Fitoterapia

La parola Fitoterapia deriva dal greco e significa “cura con le piante”.

La Natura ci offre molti rimedi per trattare e curare anche i più ostici problemi di salute. Non a caso i principi attivi dei farmaci sono, per la maggior parte, tratti dalle piante, con l’aggiunta però di eccipienti e altri ingredienti di origine chimica. Questi in molti casi potrebbero risolvere il problema principale ma crearne di altri. L’uso della Fitoterapia inoltre, permette al nostro organismo di non sviluppare resistenza ad alcuni principi attivi farmacologici (ad esempio gli antibiotici), impedendo poi un effetto immediato degli stessi nel caso in cui ce ne fosse bisogno reale.

I vari articoli trattano vari prodotti e varie problematiche, spesso prese dalla mia esperienza lavorativa, e si propongono di dare consigli e consulenze per risolverle o per lo meno attenuarle.

fitoterapia

EMERGENCY REMEDY TI AIUTA IN UN BATTIBALENO!

Buongiorno a tutti e ben trovati!

E’ da molto tempo che non scrivo un articolo … lo so, mi sono voluta concentrare su figli, lavoro e ultimo, ma non meno importante, l’e-book! Gli impegni degli ultimi periodi non mi hanno permesso di dedicarmici costantemente ma è un progetto che realizzerò, è già a più di metà e sono orgogliosa di come sta riuscendo! Sono contentissima comunque che siete tantissimi a seguirmi nonostante i miei lunghi silenzi, alcuni di voi li vedo in negozio, altri li sento telefonicamente, altri tramite mail e molti li vedo dalle statistiche … grazie di cuore mille volte, il vostro appoggio è una grande motivazione a continuare!

Non riuscivo più a non scrivere articoli, il bisogno di comunicare nell’immediato qualcosa, la necessità di rendersi utile anche virtualmente fa parte di me, chi mi conosce personalmente lo sa: sono una crocerossina per natura e cerco di risolvere cose o di consigliare azioni secondo le mie conoscenze ed esperienze!

Sarà stata la neve, tanta tantissima neve, sarà stato che ho per caso ripreso in mano l’agenda con tutti gli articoli e le nuove categorie in programma, sarà che mi mancava scrivere qualcosa di nuovo … sarà quello che sarà, sta di fatto che sono contenta!

Oggi voglio parlarvi dell’EMERGENCY REMEDY, un rimedio per l’appunto che fa parte della Floriterapia, utilissimo quando non sappiamo più che pesci pigliare! A me è servito tantissimo in un periodo un po’ brutto della mia vita caratterizzato anche dalla laurea imminente! Nei giorni precedenti alla discussione della tesi ero davvero a terra, un po’ per l’ansia da prestazione ma soprattutto per tanto stress. Andai con mia mamma in una antica erboristeria in Ancona e appena entrata mi sentii come in un luogo strano ma incantato. Tutto era nella penombra, gli scaffali erano pieni di boccette e scatolette e attraverso un breve percorso a serpentina arrivammo al bancone. Poco dopo da dietro una porta sbucò una piccola vecchina, sembrava più un’elfa in verità, che ci accolse con un dolce sorriso e dopo aver ascoltato il mio problema, tirò fuori da sotto il bancone una piccola boccetta. “Questo è ciò che fa per te”, disse sicura guardandomi negli occhi, e dopo avermi spiegato le modalità di assunzione, mi salutò con un abbraccio.

Bene, il tutto è andato per il meglio anche più del previsto e la “nonnina – elfa” mi è rimasta sempre nel cuore! Molto ha fatto la miracolosa boccetta ma gran parte dell’aiuto è stata data anche dalla sua competenza, sicurezza e sincerità, ciò che non voglio far mancare mai a chi, tramite lavoro o amicizia, necessita di un mio consiglio o aiuto.

Detto ciò, basta con i preamboli e veniamo al dunque con il nuovo articolo!

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento!

Un abbraccio

Gloria

L’EMERGENCY REMEDY è una miscela di 5 diversi Fiori di Bach, CHERRY PLUM, CLEMATIS, IMPATIENS, ROCK ROSE e STAR OF BETHLEM, creata da Edward Bach al fine di risolvere tutte quelle situazioni in cui si necessita di un rimedio immediato, come stati ansiosi o attacchi di panico. Potete trovarlo anche sotto il nome di RESCUE REMEDY o SOS, ad ogni modo fidatevi è sempre lui! Ma vediamo un attimino chi è Bach e che funzioni hanno i famosi fiori da lui scoperti, per capire meglio ciò di cui tratta questo articolo.

Bach era un medico inglese nato nel 1886 che si accorse quanto la stessa terapia non riuscisse ad ottenere gli stessi risultati in tutti i pazienti e ciò gli permise di dedurre quanto la personalità di ogni individuo influisca nella cura della malattia. Amante della natura, durante una escursione tra le montagne del Galles cominciò a trovare alcuni fiori fino a scoprirne 38 (tranne uno che non è un fiore ma è “ACQUA DI ROCCIA”). A seguito di studi ed esperimenti riuscì ad associare ad ogni fiore uno stato d’animo negativo che il fiore stesso sarebbe riuscito ad equilibrare. Infatti scoprì che i fiori creano vibrazioni energetiche in grado di riequilibrare uno stato emotivo bloccato.

Questo fu un grande progresso nella considerazione del concetto “malattia”, la quale non è inteso solo come malessere fisico ma uno stato alterato della persona in cui gioca un ruolo davvero importante l’armonia emozionale! Non a caso quando siamo stressati anche solo mentalmente a seguito di pensieri intrusivi, ansie e preoccupazioni, siamo più tendenti a beccarci qualche malanno, il quale nel caso in cui lo stato alterato venga mantenuto, potrebbe diventare anche cronico!

Torniamo ora al nostro EMERGENCY REMEDY. Sia ben chiaro esso non risolve le situazioni … in quello riusciva solo la Fata Turchina di Pinocchio con la sua bacchetta magica! Tuttavia permette una più pronta e positiva reazione ad affrontare situazioni problematiche come ad esempio cattive notizie, stress, piccoli incidenti, paure, etc… L’ho consigliato ad una signora per superare la paura dell’aereo (io che se sto a due centimetri sollevata dal pavimento già sto male!), doveva andare assolutamente a Londra dal figlio e aveva una paura matta di volare. La situazione era abbastanza paradossale, come si suol dire “l’ospedale che aiuta la Chiesa”, ma  evitando commenti soggettivi sull’esperienza in aereo per non spaventare ulteriormente la signora, ho sfoderato tutte le caratteristiche benefiche dell’Emergency Remedy ottenendo la piena fiducia della cliente. Dopo circa una ventina di giorni la signora tornò soddisfattissima della buona riuscita del prodotto, tanto che …  “La boccetta è finita, ne prendo un’altra perchè mi sento più sicura ad averla sempre in borsa!”.

 

 

PERCHE’ L’EMERGENCY REMEDY E’ COSI’ EFFICACE? Ovvero QUALI SONO LE FUNZIONI DEI FIORI CHE LO COMPONGONO? Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo questa miscela è composta da 5 Fiori di Bach differenti. Vediamoli nello specifico:

  • CLEMATIS: aiuta a mantenere il contatto con la realtà nonostante la situazione sia difficile o traumatica.

  • CHERRY PLUM: evita di compiere gesti violenti e irrazionali, perdendo il controllo di se stessi.

  • STAR OF BETHLEM: è un po’ il fiore tuttofare perchè aiuta per ogni genere di trauma, sia esso fisico o mentale, presente o passato.

  • ROCK ROSE: evita di rimanere scioccati e paralizzati, mantendoci pronti all’azione-reazione.

  • IMPATIENS: aiuta a mantenere la calma e la freddezza nelle situazioni.

DA CHI PUO’ ESSERE UTILIZZATO E COME? Il rimedio può essere assunto da tutti: adulti, bambini, anziani e donne in dolce attesa. Bastano 4 gocce sotto la lingua al bisogno e il gioco è fatto. La soluzione è alcolica, in quanto viene utilizzato il Brandy come conservante, e per chi non volesse assumerlo concentrato basta stemperare 4 gocce di rimedio in un bicchiere d’acqua e sorseggiarlo a piccoli sorsi a due-tre minuti di distanza l’uno dall’altro. Nel caso di disturbi frequenti e prolungati come crisi di ansia, tremori o attacchi di panico consiglio di assumere 4 gocce per 4 volte al giorno almeno per una-due settimane a seconda della ricorrenza del disturbo. Il prodotto esiste anche in granuli o spray per una più pratica modalità di assunzione.

Sono davvero contenta di aver riscritto un articolo, ma soprattutto questo che più di tanti altri racconta un pezzo importante di me. E’ bellissimo mettere le proprie conoscenze ed esperienze a disposizione delle persone affinchè possano raggiungere l’equilibrio e la serenità che tanto spesso molti cercano ma pochi trovano.

Detto ciò vi saluto e vi auguro un buon proseguimento di giornata! Sono come sempre a disposizione attraverso la mia mail fikos@hotmail.it o tramite la pagina Facebook “LA NATURA, LA MENTE E LA VITA” o, se volete passare a trovarmi, a conoscere me o il negozio dove lavoro, presso l’erboristeria “LE DELIZIE DELLA NATURA” a Castelfidardo.

