Autore archivio: gloriafi

SALVIAMO I NOSTRI MARI DALLA PLASTICA!

Buongiorno e buona domenica a tutti!

Oggi ho deciso di scrivere questo articolo a seguito di una serie di associazioni di idee che mi sono venute in mente da qualche giorno, prima fra tutte “MA QUANTA PLASTICA DOBBIAMO RICICLARE?“. Non so i vostri, ma il nostro raccoglitore della plastica è sempre abbastanza pieno nonostante si cerchi di ridurla il più possibile. Quasi tutto è fatto con questo simpatico materiale costituito da macromolecole principalmente derivate dal petrolio, colorato e divertente, ma che … impiega dalle centinaia alle migliaia di anni per degradarsi e finchè non si degrada inquina. Ultimamente sono incappata in vari manifesti, video e volantini che invitano le persone a rispettare le norme per la differenziazione dei rifiuti e a scegliere consapevolmente i prodotti. MA PERCHE’ SI STA FACENDO TUTTO QUESTO? Vediamolo insieme!

Buona lettura e buona serata! 

Un abbraccio

Gloria

E’ innegabile che l’invenzione delle materie plastiche (PVC e PET) sia stata una svolta a livello pratico ed economico, ma ciò è andato a discapito dell’ambiente poichè non sono biodegradabili e vanno correttamente smaltite. Il PET è la tipologia più utilizzata poichè è il materiale con cui vengono prodotte le bottiglie per l’acqua minerale e per molte altre bevande, quindi ha un utilizzo molto ampio. Nonostante impieghi circa 1000 anni per degradarsi, il PET è totalmente riciclabile, l’importante è che il consumatore si impegni in una raccolta differenziata responsabile! Da qualche tempo alcune ditte stanno promuovendo la produzione di plastiche degradabili e ciò è davvero una buona cosa. MA COME FANNO A DEGRADARSI?

Ne esistono di varie tipologie a seconda del tipo di degradazione a cui vanno incontro una volta disperse nell’ambiente. Premetto che se tutti avessimo un sano senso civico e un minimo di amor proprio nonchè del nostro pianeta, basterebbe utilizzare diligentemente un pratico bidoncino per la plastica piuttosto che disperderla nei boschi mentre si fa la passeggiata o sulla spiaggia durante la tintarella. Ma torniamo a noi ed elenchiamo le varie tipologie di plastiche degradabili.

  • IDROLIZZABILI: la degradazione avviene tramite l’acqua 

  • FOTODEGRADABILI: l’agente degradante è la luce solare

  • BIODEGRADABILI: gli spazzini di turno sono solitamente i nostri amici batteri (come le buste per frutta e verdura entrate in vigore quest’anno)

Ok, benissimo, ma nonostante tutto, nonostante queste nuove invenzioni … bisogna fare di più! Secondo le stime nei mari si riversano fino a 15 MILIONI DI TONNELLATE L’ANNO di materie plastiche e non vi è una zona esente, le aree sono tutte inquinate anche perchè non contamina solo chi sta sulla terraferma ma anche chi sta in mezzo al mare (piattaforme petrolifere, navi da crociera, navi mercantili, etc…). Inoltre alcune reazioni di biodegradazione avvengono solo con condizioni ottimali, come ad esempio la temperatura.

MA PENSATE CHE IL PROBLEMA STIA NEL NUOTARE ACCANTO A UNA BOTTIGLIA DI DETERSIVO O A UNA BUSTA PER LA SPESA? 

Questo semmai non è nemmeno un puntino dell’iceberg … il vero problema è che tutta quella plastica sta distruggendo gli ecosistemi marini perchè molti organismi stanno morendo in quanto intossicati dalle microplastiche (sott’acqua con la luce solare diventano luminose e vengono scambiate per appetitosi microrganismi) o intrappolati in buste, gomme, etc… e sono a rischio di estinzione! Secondo i dati al momento quasi 700 specie marine risultano contaminate dalla plastica e in alcune ne sono stati trovati frammenti nello stomaco. A questo punto non è detto che da qualche tempo anche il genere umano non stia ingerendo plastica senza rendersene conto!

QUINDI COSA POSSIAMO FARE TUTTI PER LIMITARE ULTERIORI DANNI?

Esiste una sorta di menefreghismo di fronte a certi, seppur enormi, problemi: “PERCHE’ SE GLI ALTRI NON LO FANNO DEVO FARLO IO?“, “MA CAPIRAI NON LO FA NESSUNO!“, “NON HO ASSOLUTAMENTE TEMPO!“. Lo ammetto, fino a qualche anno fa ero anche io così, mi impegnavo su tanti fronti tralasciando ciò che avevo davanti agli occhi. Ma non dobbiamo essere ciechi di fronte all’evidenza. Partiamo dal presupposto che il pianeta Terra sia casa nostra e tutti noi che ci viviamo, animali compresi, siamo una grande ed unica famiglia (parlando in termini di ecosistemi che si influenzano tra loro è proprio lo stesso concetto), ognuno collegato all’altro. Bene, voi buttereste mai i rifiuti dentro casa vostra o dentro la vostra vasca? Se vedete il pavimento macchiato lo pulite o lasciate che lo sporco dilaghi? Ai vostri figli e nipoti lascereste mai la casa sporca e insalubre? Direi che queste siano domande retoriche a cui ognuno di voi darà la stessa risposta. Proprio per questo consideriamo che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare molto … già solo avere in mente il pensiero di cambiare è un grandissimo passo avanti!

 

SE L’UOMO SPUTA SUL SUOLO, SPUTA SU SE STESSO. CIO’ CHE ACCADE ALLA TERRA ACCADE AI FIGLI DELLA TERRA. NON E’ L’UOMO CHE HA TESSUTO LA RAGNATELA DELLA VITA; LUI NE E’ SOLO UN FIGLIO. CIO’ CHE FA ALLA RAGNATELA LO FA A SE STESSO”

Capo Seattle, 1853

E allora vediamo insieme come possiamo ridurre il consumo di plastica e quindi il conseguente inquinamento.

  1. ELIMINARE LE BOTTIGLIE DI PLASTICA PER L’ACQUA: esistono vari modi per rendere potabile l’acqua del rubinetto laddove essa non sia bevibile (filtri, caraffe depurative, stazioni di raccolta cittadine, frigogasatori)

  2. EVITARE L’USO DI BICCHIERI E STOVIGLIE IN PLASTICA

  3. NON UTILIZZARE BUSTE DI PLASTICA: prediligere le grandi borse riutilizzabili per la spesa

  4. CERCARE DI FARE SUCCHI DI FRUTTA E YOGURT IN CASA: eviterete di dover smaltire parecchi contenitori

  5. DOVE E’ POSSIBILE SAREBBE MEGLIO COMPRARE I PRODOTTI SFUSI: in alcuni supermercati sono disponibili per varie tipologie di alimenti o altro, degli appositi dosatori grazie ai quali è possibile comprare la quantità di prodotto desiderata

  6. DIFFERENZIARE CORRETTAMENTE

  7. COMPRARE I DETERSIVI ALLA SPINA O CERCARE DI PRODURNE IN CASA ATTRAVERSO INGREDIENTI NATURALI: come per gli alimenti, in alcuni negozi, anche per i detersivi è possibile riutilizzare gli stessi contenitori. In alternativa utilizzando semplicemente aceto, bicarbonato, limone ed oli essenziali, è possibile crearli home-made!

RICETTINA PER IL DETERSIVO PER I PIATTI 

  • 3 limoni

  • 400 ml di acqua

  • 200 g di sale

  • 100 ml di aceto bianco

Tagliate i limoni e togliete i semi. Quindi passateli nel frullatore con un po’ di acqua e il sale. Mettete la miscela in un tegame con il resto dell’acqua e l’aceto e fate bollire per 10 minuti. Quando il composto si sarà ristretto, lasciate raffreddare per poi versarlo in contenitori di vetro.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo attraverso il quale spero di avervi sensibilizzato a cambiare qualcosina del vostro stile di vita per vivere più responsabilmente e in salute. L’elenco soprastante è una linea indicativa per cominciare ad approcciarsi, chiaramente con un po’ di inventiva si riesce tranquillamente ad espandere tali propositi anche verso altri prodotti o azioni quotidiane.

