Fitoterapia

La parola Fitoterapia deriva dal greco e significa “cura con le piante”.

La Natura ci offre molti rimedi per trattare e curare anche i più ostici problemi di salute. Non a caso i principi attivi dei farmaci sono, per la maggior parte, tratti dalle piante, con l’aggiunta però di eccipienti e altri ingredienti di origine chimica. Questi in molti casi potrebbero risolvere il problema principale ma crearne di altri. L’uso della Fitoterapia inoltre, permette al nostro organismo di non sviluppare resistenza ad alcuni principi attivi farmacologici (ad esempio gli antibiotici), impedendo poi un effetto immediato degli stessi nel caso in cui ce ne fosse bisogno reale.

I vari articoli trattano vari prodotti e varie problematiche, spesso prese dalla mia esperienza lavorativa, e si propongono di dare consigli e consulenze per risolverle o per lo meno attenuarle.

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IL MIRTILLO

Buonasera a tutti!

In questa giornata molto uggiosa direi, voglio parlarvi di un frutto da me molto stimato per le sue notevoli proprietà benefiche: il MIRTILLO. Credo che tutti ne abbiate già sentito parlare ma magari non così nel dettaglio come sto per fare. In realtà una spiegazione un pochino più accurata è necessaria perché, come per tutte le piante e gli integratori, ci sono molti effetti positivi ma anche varie controindicazioni (il fatto che sia un dono della Natura non implica che tutti possano assumerlo!). Ma ora veniamo a noi, non voglio farvi perdere altro tempo!

Vi lascio ad una buona lettura e vi abbraccio!

A presto!

Gloria

Il mirtillo è un piccolo arbusto spontaneo che si può trovare facilmente in aree submontane e montane. Esso è stato oggetto di numerose leggende e tradizioni. Ad esempio gli indiani Delaware impiegavano le bacche della varietà rossa come simbolo di pace per tingere corpo e capelli; i Padri Pellegrini appena sbarcati in America mangiarono le gustose e abbondanti bacche ed è per questo che si usa il mirtillo come ingrediente base per la salsa del tacchino del Giorno del Ringraziamento. I popoli nordici ritenevano che il mirtillo avesse proprietà magiche contro la sfortuna: per questo i suoi rami vengono utilizzati nella celebrazione del Piccolo Yule (13 Dicembre) che si effettua in corrispondenza del solstizio invernale e che dovrebbe portare fortuna. Ancora oggi in Germania è utilizzata come pianta propiziatoria per le nozze e viene bruciato al posto dell’incenso.

Esistono più di 130 specie  di mirtilloche presentano tra loro differenze notevoli, anche per quanto riguarda le proprietà medicinali di ognuna. In questo articolo vedremo le seguenti specie: MIRTILLO NERO, MIRTILLO ROSSO e CRANBERRY.

  • MIRTILLO NERO

Le bacche di mirtillo nero presentano al loro interno  una buona quantità di acidi organici, oltre a notevoli quantità di vitamine A (rigenera i rivestimenti interni ed esterni del corpo) e C e, in misura minore, vitamina B e glucosidi antocianici. Ma sono proprio le antocianine ad avere notevoli proprietà dal punto di vista medico.

  • Azione rinforzante dei vasi sanguigni e rapido rafforzamento del tessuto connettivo. Inoltre il mirtillo è davvero utile, e può essere utilizzato come vera e propria terapia, per la protezione e la cura di disturbi legati a capillari e vene (emorroidi, insufficienza venosa, etc…)

  • Attività benefica per gli occhi, in quanto vi è una più veloce rigenerazione della porpora retinica (il pigmento della retina), data dall’aumento della vascolarizzazione dell’organo.

  • Azione positiva sull’apparato cardiovascolare in quanto contrasta la formazione di placche aterosclerotiche e apporta notevoli miglioramenti ai soggetti ipertensivi. L’estratto secco di mirtillo riesce a ridurre notevolmente l’ossidazione delle particelle di colesterolo LDL che sono all’origine delle placche che si formano sulle pareti arteriose.

  • Azione antiputrefattiva e disinfettante dell’intestino e delle vie urinarie.

  • La presenza di acido idrocinnamico è in grado di bloccare le particelle cancerogene che si vengono a formare all’interno dell’apparato digerente.

  • MIRTILLO ROSSO

Questa varietà ha un elevato contenuto di ferro, vitamina C e fibre, con proprietà rinfrescanti, astringenti e toniche che favoriscono la diuresi. Oltre che di vitamine A e C è ricco anche di fosforo, manganese e calcio. Esistono molti prodotti da spalmare sul viso a base di mirtillo rosso, utili contro le couperose.

 

  • CRANBERRY

Sembra identico al mirtillo rosso, in realtà si differenziano oltre che per alcune caratteristiche botaniche anche dal punto di vista medico. Il cranberry o mirtillo rosso americano è prettamente specializzato per la cura delle infezioni alle vie urinarie (vedi link). Infatti esistono molti integratori per il trattamento di tale disturbo, in cui l’ingrediente principale è proprio il cranberry. Nel corso della mia esperienza lavorativa ho consigliato spesso questo tipo di integratori, ancor meglio quelli addizionati con i semi di pompelmo (vedi link).

 

Vediamo ora l’assunzione di tali integratori e le controindicazioni.

Per quanto riguarda l’assunzione, i prodotti a base di mirtillo si possono trovare sotto forma di succhi concentrati, sciroppi, capsule di estratto secco, tavolette e anche formazioni in polvere. Consiglio di seguire la posologia riportata sulla confezione dell’integratore scelto, facendo di base cicli di un mese per poi stoppare 2 mesi ed eventualmente riprendere. Come succo consiglio sempre un puro concentrato (lo trovate nei negozi bio) da assumere un cucchiaio al giorno puro oppure diluito in un bicchiere d’acqua. Dato il sapore acido e astringente che a volte può non piacere, è possibile anche aggiungere dolcificanti naturali come succo d’agave o sciroppo di riso, e succo di limone.

In caso di una vista affaticata va benissimo anche l’assunzione di un decotto a base di mirtilli da bere nella misura di una tazza al giorno. Si fanno bollire in acqua 10 g di mirtilli per 5 minuti. Si lasciano in infusione 10 minuti, filtrare e bere.

Ora vediamo le controindicazioni, da non sottovalutare soprattutto se si stanno assumendo anticoagulanti, antiaggreganti e antidiabetici data la sua notevole azione sulla vascolarizzazione. ATTENZIONE ALLE FOGLIE! Le bacche non hanno controindicazioni (a parte quelle sopra citate) mentre l’assunzione prolungata dell’estratto delle foglie può causare anemia e ittero.

Ecco arrivati alla fine di questo articolo! Spero di esservi stata di aiuto nella scelta di un integratore che faccia al caso vostro e per qualunque ulteriore chiarimento o consiglio sono a disposizione. Contattatemi privatamente tramite il profilo personale Facebook o sulla pagina del sito (trovate tutto nella sezione Contatti)!

A presto e buona serata!

Gloria

 

 

INSONNIA: MOMENTANEA O CRONICA E’ COMUNQUE UN DISAGIO

Buonasera a tutti!

Oggi ho deciso di parlarvi dell’insonnia e la causa di questa scelta potrebbe ricadere quasi sicuramente sul fatto che i miei ormoni cominciano a “svalvolare” ancora di più! Infatti qualche notte la sto già passando con due occhi spalancati stile “gufo” e magari sono proprio le notti in cui il mio primogenito dorme come un ghiro … ma ci sta, fa parte di questa mia bellissima situazione, andiamo avanti! Al di là del discorso ormonale però, esistono vari tipi di insonnia e varie potrebbero esserne le cause. Nel corso della mia esperienza lavorativa ho avuto modo di incontrare molte persone affette da questo disturbo e in alcuni casi le conseguenze delle notti insonni si ripercuotevano notevolmente nelle attività quotidiane e nel tono dell’umore, oltre che sullo stato di salute generale della persona. La Fitoterapia in alcuni casi riesce ad alleviare o addirittura annullare il disagio provocato dall’insonnia, in altri casi ben più gravi e cronici è necessaria una visita approfondita presso un Centro del Sonno, struttura specializzata nel trattamento di questa tipologia di disturbo.

Ora vi lascio ad una buona lettura: vedremo le varie fasi del sonno, per poi passare alle caratteristiche dell’insonnia e le varie tipologie, parleremo dei Centri del Sonno, ed infine delle soluzioni fitoterapiche e comportamentali che possono permettere un notevole miglioramento. Nel caso in cui abbiate bisogno di ulteriori chiarimenti o consigli non esitate a contattarmi privatamente o lasciando un commento su questo articolo.

A presto e buona serata

Un abbraccio

Gloria

Il nostro sonno non è uguale per tutta la sua durata ma è caratterizzato da due fasi principali: la FASE NON-REM e la FASE REM. La prima consta di 4 stadi:

  1. FASE DI ADDORMENTAMENTO: stato fra veglia e sonno leggero

  2. SONNO LEGGERO: lasciamo andare la mente e rilassiamo i muscoli

  3. SONNO PROFONDO

  4. SONNO PROFONDO EFFETTIVO: in questo stato l’organismo comincia a rigenerare le cellule e a riparare ciò che era stato danneggiato quindi è una fase importantissima per la nostra salute.

La seconda fase invece, quella REM, consta di un unico stadio in cui si fanno i sogni e questa volta a rigenerarsi è la nostra mente, che rielabora il vissuto della giornata cercando di metabolizzarlo (non a caso si dice “dormici su e domani non ci penserai più!”). L’acronimo REM sta per rapid eye movements (movimenti rapidi degli occhi) in quanto è caratterizzata da un’elevata attività cerebrale e da veloci movimenti oculari. Tant’è vero che il sonno della fase REM viene considerato PARADOSSO in quanto l’eccessiva attività neuronale è in netto contrasto con il grado di rilassamento muscolare raggiunto dal nostro corpo. La fase REM dura circa 15 minuti e si ripete ogni 2 ore circa arrivando a durare un pochino di più verso il momento del risveglio (ecco perché i sogni della mattina ce li ricordiamo maggiormente!). Durante la notte, in un sonno normale, troviamo 4-5 cicli del sonno caratterizzati dall’alternanza delle varie fasi.

Il sonno di cui necessita ognuno di noi non è uguale per tutti, esso varia in base all’età e alle condizioni. Quindi non c’è da allarmarsi se si dorme naturalmente meno delle canoniche 8 ore con cui continuamente ci hanno tartassati se poi al mattino siamo freschi e riposati come una rosa. Evidentemente il nostro organismo ha bisogno di meno ore di sonno e non c’è da pensare al fatto che forse siamo affetti da chissà quale disturbo. Di base le ore di sonno necessarie diminuiscono con l’aumentare dell’età: al neonato occorrono circa 18 ore contro 5-7 dell’anziano. Ma perché allora i neonati hanno un sonno caratterizzato da discontinuità e cicli brevi? C’è una spiegazione a tutto ciò ma prima dobbiamo vedere quali sono gli elementi che entrano in gioco nel nostro sonno.

