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ONICOFAGIA INFANTILE: PERCHE’ SI MANGIANO LE UNGHIE?

Buongiorno a tutti!

Finalmente oggi sembra una giornata un pochino più fresca! Quest’anno, non so voi, ma io soffro il caldo molto di più! Sarà che coi bimbi non sto un attimo ferma, sarà che comunque non sono un tipo tranquillo, ma sempre in stra-iper- movimento, sta di fatto che mi piace vedere qualche bel nuvolone che porti un pochino di refrigerio! Ma ad ogni modo prendiamo quello che viene … anzi cerco di non lamentarmi più di tanto, perchè poi magari viene di peggio e non è il caso! A proposito di caldo, agitazione, ansia, etc… oggi voglio trattare un argomento che mi riguarda anche personalmente e che è sintomo proprio delle sensazioni citate sopra. Ciò di cui sto per parlarvi è l’ONICOFAGIA, ovvero il mangiarsi le unghie. Io ne soffro sin da piccolina, a volte ora riesco ad evitare, ma spesso senza pensarci e senza accorgemene ricado in questo “vizio” (come diceva mio nonno), che non è molto simpatico nè da vedere nè per le conseguenze che porta. E’ un disturbo che colpisce bambini e adulti, ma che nei primi denota stati emotivi di cui loro non riescono a fornire nota data la loro incapacità, condizionata anche dall’età, di parlare a pieno delle loro emozioni.

Ora vi lascio ad una buona lettura e vi auguro un buon proseguimento di giornata!

A presto e un abbraccio

Gloria

C’è chi si limita a mangiucchiare solo le unghie e chi invece “si diverte” a giocare con le pellicine fino a procurarsi delle ferite, in ogni caso questi episodi vanno sotto il nome di onicofagia. A volte tutto ciò nasconde degli stati ansiosi, di rabbia o di disagio che vengono scaricati sulle proprie mani, cioè sulla parte di noi che agisce, quasi come punizione poichè non si è riusciti a fare ciò che si voleva ottenere. Il bambino che si mangia unghie e pellicine sembra cercare una qualche consolazione a fatti stressanti che caratterizzano le sue giornate (scuola, sport, a volte, purtroppo, litigi familiari, etc…) e con questo stato d’animo tende ad essere irrequieto, distratto, dorme agitato e si dimentica le cose. A questo punto utilizza le mani come se fossero “la copertina di Linus“, un metodo per calmarsi e stemperare la tensione. Aiutare il proprio bimbo ad esternare le emozioni dando loro un nome o identificandole con un’immagine, un personaggio o un disegno, è già buona cosa

Ad esempio, ho già visto con il mio primo figlio, di quasi 3 anni, quanto per lui sia difficile capire il sentimento della rabbia. Soprattutto nel famoso periodo dei capricci (terribili 2 anni) in toto e, passatemi il termine, per toto, faceva delle scenate tremende, vere e proprie tragedie greche. All’inizio reagivo con ansia e nervosismo, ma dopo un po’ di queste manifestazioni ho capito che la sua non era solo rabbia, ma anche paura. Sì paura … paura per ciò che lo stava assalendo e che lui non capiva. Ho imparato a dirgli “TRANQUILLO NON E’ NULLA, SEI SOLO ARRABBIATO ED E’ NORMALE” abbracciandolo (se si faceva abbracciare) e rassicurandolo. Il suo capriccio non veniva soddisfatto ovviamente, la mia posizione rimaneva ferma e irremovibile, ma lui imparava a fidarsi e ad aprirsi senza scendere in comportamenti da strapparsi i capelli.

Altro esempio è stato quando è arrivato il fratellino. Il “grande ma piccolo” (come lo chiamo io!) non si mangiava le unghie, ma si mordeva le maniche fino a ridurle in cenci bagnatissimi. Evidentemente, e questo è stato anche confermato dal pediatra, era la sua soluzione per sopperire alla tempesta emozionale propria della fase-gelosia. Abbiamo cercato di non stargli troppo sopra, distogliendolo con un gioco o un’attività e il tutto si è risolto sia col passare dei mesi che con … l’arrivo dell’estate … maniche lunghe abolite!