Un abbraccio 

Gloria

 

IL COLESTEROLO: LE ULTIME SCOPERTE E COME TENERLO SOTTO CONTROLLO

Buongiorno a tutti!

Come state? Io provengo dalla giornata di ieri caratterizzata da una bellissima festa in onore del matrimonio di due cari amici, un po’ stanchina ma caricata da un’ottima compagnia e un buonissimo pranzo! Ancora auguri agli sposi e buona luna di miele!

Oggi voglio trattare un argomento alquanto delicato con cui ho avuto modo di confrontarmi in molteplici occasioni durante le mie esperienze lavorative. Sto parlando del COLESTEROLO, dal greco “chole” (bile) e “stereos” (solido), che spesso è protagonista di falsi miti e paure ma che bisogna comunque tenere sotto controllo per evitare di procurare danni al nostro sistema circolatorio.

Come ormai è mia abitudine, vi parlerò dapprima delle caratteristiche di questa molecola lipidica che troviamo sia nei cibi che libera all’interno del nostro corpo, per poi passare ai rimedi naturali per tenerlo sotto controllo nel caso in cui raggiungesse i livelli limite.

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento di giornata.

Un abbraccio e a presto.

Gloria

Il COLESTEROLO è un composto chimico a base lipidica e con quattro anelli di atomi di carbonio, naturalmente presente nel nostro corpo in quanto costituente di tutte le nostre cellule, fondamentale per il funzionamento cerebrale (infatti nella nostra testolina ve ne sono quantità davvero elevate) e matrice di gran parte del sistema ormonale del nostro corpo. Tra le funzioni positive del colesterolo, dato che viene spesso ricordato esclusivamente come acerrimo nemico della nostra salute, vi sono l’evitare l’eccessiva produzione di radicali liberi e quindi il prevenire l’insorgenza di malattie degenerative.Non essendo solubile in acqua, esso viene dapprima sintetizzato nel fegato, eliminato con la bile e una volta trasformato in sali biliari viene assimilato nell’intestino.

Si è sempre pensato, anche a causa di medici non al passo con le nuove teorie, che le malattie cardiocircolatorie dipendessero da un ipercolesterolemia che andava ad occludere le arterie fino a portare a infarti, ictus e quant’altro. In realtà da quando si è visto che il colesterolo interviene nella riparazione delle pareti dei vasi sanguigni rovinati, si è potuto dedurre che tutto dipende dall’infiammazione della parete stessa in quanto richiede una maggior quantità di colesterolo per essere recuperata. La terapia più in vigore è costituita da farmaci anti-colesterolo e diete poveri di grassi, senza tener conto che comportano solo un aumento del rischio di incappare in una qualche malattia cardiaca.

Ma cosa possiamo fare per non infiammare le pareti vasali e quindi limitare l’eccessiva produzione di colesterolo? Innanzitutto c’è da dire che l’alimentazione gioca il ruolo principale in tutto ciò. Infatti l’insorgere delle malattie cardiocircolatorie è stata associata a una dieta povera di vegetali, prevalentemente crudi, e ricca di carboidrati. Di questi ultimi vengono consumati quelli lavorati con farine raffinate e zuccheri industriali che possiedono un alto indice glicemico e vanno a creare un’iperglicemia a volte anche cronica. L’eccesso di glucosio nel sangue comporta DANNEGGIAMENTO DEI VASI SANGUIGNI, ISPESSIMENTO E INDURIMENTO ARTERIOSO – CAPILLARE, AGGREGAZIONE PIASTRINICA e MINOR TRASPORTO DI OSSIGENO DA PARTE DELL’EMOGLOBINA.

Un uso saltuario di questi cibi, ovvero non giornaliero, consente al pancreas di produrre la quantità necessaria di insulina per smaltire gli zuccheri presenti mentre il colesterolo compie il suo lavoro di riparazione. Ma un utilizzo eccessivo e costante comporta un lento danneggiamento dei vasi sanguigni e purtroppo ce ne accorgiamo solo quando il danno diventa irreparabile. Al contrario l’assunzione di cibi integrali e quindi a basso indice glicemico consente una graduale conversione in glucosio dando il tempo all’organismo di assimilarlo gradualmente nei tessuti senza creare un picco glicemico.

Altro danno compiuto da un eccesso di zuccheri avviene a livello intestinale, dove genera l’accrescimento della CANDIDA (vedi link). Automaticamente questo fungo comincia ad irritare le pareti intestinali che non riescono più a filtrare bene il cibo lasciando passare molte scorie nel flusso sanguigno. Tali scorie vanno ad infiammare ulteriormente le pareti dei vasi oltre a contribuire a uno stato di malessere generale dato, al momento e principalmente, dal disordine intestinale provocato dalla Candida. Inoltre è stato studiato che questo fungo abbassa di molto le riserve di vitamina B6 e Zinco con conseguenze importanti sul metabolismo dei grassi e la corretta locazione del colesterolo.

Quindi contrastando l’eccesso di colesterolo, che a questo punto provoca l’occlusione dei vasi sanguigni, è come darsi la zappa sui piedi da soli senza risolvere la matrice del problema ma bensì eliminando ciò che invece andrebbe a recuperare la situazione. Si innesca così un circuito dannoso da cui diventeremmo sempre dipendenti.

Come afferma il Dottor Rosedale “Se se si verifica un danno eccessivo nel nostro corpo, tale da rendere necessario del colesterolo supplementare attraverso il flusso sanguigno, non sembra molto saggio abbassare il colesterolo e semplicemente dimenticare il perché si è formato. Sembrerebbe molto più intelligente ridurre il maggior fabbisogno di colesterolo riducendo l’infiammazione cronica”.

PERCHE’ SI DICE COLESTEROLO BUONO e COLESTEROLO CATTIVO? Per COLESTEROLO CATTIVO (LDL) si intendono le lipoproteine a bassa densità, mentre per COLESTEROLO BUONO (HDL) quelle ad alta densità. Le prime, nonostante sia molto utili all’organismo, in particolari situazioni, si modificano strutturalmente e si infiltrano nei vasi sanguigni occludendoli. Le HDL invece riescono ad agganciare il colesterolo in eccesso trasportandolo verso il fegato in cui viene convogliato nell’intestino per essere espulso con le feci. Ora nelle analisi del sangue non si valuta più solamente la quantità totale di colesterolo (non deve essere superiore a 200 mg/100 ml di sangue) ma anche la percentuale di colesterolo buono rispetto al totale, in grado di liberare i vasi sanguigni e ripararli.

Inoltre è stato anche dimostrato che le statine, i farmaci prescritti in caso di ipercolesterolemia, ipertensione, aterosclerosi, etc… sono calcio-inibitori, ovvero riducono notevolmente la quantità di calcio presente nel nostro corpo, possono portare al tumore alla mammella e provocare crampi muscolari. Quindi prima di ricorrerre all’uso giusto o meno delle statine proporrei di utilizzare dei rimedi naturali che contribuiscano a ripristinare il giusto equilibrio del colesterolo e glicemico.

Vediamo ora quali sono i rimedi sopracitati e poi passeremo a parlare di come possiamo aiutarci anche con l’alimentazione.

  • OLIVO: è uno spazzino delle arterie poichè ottimo integratore di grassi buoni, ha inoltre funzione vasodilatatrice e ipoglicemica. Si trova in tintura madre (40 gocce per 3 volte/giorno lontano dai pasti), gemmoderivato (vedi tintura madre) e capsule (da 4 a 6 al giorno a seconda della ditta produttrice)

  • TARASSACCO e CARCIOFO: sono disintossicanti e depurativi del fegato, il carciofo va a lavorare anche sui dotti biliari. Si trovano in tintura madre, macerato glicerico, capsule o tisane. Per la posologia è da seguire quella proposta dalla ditta produttrice.

  • MAGNESIO CARBONATO: contrastando l’ossidazione dei radicali liberi e aumentando il metabolismo dei grassi, riduce il colesterolo LDL aumentando l’HDL. Assumere un cucchiaino da tè (di plastica) di polvere in mezzo litro di acqua a temperatura ambiente da bere a piccoli sorsi durante la giornata o in un bicchiere lontano dai pasti (vedi link).

  • ZINCO: aumenta il metabolismo dei grassi e riduce l’infiammazione dei vasi sanguigni. In oligoelemento assumere una fialetta al giorno al mattino a digiuno o lontano dai pasti.

  • RISO ROSSO FERMENTATO: contiene monacolina K, una sostanza con azione simile a quella delle statine, tanto da non poter essere assunto per lungo periodo in quanto può avere gli stessi effetti collaterali delle statine stesse. Seguire la posologia riportata sulla confezione.

Ecco ora gli alimenti e le buone norme alimentari che possono aiutarci a prevenire l’infiammazione vasale e l’eccesso di colesterolo nel sangue.

  • ELIMINARE LO ZUCCHERO INDUSTRIALE (BIANCO), PREFERENDO, MA LIMITANDO COMUNQUE, DOLCIFICANTI NATURALI (sciroppo d’agave, miele, zucchero di canna, stevia, etc…).