Vi auguro un buon proseguimento di giornata e a presto!

Gloria

 

IL MIELE DI MANUKA: UN VALIDO ANTIBATTERICO

Buonasera a tutti!

Sarà che sta per finire l’estate o che come ogni sera ho una grande tazza di tisana pronta accanto a me (stasera è a base di salvia con limone e miele di Tiglio), sta di fatto che oggi mi è venuta in mente la parola MIELE. In realtà ho già scritto un articolo su questo fantastico prodotto dell’alveare (clicca qui) e anche sulle nostre amiche api (vedi), ma questo è proprio il periodo adatto per parlare di terapie preventive che aiutino il sistema immunitario … quindi non c’è nulla di meglio di descrivere, a tal proposito, le caratteristiche del MIELE DI MANUKA!

Ora qualcuno già abbastanza informato sul prodotto dirà “EH SI’ MA QUANTO COSTA! COSTA UN SACCO!” … beh, sì è vero non posso negarlo. Se è originale e certificato a dovere il suo costo non è sicuramente bassissimo, ma posso garantire che li vale tutti, nel senso che è davvero efficace nell’innalzamento delle difese immunitarie e nella lotta contro varie patologie.

Ok bando ai trastulli, cominciamo a parlarne sul serio e vi lascio ad una buona lettura e a un buon proseguimento di serata!

Un abbraccio e a presto

Gloria

 

Quelli che vedete nella foto qui sopra, sono i bellissimi fiori bianchi dell’albero di Manuka (LEPTOSPERMUM SCOPARIUM), endemico delle regioni australi dalla Nuova Zelanda fino all’Arcipelago Indonesiano. Grazie al lavoro incessante delle nostre amiche api è possibile ottenere un miele pregiato e stimato in tutto il mondo, il MIELE DI MANUKA per l’appunto. Si sa che il miele di per sè, qualunque esso sia, possiede qualità antibatteriche e di sostegno, ma quello di Manuka contiene principi attivi in numero notevolmente superiore rispetto ad altri. A conferma di ciò vi sono gli studi effettuati nel 2008 dall’Università di Dresda che attribuiscono alla sostanza battericida METHYLGLYOXAL (MGO) le pregiate proprietà del miele di Manuka in cui può essere contenuto in quantità che vanno da 100 a 900 mg/kg (pensate che gli altri mieli ne contengono fino a 50 mg/kg!!).

Vediamo ora quali sono le più importanti patologie che si possono curare con questo prezioso tesoro!

  • DISTURBI GASTROINTESTINALI: ulcere, infezioni da Helicobacter pylori, reflusso gastroesofageo, acidità gastrica, colite

  • DISTURBI RESPIRATORI: mal di gola, tosse, raffreddore

  • DISTURBI GENITO-INTESTINALI: Candida, Escherichia Colii

  • DISTURBI EPIDERMICI (uso esterno): ferite, piaghe, acne, dermatiti, psoriasi

  • TUMORI: riduzione e scomparsa delle cellule tumorali, ottimo energizzante contro gli effetti collaterali della chemioterapia

  • DISTRUBI CIRCOLATORI: abbassamento del colesterolo

Come avete potuto vedere poco fa questo miele è un vero toccasana, ma come facciamo a sapere quanto MGO contiene? Semplice, su ogni confezione sono riportati dei numeretti (ad esempio 100, 250, 400 e 550) che indicano la concentrazione di Methylglyossale contenuta. Ovviamente più alto è il numero, più è alta l’efficacia battericida del miele.

Quindi … quale scegliere? Dipende da ciò che vogliamo andare a fare, infatti per un discorso preventivo o energizzante può andare benissimo un MGO 100 (non superare la dose di 2 massimo 3 cucchiaini al giorno circa mezz’oretta prima dei pasti), mentre per problemi più complicati  si può intervenire con un MGO 400 o addirittura al massimo.

E PER I BAMBINI? Se per assumere gli altri mieli bisogna aver compiuto l’anno di età, per quello di Manuka bisogna averne compiuti due (in ogni caso chiedete consiglio al pediatra in base alle caratteristiche del bambino). Credo che il mio bimbo grande ne farà subito una scorpacciata considerato che dobbiamo innalzare le difese immunitarie per l’inizio della scuola! Ma al di là delle battute, tengo a sottolineare che per i bambini è buona cosa partire con uno massimo due cucchiaini al giorno, che possono arrivare a tre sempre sotto consiglio del medico in base all’età del bambino e alle sue necessità.

 

Bene, sono contenta di avervi illustrato le caratteristiche di questo magico prodotto e nel caso in cui lo provaste mandatemi le vostre impressioni!

Un abbraccio e buon proseguimento di serata!

Gloria

LA MIA AMICA FLAVIA E I SUOI ECO-RICICLI CREATIVI

Buonasera a tutti!

Finalmente ho trovato il tempo per ricominciare a scrivere e non potete capire quanto tutto ciò mi faccia stare bene! I miei cuccioli occupano grandissima parte della mia giornata (soprattutto in questo periodo di vacanza che sta per volgere al termine) e per quanto ciò sia bellissimo, la necessità di ritagliarmi uno spazietto tutto per me diventa decisamente importante … soprattutto se questo spazietto è ormai una passione! Torno dopo mesi di assenza ma ho visto che il blog è stato comunque molto seguito e consultato e ciò mi riempie il cuore di gioia e allevia la mancanza avvertita in questo periodo. In questi giorni la mia mente è stata comunque in piena attività, quindi torno con le idee promesse in precedenza e con altre nuove (prima o poi le mie giornate diventeranno automaticamente di 48 ore per riuscire a conciliare il tutto!), con tanta voglia di comunicare con voi e di portare il mio pensiero e le mie conoscenze in giro per il web.

Con l’articolo di oggi voglio farvi conoscere delle bellissime idee di eco-riciclo provenienti dall’intelligente creatività di una mia cara amica: Flavia. Per diventare e rimanere amici non servono grandissime cose come ad esempio, regali, telefonate, uscite frequenti o altro, l’importante è, a mio avviso, SENTIRSI. Ma non intendo nel senso materiale del termine, anzi, ritengo che basti sentire che l’altro per noi c’è. Ed è una cosa bellissima, perchè è una comunicazione di pensiero che va oltre le parole e i gesti: lo senti e basta. Io e Flavia ci siamo conosciute per caso e “per caso” ci sentiamo, e basta una parola o una battuta per farci sentire appunto, capite l’una dall’altra.

Quando ho creato la categoria di ECO-RICICLO, Flavia si è subito proposta di aiutarmi a riempirla con le sue idee a cominciare da quel favoloso CALENDARIO DELL’AVVENTO con le tazze e le tisane https://www.facebook.com/gloriaficosecco84/posts/949860725161314?__tn__=K-R

In seguito ne ha realizzate altre e la ringrazio vivamente perchè sono davvero originali e carine! Quindi passiamo subito a vederle e per qualsiasi chiarimento scrivetemi pure! Intanto buona lettura e buona serata!

Un abbraccio

Gloria

 

Le spiegazioni delle foto e del metodo esecutivo sono quelle che mi ha fornito Flavia, a cui cercherò di attenermi nel modo più fedele possibile.

 

  • VASETTO PER PIANTE GRASSE CON IL TAPPO DELL’AMMORBIDENTE

A volte non è facile trovare piccoli vasetti in cui interrare le piante grasse che devono ancora crescere, ma è possibile realizzarli grazie al tappo dell’ammorbidente (o del detersivo se vi piace forma e colore). Vediamo le varie fasi:

  1. Tagliare con il cutter il dosatore antigoccia interno (attenzione alle mani!)

 

2. Praticare un foro sotto per far fuoriscire l’acqua in eccesso. Per evitare che il fondo si rompa conviene fare un piccolo foro con un punteruolo o un cacciavite per poi allargarlo lentamente. in alternativa è possibile scaldare il punteruolo su una fiamma e poi forare la plastica con il calore

3. Invasate la piantina e, se volete, completate con un sottovaso: il tappo di una tanichetta o di un the freddo andranno benissimo

  • IDEE CON I PORTASORPRESE DELLE UOVA DI PASQUA

PORTAPILLOLE

PORTAFRUTTA o PORTAOGGETTI

PORTAGOMITOLO PER UNCINETTO

  1. Fate tre buchi: uno centrale per il filo e due laterali per il nastrino che si può decorare con perline o fare con una catena piccola in materiale a scelta.