L’EPIFISI è una piccola ghiandola endocrina situata al centro della scatola cranica, definita anche “ghiandola pineale” per la sua forma che assomiglia ad una piccola pigna. I pinealociti, cellule dell’epifisi, sono preposti alla formazione della MELATONINA regolatrice del ciclo sonno-veglia, in assenza di luce ovvero senza stimolazione dei fotorecettori retinici. Per i primi tre mesi di vita il livello di melatonina è molto basso (e con questo rispondo alla domanda soprastante) quindi i neonati hanno un sonno particolarmente frammentato. Verso i 3 anni l’epifisi completa la sua maturazione e anche la produzione della melatonina aumenta progressivamente, per poi ridursi in età adulta a seguito di una progressiva calcificazione dell’epifisi. Successivamente torneremo a parlare della melatonina in riferimento alle cure fitoterapiche.

Bene, ora vediamo cosa è l’insonnia e quali sono le sue caratteristiche. Generalmente un paziente parla di INSONNIA quando percepisce il  proprio sonno insufficiente o insoddisfacente, ma per giungere a una tale conclusione occorre tenere conto di vari parametri e caratteristiche che permettono di arrivare a una diagnosi certa e a soluzioni appropriate.

Esistono due macro-gruppi di disturbi del sonno:

  • DISSONNIE: sono dovuti ad alterazioni di ritmo, qualità e quantità del sonno come insonnia, apnee notturne e narcolessia.

  • PARASONNIE: sono caratterizzati da un evento anomalo e indesiderato durante il corso del sonno (sonnambulismo, sonniloquio, incubi, enuresi, bruxismo e sindrome delle gambe senza riposo).

Come abbiamo visto l’insonnia fa parte del primo gruppo , ma per essere ben classificata si fa riferimento ad una serie di caratteristiche, soprattutto si tiene conto di tre parametri:

  1. DURATA: varia da persona a persona e può modificarsi nel corso della vita dello stesso individuo. Vi è quella OCCASIONALE o TRANSIENTE (dura meno di una settimana e può essere dovuta a disordini ambientali o cambiamenti climatici, etc…), TRANSITORIA o ACUTA (dura meno di un mese), CRONICA (dura più di un mese e può essere causata da altre patologie).

  2. CAUSE: vi è l’INSONNIA PRIMARIA o NON ORGANICA quando il paziente non presenta cause fisiche apparenti che giustifichino lo stato insonne; INSONNIA SECONDARIA causata invece da patologie fisiche (iper-tiroidismo, arteriosclerosi per dirne alcune) o psicologiche (depressione, stress, ansia).

  3. TIPOLOGIA: l’insonnia può essere INIZIALE (si fa fatica ad addormentarsi), CENTRALE (frequenti risvegli durante il sonno), TARDIVA (ci si sveglia al mattino molto presto).

Tra poco vedremo le soluzioni fitoterapiche e comportamentali che possono portare beneficio a chi non passa le sue notti così tanto bene, ma prima vorrei parlare dei CENTRI DEL SONNO, in cui vengono studiati i casi più che altro cronici o recidivi, aggravati da altre patologie e condizioni. Generalmente lo studio delle condizioni del sonno di un individuo partono da un’accurata anamnesi medica e psichiatrica e da una registrazione di tutte le attività della persona nel corso delle 24 ore, compresi anche gli stati umorali, la stanchezza e il deficit dell’attenzione. Di solito viene richiesto l’uso di un diario del sonno da compilare anche con l’aiuto di altre persone che dormono o risiedono insieme al paziente, per registrare la totale attività notturna anche nel caso di disturbi inconsci come sonnambulismo, sonniloquio, incubi, etc… La POLISONNOGRAFIA è l’esame più completo ed è una registrazione strumentale di una notte di sonno (il paziente viene trattenuto in clinica) in cui vengono rilevate le varie fasi oniriche, la respirazione, il ritmo cardiaco, i movimenti muscolari, etc… e spesso viene utilizzata per cercare cause occulte che inficiano lo stato del sonno come le apnee notturne per esempio.

Alcuni Centri del Sonno italiani accreditati dall’AIMS (Associazione Italiana di Medicina del Sonno) si trovano a Torino, Milano, Bergamo, Genova, Bologna, Siena, Ancona, Roma, Bari, Lecce, Palermo e Messina, per citarne qualcuno. Nelle Marche, all’Ospedale Umberto I a Torrette di Ancona (reparto di Neurologia) è possibile rivolgersi ad un ambulatorio dedicato ai disturbi del sonno (probabile futuro Centro) guidato dalla bravissima Dott.ssa Laura Buratti. Per esperienza personale invito chiunque abiti in zona e necessiti di una visita o di una semplice consulenza, a rivolgersi all’ambulatorio sopra indicato.

Ora tratteremo le NORME DI IGIENE DEL SONNO, una serie di comportamenti che possono favorire fisiologicamente un buon riposo notturno. Sono facilmente applicabili, per questo molti individui sono molto scettici riguardo la loro efficacia, in realtà nella letteratura scientifica è stata documentato ben altro. In molti casi di insonnia, indipendentemente dalle cause scatenanti, la non osservanza di tali norme ha portato ad un peggioramento o addirittura alla cronicizzazione del disturbo, al contrario l’applicazione delle stesse ha dato risultati soddisfacenti quali la rimozione o l’attenuazione del problema.

Vediamo ora quali sono le norme di igiene del sonno suddividendole in base al campo di applicazione:

  • AMBIENTALI: si sconsiglia la sistemazione di apparecchi elettronici quali televisore, PC, telefono o di oggetti che richiamano stati di vegli come le scrivanie, nella stanza adibita al riposo. Questa inoltre deve essere sufficientemente buia, silenziosa e con una temperatura adeguata.

  • DIETETICHE: è noto quanto caffeina e analoghe sostanze eccitanti stimolino i centri nervosi, quindi sono da evitare in particolare nelel ore serali. Al contrario l’alcool è un sedativo, ma il suo effetto è molto breve e svanito questo il nostro organismo entra in uno stato di ipereccitabilità favorendo un sonno caratterizzato da continui risvegli. Anche la nicotina ha azione eccitante sui centri nervosi, oltre a poter favorire difficoltà respiratorie durante il sonno. Per quanto riguarda l’alimentazione, cibi ricchi in triptofano (un precursore di serotonina e melatonina) possono favorire il riposo e tra questi troviamo i carboidrati, il salmone, il tonno, le banane, la carne bianca, il latte.

  • COMPORTAMENTALI: è risaputo che devono essere evitati i sonnellini diurni, eccetto uno breve post-prandiale, soprattutto quelli dopocena a ridosso del momento del coricarsi. L’esercizio fisico e altre attività impegnative dal punto di vista intellettivo sono auspicabili nel tardo pomeriggio, ma da evitare nelle ore prima del riposo, così come … udite udite … il bagno caldo serale, in quanto è stato visto che la propensione al sonno corrisponde ad un abbassamento della temperatura che non riuscirebbe a regolarsi a ridosso del riposo. L’osservanza di orali regolari per coricarsi e alzarsi è molto importante per cercare di rispettare il nostro “orologio interno”, il complesso meccanismo neuro-ormonale di cui fanno parte alcune zone del sistema nervoso compresa la ghiandola pineale.

Le soluzioni fitoterapiche invece, partono dalle semplici ma comunque efficaci tisane, fino ad arrivare a dei veri e propri integratori. Vediamole insieme in modo che possiate scegliere ciò che fa più al caso vostro.

  • TIGLIO COMPOSTO (tisana/gocce): è un rilassante diurno e notturno del sistema neuro-vegetativo utilissimo contro ansia e stress. Se ne assume una tazza prima di coricarsi, ma nel caso di ansia diurna si può assumere una tazza anche durante la giornata. Le gocce possono essere assunte da 30-40 gocce 2-3 volte al dì lontano dai pasti. ATTENZIONE: nel caso di ipotensione può influire ulteriormente, in caso di debolezza ridurre il dosaggio o sospendere l’assunzione. 

  • MELISSA (tisana o capsule): è rilassante soprattutto del sistema gastro-intestinale ed è molto utile nei casi in cui il sonno fosse disturbato da reflussi, coliti, etc… La tisana può essere assunta anche 2 volte al giorno, di cui una prima di coricarsi; per le capsule è bene seguire il dosaggio scritto sulla confezione.

  • MELATONINA: aiuta nel regolare il sonno e per superare il disagio provocato dal jet-lag, proprio per questa sua capacità di agire sul ritmo circadiano. Si può trovare in gocce (addizionata con altre piante sinergiche) o in capsule; per l’assunzione delle gocce bisogna seguire il dosaggio sulla confezione, mentre per le capsule generalmente è di 1 al giorno prima di coricarsi. Generalmente coloro che soffrono di insonnia iniziale trovano un accorciamento dei tempi di addormentamento dopo un breve periodo di assunzione della melatonina. Essa non agisce come i farmaci ipnotici (benzodiazepine) alterando le fasi del sonno, poiché essa predispone fisiologicamente all’addormentamento senza provocare sonnolenza quasi immediata.

  • LITIO (oligoelemento): agisce sul sistema neuro-vegetativo in maniera molto tranquilla, senza provocare sonnolenza ma modulando la secrezione della serotonina e dell’adrenalina, soprattutto in quei casi in cui l’insonnia è data da sindrome premestruale o menopausa (NON ASSUMERE IN GRAVIDANZA). Si trova in pratiche fialette di vetro da bere con delle cannucce date in dotazione: 1 al mattino appena svegli e 1 prima di coricarsi. Di solito consiglio di tenerlo un pochino sotto la lingua per attivare più velocemente i recettori cerebrali.

Queste che vi ho elencato sono le soluzioni fitoterapiche più comuni, ma in caso di insonnia legata a problemi esterni (uno tra tutti la depressione) possiamo parlarne in via personale quando volete!

Come in tutte le cose che finora vi ho consigliato anche qui non poteva mancare il caro MAGNESIO CARBONATO da abbinare a una delle proposte sopra. Potete leggere i benefici di questo integratore nell’articolo cliccando qui.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo, spero di avervi aiutato nel caso in cui abbiate un pochino di problemini a dormire! Intanto ancora un abbraccio e vi auguro una buona serata.

A presto

Gloria

ALLUCE VALGO: UNA PATOLOGIA DI NOTEVOLE IMPATTO

Buonasera a tutti!

