello potreste rompere le bollicine date dalla lievitazione) a seconda delle teglie che avete intenzione di riempire. le teglie vanno precedentemente ben oliate.

  3. Ponete il composto su ogni teglia cercando, con l’aiuto della farina di semola o di un pochino di olio, di stenderlo un po’ uniformemente (ATTENZIONE: non è importante che l’impasto ricopra del tutto la superficie della teglia, poichè con la successiva lievitazione e il calore del forno si stenderà automaticamente da solo).

  4. Ricoprite ogni teglia con della pellicola per mantenere la giusta umidità all’interno e lasciate a riposare per 4 ore, cioè fino alle 19:30 (ATTENZIONE: d’estate aspettate 3 ore poichè con il caldo la lievitazione è già di per sè accelerata).

  5. Alle 19:15 circa preriscaldate il forno a 250°C e alle 19:30 cominciate a farcire le pizze.

  6. Infornate la prima teglia nel ripiano intermedio e mettete il timer a 10 minuti. 

  7. Trascorsi questi minuti abbassate la temperatura a 230°C e rimettete il timer con altri 10 minuti.

  8. Ora potete sfornare la pizza e se dovete cuocerne un’altra ricordatevi di riportare la temperatura del forno a 250°C.

Sabato ho fatto ben 5 teglie … questa è la prima che ho infornato … una bella Margherita!

Ecco qua la pizza è pronta per essere gustata! Se volete mandarmi le vostre impressioni o chiedere maggiori informazioni e consigli, contattatemi pure a fikos@hotmail.it o sulla pagina Facebook “LA NATURA, LA MENTE E LA VITA”!

A presto e un abbraccio

Gloria

 

 

DI CHE COLORE E’ IL TUO MICIO?

Buonasera a tutti!

Questo articolo mi è stato suggerito da una cara amica che adora i gatti, tutti i gatti, e se ne prende cura in maniera encomiabile nonostante siano randagi, malati o anziani. Anche io adoro i gatti e se potessi ne avrei la casa piena! A questo punto ci tengo a dirvi che pochi giorni fa, purtroppo, la mia micia, Amy, è andata al Paradiso dei mici … anche se mi era già capitato e anche se lei era abbastanza vecchietta, è sempre un dolore strano e indescrivibile per chi non c’è mai passato. Detto ciò sono ben lieta di parlarvi delle caratteristiche dei gatti in base al colore che hanno e per l’appunto ho trovato un sito (http://www.blogpositivo.it) che le descrive molto bene. Purtroppo a volte molte persone non adottano i gattini poichè timorosi del loro colore (la famosa superstizione dei gatti neri ad esempio), e la mia amica di questo ne sa qualcosa. In accordo con lei, ho deciso di sfatare queste credenze popolari, rendendo note le caratteristiche positive che nasconde ogni tipologia di pelo. 

A tutti voi, e in particolare agli amici gattofili, auguro una buona lettura e un buon proseguimento!

A presto e un abbraccio

Gloria

Che gli animali domestici facciano bene alla salute ormai è risaputo, la famosa pet-therapy, adatta a grandi e piccini, ormai viene consigliata anche dai migliori psicologi e medici generici. In questo articolo mi riferisco ai micetti in quanto sono “i pelosi” con cui ho maggiori esperienze personali, ma sono ampiamente conosciuti e dimostrati i numerosi benefici che anche gli amici cagnolini portano in molte case e a molte persone.

Ma veniamo ora ai gatti. Al di là del miglioramento dell’aspetto psicofisico nell’adottare un gattino, ciò di cui però spesso non si è a conoscenza o non si tiene in considerazione è quello interiore, spirituale, energetico. Il gatto possiede dei sensi davvero sviluppati tanto da riuscire a percepire molte cose in più di noi umani. Vi ricordate il film “GHOST”? Secondo alcune teorie i gatti riescono ad entrare in contatto anche con entità ultraterrene, ad assorbire e scacciare energie negative proteggendo noi e la nostra casa. Insomma un boom di positività in cui ovviamente rientrano tutti i mici indipendentemente dal colore!