2. Mettete dentro il gomitolo facendo uscire il filo dal foro centrale, chiudete il bozzolo e infilate il braccio dentro il nastrino (come nell’immagine iniziale)

PORTAQUALCO’ 

Realizzato con i ritagli di indumenti inutilizzati, può essere utile per mettere qualcosa in bagno, portacaramelle o necessaire da cucito!

Ecco qua, innanzitutto ringrazio di nuovo Flavia! Spero che l’articolo sia risultato interessante e vi possa aver fornito qualche spunto per riciclare i tanti rifiuti che vengono prodotti. I nostri mari sono sempre più inquinati dalla plastica che impiega centinaia di anni per degradarsi, i soldi nei nostri portafogli (almeno nel mio!) non sono mai abbastanza … perchè non ottimizzare il tutto recuperando ciò che può essere recuperato?

Detto ciò non dimenticate di inviarmi anche voi le vostre idee! Intanto vi auguro di nuovo una buona serata e una buona notte! 

A presto

Gloria

 

EMERGENCY REMEDY TI AIUTA IN UN BATTIBALENO!

Buongiorno a tutti e ben trovati!

E’ da molto tempo che non scrivo un articolo … lo so, mi sono voluta concentrare su figli, lavoro e ultimo, ma non meno importante, l’e-book! Gli impegni degli ultimi periodi non mi hanno permesso di dedicarmici costantemente ma è un progetto che realizzerò, è già a più di metà e sono orgogliosa di come sta riuscendo! Sono contentissima comunque che siete tantissimi a seguirmi nonostante i miei lunghi silenzi, alcuni di voi li vedo in negozio, altri li sento telefonicamente, altri tramite mail e molti li vedo dalle statistiche … grazie di cuore mille volte, il vostro appoggio è una grande motivazione a continuare!

Non riuscivo più a non scrivere articoli, il bisogno di comunicare nell’immediato qualcosa, la necessità di rendersi utile anche virtualmente fa parte di me, chi mi conosce personalmente lo sa: sono una crocerossina per natura e cerco di risolvere cose o di consigliare azioni secondo le mie conoscenze ed esperienze!

Sarà stata la neve, tanta tantissima neve, sarà stato che ho per caso ripreso in mano l’agenda con tutti gli articoli e le nuove categorie in programma, sarà che mi mancava scrivere qualcosa di nuovo … sarà quello che sarà, sta di fatto che sono contenta!

Oggi voglio parlarvi dell’EMERGENCY REMEDY, un rimedio per l’appunto che fa parte della Floriterapia, utilissimo quando non sappiamo più che pesci pigliare! A me è servito tantissimo in un periodo un po’ brutto della mia vita caratterizzato anche dalla laurea imminente! Nei giorni precedenti alla discussione della tesi ero davvero a terra, un po’ per l’ansia da prestazione ma soprattutto per tanto stress. Andai con mia mamma in una antica erboristeria in Ancona e appena entrata mi sentii come in un luogo strano ma incantato. Tutto era nella penombra, gli scaffali erano pieni di boccette e scatolette e attraverso un breve percorso a serpentina arrivammo al bancone. Poco dopo da dietro una porta sbucò una piccola vecchina, sembrava più un’elfa in verità, che ci accolse con un dolce sorriso e dopo aver ascoltato il mio problema, tirò fuori da sotto il bancone una piccola boccetta. “Questo è ciò che fa per te”, disse sicura guardandomi negli occhi, e dopo avermi spiegato le modalità di assunzione, mi salutò con un abbraccio.

Bene, il tutto è andato per il meglio anche più del previsto e la “nonnina – elfa” mi è rimasta sempre nel cuore! Molto ha fatto la miracolosa boccetta ma gran parte dell’aiuto è stata data anche dalla sua competenza, sicurezza e sincerità, ciò che non voglio far mancare mai a chi, tramite lavoro o amicizia, necessita di un mio consiglio o aiuto.

Detto ciò, basta con i preamboli e veniamo al dunque con il nuovo articolo!

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento!

Un abbraccio

Gloria

L’EMERGENCY REMEDY è una miscela di 5 diversi Fiori di Bach, CHERRY PLUM, CLEMATIS, IMPATIENS, ROCK ROSE e STAR OF BETHLEM, creata da Edward Bach al fine di risolvere tutte quelle situazioni in cui si necessita di un rimedio immediato, come stati ansiosi o attacchi di panico. Potete trovarlo anche sotto il nome di RESCUE REMEDY o SOS, ad ogni modo fidatevi è sempre lui! Ma vediamo un attimino chi è Bach e che funzioni hanno i famosi fiori da lui scoperti, per capire meglio ciò di cui tratta questo articolo.

Bach era un medico inglese nato nel 1886 che si accorse quanto la stessa terapia non riuscisse ad ottenere gli stessi risultati in tutti i pazienti e ciò gli permise di dedurre quanto la personalità di ogni individuo influisca nella cura della malattia. Amante della natura, durante una escursione tra le montagne del Galles cominciò a trovare alcuni fiori fino a scoprirne 38 (tranne uno che non è un fiore ma è “ACQUA DI ROCCIA”). A seguito di studi ed esperimenti riuscì ad associare ad ogni fiore uno stato d’animo negativo che il fiore stesso sarebbe riuscito ad equilibrare. Infatti scoprì che i fiori creano vibrazioni energetiche in grado di riequilibrare uno stato emotivo bloccato.

Questo fu un grande progresso nella considerazione del concetto “malattia”, la quale non è inteso solo come malessere fisico ma uno stato alterato della persona in cui gioca un ruolo davvero importante l’armonia emozionale! Non a caso quando siamo stressati anche solo mentalmente a seguito di pensieri intrusivi, ansie e preoccupazioni, siamo più tendenti a beccarci qualche malanno, il quale nel caso in cui lo stato alterato venga mantenuto, potrebbe diventare anche cronico!

Torniamo ora al nostro EMERGENCY REMEDY. Sia ben chiaro esso non risolve le situazioni … in quello riusciva solo la Fata Turchina di Pinocchio con la sua bacchetta magica! Tuttavia permette una più pronta e positiva reazione ad affrontare situazioni problematiche come ad esempio cattive notizie, stress, piccoli incidenti, paure, etc… L’ho consigliato ad una signora per superare la paura dell’aereo (io che se sto a due centimetri sollevata dal pavimento già sto male!), doveva andare assolutamente a Londra dal figlio e aveva una paura matta di volare. La situazione era abbastanza paradossale, come si suol dire “l’ospedale che aiuta la Chiesa”, ma  evitando commenti soggettivi sull’esperienza in aereo per non spaventare ulteriormente la signora, ho sfoderato tutte le caratteristiche benefiche dell’Emergency Remedy ottenendo la piena fiducia della cliente. Dopo circa una ventina di giorni la signora tornò soddisfattissima della buona riuscita del prodotto, tanto che …  “La boccetta è finita, ne prendo un’altra perchè mi sento più sicura ad averla sempre in borsa!”.

 

 

PERCHE’ L’EMERGENCY REMEDY E’ COSI’ EFFICACE? Ovvero QUALI SONO LE FUNZIONI DEI FIORI CHE LO COMPONGONO? Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo questa miscela è composta da 5 Fiori di Bach differenti. Vediamoli nello specifico:

  • CLEMATIS: aiuta a mantenere il contatto con la realtà nonostante la situazione sia difficile o traumatica.

  • CHERRY PLUM: evita di compiere gesti violenti e irrazionali, perdendo il controllo di se stessi.

  • STAR OF BETHLEM: è un po’ il fiore tuttofare perchè aiuta per ogni genere di trauma, sia esso fisico o mentale, presente o passato.

  • ROCK ROSE: evita di rimanere scioccati e paralizzati, mantendoci pronti all’azione-reazione.

  • IMPATIENS: aiuta a mantenere la calma e la freddezza nelle situazioni.