  • ELIMINARE I PRODOTTI A BASE DI FARINE RAFFINATE, O LIMITARLI COMUNQUE, PREFERENDO LE FARINE INTEGRALI.

  • LIMITARE IL GLUTINE E I LATTICINI che contribuiscono all’infiammazione.

  • ASSUMERE CIRCA 10 AL GIORNO TRA MANDORLE, NOCI, NOCCIOLE e NOCI BRASILIANE che aumentano minerali e grassi buoni.

  • AGLIO: riduce il rischio cardiovascolare pulendo le arterie, rafforzandone le pareti e riducendo i livelli di colesterolo.

N.B: l’ipercolesterolemia, come è stato più volte ribadito in questo articolo, non è una patologia da sottovalutare. Pertanto si consiglia di effettuare sempre il controllo ematico e una visita dal proprio medico curante o specialista nel caso in cui i valori siano molto al di sopra dei limiti o non si abbassino.

Ecco qua, siamo giunti alla fine dell’articolo e qui tengo a sottolineare l’importanza dell’ESERCIZIO FISICO oltre che degli accorgimenti e i rimedi sopraelencati. Un’attività fisica, soprattutto se aerobica (corsa, nuoto, ciclismo, etc…) aumenta la frazione HDL e affinchè sia efficiente dovete … sudare!!! 

Detto ciò vi saluto e vi auguro un buon pomeriggio e per chi si sta apprestando … un buon esercizio fisico!

A presto e un abbraccio di nuovo!

Gloria

 

 

LA MENOPAUSA: PAURE E RIMEDI

Buonasera a tutti!

Sto scrivendo che tutti fanno la nanna e stavo pensando che è da stamattina che il bellissimo panorama, di cui possiamo godere da casa nostra, non si vede a causa dei nuvoloni grigi e densi. Infatti se il cielo è terso e pulito, si distinguono chiaramente i contorni dei monti (dalla finestra della mia cucina si vede il Monte Vettore – Sibillini)! Siete mai stati sul Monte Vettore? Scalandolo si può arrivare al Lago di Pilato (meta da me molto ambita ma che non sono mai riuscita a raggiungere a causa del maltempo che ha fatto capolino durante la mia piacevole escursione … mannaggia!), molto caratteristico poichè da Giugno a Settembre si colora di rosso a causa della presenza endemica di un piccolissimo crostaceo (Chirocefalo del Marchesoni) che prolifera nelle sue acque.  Questo minuscolo esserino, simile a un gamberetto, durante la riproduzione rilascia su tutta la superficie del lago delle bollicine rosso sangue che causano la caratteristica colorazione. Il nome del lago è dato da una delle tante leggende che ruotano attorno a questo luogo, che narra che Ponzio Pilato vi abbia passato gli ultimi istanti della sua vita.  E’ l’unico bacino naturale di origine glaciale delle Marche e purtroppo quest’anno, a causa della siccità, è evaporato … ma hanno accertato che il Chirocefalo è salvo!

     

Sarà che fin da piccolina andare in montagna era ormai routine, sarà che amo il fresco e il verde, ma io non posso stare senza le camminate tra i boschi o senza arrivare in alto a vedere le valli e i fiumi!

Comunque dopo questa parentesi “montagnosa” veniamo a noi! Oggi vorrei parlarvi della MENOPAUSA, anche se in realtà è un argomento suggeritomi tanto gentilmente da una carissima amica e, per questo, sono ancora più felice di scrivere! Non si sa molto di questo periodo molto particolare, o meglio a volte si sanno cose non del tutto esatte alla luce di nuovi studi oppure si seguono indicazioni tramandate dalle nostre nonne senza adattarle al proprio organismo. Per questo cercherò di fare un po’ di chiarezza sia sulle caratteristiche di questa fase femminile sia sui metodi naturali per limitare e prevenire i disagi e le patologie ad essa correlati.

Buona serata e buona lettura!

Un abbraccio e a presto

Gloria

La MENOPAUSA (dal greco  μήν μηνός ossia “mese” e παῦσις ovvero “fermata“) è la scomparsa definitiva delle mestruazioni dovuta alla sospensione dell’attività ovarica. Non è una malattia sia ben inteso, ma una fisiologica fase della vita della donna. Essa si colloca attorno ai 50 anni e viene catalogata come MENOPAUSA PREMATURA (tra i 40 e i 45 anni), MENOPAUSA PRECOCE (prima dei 40 anni) e MENOPAUSA TARDIVA (dopo i 53 anni). E’ stato studiato, e anche l’esperienza lavorativa mi ha dato modo di appurarlo, che in questo delicato e particolare periodo la psiche gioca un ruolo fondamentale: molti fastidi, sintomi e disagi sono tanto più accentuati se la donna entrata, o che sta per entrare, in menopausa non la prende così … bene. Basti pensare che vi è un’incidenza dei sintomi per l’85% negli Stati Uniti, un 70-80% in Europa e un 18% in Cina … evidentemente non è uguale per tutte e dipende sicuramente sia dall’approccio sociale che ne deriva che dall’alimentazione (in Occidente si parla infatti di SINDROME MENOPAUSALE).

Vediamo quali potrebbero essere alcune idee che ruotano spesso attorno a questa fase.

  • SONO IN MENOPAUSA, QUINDI ORA INGRASSERO’: gli squilibri ormonali causano anche squilibri metabolici, ma ciò non significa che automaticamente diventiamo delle balene. Una giusta e sana alimentazione può sicuramente aiutare a non mettere su chili di troppo!

  • ECCO ORA AVRO’ LE VAMPATE: sono un disturbo tipico della menopausa e sono alla base di molti fastidi come ansia, nervosismo, depressione, disagio, insonnia. Ma da uno studio eseguito dall’Università della California è stato dimostrato che esse sono dovute soprattutto al sovrappeso quindi basta cominciare a controllarsi nella dieta un pochino prima per ovviare a questo inconveniente.

  • ORA LE MIE OSSA DIVENTERANNO PIU’ FRAGILI: la mancanza di estrogeni comporta una maggiore perdita di calcio dal tessuto osseo. Generalmente si va a tamponare la situazione assumendo integratori di calcio appunto, ma in realtà ciò di cui il nostro corpo necessità quasi di più è il MAGNESIO. Senza di esso infatti il calcio verrebbe solo assimilato ma non fissato a livello osseo, bensì mandato in circolo nel nostro corpo senza meta e se in eccesso andrà a depositarsi formando placche o calcoli.

  • MENOPAUSA = VECCHIAIA: non è assolutamente così, è una fase come lo sono state la pubertà e l’età fertile. Molte donne in menopausa rifioriscono poichè avevano cicli dolorosi o emorragici e cominciano a vivere una vita più serena. Non dico che non ci siano conseguenze alla mancanza estrogenica (minor protezione del cuore e dei vasi da arteriosclerosi e trombosi), ma tutto può essere superato o perlomeno attenuato, con i giusti rimedi, accortezze e l’esatto … punto di vista!

Ora descriverò i rimedi da assumere per alleviare i vari fastidi o prevenire le patologie correlate alla menopausa.

Generalmente i medici, al sentir parlare di vampate e irritabilità e considerata l’età della paziente, se lo ritengono opportuno, prescrivono una TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA DI SINTESI. Questa si propone di rialzare i livelli ormonali somministrando estrogeni chimici. Unica cosa: ha degli effetti collaterali da non sottovalutare come mal di testa, ansia, aumento di peso, problemi di circolazione e incremento del rischio di tumore della mammella e dell’utero. Per questo motivo consiglio di risolvere il problema utilizzando la fitoterapia, in quanto esistono fitofarmaci a base di ISOFLAVONI (sostanze vegetali capaci di simulare l’azione estrogenica) che hanno una nota efficacia e un’elevata tollerabilità. Alcuni anni fa si scoprì che la soia contiene isoflavoni e si è cominciato a fare un uso smodato di questo legume, fin quando non si è visto che contiene sì isoflavoni, ma di scarsa qualità e spesso è di derivazione OGM. 

Ma la valida alternativa non si è fatta attendere infatti è stato scoperto che il TRIFOGLIO ROSSO apporta notevoli benefici contro la sintomatologia menopausale. Esso, oltre a mitigare vampate e sbalzi umorali, combatte colesterolo cattivo e l’accumulo dei trigliceridi, ha effetti benefici contro l’osteoporosi e antitumorali. Di solito esiste in compresse da assumere quotidianamente per avere gli effetti desiderati (controllare in ogni caso la posologia sulla confezione poichè può variare a seconda della ditta produttrice).

Da affiancare a questa pianta vi sono altri rimedi fitoterapici (gocce o capsule) a seconda del disturbo più incisivo che si vuole andare a risolvere.

  • BIANCOSPINO: azione sedativa, antipertensiva e antitachicardica.

  • PASSIFLORA: riduce l’ansia e gli attacchi di panico

  • VITE ROSSA: protegge vasi e capillari

  • ELEUTEROCOCCO: contro stanchezza fisica e mentale

  • SALVIA: antisudorifera

  • IPERICO: antidepressivo

  • RODIOLA: tonico adattogeno

  • MAGNESIO CARBONATO: validissimo aiuto contro l’osteoporosi

Anche a tavola possiamo aiutare il nostro equilibrio ormonale! 