Il freddo è arrivato e in giro si respira già aria di Natale in quanto come sempre centri commerciali e negozi hanno già cominciato ad addobbare le vetrine. A me l’atmosfera natalizia piace tantissimo anche se in questo periodo mi sembra un pochino presto pensare già a regali, albero e presepe … però è comunque bella da vedere! Con il freddo per molte persone purtroppo arrivano, oltre a raffreddori e influenze, anche i primi dolori reumatici e con essi l’acuirsi di alcune patologie croniche come ernie, dolori cervicali, etc… Oggi voglio parlarvi di un disturbo non poco frequente, a volte purtroppo un po’ invalidante, che con queste temperature può tendere ad aumentare: l’alluce valgo. In famiglia ne soffre il mio papà e ho conosciuto persone che col tempo sono ricorse alla soluzione chirurgica. L’intervento è però fattibile da un certo livello in poi, anche se il dolore può pervenire anche ai primi stadi della patologia. Per alleviare i fastidiosi sintomi dati dall’alluce valgo esistono dei metodi naturali, sia ad uso interno che locale, che apportano notevoli benefici soprattutto in questo periodo in cui si è costretti ad indossare le calzature chiuse.

Ma ora passiamo a parlare dell’argomento nel dettaglio! Vi auguro una buona lettura e una buona serata!

A presto e un abbraccio

Gloria

L’ALLUCE VALGO è una deformazione del primo dito del piede, l’alluce appunto, che devia lateralmente verso le altre dita comportando una contemporanea sporgenza del primo osso del metatarso (chiamata comunemente “cipolla”).

alluce-valgo

Le cause potrebbero essere varie: gotta, metabolismo lento, dieta povera di nutrienti, infezioni reumatiche o calzature scomode. Sta di fatto che l’impatto sulla vita delle persone colpite da questa patologia non è affatto semplice in quanto i disagi vanno dall’aspetto poco estetico del piede alla ricerca di calzature adatte, per non parlare dei dolori articolari associati.

Dal punto di vista psicosomatico l’alluce valgo è associato a quelle persone che mettono da parte se stesse e le loro aspirazioni per non deludere le aspettative altrui o per soddisfarne le aspirazioni. Il collegamento con la colonna vertebrale a volte è palese, in quanto tanto più essa si curva lateralmente o in avanti (a causa anche della frustrazione interiore) tanto più si accentua l’alluce valgo. In riflessologia plantare infatti lungo il bordo del piede ritroviamo la zona riflessa della colonna vertebrale e a volte può essere solo uno stato di tensione della colonna a livello delle vertebre dorsali a far comparire la curvatura dell’alluce.

Oltre a un’alimentazione abbastanza povera e leggera che non vada ad appesantire la circolazione venoso-linfatica e il drenaggio, i rimedi naturali che si possono applicare o assumere sono i seguenti:

  • PEDILUVIO CON OLI ESSENZIALI: da eseguire 3 volte al giorno per una settimana nei casi acuti; 1 volta al giorno per 15 giorni come prevenzione. Gli oli essenziali da utilizzare sono: ROSMARINO (contro affaticamento e dolori muscolari), PINO (antisettico) e MENTA (rinfrescante); 5 gocce di ogni olio in un contenitore con acqua tiepida.

  • MASSAGGI CON BURRO DI KARITE’: utilissimo anche per un impacco emolliente che consenta alla pelle di non tirare e screpolarsi, da utilizzare tutte le volte che si vuole o se ne senta la necessità.

  • IMPACCHI CON GEL DI ALOE: antinfiammatorio e idratante, da utilizzare soprattutto la sera prima di addormentarsi infilando poi un calzino di cotone. Nei casi acuti è possibile metterlo anche 3 volte al giorno o più.

  • ARTIGLIO DEL DIAVOLO: è uno tra i migliori antinfiammatori e analgesici e in questo caso lo consiglio per uso interno. Lo potete trovare o in capsule o in tintura madre. Seguite le indicazioni riportate sulla confezione che acquistate e fate un ciclo di due settimane, interrompete una settimana e ripetete.

  • SPIREA ULMARIA: da assumere insieme al rimedio precedente per le sue proprietà antinfiammatorie e diuretiche. Si trova in capsule da assumere secondo le indicazioni della confezione per la stessa durata dell’artiglio del diavolo. NON ASSUMERE IN CASO DI ANTICOAGULANTI O DI IPERSENSIBILITA’ ALL’ACIDO ACETIL-SALICILICO (se siete sensibili all’aspirina per esempio).

  • TISANA ALLA BETULLA: drenante, diuretica e riattiva la circolazione; assumere una al giorno per 10 gg, sospendere una settimana e ripetere.

Con questi rimedi, se state aspettando di fare l’intervento o vi trovate in uno stadio iniziale ma doloroso/fastidioso, riuscirete a percepire abbastanza benefici, la “cipolla” si sgonfierà e anche a livello estetico il povero piede sarà più accettabile.

Spero di avervi dato delle valide dritte e con questo vi saluto e vi aspetto al prossimo articolo!

Di nuovo buona serata!

Gloria

LA CISTITE: UN DISTURBO DA NON SOTTOVALUTARE

Buongiorno a tutti!

Questa mattina mi ritrovo un pochino spaventata, un po’ in ansia, come credo la maggior parte di voi, a causa delle forti scosse di terremoto che si sono verificate ieri. Dimostrazione ulteriore di come di fronte alla potenza della Natura siamo davvero piccoli piccoli e al di là della sensazione spiacevole e fastidiosa che si avverte in certe occasioni, l’importante è avere sempre la sicurezza che gli edifici dove risiediamo siano a norma per sopportare la forza a cui sono sottoposti. Spesso il numero delle vittime purtroppo (che in questo caso è limitato a un signore deceduto poverino a causa di un infarto e a pochi feriti non gravi) è dato dal crollo degli edifici che successivamente vengono riconosciuti non antisismici o con restauri necessari da tempo. Spero tutto vada per il meglio e auguro a tutti di ritrovare la serenità e di non perdere la speranza. Abbraccio tutti soprattutto i bambini che sicuramente, come anche il mio, si saranno altamente spaventati.

Oggi voglio scrivere della cistite, un disturbo prevalentemente femminile che consiste in una più o meno forte infiammazione delle vie urinarie provocata da vari fattori che poi andremo a vedere nel dettaglio. I sintomi della cistite sono un continuo bisogno di urinare (bisogno spesso molto più grande rispetto alla quantità di urina effettivamente rilasciata) accompagnato da bruciori o dolori durante la minzione e a volte anche da sanguinamento. Non è un disturbo da sottovalutare sia per i fastidi che comporta sia perché come tutte le infiammazioni potrebbe estendersi al resto dell’apparato urinario andando a compromettere le alte vie urinarie compresi i reni con febbre.

Ma vediamo ora nel dettaglio il tutto e per qualunque informazione in più non esitate a contattarmi, sono sempre a vostra disposizione.

Buona lettura e buona giornata!

A presto

Gloria

La cistite è generalmente provocata da un’alterazione della flora batterica intestinale, a causa della quale i batteri nocivi passano dall’intestino all’uretra e risalgono fino alla vescica dando il via alla colonizzazione. Come dicevo prima è una malattia tipicamente femminile e il motivo per cui colpisce più le donne che gli uomini è prettamente fisiologico: nelle donne infatti l’uretra è molto più corta rispetto a quella maschile, quindi i batteri nocivi compiono meno strada per arrivare in alto. Talvolta può essere anche un’infezione da Candida trascurata che può colonizzare le vie urinarie. Altra aggravante è il fatto che l’apparato genito-urinario, a livello psico-somatico, è proprio il “luogo” in cui noi femminucce scarichiamo molte tensioni, non ci facciamo apposta, è una cosa frequente e a questo proposito è stato visto che agire anche sul piano emotivo porta notevoli ulteriori benefici.

Prima di passare a definire la terapia che di solito consiglio nei casi di cistite, voglio elencare alcune elementari norme igieniche e intime, per nulla banali anzi preventive ed efficaci (tratte dal sito www.mednat.org):

  • FARE SEMPRE PIPI’ PRIMA DI UN RAPPORTO SESSUALE: dopo il rapporto vi è infatti una momentanea distorsione delle pareti dell’uretra con il rischio che una parte di urina rientri trascinando con sé i batteri.

  • BERE ALMENO UN LITRO E MEZZO DI ACQUA AL GIORNO: diluisce l’urina ed evita il ripresentarsi dell’infiammazione.

  • NON TRATTENERE LA PIPI’ A LUNGO: evita eccessive concentrazioni di batteri.

  • NON INDOSSARE INDUMENTI TROPPO STRETTI: impediscono aerazione e avvicinano pericolosamente uretra e genitali.

  • NON EFFETTUARE TROPPE LAVANDE INTIME: utilizzare un detergente naturale a pH neutro e ricordarsi di lavarsi sempre da davanti a dietro per non contaminare i genitali con i germi intestinali.

  • EVITARE IL PIU’ POSSIBILE GLI ASSORBENTI INTERNI: favoriscono le infezioni batteriche.

  • CERCARE DI MANTENERE LA REGOLARITA’ INTESTINALE

Ma veniamo ora ai prodotti da poter assumere in caso di cistite. Come ho detto precedentemente i fronti su cui di solito consiglio di agire sono tre:

  1. RIPRISTINO E SALVAGUARDIA DELLA MICROFLORA BATTERICA: magnesio carbonato e fermenti lattici (sempre senza lattosio). Assumere un cucchiaino da the in plastica raso di polvere di magnesio in 1/2 litro di acqua a temperatura ambiente da bere durante il giorno; ciò distende il colon permettendo una migliore respirazione e vitalità della microflora esistente. Nel caso di stitichezza è possibile aumentare i cucchiaini di magnesio fino a 4 e poi ridurli quando il colon si è abbastanza rilassato da rilasciare tranquillamente le feci. Per i fermenti lattici di solito consiglio il formato in flaconcini con la posologia di 2 al giorno per 4 giorni e poi 1 al giorno per altri 10 giorni (sempre lontano dai pasti o al mattino a digiuno).

  2. TERAPIA ANTIBIOTICA NATURALE: la più efficace che abbia mai riscontrato è quella a base di semi di pompelmo. Per effettuare la cura con questo prodotto NON bisogna assolutamente assumere antibiotici di sintesi, per evitare pericolose interazioni. L’antibiotico naturale, al contrario di quello farmacologico, non altera ulteriormente le difese immunitarie e consente di eliminare i batteri nocivi proteggendo quelli buoni. Assumere 30 gocce/3 volte al giorno per 4 giorni e poi scalare di 10 gocce ogni 4 giorni fino a mantenere un minimo di 10 gocce per altri 15 giorni (prima dei pasti e diluite in un pochino di acqua).