DA CHI PUO’ ESSERE UTILIZZATO E COME? Il rimedio può essere assunto da tutti: adulti, bambini, anziani e donne in dolce attesa. Bastano 4 gocce sotto la lingua al bisogno e il gioco è fatto. La soluzione è alcolica, in quanto viene utilizzato il Brandy come conservante, e per chi non volesse assumerlo concentrato basta stemperare 4 gocce di rimedio in un bicchiere d’acqua e sorseggiarlo a piccoli sorsi a due-tre minuti di distanza l’uno dall’altro. Nel caso di disturbi frequenti e prolungati come crisi di ansia, tremori o attacchi di panico consiglio di assumere 4 gocce per 4 volte al giorno almeno per una-due settimane a seconda della ricorrenza del disturbo. Il prodotto esiste anche in granuli o spray per una più pratica modalità di assunzione.

Sono davvero contenta di aver riscritto un articolo, ma soprattutto questo che più di tanti altri racconta un pezzo importante di me. E’ bellissimo mettere le proprie conoscenze ed esperienze a disposizione delle persone affinchè possano raggiungere l’equilibrio e la serenità che tanto spesso molti cercano ma pochi trovano.

Detto ciò vi saluto e vi auguro un buon proseguimento di giornata! Sono come sempre a disposizione attraverso la mia mail fikos@hotmail.it o tramite la pagina Facebook “LA NATURA, LA MENTE E LA VITA” o, se volete passare a trovarmi, a conoscere me o il negozio dove lavoro, presso l’erboristeria “LE DELIZIE DELLA NATURA” a Castelfidardo.

Un abbraccio 

Gloria

 

LE API E LA LORO IMPORTANZA PER IL NOSTRO PIANETA

Buonasera a tutti!

Giorni fa parlavo con il mio amico Fabio circa le vespe e le API. Io ho molta paura di entrambe nonostante le abbia studiate sia a livello etologico che microbiologico … sono l’entomofoba per eccellenza nonostante “L’APE MAIA” fosse uno dei miei cartoni animati preferiti! Tutte le estati, vicino alla porta di casa, le vespe murarie (innocue ma dall’aspetto non molto carino!) fanno alveari e “vasetti” (cellette a forma di anfore allungate composte da argilla e fango) e ogni volta che devo uscire … ho la stessa ansia di Tom Cruise appeso a un filo su “Mission Impossible 6”! A parte ciò la compagna di Fabio, Paola, ha delle arnie e produce un miele davvero buono! Io ho preso quello di Tiglio dalle proprietà rilassanti (vedi link “IL MIELE: CIBO DEGLI DEI) ed è ottimo con le tisane soprattutto, ovviamente, la sera prima di coricarsi!

Ma veniamo a noi e all’argomento di questo articolo. Al di là della mia paura, questi esserini sono tanto piccoli quanto importanti per il nostro Pianeta ed il mio scopo è proprio quello di divulgare questo concetto! Inoltre i loro prodotti come miele, propoli e pappa reale (vedi link), sono fatti in “casa” e davvero molto utili per l’uomo, quindi meglio di così! 

Intanto vi auguro una buona serata e una buona lettura dell’articolo!

Un abbraccio

Gloria

Nell’articolo sulla propoli, che potete leggere cliccando sul “VEDI LINK” sopra, ho descritto come viene prodotta e a cosa o chi sia destinata. Ora invece vorrei parlarvi di come si svolge la vita all’interno di un alveare naturale, questa piccola città perfetta in cui OGNUNO HA IL SUO COMPITO, NESSUNO E’ PIU’ IMPORTANTE DI UN ALTRO, MA TUTTI SONO UTILI PER IL FUNZIONAMENTO E IL BENESSERE DELL’INTERO GRUPPO. Se in molti capissero questo concetto ci sarebbero meno problemi dappertutto! 

Un ALVEARE è composto da FAVI, ognuno dei quali è formato da CELLE ESAGONALI costruite con della cera che le api producono tramite una ghiandola posizionata sul loro addome. Tali cellule sono destinate a varie funzioni: dispensa per miele o polline, luogo di crescita delle larve, etc… e vengono sigillate con un tappo sempre di cera, chiamato OPERCOLO.

Le uova vengono posizionate dall’APE REGINA nelle celle e lì subiscono tre trasformazioni (larve, pupe, adulti) finchè l’ape esce e va all’avventura al di fuori della sua celletta che l’ha ospitata per 21 giorni. Vediamo ora i vari ruoli all’interno dell’alveare.

  • APE REGINA: di regina ce n’è una sola ed è l’unica a deporre le uova per tutto l’alveare. Ha una corporatura molto più grande rispetto a quella delle altre api anche perchè viene nutrita con PAPPA REALE ed esce dall’alveare solo per accoppiarsi o migrare in altro posto. Oltre a questo essa può emettere un particolare profumo che, percepito dalle altre api, può influenzare il comportamento di tutta la famiglia.

  • I FUCHI: sono i maschi dell’alveare e hanno il compito di fecondare la regina. Essi si riconoscono dal fatto che sono un po’ più lunghi delle altre api e non hanno il pungiglione. La società apiaria è a tutti gli effetti matriarcale, infatti i fuchi non hanno altro compito all’interno dell’alveare e una volta fecondata la regina … ahimè, muoiono! Inoltre questi maschietti, se non fecondano alcuna regina e quindi non periscono, hanno una vita di soli 50 giorni alla fine dei quali vengono esiliati dall’alveare o mangiati dalle altre api.

  • API OPERAIE: sono le più numerose all’interno dell’alveare e si dividono in gruppi a seconda della mansione che svolgono: occuparsi della pulizia, allevare le larve, raccogliere il polline, fare la guardia, etc…

Ora che abbiamo visto come vengono gestite gerarchia e mansioni all’interno dell’alveare veniamo al punto. Pensate che la Natura abbia organizzato tutto così tanto per fare? Le api non fanno un lavoro fine a se stesso, ma esse ricoprono un posto molto importante all’interno del nostro ecosistema. Esse, come anche altre famiglie di insetti, svolgono l’impollinazione di quasi l’80% delle specie vegetali viventi sulla Terra, contribuendo alla riproduzione e sono alla base dell’equilibrio di tutto l’ecosistema. Non si sa per certo se sia una bufala o meno la famosa frase di Albert Einstein “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”, sta di fatto che non c’è da prendere sottogamba il fatto che il numero di api sta velocemente diminuendo. Ma a cosa è dovuto il problema della morìa delle api? Sembra che gran parte della colpa sia da imputare all’uso di DISERBANTI e PESTICIDI in agricoltura. Inoltre anche i PRODOTTI ANTILARVALI per le zanzare, con cui vengono irrorati i corsi d’acqua attraverso un mezzo aereo, sembra siano la causa della morte delle api che muoiono per soffocamento.

Altro fattore è il CAMBIAMENTO CLIMATICO, che altera l’orologio biologico di molte specie animali tra cui le api. Dal punto di vista internazionale ci si sta muovendo per evitare di arrivare a una grande catastrofe preannunciata: si danno incentivi agli apicoltori e si sta lottando per eliminare l’uso di alcuni diserbanti e pesticidi dannosi per le api. Altre cause risultano essere le COLTIVAZIONI OGM (le api le evitano e segnalano alle compagne il problema) e le ONDE ELETTROMAGNETICHE (le api non entrano negli alveari posizionati vicino a ripetitori o quant’altro di elettromagnetico poichè viene alterato il loro sistema direzionale). Anche Greenpeace ha lanciato una campagna a favore delle api e ha prodotto un video in cui alle api vengono sostituiti api-robot creati dalle multinazionali per sensibilizzare le persone sulla questione. 

Le api sono una specie risalente almeno a 40000 anni fa e hanno superato 3 glaciazioni! Vogliamo essere proprio noi a decimarle del tutto ora? Certo che no, quindi innanzitutto evitate di dare il tormento alla piccola e ingenua ape che si è intrufolata in casa vostra (ve lo dice una super-fifona delle api!) e comportiamoci bene nei confronti del nostro Pianeta promuovendo l’agricoltura non intensiva, evitando il commercio di prodotti OGM e limitando ripetitori o altro

Ecco, direi che ne vale la pena lottare affinchè l’estinzione delle api venga scongiurata ed esse riprendano la loro naturale presenza nell’ecosistema! Non sarà per adesso che recupereremo tutto ciò che finora abbiamo perso ma sicuramente lasceremo ai nostri figli un futuro leggermente migliore! 