I cibi ricchi in FITORMONI sono il riso integrale, i fagioli, i semi di lino, il melograno, il finocchio e il the verde; quelli ricchi in BIOFLAVONOIDI (sempre ad attività simil-estrogenica) sono agrumi, ciliegie, peperoni verdi. Da ultimo ma non meno importanti sono i cibi ricchi in ACIDI GRASSI ESSENZIALI (ad azione anticancro e per problemi trofici ad unghie e capelli), ovvero noci, pesce, verdure a foglia verde.

Siamo arrivati in fondo a questo articolo e se avete qualche dubbio non esitate a chiedermi spiegazioni! Intanto vi auguro una buona notte e domani sembra sia bel tempo quindi forse ci sveglieremo con un tiepido sole pre-autunnale! 

Un abbraccio

Gloria

 

 

LA GARCINIA CAMBOGIA: PER RIPARTIRE ALLA GRANDE!

Buonasera e ben ritrovati!

Sono felicissima di essere di nuovo qua! Passate bene le ferie? Spero di sì! Noi abbiamo optato per il “mare nostrum” e siamo rimasti sempre qui zona Monte Conero a godere della vista della bellissima falesia e della brezza che caratterizza spesso queste spiagge! Il prossimo anno credo che una vacanza sulle Dolomiti con i bimbi non ce la toglie nessuno! Mi mancano le passeggiate in montagna!

Ma veniamo a noi e a questo nuovo articolo utilissimo per un rientro in grande stile e per prevenire i possibili effetti della stanchezza o della depressione post-ferie. Innanzitutto ricordo di effettuare una bella depurazione dato l’avvicinarsi del cambio di stagione (cliccando qui andrete direttamente all’articolo inerente) e anche a prevenire l’eventuale caduta di capelli propria di questo periodo (vedi link)!

Il “dono della Natura” di cui voglio parlarvi oggi è la GARCINIA CAMBOGIA. Ne avete mai sentito parlare? E’ una scoperta di questi ultimi anni e da quando ho cominciato a consigliarla ai clienti … i suoi effetti non si sono fatti attendere! Ora ne parleremo in maniera più dettagliata e per questo vi auguro una buona lettura!

Buon proseguimento di serata e a presto!

Un abbraccio

Gloria

Dopo il rientro dalle vacanze il nostro organismo affronta un periodo delicato in cui deve riadattarsi ai ritmi casalinghi e lavorativi. Nonostante si sia sicuramente riposato, questo ulteriore cambiamento richiede molta energia. Quest’ultima potrebbe essere però minacciata da un accumulo tossinico e da un rallentamento metabolico dati dagli eccessi legati al relax appena passato … una cena fuori di troppo, tanti gelati, pizze, bibite ghiacciate, e poi si sa … sia il mare che la montagna mettono abbastanza fame, almeno a me! La Garcinia è proprio adatta a ripulire il nostro organismo CONTROLLANDO L’APPETITO, RIATTIVANDO IL METABOLISMO (soprattutto dei lipidi) e AGENDO COME RICOSTITUENTE! Spesso è usata per ottenere il dimagrimento ed in effetti, se ben dosata, una delle principali conseguenze è proprio questa. Ma ciò è dovuto ad altre azioni importanti che la Garcinia impiega sul nostro organismo. 

Prima fra tutte è la RIDUZIONE DEL COLESTEROLO: la buccia della Garcinia contiene infatti delle sostanze che agiscono sul fegato inibiscono l’enzima coinvolto nello stoccaggio dei grassi e stimolano il nostro corpo a usarli per produrre energia piuttosto che immagazzinarli in eccesso. Inoltre contiene delle PECTINE che svolgono azione depurativa sul nostro intestino favorendo lo smaltimento delle tossine.

Altro effetto molto importante della garcinia è la RIDUZIONE DELLA FAME NERVOSA: lo stress da rientro può generare una leggera depressione (tipica anche del cambio di stagione e della riduzione progressiva delle ore di luce) caratterizzata anche da attacchi di fame nervosa. La Garcinia contribuisce all’innalzamento della serotonina, ormone del buonumore, e depurando anche il fegato aiutandolo a smaltire colesterolo e trigliceridi fa in modo che il nostro corpo richieda sempre meno zuccheri. 

Ho visto notevoli risultati con questo prodotto e devo dire che la maggior parte sono stati ottenuti a seguito proprio della riduzione della fame nervosa. Ho potuto sperimentare su me stessa che bastano due o tre giorni di allontanamento dai dolci, soprattutto dai classici post-pranzo e post-cena o “merende super-zuccherose”, per disintossicarsi completamente e non cercarli più! Generalmente cadiamo facilmente in tentazione in caso di stress, candidosi (in questo caso il fungo della Candida annidato nel nostro intestino manda impulsi nervosi al cervello richiamando zuccheri che lo nutrono a gogo!) o abitudine (non sappiamo rinunciare mai al dolcetto e alla fine non ne possiamo più fare a meno!). La Garcinia, oltre agli altri suoi benefici di cui abbiamo parlato poco fa, aiuta tutto questo processo di disintossicazione.

Esiste in capsule o compresse ed ha un’azione molto intensa. Per questo consiglio di seguire la posologia riportata sulla confezione (di solito il dosaggio è di 1-2 dosi al giorno circa 30 minuti prima dei tre pasti principali) e di compiere un ciclo di 1 mese da ripetere eventualmente dopo una pausa di 2 mesi. 

Vedrete che la Garcinia non vi deluderà! Scegliete sempre prodotti certificati bio mi raccomando e per qualsiasi informazione o chiarimento non esitate a contattarmi! 

Un abbraccio e a presto!

Gloria

MA QUANTO SONO FASTIDIOSI LA CONGIUNTIVITE E L’ORZAIOLO?

Buon pomeriggio a tutti!

A chi non sono mai capitati questi due disturbi oculari o almeno uno di essi? Credo, purtroppo, che solo pochi di voi non si siano imbattuti in queste patologie poichè sono tanto frequenti quanto fastidiose e colpiscono sia adulti che bambini. Esse hanno origini principalmente fisiche ma potrebbero avere anche sfumature di carattere psicologico. In questo articolo troverete la descrizione della congiuntivite e dell’orzaiolo e i rimedi naturali per curarli in fase iniziale. Vi ricordo che, se dopo 2-3 gg di trattamento il problema non accenni a migliorare, sarebbe bene effettuare un controllo medico per evitare spiacevoli complicazioni.

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento!

A presto

Gloria

Come si sa gli occhi sono organi molto delicati e sensibili, soggetti spesso purtroppo a irritazioni e disturbi. Due delle più frequenti e fastidiose patologie oculari sono, come avete potuto leggere sopra, la CONGIUNTIVITE e l’ORZAIOLO. Vediamoli separatamente nel dettaglio.

La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva, ovvero la membrana trasparente che ricopre la palpebra e parte del bulbo oculare. Un occhio arrossato , cioè con vasi sanguigni evidenti nella sclera oculare, è probabilmente sintomo di un’infezione virale o batterica, di una reazione allergica, di un corpo estraneo presente all’interno o, nei neonati (ho potuto toccare con mano quest’ultimo caso poichè il mio primogenito ne ha sofferto tantissimo!), il dotto lacrimale non ancora ben aperto. Se la causa fosse un’infezione virale accompagnata spesso da malattie da raffreddamento, bisogna solo aspettare che essa faccia il suo corso; nel caso in cui fosse batterica si può attendere qualche giorno ma nel caso continui può essere necessario un antibiotico per evitare complicazioni. Infatti generalmente viene colpito un solo occhio, ma se l’infiammazione dovesse venire trascurata potrebbe portare al contagio anche dell’altro occhio e a ben più seri problemi. La presenza di muco e/o perdite acquose in aggiunta all’arrossamento dell’occhio permettono una più veloce diagnosi della congiuntivite.

 

L’orzaiolo è un’infezione che colpisce la zona degli occhi, in particolare le palpebre. Si tratta di un rigonfiamento simile a un brufoletto dovuto all’infiammazione delle ghiandole sebacee delle ciglia che può trovarsi sulla parete esterna e più raramente interna dell’occhio. E’ molto fastidioso in quanto è comunque un “corpo estraneo” nei dintorni dell’occhio e quindi siamo portati a battere spesso le ciglia e a toccarci o ad avere problemi visivi. Tra le cause la principale è sicuramente la scarsa igiene personale, non parlo del fatto che “non ci laviamo” ma che non dedichiamo molte attenzioni a questa parte del corpo la quale subisce costanti attacchi batterici (in particolare stafilococchi che entrano nei follicoli cigliari). L’orzaiolo è molto contagioso infatti occorre evitare di toccarlo e poi, subito dopo, toccare altre parti dell’occhio per impedire il propagarsi dell’infezione in misura più ampia. Se si sviluppa nella parte palpebrale interna è un pochettino più rognoso da trattare, ma non impossibile, anche se bisogna stare molto più attenti in quanto può evolversi facilmente il calazio. Quest’ultimo è una cisti dolorosa dovuta all’ostruzione del dotto escretore di una delle ghiandole localizzate sul lato interno trasversale della palpebra superiore a ridosso del bulbo oculare.