Quindi, tornando al discorso iniziale, per esperienza personale, consiglio di trovare qualsiasi modo adatto all’età del bambino per far uscire le sue emozioni represse, stando ovviamente molto attenti ai campanelli d’allarme (cambiamenti nel comportamento, nell’alimentazione, nel sonno, etc…).

Vediamo ora come possiamo aiutare i nostri cuccioli a calmare l’ansia e il nervosismo con delle buonissime tisane naturali!

PASSIFLORA, BIANCOSPINO E TIGLIO FANNO AL CASO NOSTRO!!

N.B: LA CAMOMILLA TANTO AMATA DAI NOSTRI NONNI PUO’ ANDARE BENE MA A GIORNI ALTERNI PERCHE’ A LUNGO ANDARE CREA L’EFFETTO OPPOSTO, CIOE’ AGITA! E non mi sembra il caso!

  • Prima della nanna dare al bimbo un infuso di Passiflora dolcificato con un cucchiaino di miele di tiglio. (vedi link)

  • Se il periodo è particolarmente stressante (verifiche, interrogazioni, gare sportive, etc…) creare un infuso misto di Passiflora, Tiglio e Biancospino e preparare una tazza di tisana con un cucchiaino delle 3 erbe miscelate e dolcificare a piacere. Dare da bere 2-3 volte al giorno.

Altra precauzione molto importante è quella di mantenere la pelle delle manine sempre idratata, poichè secchezza e screpolature favoriscono l’insorgere del disturbo onicofagico. Quindi via libera a creme e oli idratanti (vedi link) o anche al semplice gel di aloe (vedi link). Soprattutto la sera prima della nanna è buona norma eseguire un bel massaggio idratante alle manine dei piccoli … inoltre li rilasserà!

Bene, eccoci arrivati alla fine di questo “bimbarticolo”! Per qualunque informazione e chiarimento sui rimedi fitoterapici non esitate a contattarmi! 

Un abbraccio e a presto!

Gloria

 

 

 

 

AIUTO! I CAPELLI CADONO COME FOGLIE!

Buonasera a tutti!

Più o meno da questo periodo fino a tutto il cambio di stagione comincia un processo fisiologico a cui non possiamo sottrarci, ovvero LA CADUTA DEI CAPELLI. Nel caso in cui non esistano altri fattori contingenti, esso è, come dicevo prima, un processo fisiologico e normale per il quale vanno prese precauzioni ma senza bisogno di allarmarsi.

Esistono però dei casi, tra i tanti esistenti, che desidero sottolineare (poichè li ho vissuti personalmente ahimè!), in cui la naturale caduta tricologica può aggravare situazioni preesistenti. Il primo è l’ALOPECIA ANDROGENETICA, segue lo STRESS e infine i DANNI MECCANICI CAUSATI DA FATTORI ESTERNI (tinte, phon, piastre, prodotti, etc…). Ora li analizzeremo dettagliatamente e vedremo i rimedi per risolvere o perlomeno attenuare la situazione.

Vi lascio ad una buona lettura e vi auguro una buona notte! 

P.S. provate le ricettine per capelli … ottime per ridare vita a una chioma spenta e fragile! (vedi link)

A presto e un abbraccio

Gloria

La ragazza che vedete qui sopra è Ariel, protagonista del film Disney “La Sirenetta” che con la sua “arriccia-spiccia” sta cercando di pettinare la sua bellissima e fluente chioma … era il mio mito quando ero bambina, ho sempre desiderato una chioma come la sua! Ma avevo i capelli sempre tagliati corti “alla maschiaccio”, capelli tra l’altro sempre molto sottili anche se presenti in gran quantità. Poi complice un forte stress,  i cambi di stagione e un’alimentazione e dei prodotti sbagliati, verso l’adolescenza ho cominciato a perderli e più cercavo di curarli più sembrava volessero lasciarmi a tutti i costi acciderbolina! In realtà, a seguito di alcuni miei studi e ricerche, complice la conferma da parte di un noto istituto tricologico, ho scoperto che la caduta dei miei capelli non era casuale o dovuta soltanto ad agenti esterni. In realtà era già programmata in quanto ho un’ ALOPECIA ANDROGENETICA che potevo solo tenere a bada facendo di tutto per nutrire costantemente la mia chioma. 