  3. TRATTAMENTO DEL FATTORE EMOTIVO: parlando con le persone e lasciando che siano loro a rivelare ciò che più le opprime, soprattutto le donne in questo caso, riesco a vedere come la cistite sia spesso collegata a una situazione interiore in disequilibrio o a qualcosa che vorrebbero cambiare ma non possono. A volte può trattarsi di un difficile rapporto col partner, anche a livello sessuale, oppure di un turbolento rapporto con i figli a seguito del quale la nostra parte fisica più “materna” ne risente parecchio, o anche una particolarità di carattere che tende a immagazzinare qualunque cosa anche ciò che più le danneggia. A questo proposito oltre a consigliare di far uscire ciò che si prova evitando di reprimere queste emozioni negative, aggiungo ai restanti prodotti anche qualcosa che calmi il sistema nervoso in maniera naturale, di sottofondo, permettendo alla persona di vivere in maniera più lucida e distaccata tali sensazioni e di scegliere il giusto rimedio per se stessa. Sto parlando dell’oligoemento Litio, si trova in fialette da assumere con delle piccole cannucce in dotazione e da tenere alcuni secondi sotto la lingua prima di ingoiarle. Assumere una fialetta al giorno al mattino appena svegli (nei casi di insonnia o sonno turbolento assumere un’altra fialetta la sera prima di coricarsi) fino alla fine della scatola. Ripetere con un’altra confezione 8dis olito sono 20 fialette ciascuna).

Esistono anche alcuni rimedi casalinghi da associare a questi ultimi che ho elencato che potete tranquillamente preparare.

DECOTTO DI MALVA: mettere 50 g di malva a bollire per 10 minuti in un litro di acqua e bere 2 tazze al giorno lontano dai pasti.

MIRTILLI: mangiare mirtilli e bere un bicchiere di succo (possibilmente fatto in casa o 100% naturale) al giorno.

ZUPPA DI CAROTE E PORRI: favoriscono la diuresi.

Ecco qua anche con questo articolo siete arrivati alla fine! Spero di aver soddisfatto le vostre esigenze e in caso contrario vi prego di contattarmi affinché possa sempre migliorarmi.

Grazie e ancora buona giornata!

Gloria

 

 

 

CELLULITE: NON E’ SOLO UN PROBLEMA ESTETICO!

Buongiorno a tutti e bentrovati!

L’articolo di oggi mi è stato chiesto da una persona a me molto cara, di cui sento sempre il supporto e l’approvazione e per questo la ringrazio molto e le auguro, come a tutti voi, una buona lettura!

Il tema della CELLULITE ricorre spesso tra il genere femminile, in cui si discute su prodotti miracolosi, fanghi risolutori, dieta, etc… ma spesso si rischia di non centrare il vero problema, concentrandosi su fattori conseguenziali piuttosto che sulle cause determinanti. Come tutti i problemi apparentemente estetici, in realtà anche la cellulite nasconde un profondo disturbo microcircolatorio ed è il risultato finale di parecchie concause. Innanzitutto un’alimentazione troppo ricca di grassi animali, dolci, alcolici e, d’altra parte, povera di fibre e di sostanze antiossidanti come le vitamine A, C ed E, costituisce un elemento squilibrante primario. Questo perché? Perché da esso deriva un rallentamento di tutto il nostro organismo, prevalentemente degli apparati digerente, linfatico e circolatorio.

Vediamo ora nello specifico come poter ridurre o annullare questo inestetismo così fastidioso, ma soprattutto ritrovare un giovamento duraturo nel tempo in tutto il nostro corpo.

Buona giornata e buona lettura!

Un abbraccio

Gloria

Innanzitutto a volte le definizioni di “cellulite” e “ritenzione idrica” vengono sovrapposte o usate impropriamente l’una al posto dell’altra, quindi è bene fare chiarezza sulla questione per evitare di incappare in errori di trattamento. La RITENZIONE IDRICA è un disequilibrio del bilancio idrico del corpo (il rapporto tra l’acqua trattenuta e l’acqua rilasciata) e il conseguente accumulo anormale di acqua nel sistema linfatico (l’apparato che circonda tutte le nostre cellule). Tale accumulo di acqua comporta un distanziamento tra le singole cellule provocando gonfiori (edemi) sottocutanei e disturbi microcircolatori. La CELLULITE è una fase avanzata della ritenzione idrica in quanto intimamente connessa ad essa. A seguito di una prima fase di accumulo di liquidi e di tossine con rallentamento della circolazione venoso-linfatica e formazione di edemi diffusi, vi sarà il distanziamento delle cellule adipose che invece di svolgere al meglio la loro funzione rimarranno imprigionate  in questa stasi cronica. Nel caso in cui non vengano presi i dovuti accorgimenti, il problema fisico comincerà a divenire un vero e proprio inestetismo cominciando da un pelle sempre più opaca e anelastica, capillari molto fragili e a rischio di facile rottura con aumento dell’accumulo tossinico che porta a una stasi importante di tutto il sistema. Le fibre di collagene tendono a indurirsi provocando la cosiddetta “PELLE A BUCCIA D’ARANCIA” che potrebbe peggiorare in formazioni grassose nodulari, la cosiddetta “PELLE A MATERASSO”. Mantenere ben efficienti gli organi emuntori, adottare un corretto stili di vita e una sana dieta alimentare, sono metodi efficaci per prevenire o alleviare, in base al grado di gravità, questo vero e proprio problema.

N.B: spesso in molte erboristerie la prima cosa che consigliano se vi presentate con il problema della cellulite è un drenante completo e una crema o un fango “miracolosi”. ATTENZIONE! L’assunzione di un drenante senza aver effettuato prima o nel mentre una efficace depurazione può portare solo ad una smobilitazione delle tossine, senza una effettiva eliminazione. Questo comporta la presenza di scorie circolanti  nel nostro organismo che possono causare stanchezza eccessiva, insonnia, umore altalenante, fame nervosa, etc … Inoltre verrebbe eccessivamente sovraccaricato l’apparato renale con eccessiva perdita di sali minerali.

L’accumulo di liquidi comporta, come abbiamo detto precedentemente, un ristagno tossinico che va primariamente trattato con adeguati depurativi. Inoltre alla base generalmente di questi problemi ci sta anche un sistema intestinale rallentato o irregolare, che non riesce a ripartire adeguatamente le sostanze all’interno del nostro corpo portando a un blocco circolatorio e linfatico. Da ultimo e dal punto di vista psicosomatico, la ritenzione idrica fa parte di quei disturbi dovuti al “trattenere le emozioni”, all’incamerare le nostre sensazioni barricandoci dietro un muro o una maschera evitando di lasciarle uscire, come se chiudessimo il rubinetto!

Per questi motivi sopraelencati ora vi voglio illustrare come, nella mia esperienza, ho avuto modo di trattare il problema della cellulite con notevoli risultati e soddisfazione delle persone interessate.

Elencherò dapprima  i rimedi fitoterapici per poi passare a quelli alimentari e alle corrette abitudine legate alla dieta.

  1. Cominciare con una depurazione con  ALOE+NONI supportata da FERMENTI LATTICI (senza lattosio) e MAGNESIO CARBONATO. La confezione dei fermenti lattici va terminata e ripetuta successivamente seguendo le indicazioni sottostanti, mentre il magnesio va mantenuto tranquillamente senza problemi. Il depurativo scelto invece va terminato completamente nella dose di 3 misurini al giorno: 1 al mattino appena svegli, 1 prima di pranzo e 1 prima di coricarsi.

  2. Terminata la fase depurativa si passa a lavorare con drenante e riparatori del microcircolo attraverso TINTURA MADRE o MACERATO GLICERICO DI BETULLA (drenante) + TINTURA MADRE o CAPSULE DI CENTELLA ASIATICA (migliora la circolazione). Una TISANA DI EQUISETO al giorno può aiutare come ulteriore depurativo, drenante e diuretico. Questi rimedi vanno ripetuti per due cicli al massimo dosaggio elencato sulle confezioni in base alla ditta produttrice e per un ciclo al minimo dosaggio. L’abbinamento con i FERMENTI LATTICI è fortemente consigliato, così come il mantenimento dell’assunzione giornaliera di magnesio carbonato.

  3. Questi rimedi sono adatti per tutti, ad eccezione di coloro che assumono già diuretici di sintesi o ipotensivi o particolari farmaci, motivo per cui consiglio di sentire il pare del proprio medico curante. Chi soffre di tiroide e assume EUTIROX in questi rimedi non trova nessun elemento che possa andare ad interferire con il dosaggio del farmaco poiché non vi è fucoxantina.

  4. Chi non soffre di tiroide può assumere, al posto di betulla e centella asiatica, ANANAS IN TAVOLETTE + ALGA FUCUS IN GOCCE + PILOSELLA IN GOCCE. Svolgono una potente azione brucia-grassi e diuretica ma vanno ad accelerare (soprattutto il fucus) le funzioni tiroidee.

Vediamo ora i rimedi alimentari e la dieta da attuare.

  1. RIDURRE I CARBOIODRATI, poiché una loro eccessiva assunzione porta a una notevole ritenzione di sodio nei tessuti e ciò affatica l’attività renale compromettendo la diuresi.

  2. RIDURRE DRASTICAMENTE IL SALE NEGLI ALIMENTI, PREFERENDO QUELLI RICCHI DI POTASSIO.

  3. RIDURRE L’ASSUNZIONE DI CARNE E DARE PRECEDENZA A LEGUMI E VERDURE, alimenti che riequilibrano il pH basico del nostro corpo essendo altamente alcalinizzanti (anche il magnesio contribuisce a questa funzione).

  4. BERE MOLTO OGNI GIORNO E LONTANO DAI PASTI.

  5. TROVARE 1/4 D’ORA – 20 MINUTI AL GIORNO PER FARE DEL MOVIMENTO FISICO (anche una passeggiata veloce va benissimo).

  6. ALIMENTI CONSIGLIATI: carciofi (depurativi epatici), CIPOLLE (drenanti e depurative), CEREALI INTEGRALI (corretta defecazione ed eliminazione delle scorie).

Creme e fanghi sono consigliati per essere abbinati a tutti i trattamenti sopraelencati (attenzione ai prodotti che contengono Fucus per chi soffre di tiroide) ma da soli, come avete potuto vedere, vanno solo a rendere la pelle più tonica senza risolvere il problema alla radice.

Ed eccoci arrivati alla fine di questa, spero piacevole e scorrevole, lettura! Per  qualunque cosa sono a disposizione!

Intanto vi saluto e vi auguro una buona giornata!

A presto

Gloria

LA CANDIDA ALBICANS: UN PROBLEMA MOLTO FREQUENTE.

Buongiorno a tutti!

E’ da un po’ che non riesco a scrivere, complice il poco tempo tra bimbo piccolo e visite per un “fagioletto/a” in arrivo! Ebbene sì tra qualche mese diventerò mamma-bis! Ma non voglio rinunciare al mio piacevole appuntamento con il pc per scrivere articoli che elaboro mentalmente durante la settimana, non vedendo l’ora di scriverli! Oggi voglio parlare della Candida, un problema che affligge molte donne, anche giovani o in gravidanza, che spesso si cerca di curare con antibiotici o farmaci di sintesi che in realtà, nella maggiorparte dei casi, vanno ad aggravare la situazione. Ma vediamo ora nello specifico questa patologia per cercare di capirne le cause e i rimedi, talvolta non presi in considerazione perché banali o naturali.

Vi auguro una buona lettura e una buona giornata!

