Buongiorno a tutti!

Finalmente oggi sembra una giornata un pochino più fresca! Quest’anno, non so voi, ma io soffro il caldo molto di più! Sarà che coi bimbi non sto un attimo ferma, sarà che comunque non sono un tipo tranquillo, ma sempre in stra-iper- movimento, sta di fatto che mi piace vedere qualche bel nuvolone che porti un pochino di refrigerio! Ma ad ogni modo prendiamo quello che viene … anzi cerco di non lamentarmi più di tanto, perchè poi magari viene di peggio e non è il caso! A proposito di caldo, agitazione, ansia, etc… oggi voglio trattare un argomento che mi riguarda anche personalmente e che è sintomo proprio delle sensazioni citate sopra. Ciò di cui sto per parlarvi è l’ONICOFAGIA, ovvero il mangiarsi le unghie. Io ne soffro sin da piccolina, a volte ora riesco ad evitare, ma spesso senza pensarci e senza accorgemene ricado in questo “vizio” (come diceva mio nonno), che non è molto simpatico nè da vedere nè per le conseguenze che porta. E’ un disturbo che colpisce bambini e adulti, ma che nei primi denota stati emotivi di cui loro non riescono a fornire nota data la loro incapacità, condizionata anche dall’età, di parlare a pieno delle loro emozioni.

Ora vi lascio ad una buona lettura e vi auguro un buon proseguimento di giornata!

A presto e un abbraccio

Gloria

C’è chi si limita a mangiucchiare solo le unghie e chi invece “si diverte” a giocare con le pellicine fino a procurarsi delle ferite, in ogni caso questi episodi vanno sotto il nome di onicofagia. A volte tutto ciò nasconde degli stati ansiosi, di rabbia o di disagio che vengono scaricati sulle proprie mani, cioè sulla parte di noi che agisce, quasi come punizione poichè non si è riusciti a fare ciò che si voleva ottenere. Il bambino che si mangia unghie e pellicine sembra cercare una qualche consolazione a fatti stressanti che caratterizzano le sue giornate (scuola, sport, a volte, purtroppo, litigi familiari, etc…) e con questo stato d’animo tende ad essere irrequieto, distratto, dorme agitato e si dimentica le cose. A questo punto utilizza le mani come se fossero “la copertina di Linus“, un metodo per calmarsi e stemperare la tensione. Aiutare il proprio bimbo ad esternare le emozioni dando loro un nome o identificandole con un’immagine, un personaggio o un disegno, è già buona cosa

Ad esempio, ho già visto con il mio primo figlio, di quasi 3 anni, quanto per lui sia difficile capire il sentimento della rabbia. Soprattutto nel famoso periodo dei capricci (terribili 2 anni) in toto e, passatemi il termine, per toto, faceva delle scenate tremende, vere e proprie tragedie greche. All’inizio reagivo con ansia e nervosismo, ma dopo un po’ di queste manifestazioni ho capito che la sua non era solo rabbia, ma anche paura. Sì paura … paura per ciò che lo stava assalendo e che lui non capiva. Ho imparato a dirgli “TRANQUILLO NON E’ NULLA, SEI SOLO ARRABBIATO ED E’ NORMALE” abbracciandolo (se si faceva abbracciare) e rassicurandolo. Il suo capriccio non veniva soddisfatto ovviamente, la mia posizione rimaneva ferma e irremovibile, ma lui imparava a fidarsi e ad aprirsi senza scendere in comportamenti da strapparsi i capelli.

Altro esempio è stato quando è arrivato il fratellino. Il “grande ma piccolo” (come lo chiamo io!) non si mangiava le unghie, ma si mordeva le maniche fino a ridurle in cenci bagnatissimi. Evidentemente, e questo è stato anche confermato dal pediatra, era la sua soluzione per sopperire alla tempesta emozionale propria della fase-gelosia. Abbiamo cercato di non stargli troppo sopra, distogliendolo con un gioco o un’attività e il tutto si è risolto sia col passare dei mesi che con … l’arrivo dell’estate … maniche lunghe abolite!

Quindi, tornando al discorso iniziale, per esperienza personale, consiglio di trovare qualsiasi modo adatto all’età del bambino per far uscire le sue emozioni represse, stando ovviamente molto attenti ai campanelli d’allarme (cambiamenti nel comportamento, nell’alimentazione, nel sonno, etc…).

Vediamo ora come possiamo aiutare i nostri cuccioli a calmare l’ansia e il nervosismo con delle buonissime tisane naturali!

PASSIFLORA, BIANCOSPINO E TIGLIO FANNO AL CASO NOSTRO!!

N.B: LA CAMOMILLA TANTO AMATA DAI NOSTRI NONNI PUO’ ANDARE BENE MA A GIORNI ALTERNI PERCHE’ A LUNGO ANDARE CREA L’EFFETTO OPPOSTO, CIOE’ AGITA! E non mi sembra il caso!

  • Prima della nanna dare al bimbo un infuso di Passiflora dolcificato con un cucchiaino di miele di tiglio. (vedi link)

  • Se il periodo è particolarmente stressante (verifiche, interrogazioni, gare sportive, etc…) creare un infuso misto di Passiflora, Tiglio e Biancospino e preparare una tazza di tisana con un cucchiaino delle 3 erbe miscelate e dolcificare a piacere. Dare da bere 2-3 volte al giorno.

Altra precauzione molto importante è quella di mantenere la pelle delle manine sempre idratata, poichè secchezza e screpolature favoriscono l’insorgere del disturbo onicofagico. Quindi via libera a creme e oli idratanti (vedi link) o anche al semplice gel di aloe (vedi link). Soprattutto la sera prima della nanna è buona norma eseguire un bel massaggio idratante alle manine dei piccoli … inoltre li rilasserà!

Bene, eccoci arrivati alla fine di questo “bimbarticolo”! Per qualunque informazione e chiarimento sui rimedi fitoterapici non esitate a contattarmi! 

Un abbraccio e a presto!

Gloria