Archivio annuale: 2018

SALVIAMO I NOSTRI MARI DALLA PLASTICA!

Buongiorno e buona domenica a tutti!

Oggi ho deciso di scrivere questo articolo a seguito di una serie di associazioni di idee che mi sono venute in mente da qualche giorno, prima fra tutte “MA QUANTA PLASTICA DOBBIAMO RICICLARE?“. Non so i vostri, ma il nostro raccoglitore della plastica è sempre abbastanza pieno nonostante si cerchi di ridurla il più possibile. Quasi tutto è fatto con questo simpatico materiale costituito da macromolecole principalmente derivate dal petrolio, colorato e divertente, ma che … impiega dalle centinaia alle migliaia di anni per degradarsi e finchè non si degrada inquina. Ultimamente sono incappata in vari manifesti, video e volantini che invitano le persone a rispettare le norme per la differenziazione dei rifiuti e a scegliere consapevolmente i prodotti. MA PERCHE’ SI STA FACENDO TUTTO QUESTO? Vediamolo insieme!

Buona lettura e buona serata! 

Un abbraccio

Gloria

E’ innegabile che l’invenzione delle materie plastiche (PVC e PET) sia stata una svolta a livello pratico ed economico, ma ciò è andato a discapito dell’ambiente poichè non sono biodegradabili e vanno correttamente smaltite. Il PET è la tipologia più utilizzata poichè è il materiale con cui vengono prodotte le bottiglie per l’acqua minerale e per molte altre bevande, quindi ha un utilizzo molto ampio. Nonostante impieghi circa 1000 anni per degradarsi, il PET è totalmente riciclabile, l’importante è che il consumatore si impegni in una raccolta differenziata responsabile! Da qualche tempo alcune ditte stanno promuovendo la produzione di plastiche degradabili e ciò è davvero una buona cosa. MA COME FANNO A DEGRADARSI?

Ne esistono di varie tipologie a seconda del tipo di degradazione a cui vanno incontro una volta disperse nell’ambiente. Premetto che se tutti avessimo un sano senso civico e un minimo di amor proprio nonchè del nostro pianeta, basterebbe utilizzare diligentemente un pratico bidoncino per la plastica piuttosto che disperderla nei boschi mentre si fa la passeggiata o sulla spiaggia durante la tintarella. Ma torniamo a noi ed elenchiamo le varie tipologie di plastiche degradabili.

  • IDROLIZZABILI: la degradazione avviene tramite l’acqua 

  • FOTODEGRADABILI: l’agente degradante è la luce solare

  • BIODEGRADABILI: gli spazzini di turno sono solitamente i nostri amici batteri (come le buste per frutta e verdura entrate in vigore quest’anno)

Ok, benissimo, ma nonostante tutto, nonostante queste nuove invenzioni … bisogna fare di più! Secondo le stime nei mari si riversano fino a 15 MILIONI DI TONNELLATE L’ANNO di materie plastiche e non vi è una zona esente, le aree sono tutte inquinate anche perchè non contamina solo chi sta sulla terraferma ma anche chi sta in mezzo al mare (piattaforme petrolifere, navi da crociera, navi mercantili, etc…). Inoltre alcune reazioni di biodegradazione avvengono solo con condizioni ottimali, come ad esempio la temperatura.

MA PENSATE CHE IL PROBLEMA STIA NEL NUOTARE ACCANTO A UNA BOTTIGLIA DI DETERSIVO O A UNA BUSTA PER LA SPESA? 

Questo semmai non è nemmeno un puntino dell’iceberg … il vero problema è che tutta quella plastica sta distruggendo gli ecosistemi marini perchè molti organismi stanno morendo in quanto intossicati dalle microplastiche (sott’acqua con la luce solare diventano luminose e vengono scambiate per appetitosi microrganismi) o intrappolati in buste, gomme, etc… e sono a rischio di estinzione! Secondo i dati al momento quasi 700 specie marine risultano contaminate dalla plastica e in alcune ne sono stati trovati frammenti nello stomaco. A questo punto non è detto che da qualche tempo anche il genere umano non stia ingerendo plastica senza rendersene conto!

QUINDI COSA POSSIAMO FARE TUTTI PER LIMITARE ULTERIORI DANNI?