Ora vediamo le cure efficaci per combattere questi disturbi, facendo anche un accenno alle cause psicosomatiche che possono favorirli soprattutto nei bambini. 

Dal punto di vista psicosomatico, come accennavo poco fa, sono soprattutto i bambini a soffrire di congiuntivite e orzaiolo. Generalmente si verificano perchè a livello inconscio non vogliono più vedere certe cose come, ad esempio, mamma e papà che litigano o l’essere lasciati all’asilo. Il problema va quindi razionalizzato e risolto alla radice con l’affiancamento di un psicoterapeuta o con una maestra particolarmente collaborativa. Potrebbe verificarsi, è già capitato, che poi anche mamma e papà, presi dai sensi di colpa, oltre che per un discorso di contagio, possano venire colpiti da congiuntivite o orzaiolo. A quel punto il problema diventa molto più ampio e si va incontro a situazioni difficili da districare, quindi meglio prevenire e stare con occhi e orecchie ben aperti per captare i segnali che soprattutto i bambini, anche se spesso velatamente, ci mandano.

A livello comportamentale è buona abitudine mantenere una ottima igiene personale LAVANDOSI SPESSO LE MANI CON ACQUA E SAPONE; EVITANDO DI STROFINARE O TOCCARE GLI OCCHI; LAVARE SPESSO FEDERE, LENZUOLA, ASCIUGAMANI E QUANT’ALTRO VENGA A STRETTO CONTATTO CON LA PERSONA INFETTA. Queste norme sono molto utili per evitare di contagiare familiare e chiunque stia a stretto contatto con il paziente, ma anche per limitare il propagarsi dell’infezione sulla stessa persona. Dal punto di vista personale consiglio di lavare spesso e bene gli occhi con mani pulite.

Parliamo ora della cura della congiuntivite e dell’orzaiolo partendo da quest’ultimo col dire una semplice cosa: LA MIGLIOR CURA PER L’ORZAIOLO E’ NON FARE NULLA E RISPETTARE IL NORMALE DECORSO DELL’INFEZIONE. Nell’arco di pochi giorni tenderà a risolversi naturalmente e ciò verrà confermato dalla fuoriuscita di un pus denso e giallognolo e dopo ciò il rigonfiamento comincerà a passare. Per aiutarsi contro il dolore e l’infiammazione consiglio degli impacchi caldi con un batuffolo (o dischetto) di cotone imbevuto di tisana alla camomilla e finocchio (potete tranquillamente fare un litro di acqua bollente con un filtro di camomilla e uno di finocchio).

Per curare i due disturbi dall’interno o a livello locale ci sono vari prodotti che elencherò specificando il campo di applicazione.

  • RIBES NERO: in macerato glicerico o tintura madre, è un antistaminico naturale e va assunto in presenza di CONGIUNTIVITE ALLERGICA (40 gocce per 3 volte al giorno lontano dai pasti)

  • ESTRATTO DI SEMI DI POMPELMO: in gocce, antibiotico e antibatterico naturale per ORZAIOLO e CONGIUNTIVITE BATTERICA / VIRALE (seguire il dosaggio consigliato dalla ditta a cui appartiene il prodotto … di solito consiglio di aumentare di 10 gocce nel caso in cui tra gli ingredienti risulti il FRUTTOSIO in quanto inibisce l’azione dell’estratto! Ricordarsi di diminuire progressivamente il dosaggio dopo almeno 10 giorni di trattamento a dosaggio pieno) – vedi link

  • EUFRASIA o CALENDULA: contenute in collirio, calmanti e decongestionanti per ORZAIOLO e CONGIUNTIVITE (seguire il dosaggio riportato sulla confezione)

Ok siete arrivati alla fine dell’articolo! Se avete ancora dubbi o volete qualche informazione in più non esitate a contattarmi attraverso i contatti che trovate scritti nella pagina omonima. Vi auguro un buon pomeriggio e a presto!

Un abbraccio

Gloria

 

 

LA CHIELITE (I FASTIDIOSI TAGLIETTI AGLI ANGOLI DELLA BOCCA)

Buonasera a tutti!

Oggi finalmente è piovuto! Anche se eravamo tutti e quattro al mare e ci ha fatto praticamente scappare dalla spiaggia! Dal Monte Conero stava arrivando una grossa e spaventosa nuvola che sembrava arrotolarsi su se stessa, tanto è vero che avevo paura si verificasse una tromba d’aria o qualcosa di simile. Invece il tutto è sfociato in un fortissimo nubifragio con tanta pioggia e tanto vento! Così ora sono qui a scrivere il prossimo articolo godendo di questo bel frescolino che filtra dalla persiana. 

L’argomento che andrò a trattare, ovvero la CHIELITE, non è purtroppo molto raro, a me personalmente è capitata varie volte e da ultimo durante la seconda gravidanza. E’ un disturbo molto fastidioso e anche, per alcuni versi limitante per mangiare o parlare (sono sia mangiona che chiacchierona!). Ma vediamolo nello specifico cercando di considerarne le cause, le conseguenze e i rimedi più efficaci.

Vi auguro una buona lettura e una buona serata!

A presto!

Gloria

La chielite angolare (“boccarola”) è un’infiammazione degli angoli delle labbra orali che può manifestarsi con taglietti, gonfiori e/o ulcerazioni  e che, nel caso in cui non venga trattata adeguatamente, è facilmente estendibile a tutte le labbra fino ad arrivare alla pelle del viso. Di solito la causa principale è la penetrazione di funghi e/o batteri che viene poi aggravata da altri fattori contingenti quali le carenze nutrizionali, la bocca secca o troppo umida, momenti di immunosoppressione, utilizzo di protesi dentarie, sbalzi di termperatura, etc… A seconda del caso in cui ci si trova verrà applicata la terapia specifica, ma solitamente la base per ogni trattamento è una normale crema antimicotica (pensate che il 20% dei casi di chielite è dovuto alla Candida Albicans!).

Per quanto riguarda le carenze nutrizionali invece, è stato visto che queste possono essere facilmente ricollegate a vitamine del gruppo B e ferro (per quanto mi riguarda tra le mie protesi dentarie e la gravidanza … non poteva venirmi altro che la chielite!!). Ciò può avvenire anche a seguito di terapie antibiotiche! 

Generalmente, se trattata con prodotti specifici, la chielite tende a passare da sola altrimenti potrebbe esserci un peggioramento ma sempre facilmente eliminabile.

Vediamo ora gli accorgimenti da seguire in caso di chielite ma anche per prevenirla. Innanzitutto, come potete facilmente dedurre, una buona igiene orale e l’uso di una crema protettiva a base di ossido di zinco (come quella per il cambio dei pannolini dei bimbi!) non possono far altro che rendere meno incidente tale disturbo. 

Io, nelle innumerevoli volte che sono stata colpita da questa infiammazione, ho subito applicato del GEL PURO DI ALOE (se con TEA TREE OIL anche meglio!) ad azione antinfiammatoria, antidolorifica e cicatrizzante. Come integratori invece, ho assunto dei FERMENTI LATTICI contenenti vitamine del gruppo B che vanno anche a lavorare come difensori del sistema immunitario e PROPOLI ad azione antibatterica. Per quanto riguarda la propoli, può essere assunta sotto forma di pastiglie o gocce seguendo le istruzioni riportate sulla confezione.

Per qualunque dubbio su questo semplice ma tanto “rognoso” disturbo rimango a vostra disposizione! 

Un abbraccio e di nuovo buona serata!

Gloria

ERITEMI SOLARI: NON FACCIAMO LE BRACIOLE!!

Buongiorno a tutti!

Si può dire che la bella stagione sia arrivata anche se ancora non abbiamo superato il fatidico 21 Giugno, ma le temperature ci consentono di trovarci in piena atmosfera estiva! Mare, gelati, passeggiate, ZANZARE (aiuto!) e … attenzione! ERITEMI SOLARI! Da ragazzina mi sono ustionata tante volte col sole, le mie povere spalle potevano essere usate spesso per fare un bel barbecue sulla spiaggia … Poi crescendo, complice anche una notevole quantità di nei sul mio corpo, ho imparato a tutelarmi con le dovute precauzioni e da qualche anno riesco ad avere un’abbronzatura sicura e uniforme.

In questo articolo ho deciso di scrivere gli accorgimenti da adottare per non cadere in trappola e i rimedi nel caso in cui … ahimè vi siate già caduti!

Buona lettura e buon proseguimento di giornata!

A presto!

Gloria

 

Con il termine “ERITEMA SOLARE” si intende un’irritazione cutanea con arrossamento dovuto all’aumentare di sangue nei vasi presenti negli strati epidermici superiori, causato a sua volta a una prolungata e non protetta esposizione ai raggi UV. L’ustione generata (può essere addirittura di secondo grado!) dà i suoi primi sintomi dopo circa 6-12 ore dall’esposizione. Questi sono, alternativamente o tutti insieme:

  • ARROSSAMENTO EPIDERMICO

  • VESCICOLE CUTANEE PRURIGINOSE

  • ESFOLIAZIONE (la famosa “spellatura”)

  • SECCHEZZA EPIDERMICA

L’entità del danno causato da una scottatura solare dipende essenzialmente da due fattori: la durata e il fototipo della pelle colpita. Per quanto riguarda il fototipo sarebbe bene individuare quale sia quello della nostra pelle e applicare la giusta crema solare.

