Buongiorno e buona domenica a tutti!

Oggi ho deciso di scrivere questo articolo a seguito di una serie di associazioni di idee che mi sono venute in mente da qualche giorno, prima fra tutte “MA QUANTA PLASTICA DOBBIAMO RICICLARE?“. Non so i vostri, ma il nostro raccoglitore della plastica è sempre abbastanza pieno nonostante si cerchi di ridurla il più possibile. Quasi tutto è fatto con questo simpatico materiale costituito da macromolecole principalmente derivate dal petrolio, colorato e divertente, ma che … impiega dalle centinaia alle migliaia di anni per degradarsi e finchè non si degrada inquina. Ultimamente sono incappata in vari manifesti, video e volantini che invitano le persone a rispettare le norme per la differenziazione dei rifiuti e a scegliere consapevolmente i prodotti. MA PERCHE’ SI STA FACENDO TUTTO QUESTO? Vediamolo insieme!

Buona lettura e buona serata! 

Un abbraccio

Gloria

E’ innegabile che l’invenzione delle materie plastiche (PVC e PET) sia stata una svolta a livello pratico ed economico, ma ciò è andato a discapito dell’ambiente poichè non sono biodegradabili e vanno correttamente smaltite. Il PET è la tipologia più utilizzata poichè è il materiale con cui vengono prodotte le bottiglie per l’acqua minerale e per molte altre bevande, quindi ha un utilizzo molto ampio. Nonostante impieghi circa 1000 anni per degradarsi, il PET è totalmente riciclabile, l’importante è che il consumatore si impegni in una raccolta differenziata responsabile! Da qualche tempo alcune ditte stanno promuovendo la produzione di plastiche degradabili e ciò è davvero una buona cosa. MA COME FANNO A DEGRADARSI?

Ne esistono di varie tipologie a seconda del tipo di degradazione a cui vanno incontro una volta disperse nell’ambiente. Premetto che se tutti avessimo un sano senso civico e un minimo di amor proprio nonchè del nostro pianeta, basterebbe utilizzare diligentemente un pratico bidoncino per la plastica piuttosto che disperderla nei boschi mentre si fa la passeggiata o sulla spiaggia durante la tintarella. Ma torniamo a noi ed elenchiamo le varie tipologie di plastiche degradabili.

  • IDROLIZZABILI: la degradazione avviene tramite l’acqua 

  • FOTODEGRADABILI: l’agente degradante è la luce solare

  • BIODEGRADABILI: gli spazzini di turno sono solitamente i nostri amici batteri (come le buste per frutta e verdura entrate in vigore quest’anno)

Ok, benissimo, ma nonostante tutto, nonostante queste nuove invenzioni … bisogna fare di più! Secondo le stime nei mari si riversano fino a 15 MILIONI DI TONNELLATE L’ANNO di materie plastiche e non vi è una zona esente, le aree sono tutte inquinate anche perchè non contamina solo chi sta sulla terraferma ma anche chi sta in mezzo al mare (piattaforme petrolifere, navi da crociera, navi mercantili, etc…). Inoltre alcune reazioni di biodegradazione avvengono solo con condizioni ottimali, come ad esempio la temperatura.

MA PENSATE CHE IL PROBLEMA STIA NEL NUOTARE ACCANTO A UNA BOTTIGLIA DI DETERSIVO O A UNA BUSTA PER LA SPESA? 

Questo semmai non è nemmeno un puntino dell’iceberg … il vero problema è che tutta quella plastica sta distruggendo gli ecosistemi marini perchè molti organismi stanno morendo in quanto intossicati dalle microplastiche (sott’acqua con la luce solare diventano luminose e vengono scambiate per appetitosi microrganismi) o intrappolati in buste, gomme, etc… e sono a rischio di estinzione! Secondo i dati al momento quasi 700 specie marine risultano contaminate dalla plastica e in alcune ne sono stati trovati frammenti nello stomaco. A questo punto non è detto che da qualche tempo anche il genere umano non stia ingerendo plastica senza rendersene conto!

QUINDI COSA POSSIAMO FARE TUTTI PER LIMITARE ULTERIORI DANNI?