A presto

Gloria

candida-2

La Candida Albicans è un microrganismo presente abitualmente nelle mucose che rivestono la superficie interna del tratto digestivo, respiratorio e delle vie uro-genitali. Normalmente non crea problemi, ma ci sono particolari condizioni che possono trasformare questo fungo in forme più aggressive e fastidiose. Tra le principali cause in grado di scatenare la Candida vi sono:

  • RIPETUTI TRATTAMENTI ANTIBIOTICI

  • TERAPIE IMMUNOSOPPRESSIVE (ad esempio quelle per artrite reumatoide, malattie immunitarie, etc…)

  • TERAPIE CORTISONICHE

  • DIABETE MELLITO

  • USO DELLA PILLOLA ANTICONCEZIONALE

  • DIETE SQUILIBRATE RICCHE DI ZUCCHERI RAFFINATI E POVERE DI SOSTANZE COADIUVANTI IL SISTEMA IMMUNITARIO (vitamina A, Beta-Carotene, Zinco, etc…)

Come potete notare alla base di tutto ci sta il disequilibrio del sistema immunitario che permette la trasformazione e la moltiplicazione della Candida stessa in forme più patogene e pericolose. E’ di estrema importanza per coloro già affetti da malattie croniche che prendono cortisonici o immunosoppressori, agire anche nell’arginare gli effetti della Candida, in quanto molti sintomi possono sovrapporsi a quelli della malattia già presente.

Ma come avviene la colonizzazione della Candida?

La Candida è, come dicevamo, presente nella totalità delle persone a livello intestinale e tramite i batteri della flora è mantenuto nella forma di lievito innocua. Ma una alterazione o carenza della flora batterica intestinale provoca la conversione della Candida da lievito a fungo, una forma patogena e aggressiva. Nel momento stesso in cui la flora batterica viene distrutta, la Candida inizia a invadere i tessuti e a causare l’infezione.

Sia in caso di infezione che di leggera intolleranza è necessario riportare la Candida alla sua forma innocua, agendo con una dieta appropriata e integrando con sostanze che attaccano la Candida regolando la flora batterica e stimolando il sistema immunitario. Nel caso di persone che soffrono di colon irritabile (vedi articolo) la Candida può manifestarsi in maniera più frequente o comunque essere sempre in agguato, a questo scopo è bene seguire una dieta povera di carboidrati, dolci, formaggi, alcool, lieviti e latticini. Non a caso quando si ha la Candida, siamo richiamati proprio da dolci, carboidrati e lieviti. PERCHE’ SECONDO VOI? Perché il fungo legandosi ai tessuti riesce a mandare messaggi al cervello attraverso le cellule neuronali su ciò di cui ha più bisogno per nutrirsi.

A scopo preventivo è bene assumere una dieta prevalentemente alcalina con frutta e verdura a volontà, poche proteine animali e pochi carboidrati, zuccheri e lieviti.

Un altra causa della Candida, collegata in maniera evidente alle altre, è lo stress. Esso, tramite anche la non rara fame nervosa correlata, va ad alterare il normale equilibrio intestinale portando alle conseguenze che abbiamo sopra elencato.

Quali sono i rimedi che possiamo integrare alla dieta corretta?

La terapia naturale che consiglio per il trattamento della Candida consiste di 5 prodotti:

  1. ESTRATTO DI SEMI DI POMPELMO IN GOCCE (vedi articolo)

  2. MAGNESIO CARBONATO 

  3. OLIGOELEMENTO LITIO

  4. DETERGENTE INTIMO CON TEA TREE OIL

  5. FERMENTI LATTICI (senza lattosio)

L’estratto di semi di pompelmo agisce da antimicotico, è molto efficace e non compromette la microflora intestinale; il magnesio e i fermenti riequilibrano la flora batterica consentendo la distensione del colon e la respirazione dei batteri “buoni”. Inoltre il magnesio, assieme all’oligoelemento Litio contribuiscono a mantenere basso il livello di stress portando al rilassamento della persona. Il detergente con tea tree oil consente una ottima detersione antibatterica e antimicotica a livello delle mucose vaginali esterne. Già nel giro di 3-4 giorni i sintomi cominceranno a diminuire fino a scomparire nell’arco di una settimana, dieci giorni massimo.

N.B: controllare la posologia sulla confezione del prodotto che assumete, essa varia a seconda della ditta produttrice.

Di norma consiglio:

  • 3 VOLTE AL GIORNO I SEMI DI POMPELMO (DA 15 A 25 GOCCE) PRIMA DEI PASTI

  • UN MISURINO O UNA BUSTINA DI MAGNESIO IN 1/2 LITRO DI ACQUA DA BERE DURANTE IL GIORNO

  • 2 FIALETTE DI OLIGOELEMENTO LITIO DA ASSUMERE AL MATTINO APPENA SVEGLI E LA SERA PRIMA DI DORMIRE

  • 1 FIALETTA DI FERMENTI LATTICI PRIMA DI COLAZIONE DOPO I SEMI DI POMPELMO

  • DETERGENTE INTIMO: TUTTE LE VOLTE IN CUI SE NE HA BISOGNO

Ecco qua, nel caso mi sia dimenticata qualche situazione particolare di cui avete piacere di parlarmi non esitate a contattarmi in privato!

Ancora buona giornata e a presto!
Gloria

 

 

E’ ORA DI DEPURARSI! VEDIAMO PERCHE’ E COME.

depurazione

Buongiorno a tutti!

Come avevo già anticipato nella pagina Facebook del sito ci sarebbe stato un articolo sulla depurazione … ed eccolo qua! Chi mi conosce sia lavorativamente che non, sa benissimo quanto io tenga alla disintossicazione del corpo in questo periodo, per me ormai è diventato un rituale che ripeto a fine estate e a inizio primavera. PERCHE’? Perché il cambio di stagione porta all’organismo uno stress dovuto al cambiamento sia del clima che dei ritmi biologici della persona (cambiano momentaneamente anche i ritmi circadiani, quindi si è sottoposti a momenti di stress dovuti anche all’alterazione del sonno). I nostri organi emuntori, poi li vedremo nello specifico, hanno bisogno di eliminare le tossine accumulate per poter svolgere al meglio le loro funzioni e affrontare la nuova stagione, quindi non esitiamo a fare questa pulizia profonda affidandoci sia all’alimentazione ma anche a dei rimedi naturali mirati.

Non voglio aggiungere altro, ma vi lascio alla lettura dell’articolo e per qualunque chiarimento non esitate a contattarmi!

Buona giornata e a presto!

Gloria

Generalmente la medicina tradizionale non offre abbastanza soluzioni per procedere alla DEPURAZIONE CORPOREA, considerando anche il fatto che spesso sono gli stessi farmaci di sintesi a rendere necessaria un’operazione del genere. La disintossicazione è molto importante perché spesso la causa delle malattie è l’accumulo di tossine nel nostro corpo. Esse possono arrivare sia attraverso l’alimentazione, l’aria che respiriamo e i farmaci, come dicevo prima, ma anche attraverso lo stress psico-fisico. A questo proposito la depurazione deve avvenire sia a livello organico che mentale, in quanto come ben si sa, le due realtà non sono imprescindibili l’una dall’altra.

Gli organi emuntori sono deputati all’eliminazione dei cataboliti, ovvero le tossine che derivano dalle sostanze di scarto cellulare e metabolico. Essi sono:

  • FEGATO: trasforma qualunque tossina che passi nel nostro corpo, riempiendosi di scorie

  • PELLE: il nostro corpo cerca sempre di allontanare le tossine dagli organi principali come cuore, reni, cervello, cercando di limitarle alla periferia. Attraverso il sudore il nostro organismo cerca di eliminare le scorie che spesso si depositano a livello epidermico originando dermatiti, pruriti, allergie cutanee,…

  • SISTEMA LINFATICO: è il raccoglitore degli scarti cellulari, che attraverso la linfa vengono convogliati nel flusso sanguigno e portati agli altri organi emuntori per l’eliminazione.

  • RENI: raccolgono e filtrano le scorie contenute nel sangue eliminandole attraverso le urine.

  • INTESTINO: è uno degli organi emuntori primari, punto di arrivo della maggior parte delle tossine, sensibile molto spesso a un eccessivo accumulo di scorie che lo porta a reagire con stipsi, diarrea e stitichezza.

Le tossine a loro volta sono di due tipi a seconda della loro provenienza:

  • ENDOGENE: provengono da funghi, scarti cellulari, tessuti e batteri

  • ESOGENE: provengono dall’esterno come coloranti, ingredienti di sintesi, conservanti, smog, etc…

In una persona sana il processo depurativo avviene normalmente a seguito degli organi emuntori (non eccessivamente sovraccaricati) in due fasi:

  1. ATTIVAZIONE DEGLI ORGANI EMUNTORI: le tossine vengono bio-trasformate in una forma adatta a poter essere eliminata

  2. ELIMINAZIONE DELLE TOSSINE: attraverso la diuresi e il sistema linfatico

Ma in una persona che per esempio assume costantemente farmaci, oppure sottoposta a stress o che intraprende una alimentazione errata, gli organi emuntori saranno sicuramente intasati e sovraccaricati da non riuscire a svolgere pienamente le loro funzioni di “pulizia”. In queste condizioni anche il semplice cambio di stagione può diventare difficile da superare, portando a un abbassamento del sistema immunitario rendendolo vulnerabile all’attacco di virus e batteri.

Inoltre una delle fasi maggiormente depurative per il nostro corpo, è il riposo notturno che come dicevamo prima in questo periodo può essere alterato da stati di insonnia momentanea, quindi vedete come ci sono tutti i fattori per dover intraprendere una “terapia” disintossicante.

Alla fase di depurazione segue il DRENAGGIO, che normalmente è un sistema fisiologico ma che in questo caso viene aiutato da specifici prodotti per eliminare dall’organismo i fluidi tossici contenuti al suo interno.

Prima di passare ai prodotti che possono aiutarci in questo processo vediamo cosa può fare l’alimentazione per noi. Non ci rendiamo conto quanto integrare con un determinato alimento possa portare a benefici enormi, gratuitamente e senza dosi specifiche (non a caso una delle nuove scuole di pensiero è proprio la NUTRACEUTICA, ovvero lo studio di come gli alimenti possano curare molti disturbi). Ad ogni modo l’abbinamento delle sottostanti indicazioni con l’assunzione degli integratori non è dannoso, anzi andrebbe a rafforzarne l’efficacia.

Innanzitutto l’assunzione di 1,5-2 litri di acqua al giorno è buona cosa, poiché l’acqua permette di scindere le molecole aumentando la velocità di trasporto dei cataboliti verso il sistema linfatico e urinario. L’importante è bere prevalentemente lontano dai pasti e non solo quando si avverte il senso di sete, in quel caso il nostro corpo è già da un po’ che ha bisogno di acqua. Inoltre limitare le proteine animali porta a un minor sovraccarico dell’organismo, incentivando l’elaborazione di sostanze benefiche provenienti da frutta e verdura prevalentemente crude e di varie tipologie (ricordatevi sempre che ad ogni colore corrisponde una proprietà diversa). Ogni tanto sarebbe bene concedere al nostro corpo alcuni giorni di “digiuno”, nel senso di evitare di abbuffarsi dando la precedenza ad una dieta sobria preferendo frutta, verdura e liquidi.