Grazie per l’attenzione da parte mia e da tutte le api e a presto!

 

Buon proseguimento e buona lettura!

Un abbraccio

Gloria

 

 

 

 

QUANTO SONO IMPORTANTI LE SOLUZIONI FISIOLOGICHE PER I BAMBINI?

Buonasera a tutti!

E’ da un po’ che scrivo la sera prima di andare, anzi provare ad andare visti i bimbi, a nanna. Adoro queste ore, perchè mi sembra che il tempo non scorra per quanto silenzio c’è: figli a letto beati, marito con quotidiano sulle mani e io, dopo aver sistemato casa, a scrivere un altro articolo. I miei bambini hanno entrambi il raffreddore. Ha cominciato il grande che lo ha beccato all’asilo e il piccolino ha continuato. Come riuscire ad alleviare i loro sintomi e aiutarli a far passare il supplizio del raffreddore? Con le SOLUZIONI FISIOLOGICHE. Spesso purtroppo vengono sottovalutate dalle mamme e dai papà, poichè ritenute superflue e non molto efficaci. In realtà esse sono importantissime per la salute dei nostri figli e in questo articolo vedremo i benefici anche preventivi di queste piccole bottigliette ripiene di “acqua”.

Vi auguro un buon proseguimento di serata e una buona lettura!

A presto e un abbraccio

Gloria

Una SOLUZIONE FISIOLOGICA è una soluzione di cloruro di sodio in acqua purificata (praticamente acqua e sale!) utilizzata per vari scopi, tra cui la liberazione e la pulizia delle cavità nasali attraverso dei lavaggi. infatti mentre l’acqua lenisce l’infiammazione, il sale intrappola muco e batteri favorendone la fuoriuscita. I neonati e generalmente i bambini fino a 5 anni, non riescono a soffiare il naso, quindi vanno aiutati. I primi soprattutto non hanno sviluppato la capacità di respirare con la bocca e il naso è la loro unica cavità in cui immettere aria e dalla quale emetterla. Ho potuto constatare personalmente quanto siano efficaci i lavaggi nasali ripetuti più volte durante l’arco della giornata, nonostante il vostro bimbo si lamenti tantissimo! Ma il bello di queste piccole fialette non è solo quello di essere un ottimo rimedio contro il raffreddore, ma anche di prevenire la colonizzazione batterica delle vie aeree superiori evitando sia complicazioni che lo sviluppo di malattie più ostiche da combattere.

Durante l’autunno e l’inverno, l’uso della soluzione fisiologica per i miei figli, sia in caso di malattia che a scopo preventivo, è davvero d’obbligo e soprattutto per il piccolo è un valido aiuto per dormire e per mangiare.

Ma vediamo ora come mettere la soluzione fisiologica a un bambino.

  1. Innanzitutto si sdraia il bambino sulla schiena accarezzandolo e calmandolo nel caso fosse un po’ nervoso.

  2. Lo si gira di lato e si inserisce la fialetta nella narice non a contatto con il piano premendo con un movimento deciso. A questo punto la soluzione dovrebbe fuoriuscire dall’altra narice.

  3. Ora si gira il bambino dall’altro lato e si ripete l’operazione.

Io di solito tengo il bimbo con il viso giù verso il pavimento e mano a mano che il muco esce, sono lì pronta con un fazzolettino. Dopo un paio di giorni generalmente il raffreddore comincia a regredire bisogna solo essere costanti e tanto, tanto pazienti!

Ecco qua la fine dell’articolo pronto per essere letto da voi! Per qualunque commento o suggerimento non esitate a contattarmi (vedi casella “Contatti”).

A presto e buona serata

Gloria

GNAM GNAM … PIZZA CON PASTA MADRE E LIEVITATA 48 ORE!

Buonasera a tutti!

Sabato scorso ho fatto la pizza e devo dire che è una grandissima soddisfazione impastare! A me piace un sacco sia perchè, secondo il mio modesto parere, è un vero anti-stress, sia perchè sai che stai creando qualcosa per coloro a cui vuoi bene. Era da poco prima della nascita del piccolino che non facevo più la pizza, ma sabato ho finalmente ripreso e sono stata contentissima anche perchè avevamo a cena due amici carissimi! Ho deciso di scrivere un articolo con il procedimento per realizzarla in quanto quando dico che la lascio lievitare per 48 ore mi guardano tutti stralunati, se poi aggiungo che ci metto la pasta madre … ancora peggio! Ma in realtà il metodo che utilizzo è davvero semplice, poco dispendioso e poco impegnativo, serve solo la pazienza di lasciar lievitare la massa per 2 giorni. Così ho deciso di rendere nota la ricetta anche sul web perchè la pizza che si ottiene è un sacco digeribile, leggera e … davvero gustosa! 

Vi lascio ad una buona lettura e … mani in pasta allora!

Un abbraccio e buona serata

Gloria

Per il procedimento ho seguito quello proposto nel sito www.misya.info/ che si rifà al metodo del pizzaiolo romano Bonci. Finora, tra tutti quelli che ho provato, utilizzando ingredienti diversi da quelli proposti, è risultato essere il migliore sia come tempi di lavorazione che come resa finale. Dapprima vi scriverò gli ingredienti con le dosi in base a quante persone verranno a mangiare il vostro manicaretto (il range è dato da quanto affamati e quanto golosoni siano i vostri ospiti!) , poi descriverò il procedimento che sarà uguale indipendentemente dalla quantità di farina, lievito, etc…

DOSI PER 2-3 PERSONE

  • 250 g di farina per pizza bianca o semintegrale

  • 5 g di pasta madre di frumento essiccata (ATTENZIONE: è abbastanza leggera quindi la quantità, seppur sembri poca, è molta più di quella che credete!)

  • 1/2 cucchiaio di olio evo

  • 2,5 g di sale marino fino integrale

  • 200 g di acqua minerale a temperatura ambiente

  • farina di semola q.b.

DOSI 3-4 PERSONE

  • 500 g di farina per pizza bianca o semintegrale

  • 10 g di pasta madre di frumento essiccata

  • 1 cucchiaio di olio evo

  • 5 g di sale marino fino integrale

  • 400 g di acqua minerale a temperatura ambiente

  • farina di semola q.b.

DOSI PER 5-6 PERSONE

  • 750 g di farina per pizza bianca o semintegrale

  • 15 g di pasta madre di frumento essiccata

  • 1 cucchiaio e 1/2 di olio evo

  • 10 g di sale marino fino integrale

  • 600 g di acqua minerale a temperatura ambiente

  • farina di semola q.b.

Vediamo ora il procedimento.

  1. Prendete una ciotola molto capiente e mescolatevi la pasta madre con la farina, aggiungete metà dell’acqua e amalgamate il tutto con una forchetta.

  2. Aggiungete il sale, l’olio e il resto dell’acqua e amalgamate nuovamente. Otterrete un composto molto morbido e granuloso.

  3. Lasciate riposare il tutto all’interno della ciotola coperta da un panno di cotone per 10 minuti.

  4. Passati i 10 minuti rovesciate il composto su un piano che avrete cosparso prima di farina di semola (evita che l’impasto si attacchi al piano, ma non ne altera la consistenza). Io uso una tovaglietta di silicone ma va bene anche una tavola di legno o un ripiano in marmo o okite.

  5. Ripiegate verso l’interno i 4 angoli dell’impasto come se formaste una pagnottella e riponetela capovolta (le piegature verso il basso) nella ciotola precedentemente oliata. Coprite bene con della pellicola per alimenti.

  6. Riponete il tutto in frigorifero sul ripiano intermedio e lasciate lì per due giorni (quando dovrete preparare la pizza!)

Ora comincia la fase della lavorazione e per questa dovrete considerare dei tempi ben precisi. Per semplificare il tutto ipotizziamo che vogliate cominciare a gustare la vostra pizza intorno alle 20 di sabato. Quindi avrete fatto tutte le operazioni precedentemente descritte il giovedì. Ciò che scriverò ora è ciò che dovrete fare sabato.