Esiste una sorta di menefreghismo di fronte a certi, seppur enormi, problemi: “PERCHE’ SE GLI ALTRI NON LO FANNO DEVO FARLO IO?“, “MA CAPIRAI NON LO FA NESSUNO!“, “NON HO ASSOLUTAMENTE TEMPO!“. Lo ammetto, fino a qualche anno fa ero anche io così, mi impegnavo su tanti fronti tralasciando ciò che avevo davanti agli occhi. Ma non dobbiamo essere ciechi di fronte all’evidenza. Partiamo dal presupposto che il pianeta Terra sia casa nostra e tutti noi che ci viviamo, animali compresi, siamo una grande ed unica famiglia (parlando in termini di ecosistemi che si influenzano tra loro è proprio lo stesso concetto), ognuno collegato all’altro. Bene, voi buttereste mai i rifiuti dentro casa vostra o dentro la vostra vasca? Se vedete il pavimento macchiato lo pulite o lasciate che lo sporco dilaghi? Ai vostri figli e nipoti lascereste mai la casa sporca e insalubre? Direi che queste siano domande retoriche a cui ognuno di voi darà la stessa risposta. Proprio per questo consideriamo che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare molto … già solo avere in mente il pensiero di cambiare è un grandissimo passo avanti!

 

SE L’UOMO SPUTA SUL SUOLO, SPUTA SU SE STESSO. CIO’ CHE ACCADE ALLA TERRA ACCADE AI FIGLI DELLA TERRA. NON E’ L’UOMO CHE HA TESSUTO LA RAGNATELA DELLA VITA; LUI NE E’ SOLO UN FIGLIO. CIO’ CHE FA ALLA RAGNATELA LO FA A SE STESSO”

Capo Seattle, 1853

E allora vediamo insieme come possiamo ridurre il consumo di plastica e quindi il conseguente inquinamento.

  1. ELIMINARE LE BOTTIGLIE DI PLASTICA PER L’ACQUA: esistono vari modi per rendere potabile l’acqua del rubinetto laddove essa non sia bevibile (filtri, caraffe depurative, stazioni di raccolta cittadine, frigogasatori)

  2. EVITARE L’USO DI BICCHIERI E STOVIGLIE IN PLASTICA

  3. NON UTILIZZARE BUSTE DI PLASTICA: prediligere le grandi borse riutilizzabili per la spesa

  4. CERCARE DI FARE SUCCHI DI FRUTTA E YOGURT IN CASA: eviterete di dover smaltire parecchi contenitori

  5. DOVE E’ POSSIBILE SAREBBE MEGLIO COMPRARE I PRODOTTI SFUSI: in alcuni supermercati sono disponibili per varie tipologie di alimenti o altro, degli appositi dosatori grazie ai quali è possibile comprare la quantità di prodotto desiderata

  6. DIFFERENZIARE CORRETTAMENTE

  7. COMPRARE I DETERSIVI ALLA SPINA O CERCARE DI PRODURNE IN CASA ATTRAVERSO INGREDIENTI NATURALI: come per gli alimenti, in alcuni negozi, anche per i detersivi è possibile riutilizzare gli stessi contenitori. In alternativa utilizzando semplicemente aceto, bicarbonato, limone ed oli essenziali, è possibile crearli home-made!

RICETTINA PER IL DETERSIVO PER I PIATTI 

  • 3 limoni

  • 400 ml di acqua

  • 200 g di sale

  • 100 ml di aceto bianco

Tagliate i limoni e togliete i semi. Quindi passateli nel frullatore con un po’ di acqua e il sale. Mettete la miscela in un tegame con il resto dell’acqua e l’aceto e fate bollire per 10 minuti. Quando il composto si sarà ristretto, lasciate raffreddare per poi versarlo in contenitori di vetro.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo attraverso il quale spero di avervi sensibilizzato a cambiare qualcosina del vostro stile di vita per vivere più responsabilmente e in salute. L’elenco soprastante è una linea indicativa per cominciare ad approcciarsi, chiaramente con un po’ di inventiva si riesce tranquillamente ad espandere tali propositi anche verso altri prodotti o azioni quotidiane.

Vi auguro un buon proseguimento di giornata e a presto!

Gloria

 

IL MIELE DI MANUKA: UN VALIDO ANTIBATTERICO

Buonasera a tutti!