Ma prima di vedere insieme in cosa consiste questa patologia, partiamo dal descrivere il caso più generale, LA CADUTA STAGIONALE DEI CAPELLI, per poi arrivare ai particolari.

In periodi dell’anno normali, è stato stimato che vengono persi dai 50 ai 70 capelli al giorno per poi arrivare a circa 100 nel periodo del cambio stagionale. In realtà tutto questo fa parte del ciclo della Natura, come gli alberi perdono le foglie nel periodo autunnale e gli animali il pelo, gli uomini perdono i capelli come segno di adattamento ai cambiamenti climatici. In realtà vi sono molte teorie in merito a questo fenomeno: c’è chi lo riconduce a un’eredità genetica degli animali che perdono il pelo; altri lo associano alla variazione ormonale a seguito del cambiamento del rapporto tra le ore di luce e quelle di buio, etc… Sta di fatto che è da considerarsi un fenomeno fisiologico che porta ad accelerare i ritmi vitali del capello affinchè possa essere rinnovato. Inoltre ogni capello ha un ciclo di ricrescita che va da 2 a 6 anni e si ripete circa 20 volte nella vita dell’uomo, quindi perso un capello … ne arriva subito un altro! Quindi la caduta stagionale è da considerarsi in questi termini un fenomeno, come abbiamo già detto, normale.

A volte però accade che a questo si aggiungano altri fattori che complicano il tutto.

  • STRESS: la tensione generale del corpo porta anche al restringimento capillare, quindi anche il microcircolo del cuoio capelluto, che provvede a fornire nutrimento al bulbo pilifero, risente di questa situazione. Il bulbo si restringe, è meno idratato e il capello cade.

  • ALOPECIA ANDROGENETICA: è un tipo di calvizie che interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne, dovuta a un discorso ormonale ovvero vi è la presenza di ormoni androgeni (derivati del testosterone) che danneggiano il cuoio capelluto portando diradamenti localizzati (per gli uomini è più interessata la zona delle tempie, mentre per le donne la zona occipitale). Le cause possono essere di tipo ereditario o patologico (ipotiroidismo, policistosi ovarica, etc…) e solo opportune analisi possono determinare il giusto rimedio per questo disturbo. Avviene una miniaturizzazione del bulbo pilifero che porta a una perdita irreversibile del capello, quindi il principio di ricrescita continua in questo caso si annulla. 

  • DANNI MECCANICI CAUSATI DA FATTORI ESTERNI: a volte vogliamo fare dei trattamenti di testa nostra o finiamo nelle mani sbagliate, sta di fatto che basta poco per ritrovarsi con una capigliatura irriconoscibile e apparentemente irrimediabile. L’uso continuo di spazzole e phon, la piastra o il ferro, l’esposizione eccessiva ai raggi solari e all’acqua salata o clorata, il casco, colorazioni e permanenti e, da ultimo ma non meno importante, stati critici di salute, possono portare, se gestiti in maniera incontrollata senza tenere conto dello stato del capello, a serie conseguenze. Tra queste diradamento, capelli fragili e facili alla rottura, danneggiamento del cuoio capelluto, etc…

COME PORRE RIMEDIO A TUTTO QUESTO O CERCARE DI NON PEGGIORARE LA SITUAZIONE?

Innanzitutto vi dico il programma che annualmente seguo per quanto riguarda il mio caso.

  • Eseguo due cicli di trattamento naturale completo anticaduta (lo trovate in erboristeria), uno a primavera e uno in autunno, comprendente: fiale ad uso locale, shampoo e integratore in compresse.

  • Cerco di tenere un’alimentazione il più naturale e biologica possibile evitando grassi e latticini e prediligendo frutta, verdura, semi oleosi, basandomi sulla classica, ma intramontabile, dieta mediterranea.

  • A giorni alterni pratico il micromassaggio del cuoio capelluto (vedi link) per stimolare il microcircolo e la ricrescita dei bulbi.

  • Utilizzo solo prodotti cosmetici biologici come shampoo e maschera.