Ma veniamo ora ai vari integratori. Io ne consiglio vari a seconda della persona e in base al fatto che si tratti di una depurazione generale o specifica per un determinato organo emuntore. Ora cercherò di essere il più dettagliata possibile nel consigliarvi la scelta di uno o dell’altro, ma vi ricordo di contattarmi nel caso non siate sicuri se sia l’integratore giusto per voi o meno.

Come integratori di base, cioè da assumere in abbinamento a qualunque altro prodotto e non specifici per un problema particolare, consiglio sempre il MAGNESIO CARBONATO e i FERMENTI LATTICI. Oltre ai benefici apportati che ho descritto dettagliatamente in un precedente articolo (vedi articolo anche per le dosi), essi sono fondamentali quando si decide di intraprendere una depurazione. Il magnesio interviene in moltissime reazioni metaboliche dell’organismo e in maniera laterale contribuisce alla pulizia intestinale, ma anche delle vie circolatorie, che come abbiamo detto sono coinvolte nell’eliminazione delle tossine. I fermenti lattici sostengono l’intestino e anche il sistema immunitario nell’affrontare l’inizio della depurazione, la quale comporta spesso un dispendio energetico dell’organismo nonché un leggero disequilibrio iniziale. Ciò è dato dal fatto che le tossine uccise vanno in putrefazione e finchè non vengono eliminate dal drenaggio continuano a rilasciare gas tossici che vanno a peggiorare lo stato di contaminazione dell’organismo. Andando avanti con la depurazione tutto va ad affievolirsi fino a scomparire.

Io di solito faccio riferimento a pochi integratori per la depurazione, ce ne sarebbero tanti altri, ma nella mia modesta esperienza ho avuto modo di verificare la vera efficacia di questi che sto per elencarvi.

CLORELLA: è un alga verde altamente ricca di clorofilla, in grado di eliminare l’alcool dal fegato, i metalli pesanti e i pesticidi dall’organismo. Una clorella ben bilanciata è tollerata dalla stragrande maggioranza delle persone, per questo è sempre bene affidarsi a prodotti certificati e garantiti. L’intolleranza eventuale è data dalla grande potenzialità di questo integratore e dai sintomi iniziali che può apportare. E’ assolutamente necessario abbinare un drenante dopo l’assunzione poiché potrebbe accadere che la tossina venga solamente smobilitata all’interno dell’organismo ma non espulsa. Come drenante è molto efficace la LINFA DI BETULLA, singola o associata ad altre piante come la VERGA D’ORO o l’ORTHOSIPHON.

Questi prossimi 5 integratori (specifici per la depurazione del fegato) possono essere assunti singolarmente o a gruppi di 3 a seconda delle esigenze. Se avete difficoltà digestive, pelle spenta e opaca, dolore alla parte destra dell’addome, molto probabilmente si tratta di una leggera infiammazione del fegato e questi integratori possono esservi di aiuto.

  • TARASSACO: stimola la diuresi e la funzione intestinale, contribuendo ad eliminare le tossine. 
  • CARCIOFO: stimola le funzioni renali, favorendo l’eliminazione delle tossine. E’ utile anche per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e trigliceridi. Esso ha anche una funzione antitossica e protegge il fegato dai danni dell’alcol. 
  • CARDO MARIANO: è un potente depurativo anche nel caso di intossicazione da parte di qualche alimento.
  • BARDANA: depurativa del sangue con effetti visibili sulla pelle affetta da acne e foruncoli.
  • ORTICA: depurativa e remineralizzante.

ALOE: antinfiammatoria e  depurativa generica del corpo, agisce anche sulle cellule neuronali dove spesso si depositano le tossine causate da stress che portano mal di testa e nevralgie (vedi articolo)

NONI: esaltatore del sistema immunitario oltre che ottimo depurativo e antitumorale, completo di vitamine, sali minerali e aminoacidi è un valido aiuto anche contro lo stress (vedi articolo)

Questi ultimi due prodotti li potete trovare anche abbinati (controllate sempre le proprietà di entrambe le piante nell’etichetta della confezione).

Come drenante più efficace consiglio sempre di base la linfa di betulla, già sopracitata, sola o abbinata ad altre piante con la stessa funzione.

Bene, mi sembra di non aver dimenticato nulla, rinnovo il mio invito a contattarmi per qualunque cosa e vi lascio a un ottimo pomeriggio!

A presto

Gloria

 


L’ESTRATTO DI SEMI DI POMPELMO

Buongiorno a tutti e ben trovati! Dopo un periodo di vacanza eccomi di nuovo qua!

Come prima cosa vorrei dire qualcosa a proposito della tragedia avvenuta a seguito del terremoto nel Centro Italia e vorrei rivolgere i miei pensieri a tutte le vittime e ai loro familiari e amici. Non ci sono parole per descrivere ciò che è avvenuto, l’unica cosa da tenere è un rispettoso silenzio per tutti coloro che non ci sono più e per coloro che al momento soffrono tantissimo. Non credo che ora le recriminazioni, le accuse e soprattutto le notizie infondate siano di aiuto. Ho visitato quei posti varie volte, zone in cui si respira la tradizione, l’attaccamento alla propria terra, il valore delle piccole cose … vederli ora un cumulo di macerie … non sembra possibile. Si dice che un pensiero condiviso da tutti può assumere una propria corporeità e forma … pensiamo ora il meglio per le persone sopravvissute, per i bambini e gli anziani … forse qualcosa di buono nel nostro piccolo, al di là delle donazioni e degli aiuti, possiamo fare. Un abbraccio a tutti coloro che vivono nelle tendopoli … e che la notte sia sempre meno fredda.

Gloria

Oggi vorrei parlarvi dell’estratto di semi di pompelmo, un antimicrobico ad ampio spettro e non tossico sintetizzato a partire dai semi e, in maniera minore, dalla membrana del frutto.

L’utilizzo in ambito terapeutico e industriale dell’ESP risale ai primi anni Ottanta, in un contesto di crescente consapevolezza dei rischi legati a un uso eccessivo e continuativo degli antibiotici di sintesi e di tutti i farmaci chemioterapici. I principali problemi legati ad un abuso di antibiotici sono:

  • Elevata tossicità degli antibiotici di sintesi

  • Indebolimento del sistema immunitario

  • Effetto devastante sulla flora

 

Creazione di germi mutanti e più forti 

 

Il pompelmo è un frutto ad azione altamente distruttiva sui microbi, ma il Dr.Harich (premio Einstein e specializzato in immunologia e ginecologia) a seguito dei suoi studi si accorse della potente efficacia proprio del seme del pompelmo. Se prendiamo un frutto e lo seppelliamo in un terreno molto fertile, immediatamente i microbi cominciano ad attaccare l’esterno del frutto fino ad arrivare in pochi giorni a raggiungere i semi. Nel caso del pompelmo però a causa della buccia troppo spessa e dei potenti deterrenti acidi e chimici in essa contenuta, l’azione dei germi è contrastata. Essi impiegano circa due mesi ad arrivare al seme, ma quando finalmente vi arrivano molti batteri, parassiti, virus e funghi muoiono. Pensate di quanta potenza è dotato!

L’estrazione avviene attraverso un procedimento brevettato soprattutto in Australia e USA. Una grande quantità di semi vengono pressati e macinati, alla sostanza lavorata viene così aggiunta la glicerina vegetale che ha il compito di ridurre l’acidità e il gusto spiccatamente amaro. L’ESP è comunque disponibile anche sotto forma di capsule per renderne più facile assunzione a bambini o adulti particolarmente sensibili.

Ma vediamolo ora nello specifico! Buona lettura e buona giornata!

A presto!

Gloria

 

estratto di semi di pompelmo

 

L’ESP ha la capacità di interferire nei normali processi di decadimento inibendo e uccidendo i microrganismi che ne sono la causa. rende inattivi i patogeni ed è attivo anche contro diversi tipi di parassiti. Inoltre ha un livello di tossicità trascurabile per l’uomo e gli altri mammiferi e non danneggia l’ambiente. E’ attivo estremamente contro Stafilococco, Streptococco, Salmonella, Escherichia Coli, Pseudomonas, Lactobacillus, Klebsiella, Shigella, Legionella, Clamidia, Helicobacter ed Herpes e inibisce la crescita di funghi, muffe e lieviti. Per le sostanze naturali è abbastanza difficile comprenderne esattamente le componenti attive e il loro funzionamento, perché spesso il loro successo è determinato dal fatto che interagiscono fra loro e si rafforzano sinergicamente. L’ipotesi ad oggi più plausibile è che l’attività antimicrobica si sviluppi a livello della membrana citoplasmatica dei microrganismi, disorganizzandola e provocando la fuoriuscita del contenuto della cellula. La sostanza patogena viene così resa inattiva e muore.

Inoltre secondo la medicina orientale il gusto amaro ha proprietà raffreddanti (yin) e favorisce la discesa dell’energia nel corpo, riducendo la febbre e asciugando fluidi e umidità. L’amaro dissipa il calore e pulisce le arterie dai depositi umidi di muco formati da colesterolo e grassi e in genere tende ad abbassare la pressione arteriosa. Viene anche usato in casi di eccessiva umidità nella parte bassa del corpo (candida, cisti, parassiti).

Ecco ora i 10 attributi che dovrebbe possedere un antimicrobico ideale e come l’ESP soddisfa i seguenti criteri:

  • AMPIO SPETTRO: la necessità di questo parametro è data dal fatto che solo raramente si conosce con certezza il germe o i germi responsabili della malattia.

  • POTENTE ED EFFICACE: l’ESP resta attivo contro i patogeni anche a bassissime concentrazioni.

  • NON TOSSICO PER IL PAZIENTE; NON DEPRIME IL SISTEMA IMMUNITARIO: non solo ma dagli studi effettuati risulta che rende più efficiente la risposta del sistema immunitario.

  • EFFETTI TRASCURABILI SULL’EUBIOSI: solo dosi massicce, e altamente sconsigliate, dell’ESP possono compromettere lo stato di equilibrio della flora batterica presente nel tratto digerente, negli intestini e nelle altre mucose. In realtà alle dosi consigliate distrugge molti batteri le cui tossine sono causa di disbiosi.

  • AMPIAMENTE DOCUMENTATO E TESTATO: oltre 80 laboratori hanno studiato e testato la sicurezza e l’efficacia dell’ESP.

  • NATURALITA’: un ESP certificato consiste solo di sostanze botaniche naturalmente presenti nel pompelmo e nella glicerina vegetale.

  • IPOALLERGENICO: i casi di allergia all’ESP sono rari, dovrebbero comunque fare attenzione le persone sensibili agli agrumi.