Entriamo ora nello specifico. L’articolo di Paolo Babaglioni, “La Magia del Gatto: Protegge Te e la Tua Casa dalle Energie Negative”, tratta anche la questione dei diversi colori del manto peloso. La cosa mi ha particolarmente interessata dal momento che ho riscontrato delle attinenze con i gattini che ho avuto modo di adottare e crescere e, di conseguenza, mi è parso che facesse proprio al caso mio per lo scopo di questo articolo. Purtroppo la superstizione spesso ci condiziona anche nelle scelte, come in quella di prendere un gattino di un determinato colore. Ma leggendo le prossime righe vi renderete conto che secondo le ultime teorie, fondate o meno che siano, il pensiero è positivo in tutti i casi, con l’intento di relegare al passato la nascita e l’incentivare di popolari credenze. Paolo Babaglioni afferma che se nella nostra vita arriva un gatto piuttosto che un altro, c’è sempre un motivo e che quel gatto di quel determinato colore è proprio ciò che fa al caso nostro. Io ho confrontato le descrizioni seguenti con la mia esperienza personale e ho potuto constatare che è proprio come dice lui!

Di seguito riporto il testo originale dell’articolo (vedi link) per evitare di alterare il senso di ogni singola parola.

  • Nero: stregoneria, poteri occulti, protezione, magia profonda! Nonostante tutte le superstizioni, l’energia negativa viene rimossa dalle difficoltà delle famiglie, garantiscono saggezza e discernimento!

  • Red (rosso): potere maschile, potere del sole, energia Yang. Non importa il sesso gatto, questo colore porta la magia di ricchezza, denaro, messa a fuoco.

  • Blu (grigio, grigio fumo):  Il Gatto di questo colore porta Amore, Felicità, fortuna, così come stabilità emotiva e pace!

  • Bianco: magia lunare, hanno potenti poteri di guarigione! Da’ alle persone un senso di bellezza e di ammirazione, allevia lo stress, dona la guarigione e la ricarica di energia! In America è considerato di buon auspicio.

  • “Colorpoint” (siamese), il colore reale! I gatti di questo colore portano fama e successo, longevità, aiuto nella magia solare, energia Yang!

  • Tre colori: La suprema dea. Solitamente nero, bianco, rossiccio .- marroncino. Questo colore è associato alla triplicità. Portano fortuna sulla terra e in mare, tengono al sicuro la casa e la famiglia dai pericoli, donano felicità e prosperità!

  • Bicolore (bianco e nero, arancio e bianco, grigio e nero): secondo la leggenda, i gatti bicolori sono i più amichevoli. Posseggono l’energia della saggezza, comprensione e buon senso!

  • Tartarugato: la magia delle donne perché questo modello di colore è ereditato solo dalle femmine. Rappresenta il bambino, la pura magia, la chiaroveggenza, la guarigione.

  • Oro, marrone dorato (come l’Abissino): giocoso, saggio, regale, che conferisce la grazia, aiuta a padroneggiare la saggezza antica, magia solare.

  • Strisce: conferisce la fortuna, luce, atteggiamento allegro alla situazione, anche la più critica, ha un umorismo energizzante, divertimento!

Come potete vedere tutte le descrizioni sono positive e favorevoli ad adottare qualunque tipo di micetto senza farsi condizionare dalle superstizioni, ma godendo di ogni singola fusa e ogni piccola zampetta!

Vi auguro un buon proseguimento di serata e a presto!

Un abbraccio

Gloria

IL COLESTEROLO: LE ULTIME SCOPERTE E COME TENERLO SOTTO CONTROLLO

Buongiorno a tutti!

Come state? Io provengo dalla giornata di ieri caratterizzata da una bellissima festa in onore del matrimonio di due cari amici, un po’ stanchina ma caricata da un’ottima compagnia e un buonissimo pranzo! Ancora auguri agli sposi e buona luna di miele!

Oggi voglio trattare un argomento alquanto delicato con cui ho avuto modo di confrontarmi in molteplici occasioni durante le mie esperienze lavorative. Sto parlando del COLESTEROLO, dal greco “chole” (bile) e “stereos” (solido), che spesso è protagonista di falsi miti e paure ma che bisogna comunque tenere sotto controllo per evitare di procurare danni al nostro sistema circolatorio.

Come ormai è mia abitudine, vi parlerò dapprima delle caratteristiche di questa molecola lipidica che troviamo sia nei cibi che libera all’interno del nostro corpo, per poi passare ai rimedi naturali per tenerlo sotto controllo nel caso in cui raggiungesse i livelli limite.

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento di giornata.

Un abbraccio e a presto.