L’integratore ai cambi di stagione (eseguito con il ciclo intensivo + il ciclo di mantenimento) lo consiglio in tutti i casi; al di fuori di questo potete utilizzare:

GINKGO BILOBA: stimolatore del microcircolo collabora alla non atrofizzazione del bulbo pilifero e a una maggiore nutrizione dello stesso. Esiste in compresse, soluzione idroalcolica o composti multipli (ad esempio con ginseng, eleuterococco, guaranà).

ORTICA: rimineralizzante del cuoio capelluto, ricca di ferro e silicio, aiuta la ristrutturazione capillare. La si può trovare in tisana (2 al giorno), capsule o tintura madre.

EQUISETO: ricco di silicio, calcio e potassio è un valido rimineralizzante. Anche questo prodotto è presente in capsule, tintura madre o macerato glicerico.

OLIGOELEMENTO ZINCO: efficace ristrutturante che sta alla base della cheratina. Si può trovare in molti cibi, primo fra tutti IL MIGLIO, ma anche in comode fialette monodosi da bere una o due volte al giorno.

La caduta eccessiva e non fisiologica dei capelli porta, nei casi in cui non se ne conoscano le cause e i possibili rimedi, a forme di disagio importante soprattutto tra le donne o gli adolescenti. Prendere provvedimenti è doveroso per riuscire a mantenere la propria autostima e avere un’immagine giusta di sè, in quanto il capello è ciò con cui ci presentiamo a prima vista in qualunque contesto. Capisco benissimo chiunque si trovi in certe situazioni, ma posso dire che la speranza c’è sempre ed è data soprattutto dalla convinzione che NULLA E’ PERDUTO! Anzi a volte il sentirsi convinti di essere inadatti a molte situazioni, porta gli altri a vederci proprio così … quindi lo stato emotivo fa un buon 50% del lavoro!

Detto questo, che sentivo particolarmente di sottolineare, vi lascio ad una buona serata e vi auguro la buona notte! 

Un abbraccio e per qualunque consulenza o ulteriore informazione contattatemi pure, io sono a vostra disposizione!

Gloria

 

 

INSONNIA: MOMENTANEA O CRONICA E’ COMUNQUE UN DISAGIO

Buonasera a tutti!

Oggi ho deciso di parlarvi dell’insonnia e la causa di questa scelta potrebbe ricadere quasi sicuramente sul fatto che i miei ormoni cominciano a “svalvolare” ancora di più! Infatti qualche notte la sto già passando con due occhi spalancati stile “gufo” e magari sono proprio le notti in cui il mio primogenito dorme come un ghiro … ma ci sta, fa parte di questa mia bellissima situazione, andiamo avanti! Al di là del discorso ormonale però, esistono vari tipi di insonnia e varie potrebbero esserne le cause. Nel corso della mia esperienza lavorativa ho avuto modo di incontrare molte persone affette da questo disturbo e in alcuni casi le conseguenze delle notti insonni si ripercuotevano notevolmente nelle attività quotidiane e nel tono dell’umore, oltre che sullo stato di salute generale della persona. La Fitoterapia in alcuni casi riesce ad alleviare o addirittura annullare il disagio provocato dall’insonnia, in altri casi ben più gravi e cronici è necessaria una visita approfondita presso un Centro del Sonno, struttura specializzata nel trattamento di questa tipologia di disturbo.

Ora vi lascio ad una buona lettura: vedremo le varie fasi del sonno, per poi passare alle caratteristiche dell’insonnia e le varie tipologie, parleremo dei Centri del Sonno, ed infine delle soluzioni fitoterapiche e comportamentali che possono permettere un notevole miglioramento. Nel caso in cui abbiate bisogno di ulteriori chiarimenti o consigli non esitate a contattarmi privatamente o lasciando un commento su questo articolo.

A presto e buona serata

Un abbraccio

Gloria

Il nostro sonno non è uguale per tutta la sua durata ma è caratterizzato da due fasi principali: la FASE NON-REM e la FASE REM. La prima consta di 4 stadi:

  1. FASE DI ADDORMENTAMENTO: stato fra veglia e sonno leggero

  2. SONNO LEGGERO: lasciamo andare la mente e rilassiamo i muscoli

  3. SONNO PROFONDO

  4. SONNO PROFONDO EFFETTIVO: in questo stato l’organismo comincia a rigenerare le cellule e a riparare ciò che era stato danneggiato quindi è una fase importantissima per la nostra salute.