Sarà che sta per finire l’estate o che come ogni sera ho una grande tazza di tisana pronta accanto a me (stasera è a base di salvia con limone e miele di Tiglio), sta di fatto che oggi mi è venuta in mente la parola MIELE. In realtà ho già scritto un articolo su questo fantastico prodotto dell’alveare (clicca qui) e anche sulle nostre amiche api (vedi), ma questo è proprio il periodo adatto per parlare di terapie preventive che aiutino il sistema immunitario … quindi non c’è nulla di meglio di descrivere, a tal proposito, le caratteristiche del MIELE DI MANUKA!

Ora qualcuno già abbastanza informato sul prodotto dirà “EH SI’ MA QUANTO COSTA! COSTA UN SACCO!” … beh, sì è vero non posso negarlo. Se è originale e certificato a dovere il suo costo non è sicuramente bassissimo, ma posso garantire che li vale tutti, nel senso che è davvero efficace nell’innalzamento delle difese immunitarie e nella lotta contro varie patologie.

Ok bando ai trastulli, cominciamo a parlarne sul serio e vi lascio ad una buona lettura e a un buon proseguimento di serata!

Un abbraccio e a presto

Gloria

 

Quelli che vedete nella foto qui sopra, sono i bellissimi fiori bianchi dell’albero di Manuka (LEPTOSPERMUM SCOPARIUM), endemico delle regioni australi dalla Nuova Zelanda fino all’Arcipelago Indonesiano. Grazie al lavoro incessante delle nostre amiche api è possibile ottenere un miele pregiato e stimato in tutto il mondo, il MIELE DI MANUKA per l’appunto. Si sa che il miele di per sè, qualunque esso sia, possiede qualità antibatteriche e di sostegno, ma quello di Manuka contiene principi attivi in numero notevolmente superiore rispetto ad altri. A conferma di ciò vi sono gli studi effettuati nel 2008 dall’Università di Dresda che attribuiscono alla sostanza battericida METHYLGLYOXAL (MGO) le pregiate proprietà del miele di Manuka in cui può essere contenuto in quantità che vanno da 100 a 900 mg/kg (pensate che gli altri mieli ne contengono fino a 50 mg/kg!!).

Vediamo ora quali sono le più importanti patologie che si possono curare con questo prezioso tesoro!

  • DISTURBI GASTROINTESTINALI: ulcere, infezioni da Helicobacter pylori, reflusso gastroesofageo, acidità gastrica, colite

  • DISTURBI RESPIRATORI: mal di gola, tosse, raffreddore

  • DISTURBI GENITO-INTESTINALI: Candida, Escherichia Colii

  • DISTURBI EPIDERMICI (uso esterno): ferite, piaghe, acne, dermatiti, psoriasi

  • TUMORI: riduzione e scomparsa delle cellule tumorali, ottimo energizzante contro gli effetti collaterali della chemioterapia

  • DISTRUBI CIRCOLATORI: abbassamento del colesterolo

Come avete potuto vedere poco fa questo miele è un vero toccasana, ma come facciamo a sapere quanto MGO contiene? Semplice, su ogni confezione sono riportati dei numeretti (ad esempio 100, 250, 400 e 550) che indicano la concentrazione di Methylglyossale contenuta. Ovviamente più alto è il numero, più è alta l’efficacia battericida del miele.

Quindi … quale scegliere? Dipende da ciò che vogliamo andare a fare, infatti per un discorso preventivo o energizzante può andare benissimo un MGO 100 (non superare la dose di 2 massimo 3 cucchiaini al giorno circa mezz’oretta prima dei pasti), mentre per problemi più complicati  si può intervenire con un MGO 400 o addirittura al massimo.

E PER I BAMBINI? Se per assumere gli altri mieli bisogna aver compiuto l’anno di età, per quello di Manuka bisogna averne compiuti due (in ogni caso chiedete consiglio al pediatra in base alle caratteristiche del bambino). Credo che il mio bimbo grande ne farà subito una scorpacciata considerato che dobbiamo innalzare le difese immunitarie per l’inizio della scuola! Ma al di là delle battute, tengo a sottolineare che per i bambini è buona cosa partire con uno massimo due cucchiaini al giorno, che possono arrivare a tre sempre sotto consiglio del medico in base all’età del bambino e alle sue necessità.

 

Bene, sono contenta di avervi illustrato le caratteristiche di questo magico prodotto e nel caso in cui lo provaste mandatemi le vostre impressioni!

Un abbraccio e buon proseguimento di serata!

Gloria

LA MIA AMICA FLAVIA E I SUOI ECO-RICICLI CREATIVI

Buonasera a tutti!