  1. Alle 14:30 tirate fuori la ciotola dal frigo e lasciatela un’ora a temperatura ambiente così coperta come si trova.

  2. Trascorsa un’ora (alle 15:30) rovesciate il composto su di un piano infarinato con la farina di semola e dividetelo con le mani (se usate il coltello potreste rompere le bollicine date dalla lievitazione) a seconda delle teglie che avete intenzione di riempire. le teglie vanno precedentemente ben oliate.

  3. Ponete il composto su ogni teglia cercando, con l’aiuto della farina di semola o di un pochino di olio, di stenderlo un po’ uniformemente (ATTENZIONE: non è importante che l’impasto ricopra del tutto la superficie della teglia, poichè con la successiva lievitazione e il calore del forno si stenderà automaticamente da solo).

  4. Ricoprite ogni teglia con della pellicola per mantenere la giusta umidità all’interno e lasciate a riposare per 4 ore, cioè fino alle 19:30 (ATTENZIONE: d’estate aspettate 3 ore poichè con il caldo la lievitazione è già di per sè accelerata).

  5. Alle 19:15 circa preriscaldate il forno a 250°C e alle 19:30 cominciate a farcire le pizze.

  6. Infornate la prima teglia nel ripiano intermedio e mettete il timer a 10 minuti. 

  7. Trascorsi questi minuti abbassate la temperatura a 230°C e rimettete il timer con altri 10 minuti.

  8. Ora potete sfornare la pizza e se dovete cuocerne un’altra ricordatevi di riportare la temperatura del forno a 250°C.

Sabato ho fatto ben 5 teglie … questa è la prima che ho infornato … una bella Margherita!

Ecco qua la pizza è pronta per essere gustata! Se volete mandarmi le vostre impressioni o chiedere maggiori informazioni e consigli, contattatemi pure a fikos@hotmail.it o sulla pagina Facebook “LA NATURA, LA MENTE E LA VITA”!

A presto e un abbraccio

Gloria

 

 

DI CHE COLORE E’ IL TUO MICIO?

Buonasera a tutti!

Questo articolo mi è stato suggerito da una cara amica che adora i gatti, tutti i gatti, e se ne prende cura in maniera encomiabile nonostante siano randagi, malati o anziani. Anche io adoro i gatti e se potessi ne avrei la casa piena! A questo punto ci tengo a dirvi che pochi giorni fa, purtroppo, la mia micia, Amy, è andata al Paradiso dei mici … anche se mi era già capitato e anche se lei era abbastanza vecchietta, è sempre un dolore strano e indescrivibile per chi non c’è mai passato. Detto ciò sono ben lieta di parlarvi delle caratteristiche dei gatti in base al colore che hanno e per l’appunto ho trovato un sito (http://www.blogpositivo.it) che le descrive molto bene. Purtroppo a volte molte persone non adottano i gattini poichè timorosi del loro colore (la famosa superstizione dei gatti neri ad esempio), e la mia amica di questo ne sa qualcosa. In accordo con lei, ho deciso di sfatare queste credenze popolari, rendendo note le caratteristiche positive che nasconde ogni tipologia di pelo. 

A tutti voi, e in particolare agli amici gattofili, auguro una buona lettura e un buon proseguimento!

A presto e un abbraccio

Gloria

Che gli animali domestici facciano bene alla salute ormai è risaputo, la famosa pet-therapy, adatta a grandi e piccini, ormai viene consigliata anche dai migliori psicologi e medici generici. In questo articolo mi riferisco ai micetti in quanto sono “i pelosi” con cui ho maggiori esperienze personali, ma sono ampiamente conosciuti e dimostrati i numerosi benefici che anche gli amici cagnolini portano in molte case e a molte persone.

Ma veniamo ora ai gatti. Al di là del miglioramento dell’aspetto psicofisico nell’adottare un gattino, ciò di cui però spesso non si è a conoscenza o non si tiene in considerazione è quello interiore, spirituale, energetico. Il gatto possiede dei sensi davvero sviluppati tanto da riuscire a percepire molte cose in più di noi umani. Vi ricordate il film “GHOST”? Secondo alcune teorie i gatti riescono ad entrare in contatto anche con entità ultraterrene, ad assorbire e scacciare energie negative proteggendo noi e la nostra casa. Insomma un boom di positività in cui ovviamente rientrano tutti i mici indipendentemente dal colore!

Entriamo ora nello specifico. L’articolo di Paolo Babaglioni, “La Magia del Gatto: Protegge Te e la Tua Casa dalle Energie Negative”, tratta anche la questione dei diversi colori del manto peloso. La cosa mi ha particolarmente interessata dal momento che ho riscontrato delle attinenze con i gattini che ho avuto modo di adottare e crescere e, di conseguenza, mi è parso che facesse proprio al caso mio per lo scopo di questo articolo. Purtroppo la superstizione spesso ci condiziona anche nelle scelte, come in quella di prendere un gattino di un determinato colore. Ma leggendo le prossime righe vi renderete conto che secondo le ultime teorie, fondate o meno che siano, il pensiero è positivo in tutti i casi, con l’intento di relegare al passato la nascita e l’incentivare di popolari credenze. Paolo Babaglioni afferma che se nella nostra vita arriva un gatto piuttosto che un altro, c’è sempre un motivo e che quel gatto di quel determinato colore è proprio ciò che fa al caso nostro. Io ho confrontato le descrizioni seguenti con la mia esperienza personale e ho potuto constatare che è proprio come dice lui!

Di seguito riporto il testo originale dell’articolo (vedi link) per evitare di alterare il senso di ogni singola parola.

  • Nero: stregoneria, poteri occulti, protezione, magia profonda! Nonostante tutte le superstizioni, l’energia negativa viene rimossa dalle difficoltà delle famiglie, garantiscono saggezza e discernimento!

  • Red (rosso): potere maschile, potere del sole, energia Yang. Non importa il sesso gatto, questo colore porta la magia di ricchezza, denaro, messa a fuoco.

  • Blu (grigio, grigio fumo):  Il Gatto di questo colore porta Amore, Felicità, fortuna, così come stabilità emotiva e pace!

  • Bianco: magia lunare, hanno potenti poteri di guarigione! Da’ alle persone un senso di bellezza e di ammirazione, allevia lo stress, dona la guarigione e la ricarica di energia! In America è considerato di buon auspicio.

  • “Colorpoint” (siamese), il colore reale! I gatti di questo colore portano fama e successo, longevità, aiuto nella magia solare, energia Yang!

  • Tre colori: La suprema dea. Solitamente nero, bianco, rossiccio .- marroncino. Questo colore è associato alla triplicità. Portano fortuna sulla terra e in mare, tengono al sicuro la casa e la famiglia dai pericoli, donano felicità e prosperità!

  • Bicolore (bianco e nero, arancio e bianco, grigio e nero): secondo la leggenda, i gatti bicolori sono i più amichevoli. Posseggono l’energia della saggezza, comprensione e buon senso!

  • Tartarugato: la magia delle donne perché questo modello di colore è ereditato solo dalle femmine. Rappresenta il bambino, la pura magia, la chiaroveggenza, la guarigione.

  • Oro, marrone dorato (come l’Abissino): giocoso, saggio, regale, che conferisce la grazia, aiuta a padroneggiare la saggezza antica, magia solare.

  • Strisce: conferisce la fortuna, luce, atteggiamento allegro alla situazione, anche la più critica, ha un umorismo energizzante, divertimento!

Come potete vedere tutte le descrizioni sono positive e favorevoli ad adottare qualunque tipo di micetto senza farsi condizionare dalle superstizioni, ma godendo di ogni singola fusa e ogni piccola zampetta!

Vi auguro un buon proseguimento di serata e a presto!

Un abbraccio

Gloria

IL COLESTEROLO: LE ULTIME SCOPERTE E COME TENERLO SOTTO CONTROLLO

Buongiorno a tutti!