Gloria

Il COLESTEROLO è un composto chimico a base lipidica e con quattro anelli di atomi di carbonio, naturalmente presente nel nostro corpo in quanto costituente di tutte le nostre cellule, fondamentale per il funzionamento cerebrale (infatti nella nostra testolina ve ne sono quantità davvero elevate) e matrice di gran parte del sistema ormonale del nostro corpo. Tra le funzioni positive del colesterolo, dato che viene spesso ricordato esclusivamente come acerrimo nemico della nostra salute, vi sono l’evitare l’eccessiva produzione di radicali liberi e quindi il prevenire l’insorgenza di malattie degenerative.Non essendo solubile in acqua, esso viene dapprima sintetizzato nel fegato, eliminato con la bile e una volta trasformato in sali biliari viene assimilato nell’intestino.

Si è sempre pensato, anche a causa di medici non al passo con le nuove teorie, che le malattie cardiocircolatorie dipendessero da un ipercolesterolemia che andava ad occludere le arterie fino a portare a infarti, ictus e quant’altro. In realtà da quando si è visto che il colesterolo interviene nella riparazione delle pareti dei vasi sanguigni rovinati, si è potuto dedurre che tutto dipende dall’infiammazione della parete stessa in quanto richiede una maggior quantità di colesterolo per essere recuperata. La terapia più in vigore è costituita da farmaci anti-colesterolo e diete poveri di grassi, senza tener conto che comportano solo un aumento del rischio di incappare in una qualche malattia cardiaca.

Ma cosa possiamo fare per non infiammare le pareti vasali e quindi limitare l’eccessiva produzione di colesterolo? Innanzitutto c’è da dire che l’alimentazione gioca il ruolo principale in tutto ciò. Infatti l’insorgere delle malattie cardiocircolatorie è stata associata a una dieta povera di vegetali, prevalentemente crudi, e ricca di carboidrati. Di questi ultimi vengono consumati quelli lavorati con farine raffinate e zuccheri industriali che possiedono un alto indice glicemico e vanno a creare un’iperglicemia a volte anche cronica. L’eccesso di glucosio nel sangue comporta DANNEGGIAMENTO DEI VASI SANGUIGNI, ISPESSIMENTO E INDURIMENTO ARTERIOSO – CAPILLARE, AGGREGAZIONE PIASTRINICA e MINOR TRASPORTO DI OSSIGENO DA PARTE DELL’EMOGLOBINA.

Un uso saltuario di questi cibi, ovvero non giornaliero, consente al pancreas di produrre la quantità necessaria di insulina per smaltire gli zuccheri presenti mentre il colesterolo compie il suo lavoro di riparazione. Ma un utilizzo eccessivo e costante comporta un lento danneggiamento dei vasi sanguigni e purtroppo ce ne accorgiamo solo quando il danno diventa irreparabile. Al contrario l’assunzione di cibi integrali e quindi a basso indice glicemico consente una graduale conversione in glucosio dando il tempo all’organismo di assimilarlo gradualmente nei tessuti senza creare un picco glicemico.

Altro danno compiuto da un eccesso di zuccheri avviene a livello intestinale, dove genera l’accrescimento della CANDIDA (vedi link). Automaticamente questo fungo comincia ad irritare le pareti intestinali che non riescono più a filtrare bene il cibo lasciando passare molte scorie nel flusso sanguigno. Tali scorie vanno ad infiammare ulteriormente le pareti dei vasi oltre a contribuire a uno stato di malessere generale dato, al momento e principalmente, dal disordine intestinale provocato dalla Candida. Inoltre è stato studiato che questo fungo abbassa di molto le riserve di vitamina B6 e Zinco con conseguenze importanti sul metabolismo dei grassi e la corretta locazione del colesterolo.

Quindi contrastando l’eccesso di colesterolo, che a questo punto provoca l’occlusione dei vasi sanguigni, è come darsi la zappa sui piedi da soli senza risolvere la matrice del problema ma bensì eliminando ciò che invece andrebbe a recuperare la situazione. Si innesca così un circuito dannoso da cui diventeremmo sempre dipendenti.

Come afferma il Dottor Rosedale “Se se si verifica un danno eccessivo nel nostro corpo, tale da rendere necessario del colesterolo supplementare attraverso il flusso sanguigno, non sembra molto saggio abbassare il colesterolo e semplicemente dimenticare il perché si è formato. Sembrerebbe molto più intelligente ridurre il maggior fabbisogno di colesterolo riducendo l’infiammazione cronica”.

PERCHE’ SI DICE COLESTEROLO BUONO e COLESTEROLO CATTIVO? Per COLESTEROLO CATTIVO (LDL) si intendono le lipoproteine a bassa densità, mentre per COLESTEROLO BUONO (HDL) quelle ad alta densità. Le prime, nonostante sia molto utili all’organismo, in particolari situazioni, si modificano strutturalmente e si infiltrano nei vasi sanguigni occludendoli. Le HDL invece riescono ad agganciare il colesterolo in eccesso trasportandolo verso il fegato in cui viene convogliato nell’intestino per essere espulso con le feci. Ora nelle analisi del sangue non si valuta più solamente la quantità totale di colesterolo (non deve essere superiore a 200 mg/100 ml di sangue) ma anche la percentuale di colesterolo buono rispetto al totale, in grado di liberare i vasi sanguigni e ripararli.

