Buongiorno a tutti!

Come state? Io provengo dalla giornata di ieri caratterizzata da una bellissima festa in onore del matrimonio di due cari amici, un po’ stanchina ma caricata da un’ottima compagnia e un buonissimo pranzo! Ancora auguri agli sposi e buona luna di miele!

Oggi voglio trattare un argomento alquanto delicato con cui ho avuto modo di confrontarmi in molteplici occasioni durante le mie esperienze lavorative. Sto parlando del COLESTEROLO, dal greco “chole” (bile) e “stereos” (solido), che spesso è protagonista di falsi miti e paure ma che bisogna comunque tenere sotto controllo per evitare di procurare danni al nostro sistema circolatorio.

Come ormai è mia abitudine, vi parlerò dapprima delle caratteristiche di questa molecola lipidica che troviamo sia nei cibi che libera all’interno del nostro corpo, per poi passare ai rimedi naturali per tenerlo sotto controllo nel caso in cui raggiungesse i livelli limite.

Vi auguro una buona lettura e un buon proseguimento di giornata.

Un abbraccio e a presto.

Gloria

Il COLESTEROLO è un composto chimico a base lipidica e con quattro anelli di atomi di carbonio, naturalmente presente nel nostro corpo in quanto costituente di tutte le nostre cellule, fondamentale per il funzionamento cerebrale (infatti nella nostra testolina ve ne sono quantità davvero elevate) e matrice di gran parte del sistema ormonale del nostro corpo. Tra le funzioni positive del colesterolo, dato che viene spesso ricordato esclusivamente come acerrimo nemico della nostra salute, vi sono l’evitare l’eccessiva produzione di radicali liberi e quindi il prevenire l’insorgenza di malattie degenerative.Non essendo solubile in acqua, esso viene dapprima sintetizzato nel fegato, eliminato con la bile e una volta trasformato in sali biliari viene assimilato nell’intestino.

Si è sempre pensato, anche a causa di medici non al passo con le nuove teorie, che le malattie cardiocircolatorie dipendessero da un ipercolesterolemia che andava ad occludere le arterie fino a portare a infarti, ictus e quant’altro. In realtà da quando si è visto che il colesterolo interviene nella riparazione delle pareti dei vasi sanguigni rovinati, si è potuto dedurre che tutto dipende dall’infiammazione della parete stessa in quanto richiede una maggior quantità di colesterolo per essere recuperata. La terapia più in vigore è costituita da farmaci anti-colesterolo e diete poveri di grassi, senza tener conto che comportano solo un aumento del rischio di incappare in una qualche malattia cardiaca.

Ma cosa possiamo fare per non infiammare le pareti vasali e quindi limitare l’eccessiva produzione di colesterolo? Innanzitutto c’è da dire che l’alimentazione gioca il ruolo principale in tutto ciò. Infatti l’insorgere delle malattie cardiocircolatorie è stata associata a una dieta povera di vegetali, prevalentemente crudi, e ricca di carboidrati. Di questi ultimi vengono consumati quelli lavorati con farine raffinate e zuccheri industriali che possiedono un alto indice glicemico e vanno a creare un’iperglicemia a volte anche cronica. L’eccesso di glucosio nel sangue comporta DANNEGGIAMENTO DEI VASI SANGUIGNI, ISPESSIMENTO E INDURIMENTO ARTERIOSO – CAPILLARE, AGGREGAZIONE PIASTRINICA e MINOR TRASPORTO DI OSSIGENO DA PARTE DELL’EMOGLOBINA.

Un uso saltuario di questi cibi, ovvero non giornaliero, consente al pancreas di produrre la quantità necessaria di insulina per smaltire gli zuccheri presenti mentre il colesterolo compie il suo lavoro di riparazione. Ma un utilizzo eccessivo e costante comporta un lento danneggiamento dei vasi sanguigni e purtroppo ce ne accorgiamo solo quando il danno diventa irreparabile. Al contrario l’assunzione di cibi integrali e quindi a basso indice glicemico consente una graduale conversione in glucosio dando il tempo all’organismo di assimilarlo gradualmente nei tessuti senza creare un picco glicemico.

Altro danno compiuto da un eccesso di zuccheri avviene a livello intestinale, dove genera l’accrescimento della CANDIDA (vedi link). Automaticamente questo fungo comincia ad irritare le pareti intestinali che non riescono più a filtrare bene il cibo lasciando passare molte scorie nel flusso sanguigno. Tali scorie vanno ad infiammare ulteriormente le pareti dei vasi oltre a contribuire a uno stato di malessere generale dato, al momento e principalmente, dal disordine intestinale provocato dalla Candida. Inoltre è stato studiato che questo fungo abbassa di molto le riserve di vitamina B6 e Zinco con conseguenze importanti sul metabolismo dei grassi e la corretta locazione del colesterolo.

Quindi contrastando l’eccesso di colesterolo, che a questo punto provoca l’occlusione dei vasi sanguigni, è come darsi la zappa sui piedi da soli senza risolvere la matrice del problema ma bensì eliminando ciò che invece andrebbe a recuperare la situazione. Si innesca così un circuito dannoso da cui diventeremmo sempre dipendenti.