La seconda fase invece, quella REM, consta di un unico stadio in cui si fanno i sogni e questa volta a rigenerarsi è la nostra mente, che rielabora il vissuto della giornata cercando di metabolizzarlo (non a caso si dice “dormici su e domani non ci penserai più!”). L’acronimo REM sta per rapid eye movements (movimenti rapidi degli occhi) in quanto è caratterizzata da un’elevata attività cerebrale e da veloci movimenti oculari. Tant’è vero che il sonno della fase REM viene considerato PARADOSSO in quanto l’eccessiva attività neuronale è in netto contrasto con il grado di rilassamento muscolare raggiunto dal nostro corpo. La fase REM dura circa 15 minuti e si ripete ogni 2 ore circa arrivando a durare un pochino di più verso il momento del risveglio (ecco perché i sogni della mattina ce li ricordiamo maggiormente!). Durante la notte, in un sonno normale, troviamo 4-5 cicli del sonno caratterizzati dall’alternanza delle varie fasi.

Il sonno di cui necessita ognuno di noi non è uguale per tutti, esso varia in base all’età e alle condizioni. Quindi non c’è da allarmarsi se si dorme naturalmente meno delle canoniche 8 ore con cui continuamente ci hanno tartassati se poi al mattino siamo freschi e riposati come una rosa. Evidentemente il nostro organismo ha bisogno di meno ore di sonno e non c’è da pensare al fatto che forse siamo affetti da chissà quale disturbo. Di base le ore di sonno necessarie diminuiscono con l’aumentare dell’età: al neonato occorrono circa 18 ore contro 5-7 dell’anziano. Ma perché allora i neonati hanno un sonno caratterizzato da discontinuità e cicli brevi? C’è una spiegazione a tutto ciò ma prima dobbiamo vedere quali sono gli elementi che entrano in gioco nel nostro sonno.

L’EPIFISI è una piccola ghiandola endocrina situata al centro della scatola cranica, definita anche “ghiandola pineale” per la sua forma che assomiglia ad una piccola pigna. I pinealociti, cellule dell’epifisi, sono preposti alla formazione della MELATONINA regolatrice del ciclo sonno-veglia, in assenza di luce ovvero senza stimolazione dei fotorecettori retinici. Per i primi tre mesi di vita il livello di melatonina è molto basso (e con questo rispondo alla domanda soprastante) quindi i neonati hanno un sonno particolarmente frammentato. Verso i 3 anni l’epifisi completa la sua maturazione e anche la produzione della melatonina aumenta progressivamente, per poi ridursi in età adulta a seguito di una progressiva calcificazione dell’epifisi. Successivamente torneremo a parlare della melatonina in riferimento alle cure fitoterapiche.

Bene, ora vediamo cosa è l’insonnia e quali sono le sue caratteristiche. Generalmente un paziente parla di INSONNIA quando percepisce il  proprio sonno insufficiente o insoddisfacente, ma per giungere a una tale conclusione occorre tenere conto di vari parametri e caratteristiche che permettono di arrivare a una diagnosi certa e a soluzioni appropriate.

Esistono due macro-gruppi di disturbi del sonno:

  • DISSONNIE: sono dovuti ad alterazioni di ritmo, qualità e quantità del sonno come insonnia, apnee notturne e narcolessia.

  • PARASONNIE: sono caratterizzati da un evento anomalo e indesiderato durante il corso del sonno (sonnambulismo, sonniloquio, incubi, enuresi, bruxismo e sindrome delle gambe senza riposo).

Come abbiamo visto l’insonnia fa parte del primo gruppo , ma per essere ben classificata si fa riferimento ad una serie di caratteristiche, soprattutto si tiene conto di tre parametri:

  1. DURATA: varia da persona a persona e può modificarsi nel corso della vita dello stesso individuo. Vi è quella OCCASIONALE o TRANSIENTE (dura meno di una settimana e può essere dovuta a disordini ambientali o cambiamenti climatici, etc…), TRANSITORIA o ACUTA (dura meno di un mese), CRONICA (dura più di un mese e può essere causata da altre patologie).