Come state? Io provengo dalla giornata di ieri caratterizzata da una bellissima festa in onore del matrimonio di due cari amici, un po’ stanchina ma caricata da un’ottima compagnia e un buonissimo pranzo! Ancora auguri agli sposi e buona luna di miele!

Oggi voglio trattare un argomento alquanto delicato con cui ho avuto modo di confrontarmi in molteplici occasioni durante le mie esperienze lavorative. Sto parlando del COLESTEROLO, dal greco “chole” (bile) e “stereos” (solido), che spesso è protagonista di falsi miti e paure ma che bisogna comunque tenere sotto controllo per evitare di procurare danni al nostro sistema circolatorio.

Come ormai è mia abitudine, vi parlerò dapprima delle caratteristiche di questa molecola lipidica che troviamo sia nei cibi che libera all’interno del nostro corpo, per poi passare ai rimedi naturali per tenerlo sotto controllo nel caso in cui raggiungesse i livelli limite.

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento di giornata.

Un abbraccio e a presto.

Gloria

Il COLESTEROLO è un composto chimico a base lipidica e con quattro anelli di atomi di carbonio, naturalmente presente nel nostro corpo in quanto costituente di tutte le nostre cellule, fondamentale per il funzionamento cerebrale (infatti nella nostra testolina ve ne sono quantità davvero elevate) e matrice di gran parte del sistema ormonale del nostro corpo. Tra le funzioni positive del colesterolo, dato che viene spesso ricordato esclusivamente come acerrimo nemico della nostra salute, vi sono l’evitare l’eccessiva produzione di radicali liberi e quindi il prevenire l’insorgenza di malattie degenerative.Non essendo solubile in acqua, esso viene dapprima sintetizzato nel fegato, eliminato con la bile e una volta trasformato in sali biliari viene assimilato nell’intestino.

Si è sempre pensato, anche a causa di medici non al passo con le nuove teorie, che le malattie cardiocircolatorie dipendessero da un ipercolesterolemia che andava ad occludere le arterie fino a portare a infarti, ictus e quant’altro. In realtà da quando si è visto che il colesterolo interviene nella riparazione delle pareti dei vasi sanguigni rovinati, si è potuto dedurre che tutto dipende dall’infiammazione della parete stessa in quanto richiede una maggior quantità di colesterolo per essere recuperata. La terapia più in vigore è costituita da farmaci anti-colesterolo e diete poveri di grassi, senza tener conto che comportano solo un aumento del rischio di incappare in una qualche malattia cardiaca.

Ma cosa possiamo fare per non infiammare le pareti vasali e quindi limitare l’eccessiva produzione di colesterolo? Innanzitutto c’è da dire che l’alimentazione gioca il ruolo principale in tutto ciò. Infatti l’insorgere delle malattie cardiocircolatorie è stata associata a una dieta povera di vegetali, prevalentemente crudi, e ricca di carboidrati. Di questi ultimi vengono consumati quelli lavorati con farine raffinate e zuccheri industriali che possiedono un alto indice glicemico e vanno a creare un’iperglicemia a volte anche cronica. L’eccesso di glucosio nel sangue comporta DANNEGGIAMENTO DEI VASI SANGUIGNI, ISPESSIMENTO E INDURIMENTO ARTERIOSO – CAPILLARE, AGGREGAZIONE PIASTRINICA e MINOR TRASPORTO DI OSSIGENO DA PARTE DELL’EMOGLOBINA.

Un uso saltuario di questi cibi, ovvero non giornaliero, consente al pancreas di produrre la quantità necessaria di insulina per smaltire gli zuccheri presenti mentre il colesterolo compie il suo lavoro di riparazione. Ma un utilizzo eccessivo e costante comporta un lento danneggiamento dei vasi sanguigni e purtroppo ce ne accorgiamo solo quando il danno diventa irreparabile. Al contrario l’assunzione di cibi integrali e quindi a basso indice glicemico consente una graduale conversione in glucosio dando il tempo all’organismo di assimilarlo gradualmente nei tessuti senza creare un picco glicemico.

Altro danno compiuto da un eccesso di zuccheri avviene a livello intestinale, dove genera l’accrescimento della CANDIDA (vedi link). Automaticamente questo fungo comincia ad irritare le pareti intestinali che non riescono più a filtrare bene il cibo lasciando passare molte scorie nel flusso sanguigno. Tali scorie vanno ad infiammare ulteriormente le pareti dei vasi oltre a contribuire a uno stato di malessere generale dato, al momento e principalmente, dal disordine intestinale provocato dalla Candida. Inoltre è stato studiato che questo fungo abbassa di molto le riserve di vitamina B6 e Zinco con conseguenze importanti sul metabolismo dei grassi e la corretta locazione del colesterolo.

Quindi contrastando l’eccesso di colesterolo, che a questo punto provoca l’occlusione dei vasi sanguigni, è come darsi la zappa sui piedi da soli senza risolvere la matrice del problema ma bensì eliminando ciò che invece andrebbe a recuperare la situazione. Si innesca così un circuito dannoso da cui diventeremmo sempre dipendenti.

Come afferma il Dottor Rosedale “Se se si verifica un danno eccessivo nel nostro corpo, tale da rendere necessario del colesterolo supplementare attraverso il flusso sanguigno, non sembra molto saggio abbassare il colesterolo e semplicemente dimenticare il perché si è formato. Sembrerebbe molto più intelligente ridurre il maggior fabbisogno di colesterolo riducendo l’infiammazione cronica”.

PERCHE’ SI DICE COLESTEROLO BUONO e COLESTEROLO CATTIVO? Per COLESTEROLO CATTIVO (LDL) si intendono le lipoproteine a bassa densità, mentre per COLESTEROLO BUONO (HDL) quelle ad alta densità. Le prime, nonostante sia molto utili all’organismo, in particolari situazioni, si modificano strutturalmente e si infiltrano nei vasi sanguigni occludendoli. Le HDL invece riescono ad agganciare il colesterolo in eccesso trasportandolo verso il fegato in cui viene convogliato nell’intestino per essere espulso con le feci. Ora nelle analisi del sangue non si valuta più solamente la quantità totale di colesterolo (non deve essere superiore a 200 mg/100 ml di sangue) ma anche la percentuale di colesterolo buono rispetto al totale, in grado di liberare i vasi sanguigni e ripararli.

Inoltre è stato anche dimostrato che le statine, i farmaci prescritti in caso di ipercolesterolemia, ipertensione, aterosclerosi, etc… sono calcio-inibitori, ovvero riducono notevolmente la quantità di calcio presente nel nostro corpo, possono portare al tumore alla mammella e provocare crampi muscolari. Quindi prima di ricorrerre all’uso giusto o meno delle statine proporrei di utilizzare dei rimedi naturali che contribuiscano a ripristinare il giusto equilibrio del colesterolo e glicemico.

Vediamo ora quali sono i rimedi sopracitati e poi passeremo a parlare di come possiamo aiutarci anche con l’alimentazione.

  • OLIVO: è uno spazzino delle arterie poichè ottimo integratore di grassi buoni, ha inoltre funzione vasodilatatrice e ipoglicemica. Si trova in tintura madre (40 gocce per 3 volte/giorno lontano dai pasti), gemmoderivato (vedi tintura madre) e capsule (da 4 a 6 al giorno a seconda della ditta produttrice)

  • TARASSACCO e CARCIOFO: sono disintossicanti e depurativi del fegato, il carciofo va a lavorare anche sui dotti biliari. Si trovano in tintura madre, macerato glicerico, capsule o tisane. Per la posologia è da seguire quella proposta dalla ditta produttrice.

  • MAGNESIO CARBONATO: contrastando l’ossidazione dei radicali liberi e aumentando il metabolismo dei grassi, riduce il colesterolo LDL aumentando l’HDL. Assumere un cucchiaino da tè (di plastica) di polvere in mezzo litro di acqua a temperatura ambiente da bere a piccoli sorsi durante la giornata o in un bicchiere lontano dai pasti (vedi link).

  • ZINCO: aumenta il metabolismo dei grassi e riduce l’infiammazione dei vasi sanguigni. In oligoelemento assumere una fialetta al giorno al mattino a digiuno o lontano dai pasti.