A questo proposito occorre fare attenzione alla fase di die-off senza scambiarla erroneamente per reazione allergica. Tale fase consiste nel momento in cui i germi, che emettono tossine quando sono vivi, muoiono e il loro contenuto cellulare fuoriesce aumentando la quantità di tossine emessa nell’organismo. Per questo dopo aver intrapreso una terapia naturale molte persone notano un peggioramento dei sintomi (soprattutto nei casi di Candida) nota come EFFETTO HERXHEIMER. Appurato che non si tratta di una reazione allergica è bene proseguire il trattamento al massimo riducendo il dosaggio fino all’attenuarsi dei sintomi. E’ possibile affiancare anche dell’aloe vera o della spirulina per facilitare il processo di disintossicazione dell’organismo, tutto corredato dall’assunzione di molti liquidi.

  • BIODEGRADABILE: data la sua composizione organica non danneggia l’ambiente.

  • COMPATIBILE CON ALTRE TERAPIE E TRATTAMENTI: non va in contrasto con altre terapie naturali, al contrario non è mai da abbinare ad antibiotici di sintesi in quanto ne inibirebbe l’azione e ne aumenterebbe gli effetti collaterali.

  • PREZZO ACCESSIBILE: ne bastano sempre poche gocce e il prodotto dura molto a lungo anche se aperto.

Vediamo ora le applicazioni interne ed esterne dell’ESP.

 

APPLICAZIONI INTERNE

Innanzitutto vorrei precisare che come per tutte le cure naturali e non, è necessario abbinare all’assunzione dell’ESP corrette regole di vita e alimentari. Talvolta c’è bisogno di analizzare tutti gli aspetti della propria vita per cercare di capire quale sia il vero problema, in quanto il nostro corpo è un ecosistema perfetto dove subentrano diversi fattori di cui bisogna tenere conto. Imparare tecniche di rilassamento, purificare e disintossicare il corpo, evitare fonti di intossicazione e liberarsi dei microrganismi dannosi sono tutte pratiche salutari che contribuiscono al nostro benessere.

Ma vediamo ora le varie applicazioni interne dell’ESP (il dosaggio varia a seconda della ditta che lo ha prodotto)

INFIAMMAZIONI CRONICHE: denotano una reazione del nostro sistema immunitario a fattori che danneggiano le cellule e i tessuti bloccandone il normale funzionamento.

MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO: l’ESP si è rivelato efficace anche contro il virus dell’influenza di tipo A2, una tra le forme più virulente.

INFEZIONI GASTROINTESTINALI: è un valido compagno di viaggio quando ci si reca in posti esotici dove il livello di igiene non è sempre sufficiente.

GASTRITI, ULCERE GASTRICHE E DUODENALI: l’Helicobacter pilorii è un batterio che si annida nelle pareti dello stomaco danneggiando le cellule. Esso riduce la secrezione del muco protettivo ed espone lo stomaco e il tratto digerente superiore all’acidità dei succhi gastrici, favorendo gastriti, infiammazioni ed ulcere. L’ESP è risultato efficace anche contro questo batterio molto potente.

CANDIDA ALBICANS ED ALTRE INFEZIONI FUNGINE: l’ESP viene usato largamente e con grande successo per curare infezioni croniche, perché consente l’eliminazione anche degli altri germi che spesso si accompagnano alla Candida.

 

APPLICAZIONI ESTERNE

 

HERPES SIMPLEX: mescolato ad un olio vegetale va applicato 2-3 volte al giorno con un cotton fioc.

MUGHETTO: fare risciacqui con 5-10 gocce in un bicchiere d’acqua 3 volte al giorno; per i bambini usare la polvere di mezza capsula.

AFTE: fare risciacqui più volte al giorno con 10 gocce in un bicchiere d’acqua e abbinare toccature con un cotton fioc.

ALITOSI: fare risciacqui e gargarismi con un bicchiere di acqua e 5-10 gocce più volte al giorno.

GENGIVITI, MAL DI GOLA E TONSILLITI: spazzolare denti e gengive con uno spazzolino umido e 1-2 gocce di ESP oppure fare risciacqui con 5-10 gocce in un bicchiere di acqua.

VERRUCHE: 2 gocce di ESP puro 2 volte al giorno direttamente sulla verruca. Ci vuole tempo e costanza ma il trattamento è molto efficace.

PSORIASI: disciogliere 10 gocce di ESP in 30 ml di olio vegetale e applicare due volte al giorno.

FUNGHI DELLE UNGHIE O CUTICOLARI: applicare puro sull’unghia 2 volte al giorno con costanza e regolarità e massaggiare.

 

Ecco qua, spero di essere stata chiara e precisa ma nel caso abbiate qualche informazione da chiedere in generale o per quanto riguarda la vostra situazione specifica non esitate a chiedere, sono sempre a completa disposizione!

A presto e buona giornata!

Gloria

 

 

 

ALOE VERA: UNA PIANTA, MILLE VIRTU’

aloe

Buongiorno a tutti!

Oggi è una bigia giornata di pioggia, assomiglia quasi a quelle giornate di fine estate, in cui la Natura fa il giro di boa e sembra salutare mare, sole e gite fuori porta … Ma per fortuna l’estate non è finita, anzi ciò è servito solo a ritemprarci un po’ dal caldo dei giorni scorsi! Finalmente la linea ADSL è di nuovo funzionante e, proprio per questo, oggi ho deciso di pubblicare questo articolo sull’Aloe, una tra le piante che stimo di più a livello fitoterapico. Ne esistono molte specie ma la più utilizzata è l’Aloe Vera o Barbadensis, conosciuta già nell’antico Egitto come pianta dotata di poteri magici (detta “pianta dell’immortalità”) e di rilevante importanza presso molte civiltà come ad esempio Arabi ed Indiani d’America.

E sono proprio questi “poteri magici” , l’argomento di questo nuovo articolo, dove troverete spiegazioni teoriche e consigli d’uso di questa manna verde.

Vi auguro una buona lettura e a presto!

Gloria

L’Aloe Vera o Barbadensis è una pianta grassa il cui habitat sono le zone desertiche o semi-desertiche dove riesce a sopravvivere grazie alla sua capacità di immagazzinare acqua all’interno delle sue foglie carnose, al cui interno si trova una sostanza mucillaginosa di colore trasparente che si comporta come una spugna e rappresenta il cuore nonché il nutrimento della pianta stessa.

La foglia è la parte della pianta che contiene la maggior parte dei principi attivi e le sostanze attive più significative che troviamo al suo interno sono: ALOINA e GEL.

La prima è un fluido giallastro che ha la proprietà di diffondersi velocemente nell’organismo, inducendone risposte violente e rischiando di danneggiare i meccanismi cellulari o comprometterli definitivamente. Possiede anche una potente azione battericida e fungicida che risulta molto aggressiva e tossica per tutto l’organismo e che si manifesta a livello intestinale con una drastica azione purgante.

NELLA SCELTA DI UN SUCCO DI ALOE VERA O DI UN GEL PER USO ESTERNO, CONSIGLIO DI ACCERTARSI CHE L’ALOINA SIA STATA RIMOSSA CORRETTAMENTE DALLA FOGLIA DURANTE IL PROCESSO DI LAVORAZIONE. Quindi via a prodotti sì 100% naturali, ma anche certificati sia per i metodi di lavorazione che per la provenienza.

Il gel invece è tanto ricco di sostanze preziose che costituiscono una minimissima parte del tutto, in quanto è composto per quasi il 100% di acqua. La parte solida consiste in minima parte in: zuccheri, aminoacidi, minerali, ormoni vegetali, steroidi vegetali e acido salicilico; il resto è composto principalmente da polisaccaridi (il più importante è il GLUCOMANNANO) che riparano le cellule danneggiate e stimolano la produzione di nuove.

NELLA SCELTA DI UN SUCCO DI ALOE VERA (USO INTERNO) CONSIGLIO PRODOTTI CON ALMENO 7000 mg/l DI POLISACCARIDI E SU UN BUON PRODOTTO TALE INFORMAZIONE DOVREBBE ESSERE SEMPRE INDICATA; PER UN GEL INVECE CONSIGLIO PRODOTTI 100% NATURALI (solo il Dimethicone, uno dei siliconi più usati nell’industria cosmetica, può inibire gli effetti benefici del gel).

Le tre principali funzioni svolte dall’Aloe sono:

  1. ANTINFIAMMATORIA

  2. CICATRIZZANTE

  3. IMMUNOSTIMOLANTE

Da queste, soprattutto dallo stimolo delle difese immunitarie, deriva una serie di altri benefici su molte funzioni dell’organismo.

Vediamo ora le tre azioni nello specifico cosicché possiate trovare quella a voi più adatta!

AZIONE ANTINFIAMMATORIA: il  gel svolge una delicata azione calmante, lenitiva e rinfrescante sui tessuti riducendo il dolore. I risuoltati sono ottimi sia su infiammazioni acute di natura traumatica che su quelle croniche di pelle e mucose. Le stesse manifestazioni allergiche, che nella fase reattiva hanno sempre una componente infiammatoria, reagiscono bene alla somministrazione/applicazione esterna del gel. Tale azione benefica è completamente naturale, in quanto l’aloe vera ha efficacia pari ai farmaci di sintesi a base di steroidi con il vantaggio che non introduce nell’organismo sostanze indesiderate e non produce tossine.

Quindi è utile in caso di FERITE, SCOTTATURE, GELONI, TRAUMI SPORTIVI, MALATTIE DELLA PELLE, EPATITE, ULCERA PEPTICA, PUNTURE D’INSETTO, PSORIASI, ECZEMA, BORSITE, ERITEMI, GOTTA, FORFORA.

AZIONE CICATRIZZANTE: tale azione è complementare alla precedente, ma gli effetti non sono più inibitori della flogosi bensì sono stimolatori delle cellule adibite alla formazione e riparazione dei tessuti, come dicevamo prima grazie ai polisaccaridi.

AZIONE IMMUNOSTIMOLANTE: fra i casi in cui le difese immunitarie giocano un ruolo importante troviamo i tumori, le intossicazioni sistemiche, le malattie autoimmuni e i problemi intestinali. E’ certo infatti che una cattiva digestione compromette ulteriormente l’attività immunitaria (vedi articolo COLON IRRITABILE: MAGNESIO CARBONATO E FERMENTI LATTICI). Un altro ambito in cui le difese immunitarie sono importanti sono le allergie, in quanto l’Aloe favorisce le funzioni difensive restituendo la capacità di distinguere tra agenti dannosi e non.

Quindi è utile in caso di INFEZIONI BATTERICHE, VIRALI, FUNGINE, PROBLEMI INTESTINALI, DIABETE DI TIPO 1, TUMORI, HIV, ACNE, HERPES SIMPLEX, VAGINITI, FIBROMI.