  2. CAUSE: vi è l’INSONNIA PRIMARIA o NON ORGANICA quando il paziente non presenta cause fisiche apparenti che giustifichino lo stato insonne; INSONNIA SECONDARIA causata invece da patologie fisiche (iper-tiroidismo, arteriosclerosi per dirne alcune) o psicologiche (depressione, stress, ansia).

  3. TIPOLOGIA: l’insonnia può essere INIZIALE (si fa fatica ad addormentarsi), CENTRALE (frequenti risvegli durante il sonno), TARDIVA (ci si sveglia al mattino molto presto).

Tra poco vedremo le soluzioni fitoterapiche e comportamentali che possono portare beneficio a chi non passa le sue notti così tanto bene, ma prima vorrei parlare dei CENTRI DEL SONNO, in cui vengono studiati i casi più che altro cronici o recidivi, aggravati da altre patologie e condizioni. Generalmente lo studio delle condizioni del sonno di un individuo partono da un’accurata anamnesi medica e psichiatrica e da una registrazione di tutte le attività della persona nel corso delle 24 ore, compresi anche gli stati umorali, la stanchezza e il deficit dell’attenzione. Di solito viene richiesto l’uso di un diario del sonno da compilare anche con l’aiuto di altre persone che dormono o risiedono insieme al paziente, per registrare la totale attività notturna anche nel caso di disturbi inconsci come sonnambulismo, sonniloquio, incubi, etc… La POLISONNOGRAFIA è l’esame più completo ed è una registrazione strumentale di una notte di sonno (il paziente viene trattenuto in clinica) in cui vengono rilevate le varie fasi oniriche, la respirazione, il ritmo cardiaco, i movimenti muscolari, etc… e spesso viene utilizzata per cercare cause occulte che inficiano lo stato del sonno come le apnee notturne per esempio.

Alcuni Centri del Sonno italiani accreditati dall’AIMS (Associazione Italiana di Medicina del Sonno) si trovano a Torino, Milano, Bergamo, Genova, Bologna, Siena, Ancona, Roma, Bari, Lecce, Palermo e Messina, per citarne qualcuno. Nelle Marche, all’Ospedale Umberto I a Torrette di Ancona (reparto di Neurologia) è possibile rivolgersi ad un ambulatorio dedicato ai disturbi del sonno (probabile futuro Centro) guidato dalla bravissima Dott.ssa Laura Buratti. Per esperienza personale invito chiunque abiti in zona e necessiti di una visita o di una semplice consulenza, a rivolgersi all’ambulatorio sopra indicato.

Ora tratteremo le NORME DI IGIENE DEL SONNO, una serie di comportamenti che possono favorire fisiologicamente un buon riposo notturno. Sono facilmente applicabili, per questo molti individui sono molto scettici riguardo la loro efficacia, in realtà nella letteratura scientifica è stata documentato ben altro. In molti casi di insonnia, indipendentemente dalle cause scatenanti, la non osservanza di tali norme ha portato ad un peggioramento o addirittura alla cronicizzazione del disturbo, al contrario l’applicazione delle stesse ha dato risultati soddisfacenti quali la rimozione o l’attenuazione del problema.

Vediamo ora quali sono le norme di igiene del sonno suddividendole in base al campo di applicazione:

  • AMBIENTALI: si sconsiglia la sistemazione di apparecchi elettronici quali televisore, PC, telefono o di oggetti che richiamano stati di vegli come le scrivanie, nella stanza adibita al riposo. Questa inoltre deve essere sufficientemente buia, silenziosa e con una temperatura adeguata.

  • DIETETICHE: è noto quanto caffeina e analoghe sostanze eccitanti stimolino i centri nervosi, quindi sono da evitare in particolare nelel ore serali. Al contrario l’alcool è un sedativo, ma il suo effetto è molto breve e svanito questo il nostro organismo entra in uno stato di ipereccitabilità favorendo un sonno caratterizzato da continui risvegli. Anche la nicotina ha azione eccitante sui centri nervosi, oltre a poter favorire difficoltà respiratorie durante il sonno. Per quanto riguarda l’alimentazione, cibi ricchi in triptofano (un precursore di serotonina e melatonina) possono favorire il riposo e tra questi troviamo i carboidrati, il salmone, il tonno, le banane, la carne bianca, il latte.