  • RISO ROSSO FERMENTATO: contiene monacolina K, una sostanza con azione simile a quella delle statine, tanto da non poter essere assunto per lungo periodo in quanto può avere gli stessi effetti collaterali delle statine stesse. Seguire la posologia riportata sulla confezione.

Ecco ora gli alimenti e le buone norme alimentari che possono aiutarci a prevenire l’infiammazione vasale e l’eccesso di colesterolo nel sangue.

  • ELIMINARE LO ZUCCHERO INDUSTRIALE (BIANCO), PREFERENDO, MA LIMITANDO COMUNQUE, DOLCIFICANTI NATURALI (sciroppo d’agave, miele, zucchero di canna, stevia, etc…).

  • ELIMINARE I PRODOTTI A BASE DI FARINE RAFFINATE, O LIMITARLI COMUNQUE, PREFERENDO LE FARINE INTEGRALI.

  • LIMITARE IL GLUTINE E I LATTICINI che contribuiscono all’infiammazione.

  • ASSUMERE CIRCA 10 AL GIORNO TRA MANDORLE, NOCI, NOCCIOLE e NOCI BRASILIANE che aumentano minerali e grassi buoni.

  • AGLIO: riduce il rischio cardiovascolare pulendo le arterie, rafforzandone le pareti e riducendo i livelli di colesterolo.

N.B: l’ipercolesterolemia, come è stato più volte ribadito in questo articolo, non è una patologia da sottovalutare. Pertanto si consiglia di effettuare sempre il controllo ematico e una visita dal proprio medico curante o specialista nel caso in cui i valori siano molto al di sopra dei limiti o non si abbassino.

Ecco qua, siamo giunti alla fine dell’articolo e qui tengo a sottolineare l’importanza dell’ESERCIZIO FISICO oltre che degli accorgimenti e i rimedi sopraelencati. Un’attività fisica, soprattutto se aerobica (corsa, nuoto, ciclismo, etc…) aumenta la frazione HDL e affinchè sia efficiente dovete … sudare!!! 

Detto ciò vi saluto e vi auguro un buon pomeriggio e per chi si sta apprestando … un buon esercizio fisico!

A presto e un abbraccio di nuovo!

Gloria

 

 

PIANTE PER DEPURARE L’ARIA DOMESTICA E PRATICHE BOTTIGLIETTE RICICLATE PER RIPRODURLE!

Buon pomeriggio a tutti!

Come state? Io nel pieno dei cambiamenti! Il grande-piccolo, come si definisce lui, ha cominciato l’asilo e il piccolo-piccolo ha cominciato lo svezzamento quindi periodo di grandi progressi! Voglio parlarvi dell’argomento di oggi da un po’ di tempo poi ogni volta prendevano il sopravvento altre idee, ma ora è giunto il momento! Il processo mentale che ho fatto è stato: ARRIVA L’AUTUNNO, STAREMO PIU’ DENTRO CASA … ARIA DI CASA DEPURATA! Al di là di tea tree oil o olio di Neem, potenti antibatterici da mettere nei diffusori, esiste un metodo che depura in maniera ancora più profonda: LE PIANTE! Sì perchè molte di esse sono ottime per assorbire elementi chimici dannosi per la nostra salute come formaldeide, xilene, benzene, etc… E così io ne ho messe alcune per casa ma riciclando VECCHIE BOTTIGLIETTE DI VETRO! Adoro il vetro sia per la trasparenza che riflette la luce, sia per la sua purezza e pulizia! Vedremo insieme l’azione benefica delle varie piante e vi mostrerò le foto di quelle che ho in casa!

Buona lettura e buon pomeriggio!

Un abbraccio

Gloria

Non è una novità che le piante e il verde della Natura in generale abbiano effetti benefici e rilassanti sull’uomo, tanto è vero che da alcuni studi americani è emerso che le piante negli ospedali migliorino le condizioni generali dei pazienti chirurgici e accorcino i loro tempi di guarigione con l’utilizzo di meno antidolorifici. In casa le piante regalano benessere e serenità (quando ho modo di prendermene cura è veramente appagante e distensivo!), ma oltre a questo si occupano anche di migliorare la qualità dell’aria poichè hanno potenti capacità di assorbimento degli agenti inquinanti come benzene, formaldeide, monossido di carbonio ed elettrosmog. Esse hanno un metabolismo diverso da quello umano e quindi riescono a difendersi dall’azione tossica di questi composti … e difendono anche noi! Basta bagnarle ogni tanto (e col metodo delle bottigliette ciò accade davvero di rado!), posizionarle in un posto abbastanza luminoso, pulire le foglie poichè in esse si depositano le polveri sottili e … il gioco è fatto! Alcuni esperimenti hanno dimostrato che dopo 5 ore in una serra le piante avevano assorbito ben il 60% della formaldeide messa in circolo … direi che come risultato non è per niente male per le nostre verdi amiche

Ancora non ci sono dati certi su quante piante sarebbe bene tenere in casa per avere un buon effetto depurativo, sicuramente evitate di fare la giungla! Ad ogni modo direi che una o due piante per stanza andrebbero benissimo anche in base alla metratura della stanza stessa (alcune ricerche hanno stabilito che un buon numero sarebbe di una pianta ogni 10 mq). A casa mia la maggior parte delle piante sono sistemate nella zona giorno che comprende un ambiente unico con sala e cucina, mentre un’altra piantina si trova in bagno. 

  • SPATIFILLO: compie un’efficace depurazione contro tutti gli idrocarburi e i composti volatili ed è attivo contro l’elettrosmog (quindi utile in caso di molti elettrodomestici!). Io ne ho due, di cui una piccolina, lungo le scale che portano alla lavanderia. Da quella zona la loro azione si espande alla lavatrice sovrastante, a televisore, DVD, stereo, cordless e modem nella sala sottostante e a frigorifero, forno e lavastoviglie in cucina. Come potete notare, una volta elencati, elettrodomestici e apparecchi elettronici non sono per niente pochi in una casa … per non parlare di cellulari e computer! 

    Piante di Spatifillo lungo le scale

    POTUS: elimina fino a tre elementi tossici ovvero formaldeide, xilene e benzene. La sua azione depuratrice è stata dimostrata anche dalla Nasa che ha valutato la capacità delle piante di ripulire l’aria in un ambiente a tenuta stagna. Ed è proprio con il Potus che ho riempito le bottigliette riciclate! Messo in acqua ed esposto alla luce ha la capacità di rigenerare le radici dalla porzione di pianta tagliata dalla matrice … l’importante è tagliarlo al di sopra di uno dei nodini che ha sui rametti, poichè è da lì che si formerà il nuovo apparato radicale! Io ho la pianta-madre in cucina, due bottigliette in sala e una in bagno. Oltre a mettere verde in casa aumento i depuratori! 

    Bottiglietta di succo riciclata

    Bottiglietta di succo riciclata

    Potus, pianta – madre in cucina

    Bottiglietta di grappa riciclata

    Queste che ho descritto sopra sono le piante che ho al momento in casa ma sto già allevando una Kalanchoe (elimina agenti tossici e radiazioni elettromagnetiche assorbendo l’umidità dell’aria, quindi è molto adatta per il bagno) che approfitta ancora degli ultimi tiepidi raggi di sole per crescere forte all’esterno per poi essere trasferita dentro casa. Ora vedremo alcune tra le altre piante ottime per depurare l’aria! Prendete spunto anche per un ottimo e benefico regalo!

  • AZALEA: assorbe i vapori nocivi dei detersivi e contrasta la formaldeide del mobilio quindi è perfetta per bagno, cucina o soggiorno.

  • DRACENA: depura da formaldeide, tricloroetilene, benzene e toluene. Assorbe anche lo smog.

  • ANTURIO: assorbe molti composti tossici e addirittura i vapori dell’ammoniaca quindi è adatta soprattutto in cucina, soggiorno e bagno.

  • FELCE DI BOSTON: è efficace soprattutto contro la formaldeide e non necessita di luce diretta.

    Eccoci qua, spero che questo articolo vi sia stato utile per trovare idee completamente naturali (più di così) per mantenere la vostra abitazione libera da agenti tossici, soprattutto se ci sono bambini o persone anziane. Vi auguro una buona serata e a presto!

    Un abbraccio

    Gloria