Come afferma il Dottor Rosedale “Se se si verifica un danno eccessivo nel nostro corpo, tale da rendere necessario del colesterolo supplementare attraverso il flusso sanguigno, non sembra molto saggio abbassare il colesterolo e semplicemente dimenticare il perché si è formato. Sembrerebbe molto più intelligente ridurre il maggior fabbisogno di colesterolo riducendo l’infiammazione cronica”.

PERCHE’ SI DICE COLESTEROLO BUONO e COLESTEROLO CATTIVO? Per COLESTEROLO CATTIVO (LDL) si intendono le lipoproteine a bassa densità, mentre per COLESTEROLO BUONO (HDL) quelle ad alta densità. Le prime, nonostante sia molto utili all’organismo, in particolari situazioni, si modificano strutturalmente e si infiltrano nei vasi sanguigni occludendoli. Le HDL invece riescono ad agganciare il colesterolo in eccesso trasportandolo verso il fegato in cui viene convogliato nell’intestino per essere espulso con le feci. Ora nelle analisi del sangue non si valuta più solamente la quantità totale di colesterolo (non deve essere superiore a 200 mg/100 ml di sangue) ma anche la percentuale di colesterolo buono rispetto al totale, in grado di liberare i vasi sanguigni e ripararli.

Inoltre è stato anche dimostrato che le statine, i farmaci prescritti in caso di ipercolesterolemia, ipertensione, aterosclerosi, etc… sono calcio-inibitori, ovvero riducono notevolmente la quantità di calcio presente nel nostro corpo, possono portare al tumore alla mammella e provocare crampi muscolari. Quindi prima di ricorrerre all’uso giusto o meno delle statine proporrei di utilizzare dei rimedi naturali che contribuiscano a ripristinare il giusto equilibrio del colesterolo e glicemico.

Vediamo ora quali sono i rimedi sopracitati e poi passeremo a parlare di come possiamo aiutarci anche con l’alimentazione.

  • OLIVO: è uno spazzino delle arterie poichè ottimo integratore di grassi buoni, ha inoltre funzione vasodilatatrice e ipoglicemica. Si trova in tintura madre (40 gocce per 3 volte/giorno lontano dai pasti), gemmoderivato (vedi tintura madre) e capsule (da 4 a 6 al giorno a seconda della ditta produttrice)

  • TARASSACCO e CARCIOFO: sono disintossicanti e depurativi del fegato, il carciofo va a lavorare anche sui dotti biliari. Si trovano in tintura madre, macerato glicerico, capsule o tisane. Per la posologia è da seguire quella proposta dalla ditta produttrice.

  • MAGNESIO CARBONATO: contrastando l’ossidazione dei radicali liberi e aumentando il metabolismo dei grassi, riduce il colesterolo LDL aumentando l’HDL. Assumere un cucchiaino da tè (di plastica) di polvere in mezzo litro di acqua a temperatura ambiente da bere a piccoli sorsi durante la giornata o in un bicchiere lontano dai pasti (vedi link).

  • ZINCO: aumenta il metabolismo dei grassi e riduce l’infiammazione dei vasi sanguigni. In oligoelemento assumere una fialetta al giorno al mattino a digiuno o lontano dai pasti.

  • RISO ROSSO FERMENTATO: contiene monacolina K, una sostanza con azione simile a quella delle statine, tanto da non poter essere assunto per lungo periodo in quanto può avere gli stessi effetti collaterali delle statine stesse. Seguire la posologia riportata sulla confezione.

Ecco ora gli alimenti e le buone norme alimentari che possono aiutarci a prevenire l’infiammazione vasale e l’eccesso di colesterolo nel sangue.

  • ELIMINARE LO ZUCCHERO INDUSTRIALE (BIANCO), PREFERENDO, MA LIMITANDO COMUNQUE, DOLCIFICANTI NATURALI (sciroppo d’agave, miele, zucchero di canna, stevia, etc…).

  • ELIMINARE I PRODOTTI A BASE DI FARINE RAFFINATE, O LIMITARLI COMUNQUE, PREFERENDO LE FARINE INTEGRALI.

  • LIMITARE IL GLUTINE E I LATTICINI che contribuiscono all’infiammazione.

  • ASSUMERE CIRCA 10 AL GIORNO TRA MANDORLE, NOCI, NOCCIOLE e NOCI BRASILIANE che aumentano minerali e grassi buoni.

  • AGLIO: riduce il rischio cardiovascolare pulendo le arterie, rafforzandone le pareti e riducendo i livelli di colesterolo.

N.B: l’ipercolesterolemia, come è stato più volte ribadito in questo articolo, non è una patologia da sottovalutare. Pertanto si consiglia di effettuare sempre il controllo ematico e una visita dal proprio medico curante o specialista nel caso in cui i valori siano molto al di sopra dei limiti o non si abbassino.

Ecco qua, siamo giunti alla fine dell’articolo e qui tengo a sottolineare l’importanza dell’ESERCIZIO FISICO oltre che degli accorgimenti e i rimedi sopraelencati. Un’attività fisica, soprattutto se aerobica (corsa, nuoto, ciclismo, etc…) aumenta la frazione HDL e affinchè sia efficiente dovete … sudare!!! 

Detto ciò vi saluto e vi auguro un buon pomeriggio e per chi si sta apprestando … un buon esercizio fisico!

A presto e un abbraccio di nuovo!

Gloria