  • COMPORTAMENTALI: è risaputo che devono essere evitati i sonnellini diurni, eccetto uno breve post-prandiale, soprattutto quelli dopocena a ridosso del momento del coricarsi. L’esercizio fisico e altre attività impegnative dal punto di vista intellettivo sono auspicabili nel tardo pomeriggio, ma da evitare nelle ore prima del riposo, così come … udite udite … il bagno caldo serale, in quanto è stato visto che la propensione al sonno corrisponde ad un abbassamento della temperatura che non riuscirebbe a regolarsi a ridosso del riposo. L’osservanza di orali regolari per coricarsi e alzarsi è molto importante per cercare di rispettare il nostro “orologio interno”, il complesso meccanismo neuro-ormonale di cui fanno parte alcune zone del sistema nervoso compresa la ghiandola pineale.

Le soluzioni fitoterapiche invece, partono dalle semplici ma comunque efficaci tisane, fino ad arrivare a dei veri e propri integratori. Vediamole insieme in modo che possiate scegliere ciò che fa più al caso vostro.

  • TIGLIO COMPOSTO (tisana/gocce): è un rilassante diurno e notturno del sistema neuro-vegetativo utilissimo contro ansia e stress. Se ne assume una tazza prima di coricarsi, ma nel caso di ansia diurna si può assumere una tazza anche durante la giornata. Le gocce possono essere assunte da 30-40 gocce 2-3 volte al dì lontano dai pasti. ATTENZIONE: nel caso di ipotensione può influire ulteriormente, in caso di debolezza ridurre il dosaggio o sospendere l’assunzione. 

  • MELISSA (tisana o capsule): è rilassante soprattutto del sistema gastro-intestinale ed è molto utile nei casi in cui il sonno fosse disturbato da reflussi, coliti, etc… La tisana può essere assunta anche 2 volte al giorno, di cui una prima di coricarsi; per le capsule è bene seguire il dosaggio scritto sulla confezione.

  • MELATONINA: aiuta nel regolare il sonno e per superare il disagio provocato dal jet-lag, proprio per questa sua capacità di agire sul ritmo circadiano. Si può trovare in gocce (addizionata con altre piante sinergiche) o in capsule; per l’assunzione delle gocce bisogna seguire il dosaggio sulla confezione, mentre per le capsule generalmente è di 1 al giorno prima di coricarsi. Generalmente coloro che soffrono di insonnia iniziale trovano un accorciamento dei tempi di addormentamento dopo un breve periodo di assunzione della melatonina. Essa non agisce come i farmaci ipnotici (benzodiazepine) alterando le fasi del sonno, poiché essa predispone fisiologicamente all’addormentamento senza provocare sonnolenza quasi immediata.

  • LITIO (oligoelemento): agisce sul sistema neuro-vegetativo in maniera molto tranquilla, senza provocare sonnolenza ma modulando la secrezione della serotonina e dell’adrenalina, soprattutto in quei casi in cui l’insonnia è data da sindrome premestruale o menopausa (NON ASSUMERE IN GRAVIDANZA). Si trova in pratiche fialette di vetro da bere con delle cannucce date in dotazione: 1 al mattino appena svegli e 1 prima di coricarsi. Di solito consiglio di tenerlo un pochino sotto la lingua per attivare più velocemente i recettori cerebrali.

Queste che vi ho elencato sono le soluzioni fitoterapiche più comuni, ma in caso di insonnia legata a problemi esterni (uno tra tutti la depressione) possiamo parlarne in via personale quando volete!

Come in tutte le cose che finora vi ho consigliato anche qui non poteva mancare il caro MAGNESIO CARBONATO da abbinare a una delle proposte sopra. Potete leggere i benefici di questo integratore nell’articolo cliccando qui.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo, spero di avervi aiutato nel caso in cui abbiate un pochino di problemini a dormire! Intanto ancora un abbraccio e vi auguro una buona serata.

A presto

Gloria