Finalmente ho trovato il tempo per ricominciare a scrivere e non potete capire quanto tutto ciò mi faccia stare bene! I miei cuccioli occupano grandissima parte della mia giornata (soprattutto in questo periodo di vacanza che sta per volgere al termine) e per quanto ciò sia bellissimo, la necessità di ritagliarmi uno spazietto tutto per me diventa decisamente importante … soprattutto se questo spazietto è ormai una passione! Torno dopo mesi di assenza ma ho visto che il blog è stato comunque molto seguito e consultato e ciò mi riempie il cuore di gioia e allevia la mancanza avvertita in questo periodo. In questi giorni la mia mente è stata comunque in piena attività, quindi torno con le idee promesse in precedenza e con altre nuove (prima o poi le mie giornate diventeranno automaticamente di 48 ore per riuscire a conciliare il tutto!), con tanta voglia di comunicare con voi e di portare il mio pensiero e le mie conoscenze in giro per il web.

Con l’articolo di oggi voglio farvi conoscere delle bellissime idee di eco-riciclo provenienti dall’intelligente creatività di una mia cara amica: Flavia. Per diventare e rimanere amici non servono grandissime cose come ad esempio, regali, telefonate, uscite frequenti o altro, l’importante è, a mio avviso, SENTIRSI. Ma non intendo nel senso materiale del termine, anzi, ritengo che basti sentire che l’altro per noi c’è. Ed è una cosa bellissima, perchè è una comunicazione di pensiero che va oltre le parole e i gesti: lo senti e basta. Io e Flavia ci siamo conosciute per caso e “per caso” ci sentiamo, e basta una parola o una battuta per farci sentire appunto, capite l’una dall’altra.

Quando ho creato la categoria di ECO-RICICLO, Flavia si è subito proposta di aiutarmi a riempirla con le sue idee a cominciare da quel favoloso CALENDARIO DELL’AVVENTO con le tazze e le tisane https://www.facebook.com/gloriaficosecco84/posts/949860725161314?__tn__=K-R

In seguito ne ha realizzate altre e la ringrazio vivamente perchè sono davvero originali e carine! Quindi passiamo subito a vederle e per qualsiasi chiarimento scrivetemi pure! Intanto buona lettura e buona serata!

Un abbraccio

Gloria

 

Le spiegazioni delle foto e del metodo esecutivo sono quelle che mi ha fornito Flavia, a cui cercherò di attenermi nel modo più fedele possibile.

 

  • VASETTO PER PIANTE GRASSE CON IL TAPPO DELL’AMMORBIDENTE

A volte non è facile trovare piccoli vasetti in cui interrare le piante grasse che devono ancora crescere, ma è possibile realizzarli grazie al tappo dell’ammorbidente (o del detersivo se vi piace forma e colore). Vediamo le varie fasi:

  1. Tagliare con il cutter il dosatore antigoccia interno (attenzione alle mani!)

 

2. Praticare un foro sotto per far fuoriscire l’acqua in eccesso. Per evitare che il fondo si rompa conviene fare un piccolo foro con un punteruolo o un cacciavite per poi allargarlo lentamente. in alternativa è possibile scaldare il punteruolo su una fiamma e poi forare la plastica con il calore

3. Invasate la piantina e, se volete, completate con un sottovaso: il tappo di una tanichetta o di un the freddo andranno benissimo

  • IDEE CON I PORTASORPRESE DELLE UOVA DI PASQUA

PORTAPILLOLE

PORTAFRUTTA o PORTAOGGETTI

PORTAGOMITOLO PER UNCINETTO

  1. Fate tre buchi: uno centrale per il filo e due laterali per il nastrino che si può decorare con perline o fare con una catena piccola in materiale a scelta.

2. Mettete dentro il gomitolo facendo uscire il filo dal foro centrale, chiudete il bozzolo e infilate il braccio dentro il nastrino (come nell’immagine iniziale)

PORTAQUALCO’ 

Realizzato con i ritagli di indumenti inutilizzati, può essere utile per mettere qualcosa in bagno, portacaramelle o necessaire da cucito!

Ecco qua, innanzitutto ringrazio di nuovo Flavia! Spero che l’articolo sia risultato interessante e vi possa aver fornito qualche spunto per riciclare i tanti rifiuti che vengono prodotti. I nostri mari sono sempre più inquinati dalla plastica che impiega centinaia di anni per degradarsi, i soldi nei nostri portafogli (almeno nel mio!) non sono mai abbastanza … perchè non ottimizzare il tutto recuperando ciò che può essere recuperato?