Chi mi ha conosciuto e ha avuto modo di parlare con me dell’Aloe, avrà sentito dire della sua azione depuratrice e disintossicante. Ed è proprio così. Infatti stimolando la fagocitosi (il processo in cui vengono eliminati germi e tossine) si favorisce un processo di progressiva disintossicazione e miglioramento anche delle funzioni digestive.

IMPORTANZA DELLA SCELTA DI UN PRODOTTO VALIDO

Considerate sempre che per SUCCO si intende il gel di Aloe da poter usare internamente, il termine GEL è per un uso esterno.

  • CERTIFICAZIONE BIOLOGICA: essendo una pianta succulenta può trattenere al proprio interno anche sostanze indesiderate che riceve dall’esterno.

  • LAVORAZIONE CORRETTA: a freddo e a mano.

  • ASSENZA DI ALOINA

  • NON PASTORIZZAZIONE: verrebbero danneggiati i polisaccaridi responsabili di gran parte delle proprietà

  • MODALITA’ DI CONCENTRAZIONE: in modo naturale senza solventi chimici

  • BOTTIGLIA PROTETTIVA: data la fotosensibilità dei componenti è importante NON scegliere prodotti con bottiglie trasparenti

Veniamo ora ai DOSAGGI che indubbiamente dipendono dalla marca del prodotto, in quanto potreste trovare misurini o cucchiai. In linea di massima io consiglio, come per il NONI, l’assunzione di 3 misurini al giorno: uno al mattino a digiuno, uno prima di pranzo e uno prima di andare a dormire.  

Nel caso, molto raro, di dolori addominali, ridurre il dosaggio o sospendere per 2-3 giorni, potrebbe essere una leggera intolleranza al prodotto. Se il sintomo dovesse continuare sospendere l’assunzione.

NON UTILIZZARE IN GRAVIDANZA!!

Ok, spero di aver soddisfatto abbastanza le vostre aspettative e per qualunque informazione in più non esitate a contattarmi (trovate i contatti sulla Home del sito).

A presto!

Gloria

Ecco qui sotto qualche consiglio per i vostri migliori acquisti!

 

 

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COLON IRRITABILE: MAGNESIO CARBONATO E FERMENTI LATTICI

intestino

Buongiorno a tutti!

Oggi mi va di scrivere un articolo su una patologia molto comune ma altrettanto molto fastidiosa: il colon irritabile. Io ne soffro ormai da diverso tempo, o meglio ne soffrivo in quanto diversi anni fa ho trovato la soluzione a questo problema che mi stava davvero condizionando la vita.

Ho avuto modo di conoscere il magnesio carbonato quando ho cominciato a lavorare in erboristeria ed ho iniziato ad assumerlo con il dire “O non fa niente o fa meglio, male non fa di sicuro!”. Poi, vedendo i primi immediati benefici, ho cominciato a consigliarlo ai clienti per i più svariati fastidi ma soprattutto per, come dicevo prima, il colon irritabile. L’abbinamento con i fermenti lattici non mancava mai, insieme infatti sono un’accoppiata vincente!

Dato il successo ho ritenuto opportuno parlarne qui, per rendere nota a tutti l’efficacia di questi due prodotti affinché, prima di ricorrere ad antispasmodici, antidolorifici, lassativi e quant’altro, possiate trovare una soluzione notevolmente più naturale e duratura. Chiaramente nel caso di altre patologie come diverticolite, colite ulcerosa, etc… può essere un valido aiuto ma non la soluzione, quindi consiglio semmai una visita approfondita.

Vi lascio ad una buona lettura e vi porgo i miei più cordiali saluti!

A presto e buona giornata!

Gloria

MAGNESIO CARBONATO

Il Magnesio carbonato è la forma di magnesio più assimilabile che si conosca e anche la più naturale, poiché da esso il nostro organismo riesce a far derivare gli altri tipi di magnesio (cloruro di magnesio, pidolato, etc..) a seconda dell’organo che ne ha più bisogno. Dato che il nostro corpo lo gestisce a suo piacimento, eliminando l’eccesso con le urine senza accumularlo sui reni, il magnesio carbonato può essere assunto per periodi più prolungati rispetto alle altre forme. Infatti, purtroppo, assumendo gli altri tipi nel caso in cui non ce ne fosse bisogno, il nostro organismo potrebbe tendere ad accumularli in maniera scoordinata.

Di solito lo si trova in una soluzione citrata (una polvere bianca da sciogliere in acqua) che favorisce la sua digeribilità a livello gastrico, considerato che è un sale minerale basico. Anche perché sarebbe un peccato non assimilarlo, dato che attiva oltre 300 reazioni biochimiche necessarie per avere un organismo che funzioni adeguatamente! Tra queste citiamo la produzione di energia, la partecipazione al metabolismo di zuccheri, proteine, grassi e carboidrati, equilibrio acido-basico, lotta contro le allergie, le infiammazioni, è un ottimo cardioprotettore e stimola la produzione di anticorpi.

Promuove anche un’azione corretta degli enzimi, i catalizzatori delle reazioni chimiche fondamentali nell’organismo, tra cui quella di regolare i livelli di calcio assunti e favorirne il corretto assorbimento. Infatti calcio e magnesio lavorano insieme per controllare l’azione dei muscoli, se il nostro organismo non ha un giusto quantitativo di magnesio, i muscoli rimangono contratti dando origine ai crampi. Voglio sottolineare che stiamo parlando di tutti i muscoli del nostro corpo, non solo di quelli locomotori ma anche di cuore e intestino, ed ecco spiegato il motivo per cui il magnesio funziona contro cardiopatie e colon irritabile (il cuore è un muscolo e se il magnesio è carente vengono causati i crampi).

I segnali del corpo che evidenziano una carenza di magnesio sono: stress, tremori, mal di testa, sindrome premestruale, ipertensione, fragilità ossea ed osteoporosi, emicrania, rischio di infarto, stanchezza, ipersensibilità, esaurimento, distorsioni, ipoglicemia, spasmi muscolari, diabete, crampi, asma, atrofia e distrofia muscolare, calcoli renali, attacchi epilettici, nervosismo, irrigidimento e dolori muscolari, stitichezza, tic nervosi, difficoltà ad addormentarsi, dolore a parte lombare o cervicale, attacchi di panico, ansia.

Disgregare magnesio e perderlo è notevolmente facile, basta assumere latticini, caffè, fumare e soprattutto essere stressati (il cervello utilizza magnesio per recuperare e rigenerarsi) per ritrovarsi con una bassissima quantità di magnesio all’interno del nostro corpo.

Il magnesio carbonato non ha alcuna controindicazione anche in caso di assunzione di farmaci.

 

FERMENTI LATTICI

Vediamo ora i fermenti lattici, questi flaconcini o compresse di cui tanto si sente parlare ma dei quali spesso non si conoscono le vere funzioni e potenzialità. Anzi spesso si assumono solo durante una terapia antibiotica (e va benissimo!) o in corso di qualche virus intestinale.

Da sempre sappiamo che alimenti ricchi di fibre sono ottimi per la regolarità intestinale e fin qui va bene, ma ciò che forse non sappiamo è che per un colon irritabile le fibre non sempre sono utili, anzi. Innanzitutto vanno in ogni caso assunte con una buona quantità di acqua durante la giornata, che permetta la pulizia dell’intestino e un costante smaltimento delle feci, altrimenti tenderebbero ad accumularsi nell’intestino provocando infiammazioni anche dolorose. E poi potrebbero in molti casi andare ad irritare ulteriormente il colon e conseguentemente i villi intestinali limitando l’assorbimento di alcune sostanze.

Per questo motivo va bene mangiare alimenti integrali, frutta e verdura ma nel caso di un colon irritabile si potrebbe integrare con l’assunzione di integratori di fermenti lattici (rigorosamente senza lattosio! Se non li chiedete in farmacia di solito danno quelli con il lattosio). Questi si dividono in PREBIOTICI o PROBIOTICI.

I primi nutrono i batteri intestinali amici come lattobacilli e bifidobatteri che mantengono l’integrità della parete intestinale limitando l’infiammazione. Gli altri invece contengono microrganismi vivi che apportano benefici alla salute dell’organismo ospite, in questo caso noi. Inoltre è stato anche riscontrato che apportano un notevole effetto dimagrante, in quanto influenzano gli ormoni regolatori dell’appetito. Infatti da altri studi francesi è stato visto che i batteri “cattivi”  stimolano l’appetito per i cibi “cattivi” che nutrono loro e ingrassano noi. Mentre i batteri “buoni” indirizzano il nostro appetito in senso opposto.

Per il colon irritabile e per altre patologie legate ad esso come colite ulcerosa e Morbo di Chron, i fermenti più adatti sono quelli probiotici, anche se a volte è possibile trovare alcuni prodotti “simbiotici”, ugualmente efficaci, che contengono sia microrganismi vivi che fibre prebiotiche (come l’inulina). Non bisogna dimenticare che un intestino sano permette un più alto tono dell’umore, ma anche una migliore efficienza del sistema immunitario, il cui 70% è localizzato proprio nel tratto intestinale.

AZIONE SINERGICA E DOSAGGI

La sindrome del colon irritabile è un disturbo caratterizzato dall’alternanza di momenti di stipsi a momenti diarroici, con crampi addominali e meteorismo. Ciò è causato da un’elevata sensibilità della membrana intestinale che si infiamma facilmente a seconda di ciò che mangiamo o anche di come stiamo a livello di stress. Per questo magnesio e fermenti sono fondamentali, in quanto il primo va a rilassare la muscolatura del colon favorendo la respirazione dei microrganismi che vi abitano e, a seconda del dosaggio, una più veloce espulsione fecale; i secondi vanno a ripristinare l’equilibrio della microflora intestinale.

Il dosaggio che di solito consiglio per il magnesio dipende da due casi:

METEORISMO, STIPSI E DIARREA IN ALTERNANZA: 1 cucchiaino raso da tè (possibilmente di plastica) in 1/2 litro di acqua a temperatura ambiente da bere durante il giorno tutti i giorni (si possono fare cicli di 3 mesi e si stoppa un mese se lo si vuole)

METEORISMO, STITICHEZZA ESTREMA E GONFIORE: da 1 a 4 misurini (partite con poco e potete aumentare nel caso in cui sia inefficace) in 1/2 litro di acqua a temperatura ambiente da bere durante la giornata tutti i giorni. Se sono due-tre giorni che si ha stitichezza è possibile assumerlo la mattina a digiuno in un bicchiere di acqua tiepido-calda  sempre da 1 a 4 misurini e una volta sbloccato l’intestino si può continuare ad assumerlo nella bottiglietta.

 

Per i fermenti di solito consiglio le forme in flaconcino (di più rapida assimilazione), ricordo SENZA LATTOSIO, da assumere uno al giorno per circa una settimana-10 giorni al mese a seconda della confezione. Si fanno cicli di almeno sei mesi, si stoppa 2-3 mesi e si ricomincia.

 

Per qualunque informazione in più o chiarimento rimango a disposizione, contattatemi pure!

A presto

Gloria

La Sindrome del Colon Irritabile
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