Esiste una sorta di menefreghismo di fronte a certi, seppur enormi, problemi: “PERCHE’ SE GLI ALTRI NON LO FANNO DEVO FARLO IO?“, “MA CAPIRAI NON LO FA NESSUNO!“, “NON HO ASSOLUTAMENTE TEMPO!“. Lo ammetto, fino a qualche anno fa ero anche io così, mi impegnavo su tanti fronti tralasciando ciò che avevo davanti agli occhi. Ma non dobbiamo essere ciechi di fronte all’evidenza. Partiamo dal presupposto che il pianeta Terra sia casa nostra e tutti noi che ci viviamo, animali compresi, siamo una grande ed unica famiglia (parlando in termini di ecosistemi che si influenzano tra loro è proprio lo stesso concetto), ognuno collegato all’altro. Bene, voi buttereste mai i rifiuti dentro casa vostra o dentro la vostra vasca? Se vedete il pavimento macchiato lo pulite o lasciate che lo sporco dilaghi? Ai vostri figli e nipoti lascereste mai la casa sporca e insalubre? Direi che queste siano domande retoriche a cui ognuno di voi darà la stessa risposta. Proprio per questo consideriamo che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare molto … già solo avere in mente il pensiero di cambiare è un grandissimo passo avanti!

 

SE L’UOMO SPUTA SUL SUOLO, SPUTA SU SE STESSO. CIO’ CHE ACCADE ALLA TERRA ACCADE AI FIGLI DELLA TERRA. NON E’ L’UOMO CHE HA TESSUTO LA RAGNATELA DELLA VITA; LUI NE E’ SOLO UN FIGLIO. CIO’ CHE FA ALLA RAGNATELA LO FA A SE STESSO”

Capo Seattle, 1853

E allora vediamo insieme come possiamo ridurre il consumo di plastica e quindi il conseguente inquinamento.

  1. ELIMINARE LE BOTTIGLIE DI PLASTICA PER L’ACQUA: esistono vari modi per rendere potabile l’acqua del rubinetto laddove essa non sia bevibile (filtri, caraffe depurative, stazioni di raccolta cittadine, frigogasatori)

  2. EVITARE L’USO DI BICCHIERI E STOVIGLIE IN PLASTICA

  3. NON UTILIZZARE BUSTE DI PLASTICA: prediligere le grandi borse riutilizzabili per la spesa

  4. CERCARE DI FARE SUCCHI DI FRUTTA E YOGURT IN CASA: eviterete di dover smaltire parecchi contenitori

  5. DOVE E’ POSSIBILE SAREBBE MEGLIO COMPRARE I PRODOTTI SFUSI: in alcuni supermercati sono disponibili per varie tipologie di alimenti o altro, degli appositi dosatori grazie ai quali è possibile comprare la quantità di prodotto desiderata

  6. DIFFERENZIARE CORRETTAMENTE

  7. COMPRARE I DETERSIVI ALLA SPINA O CERCARE DI PRODURNE IN CASA ATTRAVERSO INGREDIENTI NATURALI: come per gli alimenti, in alcuni negozi, anche per i detersivi è possibile riutilizzare gli stessi contenitori. In alternativa utilizzando semplicemente aceto, bicarbonato, limone ed oli essenziali, è possibile crearli home-made!

RICETTINA PER IL DETERSIVO PER I PIATTI 

  • 3 limoni

  • 400 ml di acqua

  • 200 g di sale

  • 100 ml di aceto bianco

Tagliate i limoni e togliete i semi. Quindi passateli nel frullatore con un po’ di acqua e il sale. Mettete la miscela in un tegame con il resto dell’acqua e l’aceto e fate bollire per 10 minuti. Quando il composto si sarà ristretto, lasciate raffreddare per poi versarlo in contenitori di vetro.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo attraverso il quale spero di avervi sensibilizzato a cambiare qualcosina del vostro stile di vita per vivere più responsabilmente e in salute. L’elenco soprastante è una linea indicativa per cominciare ad approcciarsi, chiaramente con un po’ di inventiva si riesce tranquillamente ad espandere tali propositi anche verso altri prodotti o azioni quotidiane.

Vi auguro un buon proseguimento di giornata e a presto!

Gloria