Il FOTOTIPO è la classificazione dermatologica a cui appartiene la pelle di un individuo in base alla quantità di MELANINA (la sostanza responsabile della “tintarella”) presente che determina le reazioni a una esposizione a raggi UV, deducendo anche il tipo di abbronzatura che è possibile ottenere. I fototipi sono 6 e vengono descritti nell’elenco sottostante (fonte WIKIPEDIA).

FOTOTIPO 1

  • CARNAGIONE: lattea o rossastra

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: molto elevata

  • COLORE DEGLI OCCHI: azzurro/verde chiaro

  • COLORE DEI CAPELLI: rosso o biondo chiaro

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: tantissime

  • TIPO DI ABBRONZATURA: inesistente o quasi

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 50+

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 50/50+

FOTOTIPO 2

  • CARNAGIONE: molto chiara

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: elevata

  • COLORE DEGLI OCCHI: azzurro/verde

  • COLORE DEI CAPELLI: biondo chiaro

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: molto

  • TIPO DI ABBRONZATURA: leggermente dorata

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 50

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 30

FOTOTIPO 3

  • CARNAGIONE: abbastanza chiara

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: media

  • COLORE DEGLI OCCHI: azzurro scuro/verde scuro

  • COLORE DEI CAPELLI: biondo scuro/castano

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: alcune

  • TIPO DI ABBRONZATURA: dorata

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 30

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 20/15

FOTOTIPO 4

  • CARNAGIONE: leggermente scura/olivastra

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: ridotta

  • COLORE DEGLI OCCHI: marrone o marrone scuro

  • COLORE DEI CAPELLI: castano/castano scuro

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: pochissime

  • TIPO DI ABBRONZATURA: abbastanza intensa

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 20/15

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 10

FOTOTIPO 5

  • CARNAGIONE: scura

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: minima

  • COLORE DEGLI OCCHI: marrone

  • COLORE DEI CAPELLI: nero

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: nessuna

  • TIPO DI ABBRONZATURA: molto intensa

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 10

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: 6

FOTOTIPO 6

  • CARNAGIONE: scurissima/nera

  • SENSIBILITA’ AL SOLE: NO

  • COLORE DEGLI OCCHI: marrone scuro

  • COLORE DEI CAPELLI: nero

  • LENTIGGINI SULLA PELLE: nessuna

  • TIPO DI ABBRONZATURA: intensissima

  • SPF PER LE PRIME ESPOSIZIONI: 6

  • SPF A PELLE GIA’ ABBRONZATA: nessuno

Avete notato nell’elenco la voce “SPF” giusto? Essa è l’acronimo della definizione inglese “Solar Protection Factor” ovvero FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE ed è un numero, indicato sui cosmetici, che determina la capacità del prodotto di proteggere la pelle dalle radiazioni solari.

Ma vediamo ora i rimedi nel caso in cui la frittata sia già stata fatta e … accipicchia … ardete di calore intenso, non riuscite nemmeno a toccare il lenzuolo del letto e se premete con un dito sulla vostra pelle vedete un bollo bianco permanente a lungo!

  1. Come prima cosa la pelle va idratata con lozioni, unguenti, latte lenitivo e prodotti specifici soprattutto a base di CAMOMILLA e ALOE che svolgono azione rinfrescante e decongestionante. va benissimo anche il PURO GEL DI ALOE (purchè sia davvero puro e totalmente naturale!);

  2. Mettere una borsa del ghiaccio sulla parte colpita o fare una doccia fredda sono rimedi molto utili per sfiammare e godere di una piacevole sensazione di sollievo (mi raccomando di asciugare la pelle con un panno molto soffice e non ruvido!);

  3. Dopo la doccia applicare di nuovo il prodotto specifico;

  4. Bere molto per aiutare la pelle a reidratarsi anche dall’interno;

  5. L’applicazione dei prodotti specifici va effettuata anche dopo la scomparsa dell’eritema in quanto avverrà la desquamazione della pelle che, se non seguita, potrebbe portare ad ulteriori disagi;

  6. Fare impacchi nelle zone colpite con INFUSO FREDDO DI CAMOMILLA;

  7. IN CASO DI VESCICOLE PRURIGINOSE o AVANZAMENTO DEL PROCESSO INFIAMMATORIO assumere il MACERATO GLICERICO DI RIBES NIGRUM nella misura di 40 gocce, 3 volte al giorno lontano dai pasti (è un cortisonico naturale).

Vediamo ora cosa possiamo fare per prevenire la comparsa di eritemi solari e mantenere una duratura e sana abbronzatura!

Innanzitutto, come dico sempre, LA SALUTE VIEN MANGIANDO! Quindi bastano pochi accorgimenti a tavola per assumere tutto il necessario per aiutare il nostro organismo.

  1. ASSUMERE NOTEVOLI QUANTITA’ DI FRUTTA E VERDURA: ricche di vitamine C ed E ad azione antiossidante e antinvecchiamento;

  2. ASSUMERE ALIMENTI RICCHI DI BETACAROTENE (vitamina A) che aiuta a proteggere la pelle dalle scottature solari;

  3. SE NECESSARIO ASSUMERE DA ALMENO 1 MESE PRIMA DELL’ESPOSIZIONE AL SOLE UN INTEGRATORE SPECIFICO A BASE DI VITAMINE E COLLAGENE per preparare bene la pelle.

Dal punto di vista comportamentale sarebbe bene adottare i seguenti accorgimenti:

  • Applicare la crema solare almeno ogni 2 ore e, soprattutto, dopo bagni e docce ripetute;

  • Evitare di esporsi al sole dalle 10 alle 15.

Mi raccomando di stare attenti a rispettare queste norme in quanto essere colpiti frequentemente da eritemi solari porta a un maggior rischio di melanomi, ma ancora prima abbassa notevolmente le difese epidermiche rendendo la pelle altamente sensibile a qualunque agente esterno. Detto questo vi auguro una buona estate e una tintarella ad hoc!!!

A presto e  al prossimo articolo!

Un abbraccio

Gloria

LO ZENZERO: L’AIUTINO PIZZICHINO!

Buongiorno a tutti!

Innanzitutto vorrei esprimere la mia rabbia e la mia immensa tristezza per le giovani vittime dell’attentato di ieri a Manchester. Non ci sono parole per descrivere la grande cattiveria umana, ci reputiamo tanto superiori agli animali ma così non è. Un animale non farebbe mai tutto questo al suo branco, soprattutto ai cuccioli. Famiglie piombate, in una sera che doveva essere spensierata e serena, nel dolore atroce della perdita di un figlio per mano di una persona in nome di chi o cosa non ha importanza. L’importante è che non si può strappare la vita di mano come fosse un foglio di carta. Niente riporterà in vita quei ragazzi, spero solo trovino ora la pace in qualunque posto essi siano e spero che il prima possibile la giustizia e la pace tornino su questa Terra dove tutto sembra essere diventato tanto effimero e fittizio, persino la vita.

I miei bimbi sono a nanna e io ne approfitto per scrivere questo articolo su uno dei rimedi alquanto valorizzati negli ultimi anni: lo ZENZERO. Non ero una grande amante di questa radice anni fa, perché il suo sapore piccante e “pizzichino” non era molto gradito al mio palato, poi però è capitato che un inverno presi un forte raffreddore e cominciai subito ad assumere semi di pompelmo (vedi link) e tisane balsamiche. Ma dato che lavoravo in erboristeria e non potevo lasciare, ho deciso di aggiungere anche un bell’infuso di zenzero (sotto potete trovare la ricetta) per dare ulteriore man forte ai miei rimedi considerate le sue notevoli proprietà antinfiammatorie. E infatti funzionò alla grande! Quella sera cenai con un bel piatto di frutta mista (arance, mandarini, kiwi, banane e mele!) e a piccoli sorsi presi l’infuso di zenzero, andai a dormire e il giorno dopo ero un’altra persona! Quindi da quella volta lo zenzero entrò a far parte dei miei infusi e dei miei piatti.

Vi scrivo qui la ricetta per l’infuso di zenzero (da assumere subito dopo i pasti) così poi vediamo nei dettagli questa magica radice!

INFUSO DI ZENZERO

  • 4 fettine sottili di radice di zenzero fresca

  • il succo di 1/2 limone

Portare a ebollizione l’acqua e versare poi in una tazza. Tuffarvi le fettine di zenzero sbucciate, coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Quindi filtrare, aggiungere il succo del limone e bere a piccoli sorsi. Se lo si preferisce si può dolcificare con miele (vedi link).

Ora vi saluto e vi auguro una buona lettura del resto dell’articolo! Se volete mandarmi le vostre impressioni sull’uso dello zenzero, potete scrivermi all’indirizzo fikos@hotmail.it oppure sulla pagina Facebook “LA NATURA, LA MENTE E LA VITA“.