Detto ciò non dimenticate di inviarmi anche voi le vostre idee! Intanto vi auguro di nuovo una buona serata e una buona notte! 

A presto

Gloria

 

EMERGENCY REMEDY TI AIUTA IN UN BATTIBALENO!

Buongiorno a tutti e ben trovati!

E’ da molto tempo che non scrivo un articolo … lo so, mi sono voluta concentrare su figli, lavoro e ultimo, ma non meno importante, l’e-book! Gli impegni degli ultimi periodi non mi hanno permesso di dedicarmici costantemente ma è un progetto che realizzerò, è già a più di metà e sono orgogliosa di come sta riuscendo! Sono contentissima comunque che siete tantissimi a seguirmi nonostante i miei lunghi silenzi, alcuni di voi li vedo in negozio, altri li sento telefonicamente, altri tramite mail e molti li vedo dalle statistiche … grazie di cuore mille volte, il vostro appoggio è una grande motivazione a continuare!

Non riuscivo più a non scrivere articoli, il bisogno di comunicare nell’immediato qualcosa, la necessità di rendersi utile anche virtualmente fa parte di me, chi mi conosce personalmente lo sa: sono una crocerossina per natura e cerco di risolvere cose o di consigliare azioni secondo le mie conoscenze ed esperienze!

Sarà stata la neve, tanta tantissima neve, sarà stato che ho per caso ripreso in mano l’agenda con tutti gli articoli e le nuove categorie in programma, sarà che mi mancava scrivere qualcosa di nuovo … sarà quello che sarà, sta di fatto che sono contenta!

Oggi voglio parlarvi dell’EMERGENCY REMEDY, un rimedio per l’appunto che fa parte della Floriterapia, utilissimo quando non sappiamo più che pesci pigliare! A me è servito tantissimo in un periodo un po’ brutto della mia vita caratterizzato anche dalla laurea imminente! Nei giorni precedenti alla discussione della tesi ero davvero a terra, un po’ per l’ansia da prestazione ma soprattutto per tanto stress. Andai con mia mamma in una antica erboristeria in Ancona e appena entrata mi sentii come in un luogo strano ma incantato. Tutto era nella penombra, gli scaffali erano pieni di boccette e scatolette e attraverso un breve percorso a serpentina arrivammo al bancone. Poco dopo da dietro una porta sbucò una piccola vecchina, sembrava più un’elfa in verità, che ci accolse con un dolce sorriso e dopo aver ascoltato il mio problema, tirò fuori da sotto il bancone una piccola boccetta. “Questo è ciò che fa per te”, disse sicura guardandomi negli occhi, e dopo avermi spiegato le modalità di assunzione, mi salutò con un abbraccio.

Bene, il tutto è andato per il meglio anche più del previsto e la “nonnina – elfa” mi è rimasta sempre nel cuore! Molto ha fatto la miracolosa boccetta ma gran parte dell’aiuto è stata data anche dalla sua competenza, sicurezza e sincerità, ciò che non voglio far mancare mai a chi, tramite lavoro o amicizia, necessita di un mio consiglio o aiuto.

Detto ciò, basta con i preamboli e veniamo al dunque con il nuovo articolo!

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento!

Un abbraccio

Gloria

L’EMERGENCY REMEDY è una miscela di 5 diversi Fiori di Bach, CHERRY PLUM, CLEMATIS, IMPATIENS, ROCK ROSE e STAR OF BETHLEM, creata da Edward Bach al fine di risolvere tutte quelle situazioni in cui si necessita di un rimedio immediato, come stati ansiosi o attacchi di panico. Potete trovarlo anche sotto il nome di RESCUE REMEDY o SOS, ad ogni modo fidatevi è sempre lui! Ma vediamo un attimino chi è Bach e che funzioni hanno i famosi fiori da lui scoperti, per capire meglio ciò di cui tratta questo articolo.

Bach era un medico inglese nato nel 1886 che si accorse quanto la stessa terapia non riuscisse ad ottenere gli stessi risultati in tutti i pazienti e ciò gli permise di dedurre quanto la personalità di ogni individuo influisca nella cura della malattia. Amante della natura, durante una escursione tra le montagne del Galles cominciò a trovare alcuni fiori fino a scoprirne 38 (tranne uno che non è un fiore ma è “ACQUA DI ROCCIA”). A seguito di studi ed esperimenti riuscì ad associare ad ogni fiore uno stato d’animo negativo che il fiore stesso sarebbe riuscito ad equilibrare. Infatti scoprì che i fiori creano vibrazioni energetiche in grado di riequilibrare uno stato emotivo bloccato.