Inoltre è stato anche dimostrato che le statine, i farmaci prescritti in caso di ipercolesterolemia, ipertensione, aterosclerosi, etc… sono calcio-inibitori, ovvero riducono notevolmente la quantità di calcio presente nel nostro corpo, possono portare al tumore alla mammella e provocare crampi muscolari. Quindi prima di ricorrerre all’uso giusto o meno delle statine proporrei di utilizzare dei rimedi naturali che contribuiscano a ripristinare il giusto equilibrio del colesterolo e glicemico.

Vediamo ora quali sono i rimedi sopracitati e poi passeremo a parlare di come possiamo aiutarci anche con l’alimentazione.

  • OLIVO: è uno spazzino delle arterie poichè ottimo integratore di grassi buoni, ha inoltre funzione vasodilatatrice e ipoglicemica. Si trova in tintura madre (40 gocce per 3 volte/giorno lontano dai pasti), gemmoderivato (vedi tintura madre) e capsule (da 4 a 6 al giorno a seconda della ditta produttrice)

  • TARASSACCO e CARCIOFO: sono disintossicanti e depurativi del fegato, il carciofo va a lavorare anche sui dotti biliari. Si trovano in tintura madre, macerato glicerico, capsule o tisane. Per la posologia è da seguire quella proposta dalla ditta produttrice.

  • MAGNESIO CARBONATO: contrastando l’ossidazione dei radicali liberi e aumentando il metabolismo dei grassi, riduce il colesterolo LDL aumentando l’HDL. Assumere un cucchiaino da tè (di plastica) di polvere in mezzo litro di acqua a temperatura ambiente da bere a piccoli sorsi durante la giornata o in un bicchiere lontano dai pasti (vedi link).

  • ZINCO: aumenta il metabolismo dei grassi e riduce l’infiammazione dei vasi sanguigni. In oligoelemento assumere una fialetta al giorno al mattino a digiuno o lontano dai pasti.

  • RISO ROSSO FERMENTATO: contiene monacolina K, una sostanza con azione simile a quella delle statine, tanto da non poter essere assunto per lungo periodo in quanto può avere gli stessi effetti collaterali delle statine stesse. Seguire la posologia riportata sulla confezione.

Ecco ora gli alimenti e le buone norme alimentari che possono aiutarci a prevenire l’infiammazione vasale e l’eccesso di colesterolo nel sangue.

  • ELIMINARE LO ZUCCHERO INDUSTRIALE (BIANCO), PREFERENDO, MA LIMITANDO COMUNQUE, DOLCIFICANTI NATURALI (sciroppo d’agave, miele, zucchero di canna, stevia, etc…).

  • ELIMINARE I PRODOTTI A BASE DI FARINE RAFFINATE, O LIMITARLI COMUNQUE, PREFERENDO LE FARINE INTEGRALI.

  • LIMITARE IL GLUTINE E I LATTICINI che contribuiscono all’infiammazione.

  • ASSUMERE CIRCA 10 AL GIORNO TRA MANDORLE, NOCI, NOCCIOLE e NOCI BRASILIANE che aumentano minerali e grassi buoni.

  • AGLIO: riduce il rischio cardiovascolare pulendo le arterie, rafforzandone le pareti e riducendo i livelli di colesterolo.

N.B: l’ipercolesterolemia, come è stato più volte ribadito in questo articolo, non è una patologia da sottovalutare. Pertanto si consiglia di effettuare sempre il controllo ematico e una visita dal proprio medico curante o specialista nel caso in cui i valori siano molto al di sopra dei limiti o non si abbassino.

Ecco qua, siamo giunti alla fine dell’articolo e qui tengo a sottolineare l’importanza dell’ESERCIZIO FISICO oltre che degli accorgimenti e i rimedi sopraelencati. Un’attività fisica, soprattutto se aerobica (corsa, nuoto, ciclismo, etc…) aumenta la frazione HDL e affinchè sia efficiente dovete … sudare!!! 

Detto ciò vi saluto e vi auguro un buon pomeriggio e per chi si sta apprestando … un buon esercizio fisico!

A presto e un abbraccio di nuovo!

Gloria