A presto e un abbraccio

Gloria

 

Ciò che noi chiamiamo comunemente “zenzero” è una nodosa radice, ricoperta da una sottile pellicola marroncina, di una pianta originaria dell’Estremo Oriente. Come tutte le radici è ricca di amido, olio essenziale ma anche sali minerali e gingeroli (simili alla capsaicina e alla piperina del peperoncino e del pepe, quindi ad azione protettiva e antiossidante). E’ un efficace digestivo e un potente antinausea, molto utile quindi per le mamme in dolce attesa o per chi soffre il mal di mare o il mal d’auto. E’ anche un potente colagogo, cioè promuove l’attività epatica e il ricambio della bile, e un analgesico-antinfiammatorio naturale, utile per i dolori articolari (esistono anche degli unguenti a base di zenzero). Nel caso specifico dell’infuso precedentemente descritto, lo zenzero aiuta molto contro i malanni invernali quali raffreddore e influenza in quanto il gingerolo in esso contenuto conferisce proprietà riscaldante e antibatterica. A questo proposito la medicina tradizionale cinese conferisce allo zenzero il titolo di tono “yang”, tanto da essere utilizzato da molto tempo contro impotenza e riduzione della libido (ciò non è confermato ancora da studi scientifici).

E SE DOPO UN PO’ CHE CE LO ABBIAMO IN CASA DOVESSE GERMOGLIARE?

La soluzione è molto semplice: si può provare a coltivarlo. Basta tagliare a pezzi la radice in modo che ogni pezzo contenga un germoglio. Piantare quindi ogni pezzetto a una profondità di circa 10-12 cm e annaffiare regolarmente. Mi raccomando, se lo fate d’inverno, proteggete il tutto dalle gelate!

Prima di concludere voglio ricordare i casi in cui lo zenzero NON deve essere utilizzato:

  • soggetti sensibili a livello gastro-intestinale (può favorire irritazioni e gonfiori)

  • soggetti ipertesi

  • soggetti con calcolosi epatiche

  • soggetti che assumono acido acetilsalicilico o altri antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti

Bene, in qualunque caso abbiate dubbi o vogliate maggiori informazioni non esitate a contattarmi!

Sono a vostra disposizione!

Intanto un abbraccio e una buona serata!

Gloria

 

LA GASTRITE

  • Buonasera a tutti!

Innanzitutto … come avete passato il Primo Maggio? Spero bene e all’insegna della Natura e del divertimento!

Oggi vorrei descrivere un argomento molto delicato quanto importante che mi sono trovata ad affrontare molto spesso nel corso della mia esperienza lavorativa. Sto parlando della GASTRITE, una patologia purtroppo molto frequente che dipende da molteplici fattori i quali sono spesso difficili da focalizzare. Cercherò di far luce sulle possibili cause e anche sulle eventuali terapie per risolvere questo fastidioso disturbo.

Vi lascio ad una buona lettura e vi auguro buona giornata!

A presto e un abbraccio

Gloria

Con il termine “gastrite” si intende un’infiammazione della mucosa gastrica che può essere distinta in acuta e cronica. Diciamo che si può avere una gastrite occasionale, transitoria (per infiammazioni intestinali o alimentazione errata) e quindi risolvibile in pochi giorni oppure una a lungo permanente fino a diventare cronica. I sintomi (generalmente si verificano lontano dai pasti) che caratterizzano questo disturbo consistono in attacchi acuti di bruciore e dolore all’imboccatura dello stomaco che possono evolvere in episodi di forti nausee e poi vomito. A volte si hanno anche gonfiore addominale, diarrea e febbre.

Generalmente i medici di base tendono a prescrivere subito antiacidi o inibitori di pompa protonica, ma questi possono fare solo da palliativi oppure, essendo farmaci di sintesi, andare a compromettere altre funzioni organiche. Nel caso in cui la gastrite sia presente da poco o correlata all’assunzione di determinati alimenti consiglio di provare prima altri rimedi per evitare sia di prendere un farmaco inutilmente che di abituare troppo l’organismo all’ingestione di tali sostanze.

Si possono assumere ad esempio antiacidi naturali oppure ingerire altro cibo (preferibilmente secco e non elaborato), masticare molto bene, mangiare sempre seduti e, importantissimo, seguire le corrette combinazioni alimentari (clicca qui per vedere l’articolo).

Gli alimenti ASSOLUTAMENTE DA EVITARE in caso di gastrite sono:

  • Brodi sia vegetali che di carne

  • Carni grasse e salumi

  • Pesci grassi, molluschi e crostacei

  • Latte, panna e formaggi grassi

  • Pomodori, spinaci, ravanelli, melanzane, cavoli

  • Uova fritte, sode o in maionese

  • Frutta secca o cruda

  • Bibite ghiacciate, caffè e liquori

Il controllo alimentare è fondamentale in quanto nella maggior parte dei casi la gastrite dipende da un’alterazione delle condizioni della microflora batterica intestinale che, mutata geneticamente, risale verso l’ultimo tratto dello stomaco, il piloro (secondo alcuni studi l’Helicobacter pilorii, ritenuto responsabile della gastrite, è in realtà un batterio intestinale mutato geneticamente). Mutando la quantità di enzimi, il pH della mucosa e la flora batterica intestinale si crea una disarmonia in tutto il nostro organismo che subisce anche un aumento dell’acidosi corporea. Quest’ultima va abbassata sia con l’assunzione di cibi e integratori basici che con quella di fermenti lattici.

PIANO TERAPEUTICO

  1. Innanzitutto come abbiamo ribadito precedentemente: OCCHIO ALL’ALIMENTAZIONE SECONDO I CONSIGLI SOPRA INDICATI! Importante in questo caso il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”, in quanto la mela, ricca in pectine, protegge la mucosa dalle aggressioni acide.

  2. Assumere FERMENTI LATTICI. Io di solito consiglio il formato bevibile, da prendere 2 al giorno (al mattino a digiuno e a metà pomeriggio lontano dai pasti) per tutta una scatola; continuare 1 l giorno al mattino a digiuno per tutta un’altra scatola come mantenimento.

  3. Assumere MAGNESIO CARBONATO (clicca qui per vedere l’articolo). E’ un sale minerale, quindi essendo basico riesce ad abbassare l’acidosi. E’ in polvere e se non c’è stitichezza consiglio di assumerne un cucchiaino (di plastica possibilmente per non alterarne le proprietà organolettiche) in mezzo litro di acqua a temperatura ambiente da bere durante il giorno a piccoli sorsi e lontano dai pasti. Se invece c’è stitichezza se ne può assumere un cucchiaino in un bicchiere di acqua calda al mattino a digiuno o la sera prima di coricarsi. Può essere assunto per lunghi periodi poiché non si accumula né a livello renale né a livello epatico.

  4. Assumere MELISSA e ORTICA. La prima è utile come rilassante gastro-intestinale, per favorire la digestione e mitigare i crampi e gli spasmi, soprattutto in quei casi in cui la gastrite è causata da ansia ed eccessiva eccitazione nervosa (praticamente quasi sempre!). L’ortica invece modera la secrezione acida gastrica e protegge la mucosa. Si possono assumere sotto forma di tisana (2 al giorno di melissa dopo i pasti principali e una di ortica nel pomeriggio) o di gocce (seguire le indicazioni riportate sulla confezione). Fare cicli di due settimane. NON ASSUMERE LA MELISSA SE LA TIROIDE FUNZIONA POCO!

  5. Al termine di tutto il trattamento consiglio di fare due cicli di NONI (clicca qui per vedere l’articolo) per ripulire il tratto intestinale e aiutare ulteriormente la mucosa gastrica a recuperare. Assumere 3 misurini al giorno: uno al mattino a digiuno prima dei fermenti; uno prima di pranzo e uno prima di dormire.

Consiglio fortemente di non trascurare la gastrite in quanto un avanzamento della stessa può portare ad un’ulcera gastrica, ad esofagite o duodenite. Quindi prevenire è meglio che curare!

Ora vi saluto e vi auguro un buon pomeriggio!

A presto e un abbraccio

Gloria

 

 

LA PROPOLI – “LA NATURA NON CREA SENZA MOTIVO” (Aristotele)

Buongiorno a tutti!

Ieri era una bella giornata di sole, sembrava tutto più nitido e pulito, poca umidità e … tutto luminoso e giallo! E il giallo mi ha fatto pensare ai fiori, alle api e alla PROPOLI. Una vera medicina che la Natura ci ha messo a disposizione. Credo sia forse il prodotto fitoterapico più usato e con il quale io ho un bellissimo rapporto, non tanto per l’uso che ne faccio in caso di bisogno o come prevenzione, ma per la fiducia che ho riposto in passato in questa panacea. Vi chiederete “PERCHE’? FIDUCIA? IN CHE SENSO?”. Ve lo spiego subito in quanto da questo dipende ancora di più la mia passione verso la mia fitoterapia e la Natura.