Questo fu un grande progresso nella considerazione del concetto “malattia”, la quale non è inteso solo come malessere fisico ma uno stato alterato della persona in cui gioca un ruolo davvero importante l’armonia emozionale! Non a caso quando siamo stressati anche solo mentalmente a seguito di pensieri intrusivi, ansie e preoccupazioni, siamo più tendenti a beccarci qualche malanno, il quale nel caso in cui lo stato alterato venga mantenuto, potrebbe diventare anche cronico!

Torniamo ora al nostro EMERGENCY REMEDY. Sia ben chiaro esso non risolve le situazioni … in quello riusciva solo la Fata Turchina di Pinocchio con la sua bacchetta magica! Tuttavia permette una più pronta e positiva reazione ad affrontare situazioni problematiche come ad esempio cattive notizie, stress, piccoli incidenti, paure, etc… L’ho consigliato ad una signora per superare la paura dell’aereo (io che se sto a due centimetri sollevata dal pavimento già sto male!), doveva andare assolutamente a Londra dal figlio e aveva una paura matta di volare. La situazione era abbastanza paradossale, come si suol dire “l’ospedale che aiuta la Chiesa”, ma  evitando commenti soggettivi sull’esperienza in aereo per non spaventare ulteriormente la signora, ho sfoderato tutte le caratteristiche benefiche dell’Emergency Remedy ottenendo la piena fiducia della cliente. Dopo circa una ventina di giorni la signora tornò soddisfattissima della buona riuscita del prodotto, tanto che …  “La boccetta è finita, ne prendo un’altra perchè mi sento più sicura ad averla sempre in borsa!”.

 

 

PERCHE’ L’EMERGENCY REMEDY E’ COSI’ EFFICACE? Ovvero QUALI SONO LE FUNZIONI DEI FIORI CHE LO COMPONGONO? Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo questa miscela è composta da 5 Fiori di Bach differenti. Vediamoli nello specifico:

  • CLEMATIS: aiuta a mantenere il contatto con la realtà nonostante la situazione sia difficile o traumatica.

  • CHERRY PLUM: evita di compiere gesti violenti e irrazionali, perdendo il controllo di se stessi.

  • STAR OF BETHLEM: è un po’ il fiore tuttofare perchè aiuta per ogni genere di trauma, sia esso fisico o mentale, presente o passato.

  • ROCK ROSE: evita di rimanere scioccati e paralizzati, mantendoci pronti all’azione-reazione.

  • IMPATIENS: aiuta a mantenere la calma e la freddezza nelle situazioni.

DA CHI PUO’ ESSERE UTILIZZATO E COME? Il rimedio può essere assunto da tutti: adulti, bambini, anziani e donne in dolce attesa. Bastano 4 gocce sotto la lingua al bisogno e il gioco è fatto. La soluzione è alcolica, in quanto viene utilizzato il Brandy come conservante, e per chi non volesse assumerlo concentrato basta stemperare 4 gocce di rimedio in un bicchiere d’acqua e sorseggiarlo a piccoli sorsi a due-tre minuti di distanza l’uno dall’altro. Nel caso di disturbi frequenti e prolungati come crisi di ansia, tremori o attacchi di panico consiglio di assumere 4 gocce per 4 volte al giorno almeno per una-due settimane a seconda della ricorrenza del disturbo. Il prodotto esiste anche in granuli o spray per una più pratica modalità di assunzione.

Sono davvero contenta di aver riscritto un articolo, ma soprattutto questo che più di tanti altri racconta un pezzo importante di me. E’ bellissimo mettere le proprie conoscenze ed esperienze a disposizione delle persone affinchè possano raggiungere l’equilibrio e la serenità che tanto spesso molti cercano ma pochi trovano.

Detto ciò vi saluto e vi auguro un buon proseguimento di giornata! Sono come sempre a disposizione attraverso la mia mail fikos@hotmail.it o tramite la pagina Facebook “LA NATURA, LA MENTE E LA VITA” o, se volete passare a trovarmi, a conoscere me o il negozio dove lavoro, presso l’erboristeria “LE DELIZIE DELLA NATURA” a Castelfidardo.

Un abbraccio 

Gloria