All’inizio dei miei studi ho contratto una infezione batterica alle vie respiratorie, precisamente il signor Batterio si era annidato ben benino nel lato sinistro della mia gola e non voleva andarsene. Avevo dolore ad ingoiare anche un bicchiere d’acqua, era una sensazione insopportabile. Sono andata avanti così per ben 2 mesi, durante i quali il mio medico curante non ha fatto altro che somministrarmi antibiotici e cortisonici che non facevano altro che rendere recidiva la questione in quanto il mio sistema immunitario continuava ad indebolirsi. Antibiotico, qualche giorno di guarigione e ricaduta. A un certo punto ho detto BASTA! Tanto questo tipo di cure portavano solo a un abbassamento delle mie difese, la situazione continuava a ripresentarsi e il mio stomaco era a pezzi! Ho fatto tutto da sola: ho cominciato con Propoli in soluzione idroalcolica al massimo dosaggio e fermenti lattici e dopo 4-5 giorni di questo trattamento già non avevo più dolore. Ma questo succedeva anche con l’antibiotico di sintesi, a me interessava che i miglioramenti fossero definitivi. E così ho perdurato la terapia per circa tre mesi facendo cicli di 10 giorni di fermenti ogni mese e 10 giorni di propoli ogni 2 settimane. Beh … il risultato? Non ho più avuto quei disturbi, non mi si sono più ripresentati! Da ciò la mia fiducia nel fitoterapico è divenuta totale e da allora sono ricorsa ai farmaci di sintesi solo in rarissimi casi di assoluta ed immediata necessità. Ma come forse ben sapete, meno utilizzate i farmaci di sintesi e più il naturale funziona in quanto il corpo trova molta più somiglianza con gli elementi fitoterapici che ovviamente con quelli di laboratorio. E se mai doveste assumere un farmaco di sintesi, non essendo abituati, avrete sempre maggiore e immediato riscontro positivo sul vostro stato di salute! Ve lo dico per esperienza!

Bene, dopo questa lunga premessa, in cui ho raccontato fatti di cui avevo piacere di mettervi al corrente, vi lascio alla lettura dell’articolo e vi auguro ancora una buona giornata!

A presto e un abbraccio

Gloria

 

Da numerosi studi è emerso che le api sono importantissime per il genere umano e che basterebbe la loro completa estinzione per annientarci in poco tempo purtroppo. Ma non sono solo fondamentali per il nostro ecosistema, bensì anche per i prodotti che ci regalano, ricchi di sostanze benefiche e nutrienti: miele, polline, cera, pappa reale e … PROPOLI! Le api ricavano questo prodotto portentoso dalle gemme e dalle cortecce degli alberi, aggiungendoci altre sostanze come enzimi, polline e cera, grazie alle loro secrezioni digestive. La simmetria nell’utilizzo della propoli per noi e per le api è praticamente simile: loro la usano come difesa dell’alveare, noi come difesa per il nostro corpo. La sua consistenza resinosa la rende perfetta per impedire l’ingresso nell’alveare di batteri e disagi dovuti agli agenti climatici (la produzione è maggiore da agosto ad ottobre in preparazione dei mesi invernali) proteggendolo nella sua totalità. Infatti viene posta nei punti di accesso e di passaggio: in questo modo le api attraversandoli si disinfettano (pensate che intelligenza!). Inoltre la mettono sulle uova, sulle larve e anche sui cadaveri di api e animali penetrati nell’alveare che non si possono più rimuovere … insomma una vera arma antibatterica! La resina degli alberi, che costituisce la materia prima della propoli, è già di per sé una difesa in quanto viene prodotta dalla pianta per riparare ferite avvenute nella corteccia o per imprigionare funghi, insetti parassiti e le loro larve. Dopo aver spiegato tutto questo il nome che è stato dato a questa sostanza è scontato, infatti “PROPOLI” deriva dal greco “pro” e “polis” ovvero “per la città”, “difesa”.

 

La raccolta della propoli può avvenire in due modi: tramite RASCHIATURA da parte dell’apicoltore (in questo caso la quantità raccolta è limitata) o tramite GRIGLIE collocate nell’alveare. In questo modo le api provvedono a riempire gli spazi vuoti con la propoli e l’estrazione di una griglia riempita consente una raccolta di propoli molto più abbondante.

Vediamo ora cosa contiene la propoli e i suoi numerosi usi fitoterapici.

Tra i minerali contenuti troviamo MAGNESIO, CALCIO, IODIO, POTASSIO, MANGANESE, ZINCO, SODIO, RAME e FERRO (un bel gruppetto direi!), mentre per le vitamine abbiamo B1, B2, B6, C, E, P. E’ molto elevata la presenza di FLAVONOIDI e POLIFENOLI, ovvero pigmenti vegetali che svolgono una forte azione protettiva e stimolante sul nostro organismo.

Ora prima di parlare delle azioni che la propoli ha sul nostro organismo, prendiamo in esame quella antibiotica partendo innanzitutto dagli effetti che gli antibiotici farmaceutici o l’uso smodato di essi hanno sul nostro corpo. Come prima cosa c’è da dire “COSA E’ UN ANTIBIOTICO?”, ed ecco la risposta: l’antibiotico è una sostanza che una volta introdotta nel corpo raggiunge una zona infetta distruggendo o inibendo un organismo invasore. Essi possono essere di due tipi: BATTERICIDI (uccidono definitivamente l’organismo invasore) e BATTERIOSTATICI (inibiscono l’organismo invasore impedendone la crescita e la riproduzione). Ma gli antibiotici in generale, siano di sintesi o naturali, non agiscono universalmente su tutti i tipi di batteri e molto spesso alcuni di essi non eliminano tutti i batteri ostili mentre uccidono quelli della flora intestinale che, come ormai sapete benissimo, costituisce il 70% del nostro sistema immunitario (quindi si abbassano notevolmente le difese). La diversità tra antibiotici di sintesi e naturali sta nel fatto che i primi non sono riconosciuti totalmente dall’organismo e spesso creano sostanze di scarto e disagi notevoli alla microflora intestinale (non a caso uno dei primi sintomi dall’assunzione è la diarrea); gli altri invece sono sviluppati direttamente all’interno delle piante come difesa da microrganismi patogeni (come la resina della propoli) e sono maggiormente tollerati dal nostro corpo con un’azione meno aggressiva e senza effetti collaterali.

Non c’è dubbio che gli antibiotici abbiano salvato, e stiano continuando a farlo, molte vite ma ciò non toglie  il fatto che un loro abuso sia notevolmente dannoso per l’essere umano. Infatti spesso vengono somministrati a pazienti incompatibili, contro infezioni virali (il cui uso è notevolmente aggravante), contro il batterio sbagliato oppure ad ampio spettro nel caso in cui non si riesca ad individuare la natura del batterio infestante (come nel mio caso). Questo porta a DANNI ALLA FLORA BATTERICA con AUMENTO DELLA RESISTENZA BATTERICA (i batteri possono mutare geneticamente sviluppando una resistenza alle aggressioni antibiotiche) … gravissimo requisito per lo sviluppo di infezioni croniche o aggravanti.

Il mio consiglio e quello di altri che la pensano come me, è di ricorrere al naturale in tutti i casi  di infezioni minori evitando di assumere antibiotici o farmaci di sintesi per un semplice raffreddore ad esempio, o per una influenza virale in quanto passato il periodo del ciclo vitale del virus, essa andrà via da sé. L’importante è potenziare sempre il sistema immunitario aiutandolo a reagire, senza intossicarlo ulteriormente con farmaci o alimentazione scorretta (vedi anche L’ESTRATTO DI SEMI DI POMPELMO).

Torniamo ora alla nostra cara e sacra amica propoli e ai suoi impieghi. Innanzitutto, dato ciò che abbiamo detto poco fa, tengo a precisare che è uno dei migliori antibatterici naturali ad AZIONE SIA BATTERIOSTATICA che BATTERICIDA contro ad esempio Helicobacter pilori, Streptococcus mutans, Streptococcus Aureus, Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogene, Escherichia Coli, Haemophilus Influenzae, Moraxella Catarrhalis e molti altri. Inoltre ha proprietà:

  • ANTI-VIRALI

  • ANTI-PARASSITARIE

  • ANTI-FUNGINE

  • ANTINFIAMMATORIE

  • ANTIOSSIDANTI

  • IMMUNO-REGOLATRICI

  • CICATRIZZANTI

  • EPATO-PROTETTIVE

  • DISINTOSSICANTI

Uno degli usi più comuni è quello contro le malattie da raffreddamento e le infiammazioni del tratto oro-faringeo. La potete trovare in varie formulazioni (sciroppi, soluzioni idroalcoliche, soluzioni non alcoliche, capsule, caramelle, etc…), io di solito consiglio le soluzioni idroalcoliche o non alcoliche (in caso di intolleranza all’alcool o bambini) e le compresse effervescenti. La posologia di base per le soluzioni idroalcoliche è di 30-50 gocce per 2-3 volte al giorno pure o diluite in acqua; per tutte le altre tipologie seguite ciò che viene riportato sulla confezione.

Consiglio di base per ogni terapia: ABBINARE I FERMENTI LATTICI SENZA LATTOSIO che aiutano ulteriormente le vostre difese immunitarie.

NB: NON ASSUMERE PROPOLI IN CASO DI ALLERGIA AL POLLINE E IN CASO DI GRAVIDANZA!

Eccoci qua alla fine di questo nuovo articolo! Sono stata molto contenta di avervi raccontato la mia esperienza e di aver trasmesso ciò che penso a riguardo. Come sempre sono a disposizione per qualunque chiarimento o consiglio: scrivetemi una mail o scrivete sulla pgina Facebook del sito! Se volete essere aggiornati in tempo reale per ogni articolo pubblicato iscrivetevi alla news-letter!

Vi auguro una buona giornata e a presto!

Gloria